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sabato 20 giugno 2015

Nicaragua: 6 gusti +1

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Ore 9 del mattino, Melegnano.

Ci sono una fotografa freelance che somiglia ad Emma Watson, ma in realtà scrive di finanza; una ragazza con la faccia da veterinaria che non ama gli animali e studia tutt'altro; una pubblicitaria che rifiuta il romanticismo e in realtà si occupa di economia; una professoressa che sembra una psicologa, uno psicologo che sembra un ingegnere e una studentessa di chimica che si diverte ad ipotizzare le professioni dalle facce. 

Le premesse non sono delle migliori, ma per fortuna in questa avventura non saremo soli: c'è anche un esuberante coordinatore che improvvisa un'attenta analisi statistica dei cantieri passati, senza riuscirci.
Siamo più numerosi delle parole che compongono il nostro vocabolario di spagnolo, ma grazie all'aiuto di Matteo, appena rientrato dal Sud America, contiamo di migliorare (a differenza del suo italiano, diventato itagnolo).
Seduti intorno ad un tavolo, cerchiamo la ricetta per combinare al meglio questo strano mix e così il cantiere inizia a prendere forma.

Ingredienti per sei persone:
- 23 kg di valigia
- 3 settimane da preparare
- un pizzico di storia
- geografia quanto basta
- una spruzzata di terrorismo psicologico

con l'aggiunta di:
- entusiasmo
- creatività
- impazienza
- 15 ore in volo

..e il Nicaragua è servito!


Hasta luego!

Ambra, Beatrice, Claudia, Marina, Niccolò, Serena! :)

venerdì 22 agosto 2014

Moldova: una vibrazione prolungata

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Il sole passa dalle finestre scaldando i materassi con il suo calore mattutino e già sai che sarà una bella giornata. Il verde collinoso ti avvolge a 360 gradi facendoti sentire un po' in mezzo al nulla, un po' al centro del mondo, dove non hai bisogno di niente di più di ciò che ti è dato. La quiete mattutina poi viene interrotta, ma va bene cosi. 

Sono i "copii" che correndo e gridando ti comunicano la loro presenza. Sorridendo chiamano il tuo nome e ti si rivolgono in una lingua a te poco chiara. Ma non importa perchè con il cuore si va ovunque. Il sorriso più scontato è per noi sorpresa, ogni gioco riuscito è soddisfazione, ogni loro grido è per noi regalo.

Le aspettative vengono azzerate, tutti desideriamo dare ció che è nostro e accogliere ciò che è di altri. Quanto ci ha dato la Moldova! I paesaggi, la storia, la cultura, i volontari, gli abitanti, i bambini, la capitale, il cibo... Molto piú di quanto si potesse immaginare e molto meno di quanto si vorrebbe sapere.

La sensazione di libertà, serenità costante, la consapevolezza di avere ciò che è sufficiente, di essere in un paese che ha tanto bisogno di dare quanto di ricevere, la spensieratezza, il "because I'm happy". Questo è ció che manca di piú al proprio ritorno e ció che è difficile mantenere vivo dentro ognuno di noi. .

Nell'impossibilità di trovare parole adeguate mi serviró del celebre G. Flaubert:
"Era quel vagheggiamento che ci ispira ciò che non potrà mai ritornare, la stanchezza che segue ogni fatto compiuto, quel dolore causato, insomma, dall'interrompersi di ogni rituale dinamica, il brusco spegnersi di una vibrazione prolungata."

Marina Ferlini