martedì 31 agosto 2010

Ferragosto + 7

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sugli occhi han le fette.

Essi hanno atteso dei bambini quasi invano, con la chitarra in mano e stravaccati sul divano, caso strano. all'arrivo dei bambini mano nella mano saliamo i quattro gradini per giungere al prato dove li delizieremo con i nostri giochini e rappresentazioni teatrali mimate con deliziosi vestitini.

oggi abbiamo avuto solo una decina di presenze, cosa che ha pregiudicato l'ottimo svolgimento delle nostre danze e l'accrescersi delle nostre panze (da birra) col decremento del lavoro e del nostro decoro.

il paesaggio qui è davvero maestoso, al pomeriggio è spesso ventoso (come in ogni ambiente montuoso) e cotal pace ci induce al riposo non è così per gli autoctoni, dato che il lavoro nei campi impone i suoi tempi ma alla sera prendono il volo e con ampi zompi per recarsi allo stadio ascoltando la radio.

giocando a pallavolo georgiani ginnici tirano missili supersonici in faccia a volontari italianici storditi e dalle pallonate feriti. giunte le sette, con le ginocchia distrutte e le anime sfatte rivogliamo lo strumento di gioco, fortuna che al nostro capo Laura (mica come quell'altra) basta poco e con voce di fuoco spezza le reni alla resistenza senza nemmeno l'impiego di una prova di potenza.

alla mattina dello stesso giorno ma un po' prima, non troppo presto ma nemmeno troppo tardi, fuori dal letto siam rotolati, vegliardi come dei bardi sardi punzecchiati dai cardi, dai sacchi a pelo ancora bendati e dall'alcool pesantemente sedati a messa del fronte di casa l'ormai stanca truppa si è recata e invitata da padre Pata (facente gli onori di casa in maniera delicata) in prima fila si è accomodata tra la folla incuriosita che guardava i cinque volontari dall'aria astuta.
durante la messa, la folla perplessa fissava con aria lessa il celebrante dall'aspetto attraente che con voce suadente [3] spiegava le arringhe di Cristo sofferente.

Ormai giunti alla serata i volontari si guardano con aria disperata. l'ultima birra se n'è andata e la dispensa è svaligiata.

da khizabavra è tutto, vi lasciamo alle estrazioni dell'ordine per l'utilizzo dei bagni.

[3] mandando un sms con scritto "kartuli arvitzi" al numero 9865552738 abbiamo scelto la modalità "lingua italiana" per il celebrante, con un sms con scritto "non parlo italiano" sarebbe stata possibile l'opzione in georgiano.

FOTO del campo di gioco la preparazione è sempre un'emozione. si spala via lo sterco in modo alterco

lunedì 30 agosto 2010

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Sono partita, ho vissuto e sono tornata. Sono passati ormai tanti giorni eppure la Bolivia è ancora lì, nel mio cuore.

L’esperienza boliviana è finita, tutto sembra così lontano, passato direi, eppure oggi più che mai la Bolivia è viva nel mio cuore.

Strano, vero? Dopo tanto girovagare, una breve parentesi abruzzese, un matrimonio in Puglia, oggi sono qui, sola soletta nella mia casa milanese e davanti al mio zaino ancora da disfare (ebbene sì, care amiche, compagne di viaggio, non sono poi così “perfetta”!!!) tutto riaffiora con forza: gli odori, i colori, i sapori, le storie ascoltate, le persone incontrate, i luoghi visitati, ma soprattutto quegli occhi neri, profondi che tutte le mattine aspettavano con gioia di incrociare il mio sguardo e che tutte le sere mi salutavano con riconoscenza, trafiggendomi il cuore.

Ebbene sì, sono loro, i bambini di Sayaricuy la mia Bolivia.

Una Bolivia contraddittoria dove la povertà diffusa stride con una ricchezza incredibile di culture e di tradizioni lontane, ma ancora molto vive, incapaci però di innescare un vero processo di sviluppo.

Dove i paesaggi si alternano in maniera quasi prepotente: la catena andina che con le sue vette innevate sembra toccare il cielo, le distese senza fine degli altipiani dove non vedi la linea dell’orizzonte, ma vai oltre con lo sguardo e capisci allora che cos’è l’infinito, le foreste della zona
tropicale così fitte e piene di colori.

Dove il sole ti scalda la pelle e a volte te la brucia, ma dove il freddo ti colpisce inaspettatamente.

Dove le bellezze naturali contrastano con le miserie che s’incontrano durante il cammino.

Dove la gente, tanta, vive con dignità il proprio destino.

Dove i bambini che crescono nella *calle*, nella violenza e nella miseria più totale, ti rispettano per quello che sei e per quello che fai ti sono riconoscenti. Bambini che pur vivaci e a volte anche un po’ difficili, ti sanno ascoltare. Bambini con sentimenti veri, puri e inaspettatamente ricchi di valori.

Non dimenticherò mai le parole di quei piccoli di strada l’ultimo giorno a Sayaricuy, un giorno di festa per loro, con la *comida* italiana e i regali per tutti. Un grande insegnamento di vita, per me che pur vivendo nell’abbondanza a volte sono “infelice” e per questo sempre alla ricerca di altro.

Eppure basta veramente poco per essere felici.

Insomma, la Bolivia, una terra così lontana dalla mia terra, ma che oggi posso dire sentire anche un po’ mia.

Federica

Ferragosto + 6

3 commenti:
Il primo giorno della nuova ditta-tura della ragazza senza nome si rivela una tirannia con poche vie d'uscita dalla stessa. Viola (nome con la "v", vedi post precedente, attribuito a tavolino al nuovo capo) pone alcune basilari terribili limitazioni alla nostra libertà di esistere e realizzarci in un mondo migliore libero dall'inquinamento, da degrado, dal cemento, da Lost e dal buco nell'ozono.


- il suo titolo è benevola protettrice dei lavoratori dei campi dei cantieri della solidarietà della caritas della diocesi della città di milano.

- rivolgersi ad essa con plurale che solo in un secondo momento è stato definito nella formula unica di "essi"(in precedenza chiunque avesse avuto necessità di rivolgerle parola non sapeva quale delle tre forme plurali usare e quindi brancolava nel buio piangendo)

- mai guardarla negli occhi

- inginocchiarsi e porgere la schiena nuda per alcune cinghiate ogniqualvolta la si incontra

- intingere la fibbia della cinghia nel veleno su richiesta del capo

- porgerle la cannuccia del bicchiere da cui sorseggia incessantemente un mojito fresco

In seguito le organizzazioni sindacali da noi stessi create hanno finalmente organizzato libere elezioni a suffragio universale ed a scrutinio segreto, che hanno portato all'elezione di Laura con maggioranza schiacciante.

ok, cambio delle regole della grammatica e della sintassi della lingua italiana (no punteggiatura, no articoli e verbi all'infinto). possibili future ed ulteriori modifiche all'idioma della terra dei cesari.

Giuseppe Oh vi spiacere se accendere pezzetto di luce

Luce non si accendere e tutti ridere

Cibo in frigo andare male

Adottare tattica attesa sperare che presto tornare corrente

Essere diciotto e venticinque di pomeriggio quindi scrìvere quello che succedere questa sera anche se non essere già accaduto

Questa sera quindi noi fare tutto ciò che essere possibile per farlo accadere davvero

ora essere ventidue e zero otto quindi ignorare tre righe sopra

rendere necessario cambiamento di programma per ultima parte del post

ora io sapere cosa succedere prima di scrivere quello

padre Pata essere cordiale persona e ospitale

Lorenzo appena vedere khizabavra chiedere a misha di potere tornare con lui ad Arali

nuovo cambio delle regole della grammatica e della sintassi (nomi tutti al plurale, no preposizioni, verbi al participio presente, no punteggiatura)

Vardzia

climax della giornata: arrivante Vardzia

parcheggiante comprante i biglietti salente le montagne visitante le case scavante ipogee scendente profondi tunnel bruchiformi uomini cadente buchi arrivante vicini uscite uscente

trascorrente piacevoli giorni.

Khizabavra paesaggio spettacolo.

Ferragosto + 5

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Con-testo

Colazione da Micha. Discussione sul nuoto. Lorenzo: "io sono bravissimo a cocker, è uno stile dignitosissimo perchè quando nuoti tieni sempre la testa bella alta, non come tutti gli altri ignorantoni e zoticoni che continuano a fare su e giù con la testa per respirare."

Passaggio di potere

La dipartita del capo ha lasciato un vuoto...incolmabile? Per parecchie ore abbiamo vagato senza meta per le strade del paese in cerca di un nuovo leader fino a quando non è apparsa una donna scaltra, voluttuosa, volubile (Lorenzo: "Oh, mettici un po' di aggettivi con la v"), vispa, veloce, violenta, verace, vendicativa, Vardzia (una breve spiegazione: Vardzia è il paesino che visiteremo a F +6), vintage, vegetariana, vegana e vanitosa che non ha nemmeno portato un nome con sé in Georgia, a ricordarci che il boss ora è lei...un po' però come ci era già stato detto ieri in riunione quando Lorenzo, avendo saputo che il capo sarebbe diventata la ragazza senza nome (e forse senza cognome), commentava: "Io non capisco perché il capo lo devi fare tu se lui (indicando Giuseppe) è più vecchio."

Linea di funzionamento del gruppo

In caso di problemi falsi e tendenziosi, abbiamo deciso di stare fermi aspettando che le cose volgano a nostro favore. Perché fare ciò? Non lo so, però c'ho ragione e i fatti mi cosano. Insomma, in sostanza, cioè...ci sono 2 possibilità di funzionamento: la pietà e l'indifferenza. Con la prima spingi l'altro ad aiutarti...o meglio...a fare ciò che dovresti fare tu al tuo posto. Con l'indifferenza (al problema), tu aspetti e speri che un altro venga afflitto dal tuo stesso problema e lo risolva anche per te.

Con-testo

Cena e discussione su "varie ed eventuali". Giuseppe: "Io comprerei un marsupio per metterci dentro le chiavi".

Cose vere di oggi

- gita da Stalin


- bambini impanati


- cena di brindisi (in Georgia, non in Puglia)


- discussione sull'amore e l'egoismo (terminata alle ore 1.30 del giorno F + 6)

- scoperta che la distanza tra il campo base e il centro nevralgico delle operazioni è di un vitello dai piedi di balsa.


Cose finte di oggi

- fiume di lacrime all'addio (è l'ultimo nostro giorno ad Arali)

Frase conclusiva

ciao

Ferragosto + 4

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Georgia

Sembra passata un'eternità...quindi vi proponiamo un questionario sui post fin qui scritti e dal vostro punto di vista letti.


1. Preferiresti morire vergine o martire?

2. Nella scala dei valori a "stare sopra" potrebbe portare dei vantaggi? se si, quali? se no, perchè? motivare in maniera esauriente.

3. Qual è il post preferito da Lorenzo?

4. Voi sapete se Pata è il parroco di Kisabavra?

5. Sapete se il parroco di Kisabavra starà con noi per tutto il campo o solo per un po'?

6. Sapete quanto è questo po'?

7. Avete individuato il sistema di riferimento per il conteggio dei giorni di calendario del campo? Sapreste spiegarlo ad un'altra persona? Sapreste spiegarlo anche a noi?

8. Alla domanda 2 del post "Ferragosto +5", cos'hai risposto?

10. chi è Dato?

11. come mai manca la domanda nove?


se hai risposto A ad almeno tre domande vuol dire che siamo una personalità compatta, un punto di riferimento per gli amici e, talvolta, anche per i nemici che, in fondo in fondo, ci stimano.

se hai risposto B ad almeno tre domande vuol dire che le tue personalità sono spesso in conflitto tra di loro. cerca almeno di evitare di prenderti a pugni quando sei in coda alle poste.

se hai risposto C ad almeno tre domande vuol dire che l'erba del vicino è sempre la più verde nonostante ciò non te ne fai un cruccio dato che di notte ti rotoli a sua insaputa sulla sua erbetta.

se hai risposto D ad almeno tre domande vuol dire che hai risposto ad un altro questionario. fai il nostro e ne riparliamo.

bho...vorremmo dire qualcosa della scena di oggi, sui draghi cinesi che parlano dialetto o sulle infermiere georgiane che ciulano le mappe agli elfi. ma anche no.


si sta come in agosto

sui campi

i cardi

ps: un pensiero all'amico giuseppe che giace in coma etilico grazie alla generosa ospitalità georgiana.


BREAKING NEWS : Giuseppe è in doccia da 25 minuti, vivo?

mercoledì 25 agosto 2010

post Thai

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dopo 53 ore di viaggio e due notti in albergo a spese della turkish eccoci a casa..

sarà per il fuso o chissà cos'altro ma non riesco a dormire..

le tre settimane di cantiere sono un po' un mondo a parte..ti immergi in una realtà che non ti appartiene con gente inizialmente sconosciuta..pian piano inizi a cercare di capire quella cultura cosi strana e inizi a conoscere le persone che x caso stanno vivendo e condividendo questa esperienza con te..fino a che arrivi a sentirti a casa e a considerare i tuoi compagni amici a cui confidi le tue paure, le tue gioie e dei segreti che magari non hai mai confidato a nessun'altro..tanto che adesso mi sembra cosi strano svegliarmi e non essere nella mia camera di Takuapa con le mie compagne di stanza..

il difficile adesso è raccontare qui nella vita di tutti i giorni cosa ho vissuto in una terra a 5 ore di fuso orario..quei profumi, quei sorrisi, quegli sguardi..ma per fortuna il cantiere non è proprio cosi un mondo a parte..il frammento piccolissimo di Thai che ho scoperto ha lasciato un'impronta indelebile e non sono sola a raccontarla..di sicuro l'amicizia con gli altri cantieristi non si dissolve nel giro di 24 ore..o almeno spero :)

Deda

lunedì 23 agosto 2010

5 commenti:
Cinisello Balsamo, 154 m s.l.m.

Lunedì 23 agosto 2010, h. 1.00

Nuovo idolo: Daddy Yankee, star portoricana (ho studiato) che canta il tormentone: ”Que tengo que hacer”, colonna sonora della mia estate 2010, tanto tamarra e tanto dolce alle mie orecchie.
Esattamente un mese fa partivo per la mia avventura.
Ora a tre giorni dal mio rientro scriverò della nostra avventura.
Sono sola, seduta sul divano con il computer sulle gambe. Narrare di cosa è stata la Bolivia è molto più complicato di quanto pensassi. Allora partirò da questo: sono sola.
Eppure è come se intorno a me percepissi ancora lo sguardo corrucciato di Benjamin, il sorriso di Omar, l’occhio di Husto, quello buono, quello che non vede ma ti guarda, ti trafigge e quando sei pronta a farti colpire, questo è capace di scatenarti un’ondata d’amore come poco altro è mai stato capace di fare.
Galletas de agua.
Eppure è come se intorno a me vedessi le manine di Josè Louis mentre costruisce quelle lettere tanto semplici e tanto cattive per lui. Lettere che hanno l’ingrato compito di ricordargli il chi e il cosa ma che probabilmente non gli riveleranno mai il perché.
Mate de coca.
Eppure è come se intorno a me sentissi la vocina esile di Saul che mi domanda perché ce ne dobbiamo andare – Perché in Italia mi aspettano, ho un lavoro – rispondo banalmente. -Vieni qua a lavorare!- mi dice lui con candore.
Incredibile come un bambino di 9 anni possa metterci in crisi con 4 semplici paroline.
Papaia.
Eppure è come se intorno a me sentissi ancora la musica che ci trasporta e ci fa danzare.
Caporales.
Eppure è come se intorno a me vedessi i ragazzi ancora seduti ai tavoli con le mani nel piatto per raccogliere l’ultima goccia sugo della pasta italiana preparata per loro e del putiferio scatenata alla domanda:- Qualcuno vuole ancora un po’ di pizza?-. Lo scrivo e ancora mi vien da ridere.
Salteña.
Eppure è come se intorno a me si celebrasse ancora la Messa a lume di candela con i campesinos.
Palta.
Eppure è come se intorno a me vedessi qualche bellissima cholita (capelli traditori!)
Chicha.
Eppure è come se intorno a me vedessi l’orologio che segna le cinque. Io da quelle carceri potevo uscire. Loro no e ne sentivo il soffocamento.
Empanada.
Eppure è come se intorno a me vedessi orde di monos che attaccano il nostro eroe, ma lui impavido le affronta e le sconfigge tutte, conquistando i cuori di tutte le belle ortolane di Cochabamba (per vedere questo mi sono concentrata molto...).
Mango (anche qui molta concentrazione...)
Eppure è come se intorno a me sentissi i pensieri della mia socia.
Taquiña.
Eppure è come se intorno a me sentissi la contentezza della mia vicina.
Cancha.
Eppure è come se intorno a me sentissi: ”Lasciatemi solo!”
Yucca.
Eppure è come se intorno a me sentissi “uffa, smettetela di dirmi che sono piccola!” No, non lo sei e l’hai dimostrato. Ciò non toglie che siamo un po’ infami e forti di un sano nonnismo... continueremo a prenderti un po’ in giro!
Chirimoya (la prossima volta...)
Eppure è come se intorno a me vedessi una minuta figura di ragazza.
Coca, anche Cola.
Eppure è come se intorno a me vedessi ancora chi gioca a “Trova le cantieriste!”
Amuchina (questa sto cercando di eliminarla dalle mie visioni!)
Eppure è come se intorno a me sentissi qualcuno che par me dovrebbe andare a la escola perché ha juegato molt all’allegro chirurgo.
Dulce de leche.
Eppure è come se intorno a me sentissi ancora speziate fragranze che mi confermano: “YO TAMBIEN QUIERO ...!”
Danilo. Lo pterodattilo.
Eppure è come se intorno a me sentissi la voce di chi ha spolverato il tutto con gratuita dolcezza.
Pique macho.
Ecco allora dove sta tutta la magia! Sono seduta sul divano con il computer sulle gambe. Sono al km 0.
Ma non sono sola.

Solo la Moldova va in tv, ma solo Smakiya va su abouna.org!!

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ora non c'è il tempo per ringraziare il nostro gruppogita per il miracolo che ha fatto nel mezzo del deserto giordano. io e il partente gnes (per tutti gli SCE che non lo sapessero, e immagino che siano più o meno tutti, il caro compagno di dis-avventure mediorientali mi molla per lanciarsi verso nuove ed esaltanti avventure...buona fortuna, dafda!) ci ripromettiamo, in un momento più tranquillo, di raccontare a tutti come è andato il cantiere dalle nostre parti.
per il momento vi linko il sito che parla di noi (chiaro per tutti, no?!). l'articolo l'ha scritto uno dei volontari locali che ha lavorato con noi in queste settimane.

poi una domandina ai miei shabab: ma quand'è che tornate, che io mi annoio?

domenica 22 agosto 2010

I cantieristi in Bolivia tornano a casa

2 commenti:
carissimi coordinatori,

vi inviamo questa ansa per aggiornarvi sul nostro precario stato di vita.

Da circa 20 min abbiamo terminato di fagocitare qualunque tipo di alimento si presentasse davanti alle nostre pa/upille guastative. Per rendere meglio l'idea 2 citazioni:

Piera dixit: "Non ce la faccio piu', sto male!"...e ricordando che tutto cio' non e' stato detto a Puerto Madero....potete ben immaginare la situazone in cui ci troviamo....

Bodini: "Il dirigibile marrone senza elica e timone si e' allungato!"

Ora passamo alle notizie serie:

Questa notte dormiremo nel piu' grande hotel d'europa (http://www.hotelauditorium.com/) a causa del maltemo nella tratta madrid - milano (da cui verremo cacciati all'istante per la continua flautolenza di bodini nel momento in cui stiamo scrivendo!!!!!!.....bodini smettila!)

Io, Bodini, chiara e pierina prenderemo l'aereo a mezzogiorno per francoforte e dovremmo arrivare alle 17.40...speriamo!

Gli altri hanno trovato soluzioni alternative....

ora vi salutiamo perche'ci attendono i cubani e la filippina per la sessione di massaggi post cena.

P.S lo proponiamo come post per il blogscemi

baci&abbracci

Anna

Pierina

Matteo



P.P.S. solo per solesin. Bodini dixit: ho un letto a due piazze in camera...e sono solo, si richiede urgentemente l'invio del feticcio!

sabato 21 agosto 2010

andata e ritorno

2 commenti:
Sabato 21 Agosto.
E' già passata una settimana dal ritorno a casa.
...che razza di velocità sembra aver preso il tempo dal 1 agosto, giorno della nostra partenza?!
15 giorni forse non sono tanti, ma non sono neanche pochi...alla fine è la metà di un mese, a Milano me ne accorgo del tempo che passa, in Moldova è stato un po' diverso; da una parte arrivata a venerdì sera sentivo addosso il peso di due settimane mai fermi, sempre sotto il sole, sempre con mille cose (anche se bellissime mille restano!) da fare... dall'altra la familiarità che ormai avevo con la gente, con il posto, con i modi di fare... lo stare bene insomma, che ti fa chiedere se hai davvero già voglia di tornare.
Domenica 16 all'aereoporto di Chisnau mentre partivamo (e pensavo che Alina e Costel insieme a Mara stavano guardando dalla terrazza l'aereo partire) ho "salutato" la Moldova in mezzo a queste due sensazioni contrastanti: da una parte la consapevolezza che era il momento di tornare, dall'altra l'impressione che il tempo fosse volato: se ci penso ho ancora il ricordo delle stelle di Coscalia la prima sera che siamo arrivati ed era già tutto buio. Quella sera avevo addosso una grande curiosita' e anche un po' di ansia. Quando siamo arrivati a Stefan Voda invece ero piu' tranquilla: seconda settimana di campo, gruppo di italiani e volontari che venivano con noi abbastanza affiatato, di certo realta' diversa da quellla che lasciavamo ma insomma...eravamo già in ballo. Di nuovo sabato mattina lsciando Stefan Voda le sensazioni erano diverse rispetto alla settimana prima; non si trattava di un passaggio ma della fine, del ritorno a casa.
Casa, Milano, Italia...chilometri e chilometri di spazio materiale e...anche un po' mentale da fare al contrario.
Da quando sono tornata mi hanno chiesto in molti di raccontare di questa esperienza. Certo ne sono contenta, ogni volta però quando certo di fare un riassunto che abbia un minimo di logica sento da sola che mi sto incasinando, che sto dimenticando qualcosa, che non lo sto spiegando come vorrei... sarà anche un problema mio ma per me raccontare è sempre la parte più difficile anche se sono la prima ad averne voglia, e infatti ci provo... ma magari mi viene da dare importanza a un dettaglio, o a una persona, a una situazione precisa, a una frase che mi è rimasta in mente...che effettivamente per chi non c'era non vuol dire molto.
Pazienza.
Alla fine, ne parlavo con un mio amico una di queste sere, è ovvio che non puoi far rivivere un'esperienza a qualcuno che non c'era: nemmeno il più esauriente dei racconti prenderà mai dentro tutto. E allora qual'è il punto? Forse il punto è che per raccontare qualcosa che hai vissuto e che ha lasciato dentro di te dei segni forti... non c'è bisogno di raccontare poi chissà cosa.
Qualche tempo fa ho letto la frase "le parole volano, gli esempi trascinano". Ecco il meccanismo è un po' lo stesso credo: i racconti sono belli, interessanti, divertenti, ma non devono diventare "tutto", anche perchè... alla fine cosa resta? Restiamo noi, e se le cose che facciamo non ci lasciano qualcosa vale davvero la pena di farle?
Una delle cose che mi è piaciuta di più in Moldova (spero di riuscire a spiegarmi bene perchè non mi viene semplice) è stato il fatto che un sacco di volte ho trovato in quello che facevo dei rimandi, delle provocazioni rispetto a quello che vivo tutti i giorni; non lo so magari un modo di fare, una situazione in cui ci trovavamo, una difficoltà, una cosa estremamente bella... ero lontanissima dalla mia vita quotidiana, per certi versi si può davvero dire che eravamo "in un altro mondo" eppure...molto spesso mi sono trovata a pensare senza farlo apposta a cosa centrava quello che stavo facendo con quello che vivo a casa, con le persone con cui ho a che fare, insomma mi è venuto in mente quello che mi ero lasciata indietro e che mi aspettava. Questi "flashback" non mi sono dispiaciuti, anzi.
Perchè alla fine la nostra vita è in Italia non in Moldova, e se queste due settimane fossero rimaste l'esperienza bella ma isolata, insomma la cosa "strana" dell'estate 2010 allora non lo so quanto mi sarebbero davvero servite, non so quanto sarebbe servito il fatto di andare e poi tornare.
Anche per questo ho aspettato prima di riscrivere su questo blog anche se se avevo voglia; l'ultima volta che l'ho fatto ero ancora al campo di Coscalia, come si suol dire "c'eravamo dentro in pieno"...questa settimana milanese l'ho presa un po' per ripensare a quello che abbiamo fatto, alle persone, ai compagni di viaggio, alle sensazioni provate e le idee maturate sotto un'altra luce, quella appunto del "cosa mi porto a casa".
Credo sia un casino ancora maggiore rispetto al raccontare cosa si è fatto tentare di spiegare a voce una roba del genere...ma non c'era mica una canzone che diceva qualcosa come "parlate con la vita e non con le parole" ?!
Il punto di questo post, e di quello che spero di aver portato a casa dalla Moldova,oltre che due settimane assolutamente belle e intense, forse può stare in queste parole. Anzi, speriamo ci stia.

La revedere

Francesca
(moldova 2)