sabato 23 agosto 2014

Haiti: la consolazione di Dio

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Haiti - Caraibi 2014

Wilky ha visto il mare per la prima volta a 21 anni, eppure vive a 10km dalla spiaggia.
Jerline è una bambina schiava.
Stanley non mangia da due giorni.
Jonas trasporta le armi.
La famiglia di Eligio ha un sacco di maiali. Ma che mangiano nella discarica.
Un mamma spinge una bimba sulla strada, verso di noi “prendetela, io non me ne faccio niente!”, grida.
Ridel si lava le gambe con l’acqua sporca del bucato: non c’è quasi mai l’acqua della città.
Kiki si aggiusta le infradito con un chiodo, non si possono ancora buttare.
Jimmy ha 17 anni e fa la quinta elementare.
Augustin (11 anni) è lo schiavo di suo fratello (12 anni).
A marzo Mary aveva due figli in braccio, adesso ne ha uno perché “li te mouri” .




-I presidenti di Francia, Stati Uniti e Haiti hanno la possibilità di incontrare Dio e di fargli una domanda. Il primo a parlare con Dio è il presidente degli USA… “Signore, vorrei sapere una cosa: per quanti anni ancora durerà l’egemonia degli Stati Uniti!”, e Dio gli risponde “mmm, fammi pensare… direi ancora 50 anni”. Il presidente scoppia a piangere: “ma come?!? Lavoriamo da un sacco di tempo per questa cosa, non è possibile!!!” e se ne va disperato.
Il secondo a farsi avanti è il presidente della Francia, che chiede: “Quanto tornerà lo splendore del Grande Impero Francese??”. Anche questa volta Dio ci pensa un po’: “vediamo… direi tra 300 anni!”. Il francese scoppia in lacrime: “non è possibile!! No, ci tenevo tanto, il nostro governo lavora molto per questo, e invece…” e se ne va.
Per ultimo resta il presidente di Haiti: “Signore, da te vorrei sapere quando Haiti avrà la corrente e l’acqua per tutti, le strade e queste cose da Paese normale insomma!”. Dio ci pensa un attimo…Poi scoppia a piangere disperato! E il presidente: “ma no Signore, su su, coraggio! Ci siamo abituati!”-
                        (barzelletta di un amico haitiano)

Nonostante tutto, ci sanno anche scherzare su.


P.S.
Caro Davide, anche questa volta pericolo scampato!
Sulla mano di Leti un insetto si è posato,
ma meno male che non ha morsicato
in 24ore ci avrebbe lasciato…




venerdì 22 agosto 2014

Nicaragua: Mettersi in gioco giocando

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Mettersi in gioco giocando
Andare oltre 
Improvvisare
Salir adelante juntos 
Divertirsi in gruppo e divertire

Anche questo è SCE e CDS

CIRCO EL GUIS

Grazie Ragazzi!!!

Lele, Stefy, Teo, Benny, (Mega)Chiara, Francy, Lory, Stefy, Teo grande 



C'è chi viene sparato da un "cannone" e trasportato


C'è il futuro di Nueva Vida



C'è la vitalità


C'è chi dorme in compagnia


C'è chi non si fa domare


C'è chi balla


C'è chi guarda all'orizzonte


C'è chi improvvisa


C'è lo stare insieme!!!




Fede

CDS 2014: Tan diferente como vos

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Un'altra ricca giornata di attività si è conclusa qui a NUEVA VIDA
Le strade che al primo impatto furono anonime e apparentemente tutte uguali prendono forma nel nostro orientarsi quotidiano, ecco dove si ferma la 13' ecco il campo, la Iglesia, la churreca. 
Nomi che si associano a volti, sempre di più, volti che si rincorrono, si ritrovano nella attività quotidiane assumono caratteri e sorrisi diversi, diventando Loro, la comunità di REDES


Redes, reti, una parola molto spesso abusata ai giorni nostri, in un mondo sempre più interconnesso sui social e sempre meno nei RAPPORTI UMANI personali, quelli che scaldano il cuore, quelli che lasciano il segno negli anni a venire. 
Qui a Nueva Vida, ne riscopriamo il valore più puro, quello fatto di solidarietà, di aiuto, di comunità. 

Ci stiamo sempre più inserendo in questa comunità, con piccoli passi, cercando, giorno dopo giorno di essere parte integrante delle attività quotidiane che ci vedono coinvolti, passando dall'essere dei Gringo, a los italianos, a Lorenzo, Clara, Benedicta, degli amici. 
Mi sono spesso posto la domanda in questi giorni, chiedendomi, chi potessi essere per loro, come potessi apparire ai loro occhi; forse non c'è una risposta, o forse per ognuno di loro siamo ogni volta un'interpretazione diversa, in una visione più pirandelliana. 

Non saprei quale giornata sia stata la migliore, se vivere la realtà dei Campesinos, se la gioia dei ragazzi del GUIS alla visione del mare per una giornata (quante volte ci lamentiamo quando dopo 10 giorni di vacanze ci tocca tornare a casa), o lo scambio di emozioni oggi tra i GIOVANI PROMOTORI e i bambini del collegio, i primi finalmente contenti di sentirsi realizzati e considerati, i secondi entusiasti per una giornata diversa da quella di tutti i giorni. 








Alla fine la vera bellezza qui è proprio nell'essere tutti diversi gli uni dagli altri come ci ricorda il motto del centro per disabili del Guis: "tan diferentes como vos". 

Lorenzo 

Moldova: una vibrazione prolungata

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Il sole passa dalle finestre scaldando i materassi con il suo calore mattutino e già sai che sarà una bella giornata. Il verde collinoso ti avvolge a 360 gradi facendoti sentire un po' in mezzo al nulla, un po' al centro del mondo, dove non hai bisogno di niente di più di ciò che ti è dato. La quiete mattutina poi viene interrotta, ma va bene cosi. 

Sono i "copii" che correndo e gridando ti comunicano la loro presenza. Sorridendo chiamano il tuo nome e ti si rivolgono in una lingua a te poco chiara. Ma non importa perchè con il cuore si va ovunque. Il sorriso più scontato è per noi sorpresa, ogni gioco riuscito è soddisfazione, ogni loro grido è per noi regalo.

Le aspettative vengono azzerate, tutti desideriamo dare ció che è nostro e accogliere ciò che è di altri. Quanto ci ha dato la Moldova! I paesaggi, la storia, la cultura, i volontari, gli abitanti, i bambini, la capitale, il cibo... Molto piú di quanto si potesse immaginare e molto meno di quanto si vorrebbe sapere.

La sensazione di libertà, serenità costante, la consapevolezza di avere ciò che è sufficiente, di essere in un paese che ha tanto bisogno di dare quanto di ricevere, la spensieratezza, il "because I'm happy". Questo è ció che manca di piú al proprio ritorno e ció che è difficile mantenere vivo dentro ognuno di noi. .

Nell'impossibilità di trovare parole adeguate mi serviró del celebre G. Flaubert:
"Era quel vagheggiamento che ci ispira ciò che non potrà mai ritornare, la stanchezza che segue ogni fatto compiuto, quel dolore causato, insomma, dall'interrompersi di ogni rituale dinamica, il brusco spegnersi di una vibrazione prolungata."

Marina Ferlini

Le 4 regioni Peruane

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Ed eccoci qui: senza nemmeno rendercene conto ci ritroviamo "nel mezzo del cammin" del nostro INKAntiere.

¿Cosa dire?
Senza dubbio finora la nostra permanenza qui e' stata scandita da un ritmo piuttosto frenetico, quasi quanto la danza Cashua della tradizione inca (in cui ci siamo cimentati alla festa del paesino di Sant'Elena qui vicino).




¿Cosa abbiamo imparato del Peru' fino ad ora?
Come tutti i bambini continuano a ripetere senza sosta, il Peru' si divide in quattro "regioni": Mare, costa, sierra e selva.




Del mare non vi e`molto da dire se non che, trattandosi di Oceno,e` ghiacciato e solo due pazzi potrebbero pensare di tuffarsi nelle sue acque in pieno inverno, accompagnati dalla perenne nebbia e dalla insistente umidita' di Barranca.
A quanto pare questi due pazzi non potevano che essere nel nostro INKAntevole gruppo!!



Addirittura i numerosi pellicani presenti in spiaggia non han potuto fare a meno che distogliere lo sguardo dalle reti piene di granchi dei pescatori, per rivolgerne uno piu' che perplesso ai nostri particolari bagnanti.







Tutt'attorno alla spiaggia si notano ristorantini di pescado, ed in particolare uno di questi ristorante, dove abbiamo festeggiato il compleanno della nostra Monica, vanta la pole position sulla spiaggia offrendo piatti a base di pesce in tutte le salse ma in particolare, offrendo il tipico Ceviche peruano, accompagnato dalle cipolle piu' piccanti del pianeta!!!






In ogni caso per gustarsi meglio il mare invernale del Peru' suggeriamo Huacho, dove la nebbia di Barranca si dissolve per lasciare il posto ad uno splendido sole che illumina le dune della spiaggia deserta dando luogo ad uno spettacolo davvero INKAntevole!!







Passando alla Costa una sola parola e' suficiente per descrivere la nostra cittadella di Barranca: NEBBIA! 




Finora abbiamo visto solo due giornate di "sole" in citta' (portato dalla nostra Laura direttamente da Huacho)!!!!




In citta' si svolge tutta la vita peruana.
 La prima cosa da cui siamo stati colpiti e' stato senza dubio il piano urbanístico della citta': INESISTENTE!!! Le case qui vengono costruite senza tetti e lasciate incomplete, con pali in vista, finche' le famiglie non riescono ad avere soldi a sufficienza per continuare la costruzione in verticale. Dallo splendido terrazzo di casa nostra e' possibile ammirare una moltitudine di case attaccate (nel vero senso della parola) l'una all'altra, e con questi spiazzi sui "tetti" che a quanto pare hanno anche funzione di discarica, oltre che di stendi-panni.






Le case sono per lo piu' in cemento, nella citta', ma in periferia sono quasi tutte in adobe o esteras con bagno e cucina esterno. Della casa viene pitturata solo la facciata, che spesso viene venduta ai partiti politici per potervi dipingere i propri manifesti politici.
Grazie ai nostri coordinatori ed alle donne della Defensoria publica de Pativilca, abbiamo avuto modo di girare per alcuni asentamientos e di entrare in alcune abitazioni oltre che di assistere ad alcune scene di vita quotidiana delle persone di queste periferie.
Ci e' stato raccontato di come nascono questi asentiamentos: gruppi di persone, per lo piu' dalla sierra, migrano nelle periferie e scelgono un pezzo di terreno da occupare, Scelto il terreno iniziano a costruire case in esteras dove vivono senza acqua, fogne ne' luce (a meno che non siano presenti sorgenti a cui possano attaccarsi per sottrarre energía elettrica, ovviamente illegalmente).
Col passare del tempo in un modo o nell'altro riescono ad ottenere un riconoscimento ufficiale come paese periférico e quindi ad ottenere luce, acqua e sistema fognario. Da qui iniziano a costruire le proprie case in adobe.





Questo percorso richiede il passare di molti anni e pertanto si possono vedere molti Asentamientos ancora privi di acqua, fogne e luce.
Girando per le periferie e' chiara la poverta' che sussiste qui in Peru' e si rimane per lo piu' senza parole.
Durante il periodo elettorale pero' e' piu' facile riuscire ad ottenere qualcosa in quanto i politici qui si comprano letteralmente i voti, regalando computer, stereo, televisori e qualsiasi cosa possa far gola in cambio di voti, favorendo l'assistenzialismo esagerato di cui vive il Peru'.






Per le strade della citta' si possono trovare innumerevoli baracchini ambulanti che vendono dolci, mais, cocco, ananas; al mercato, aperto tutti i giorni, si puo' comprare qualsiasi tipo di verdura o frutto, tra cui moltissimi mai visti in Europa ed ai ristoranti si puo' mangiare pollo in qualsiasi tipo di salsa possibile ed immaginabile!!!!!!






Cani randagi e di proprieta' girano numerosissimi (e per lo piu' in pessime condizioni di salute) per le stradine urbane e non, difendendo la propia proprieta'; bambini sporchi e mal vestiti giocano per le strade o lavorano aiutando i genitori nei campi o nella vendita dei prodotti coltivati; innumerevoli mototaxi trasportano persone per un solo sol e mezzo, guidando come esperti piloti di rally per la citta'...
 Questa e' la vita a Barranca!!!!










Passando alla Sierra ¿che dire?
Finora siamo stati solo a Cajatambo, con qualche problema dato dall'altitudine a cui non siamo molto abituati ma che abbiamo combattuto (quasi obbligati dai paesani) con mate de coca e agüita in abbondanza, e a Las Virgenes, molto piu' a bassa quota!!!



Beh..la Sierra e' veramente splendida...il paesaggio varia da canyon immensi con stradine dissestate e pericolanti a enormi montagne vastissime in estensione e completamente coltivate, ricchissime di vegetazione e di animali. Salendo per le montagne non e' raro imbattersi in sierrani/e vestiti coloratissimi e con splendidi cappelli che, in groppa a cavalli (o pony) conducono pecore, buoi o muli per le stradine. Scene da film, insomma, davvero stupende!!!!








I paesini della sierra sono per lo piu' costituiti da case in mattoni che ricordano un po' anche i nostri paesini di montagna (quelli piu' vecchiotti). La popolazione e' costituita per lo piu' da anziani che parlano in Quechua (incomprensibile!!!), in quanto i giovani lasciano le montagne per andare a studiare in citta'.
Il sole splende sempre rendendo il paesaggio ancora piu' spettacolare e la quiete che si avverte in questi luoghi e' quasi mistica: viene voglia di non andarsene piu'!!!!




Per quanto riguarda invece la Selva ci affidiamo solo a racconti e libri, in quanto non e' una destinazione inclusa nel nostro soggiorno, gia' ricchissimo di sorprese!!!


Insomma, alla luce di tutto cio' che abbiamo visto finora, possiamo descrivere il Peru' come un bellissimo Paese, nonostante tutte le sue problematiche, e consiglierei a tutti una visita, magari non nella nebbiosa Barranca invernale pero' ;)


Alla prossima puntata dai cantieristi peruani ^^