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domenica 8 novembre 2015

Basta con lo spreco!

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Avreste mai pensato di essere richiamati da un trancio di pizza, nel bel mezzo del Decumano di Expo?  
'La protesta del cibo', organizzata da Caritas, proprio davanti all'Edicola, venerdì 16 ottobre, è stato uno dei momenti più divertenti e nello stesso tempo coinvolgenti pensati da Caritas per l'evento Expo. 
 
Quanto cibo... molte volte troppo, esagerato, nei nostri piatti... tanto che non riusciamo a finirlo e poi, senza un briciolo di rimorso, lo gettiamo in pattumiera. 
 
Si calcola che ogni anno lo spreco domestico costi nel mondo 550 miliardi e ai soli italiani 9 miliardi. 
Secondo dati della FAO a livello mondiale si sprecano 1,3 tonnellate di alimenti, circa un terzo della produzione totale di cibo destinato a consumo umano.E solo una piccola parte, poco più del 6%, è donata ad enti caritativi e quindi recuperata. 
 
Nella Giornata mondiale dell'Alimentazione, un carrello strapieno di cibo e radiocomandato a distanza, si muoveva tra le tante persone, suscitando stupore e curiosità.
Poi, ecco alcuni alimenti (realizzati in maniera stupefacente da Sara Palmieri, in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas e ora a 'Braccio di ferro' di Baranzate), che si arrabbiavano con i visitatori, spronandoli ad evitare lo spreco del cibo. Il divertente flash mob pensato da Caritas è stato accolto da molte persone,
compresa una scuola, con applausi, che si sono unite al coro 'Basta con lo spreco!', ritrovandosi coinvolte in un momento particolare, sorprendente. Al termine dell'evento, 'latte', 'pizza', 'formaggio' e 'sushi', insieme ad alcuni volontari Caritas, hanno consegnato a tutti un piccolo volantino. 'Passa all'azione', 7 azioni per 7 giorni sono piccoli consigli per la lotta allo spreco alimentare e alla fame nel mondo: giorno 1 'Evita lo spreco', giorno 2 'Coltiva la pace', giorno 3 'Evita la cattiva finanza', giorno 4 'Fatti prossimo', giorno 5 'Consuma responsabilmente', giorno 6 'Chiedi una finanza più giusta', giorno 7 'Non essere ingordo'. 

Un modo originale per ammonire contro l'insensato spreco di cibo.

lunedì 12 ottobre 2015

Un pasto condiviso

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'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita' recita il tema dell'Esposizione Universale di Milano. Simbolica e significativa l'iniziativa di Caritas che ha visto domenica 4 ottobre pranzare insieme alla stessa tavolata 1.800 persone che vivono in Lombardia in situazioni di disagio e di difficoltà accanto a molti visitatori che hanno contribuito, con un'offerta di 10 euro, a sostenere la gestione del Refettorio Ambrosiano, la mensa solidale aperta nel quartiere Greco di Milano all'inizio di Expo.
Nel giorno di San Francesco l'attenzione nei confronti del mondo dei poveri, degli esclusi e degli emarginati è doveroso. Simbolico il fatto che l'iniziativa, che celebra coloro che non hanno sufficiente cibo, si svolga proprio a Expo Milano 2015” - ha detto Don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana. “Un grande mix di persone che vogliono condividere il momento del pasto: una mensa dei popoli, non solo dei poveri”. Un tappeto rosso, tensostrutture allestite per l'occasione e striscioni con la scritta 'Mensa dei Popoli' per questi ospiti speciali, accolti a Cascina Triulza dai volontari Caritas. 
Tra loro anche Erminia Pellecchia e Irene Papagni, due ragazze in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas in Expo. Cous cous di verdure come piatto principale, parmigiano reggiano, due dessert, una mela e l'acqua per un pasto completo e sostenibile, nello stile della sobrietà e della semplicità. 

Gli chef hanno seguito una delle oltre cento ricette economiche condivise sulla pagina facebook del concorso di cucina bandito in rete la scorsa primavera dalla Caritas, la sfida era: 'Cucina con tre euro'. Il Commissario Unico di Expo Giuseppe Sala ha partecipato all'iniziativa, per poi premiare Valentina Marolda, la vincitrice del cooking contest 'Cucina con tre euro' (la cifra giornaliera che ancora oggi in molte zone del mondo una famiglia ha a disposizione per mangiare). 
Una grande festa della solidarietà e della condivisione, nello spirito di ciò che Expo deve essere, secondo lo slogan che Caritas ha scelto per Expo e che trasmette ogni giorno ai visitatori dell'Edicola... Dividere per Moltiplicare! 
 

venerdì 9 ottobre 2015

Di corsa... in Expo!

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Non è strano vedere in Expo persone che corrono! Al mattino, aperti gli accessi, diverse sono le persone che iniziano a correre per il Decumano, puntando a qualcuno dei padiglioni diventati ormai famosi: Emirati Arabi, Palazzo Italia ma soprattutto il Giappone, balzato alla cronaca per le sue infinite ore di coda. 
Più strano è vedere una vera e propria corsa organizzata. 
La Kenya Expo Run, organizzata nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, è stata davvero un'esperienza particolare e, infatti, per la prima volta nella storia, l'Esposizione Universale ha preparato due gare podistiche d'eccezione, per gli amanti della corsa e per tutti coloro che desideravano divertirsi con amici e famiglia. 
L'iniziativa, organizzata dal Kenya in collaborazione con Stramilano, ben si collegava con il tema 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', invitando i visitatori ad adottare stili di vita attivi.
Alle 16, la gara amatoriale, chiamata 'Family Run', ha preso il via e si è articolata in un percorso di 3 km tra Decumano e padiglioni, dove ai lati del tracciato si accalcavano numerosi curiosi per incitare i corridori e scattar fotografie dell'insolita iniziativa. Più impegnativa la 10 km serale, per veri atleti, che ha visto in pole position i kenyoti e altri campioni. 
Anche Letizia Gualdoni, in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas, e Sabrina Cattoni, responsabile del Centro Documentazione di Caritas Ambrosiana, si sono cimentate nella corsa amatoriale!
E' stato bello vivere Expo anche in questa esperienza, insieme a tantissime persone, giovani, adulti, intere famiglie, che in una bella giornata hanno unito il piacere della corsa alla visita a Expo. 
 

lunedì 21 settembre 2015

Bono a Expo contro la fame nel mondo

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"...One love, One blood, One life... You got to do what you should. One life With each other Sisters Brothers... One life But we're not the same. We get to carry each other... Carry each other..." Fratelli, sorelle, dobbiamo sostenerci l'un l'altro! invita una canzone, 'One' (una delle più belle), della band irlandese degli U2.

E proprio Bono Vox, il cantante degli U2, ha animato Expo domenica 6 settembre, attirando tantissimi fan e curiosi. Arrivato a Milano dopo le due date italiane del suo tour 2015 ha visitato il Padiglione Zero, che introduce la visita a Expo, raccontando in maniera suggestiva la vita dell'uomo sulla Terra, tra rituali, paesaggio e cultura. In seguito non poteva mancare la visita al padiglione dell'Irlanda, dove l'artista è nato, nel 1960, e cresciuto. 
Poi, acclamato dalle tante persone presenti, a piedi, passando davanti all'Edicola Caritas, accompagnato da Renzi, si è diretto al Media Center, dove alle 19 era in programma 'It begins with me. How the world can end hunger in our lifetime' a sostegno delle iniziative del World Food Programme, un'agenzia delle Nazioni Unite in prima linea nella lotta alla fame. 
Un evento al quale hanno partecipato, oltre a Bono, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, i Ministri dell'Agricoltura e dell'Irlanda Maurizio Martina e Simon Coveney e la direttrice del World Food Programme, Ertharin Cousin. 
La partecipazione del cantante leader degli U2 è stata particolarmente significativa: per molti anni Bono si è dedicato infatti alla lotta alla fame e alla povertà, soprattutto in Africa, co-fondando la campagna ONE, per combattere l'Aids e le malattie prevenibili, incrementare gli investimenti in agricoltura e alimentazione e chiedere ai governi una maggiore trasparenza. 
"Questa rabbia che sento la vorrei usare per cambiare", ha detto Bono. Sulla questione dei migranti, con il mondo ancora scosso per la fotografia del piccolo siriano, annegato e lasciato dal mare sulla spiaggia, ha affermato che non è corretto chiamarli così perchè migranti è una parola politica, loro sono invece rifugiati, non hanno scelto di cambiare casa, non ce l'hanno più una casa. "Possiamo risolvere il problema della fame, della povertà, della guerra? Non so l’ultima, ma sulle prime due sono sicuro. Perché il cibo c’è ma manca la volontà di distribuirlo".  
All'evento non potevano mancare alcuni ragazzi del Servizio Civile, Marco Erba, Sara Palmieri, Letizia Gualdoni e Ilaria Boiocchi, a rappresentare Caritas, impegnata con la Campagna 'Una famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro', nata dall'appello lanciato da Papa Francesco, per promuovere consapevolezza ed impegno sugli squilibri del pianeta, e concentrare l'attenzione sul diritto fondamentale al cibo.  


mercoledì 2 settembre 2015

"Caritas significa aiutarsi!"

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E' l'oratorio della parrocchia di San Marco di Borgomanero. Dopo le intense settimane vissute tra gli schiamazzi dei bambini e le varie attività da organizzare secondo il tema del Grest 2015 ecco la meritata gita conclusiva per gli animatori. Un anno diverso questo, perché, invece di Gardaland, quest'anno, per la gita finale, è stata scelta come meta Expo!!
Durante l'oratorio feriale è stato approfondito con i bambini e i ragazzi il tema di Expo 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', in particolare il tema della condivisione.
I bambini delle elementari si sono divertiti a imparare a piantare alcune piantine in un orto comunitario. Un modo semplice per insegnare loro a prendersi cura della natura e del Creato.
I ragazzi delle medie invece il giovedì, a turno, si recavano presso una mensa solidale gestita dalla Caritas per aiutare a servire i pasti ai più bisognosi. Hanno così toccato con mano quante sono le persone che, purtroppo, si trovano a vivere in situazioni difficili e hanno bisogno di aiuto. E' stato bello, per loro, poter aiutare nel concreto e nel proprio piccolo, assaporando il significato della parola 'solidarietà'. 

La visita a Expo era tanto attesa... e tra i vari padiglioni 'd'obbligo', come il bellissimo Padiglione Zero e la divertente rete del Brasile, non poteva mancare la visita al padiglione della Caritas. La responsabile, dopo la visita e la spiegazione delle opere presenti all'interno dell'Edicola, ci rivela: “Sono rimasta molto colpita da quanta bellezza ci possa essere anche in uno spazio così piccolo come questo padiglione. La Caritas qui propone il suo messaggio 'Dividere per moltiplicare' con alcune provocazioni: solo cambiando il nostro modo di pensare potremo cambiare davvero il mondo, in meglio, e lasciare un futuro migliore alle generazioni che verranno”. E aggiunge: “Anche i ragazzi li ho visti attenti e interessati, sicuramente ne discuteremo poi insieme in oratorio. Caritas per noi significa aiutarsi!!”.


sabato 29 agosto 2015

World Humanitarian Day... in Expo

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 'Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile': questo il tema della partecipazione delle Nazioni Unite a Expo Milano 2015.  

Uniti possiamo costruire, nell’arco della nostra esistenza, un mondo in cui tutte le persone abbiamo accesso, sempre, a del cibo sicuro e nutriente e possano condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future. L’ONU, per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, ha scelto di non avere un singolo padiglione, ma diciotto grandi installazioni a forma di cucchiaio, dislocati nel sito espositivo, a rappresentare gli obiettivi della sfida ‘Fame Zero’.
Il 19 agosto in Expo si è celebrata la ‘Giornata mondiale umanitaria’, una delle tre giornate ufficiali Onu che quest'anno vengono celebrate all'interno di Expo 2015, insieme alla Giornata dell'Ambiente del 5 giugno scorso e alla Giornata mondiale dell'Alimentazione che si svolgerà il 16 ottobre prossimo con la presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che parteciperà alla cerimonia e riceverà la Carta di Milano, eredità culturale dell'Esposizione Universale. 
Una giornata importante quella del ‘World Humanitarian Day’ per il quale a Ginevra è stato premiato con il riconoscimento ‘Sergio Vieira de Mello’ (incaricato delle Nazioni Unite morto nell’attentato contro le Nazioni Unite a Baghdad nel 2003) per il suo lavoro di mediazione per la pace il presidente di Caritas Repubblica Centrafricana, il vescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga. 

Nello stesso giorno, in Expo, verso le ore 11, una delegazione Onu, composta da Barbara Noseworthy, rappresentante del World Food Program, Rashid Khalikov, direttore Ocha (Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu) di Ginevra, l’ambasciatore svizzero Manuel Bessler, a capo dell’unità svizzera per gli aiuti umanitari, Cornelis Wittebrood, direttore generale Echo per l’Africa orientale, occidentale e meridionale, Toby Lanzer, coordinatore degli aiuti umanitari per le crisi nel Sahel, e Fernanda Guerrieri, commissario generale dell’Onu in Expo, ha visitato l’Edicola della Caritas.
 
Alessandro Comino e Léa Delbes (volontaria in Servizio Civile) hanno presentato alla delegazione le particolari installazioni presenti all’interno del padiglione, opere ricche di significato. 

Nel pomeriggio invece Caritas, attraverso alcuni dei giovani impegnati nel servizio civile presso l’Edicola, ha partecipato al corteo ufficiale.
Ilaria Boiocchi, Marco Erba, Sara Palmieri ed Erminia Pellecchia hanno così contribuito, insieme a centinaia di volontari, funzionari e rappresentanti delle istituzioni, alla parata, nello spirito della solidarietà umanitaria mondiale.

Partita dal Media Centre la sfilata si è snodata lungo la via principale del sito di Expo, il Decumano, per concludersi in fondo al viale, dopo aver sostato davanti al padiglione della Svizzera.
Si è celebrata così in Expo la Giornata mondiale umanitaria istituita dalle Nazioni Unite per ricordare il sacrificio e l’impegno degli operatori umanitari di tutto il mondo e per sensibilizzare i visitatori sulla condizione di milioni di persone nel mondo, affamate e sfollate a causa di conflitti o disastri naturali. 
 
Tanti palloncini colorati e grandi scritte bianche portate a mano dai partecipanti alla parata: ‘zero hunger’, ‘solidarity’, ‘dignity’, ‘humanity’… ma anche ‘compassion’, la scritta composta grazie ai volontari dell’Edicola Caritas. 
Sperando che queste parole si concretizzino sempre di più, grazie all’impegno di tanti che, nel mondo, in diversi settori, operano ogni giorno per i più bisognosi.

domenica 26 luglio 2015

Women for Expo: La Tavola del Mondo

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La sera di venerdì 10 luglio ha avuto luogo la parata di chiusura di ‘Women for Expo’.
Due settimane dedicate all’ ‘altra metà della terra’, cioè le donne, per le quali sono state organizzate, nel sito espositivo, incontri, forum, convegni, spettacoli teatrali, concerti di musica, con ospiti rilevanti provenienti da tutto il mondo.
L’evento conclusivo è stato caratterizzato da una manifestazione simbolica.
Per festeggiare, era stata organizzata infatti una parata costituita da più di 400 donne, a rappresentare i Padiglioni dei diversi Paesi presenti a Expo, cluster e società civile comprese, che hanno sfilato con gli abiti caratteristici partendo alle 20.30 da Piazza Italia per arrivare all’ Expo Centre, dove ciascun Paese ha consegnato un piatto tipico della tradizione e dove hanno avuto termine i festeggiamenti.  Una lunga onda di donne e colori che ha sfilato con le proprie bandiere nazionali. A guidare la parata, una banda musicale tutta al femminile accompagnata dai ritmi dei tamburi e seguita da donne che lavorano ogni giorno nei padiglioni dell’evento universale di Milano, oltre a scrittrici, artiste, volti noti dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica e tanti suoni, colori, in particolare nastri rosa e gialli – i colori scelti dal ‘We-Women’s for Expo’. I visitatori, incuriositi, accompagnavano la festa con fotografie ed applausi.
Le numerose pietanze, con gli ingredienti dei piatti più celebri di ogni nazione sono state donate per la ‘Tavola del Mondo’, allestita per l’occasione all’Expo Centre. I piatti portati in sfilata per il sito espositivo sono stati così appoggiati su un lungo tavolo e simbolicamente condivisi, in un momento di scambio di storia e tradizioni unico, tra donne provenienti da ogni parte del mondo.
Anche il padiglione della Caritas ha partecipato alla sfilata, rappresentato da Elisa Diaferia, volontaria in servizio civile. Uno sfilatino di pane, avvolto nel giornale edito da Caritas ‘Scarp de' tenis’ ricordava in questo modo l’opera d’arte 'Energia' di Wolf Vostell presente all’interno dell’Edicola, realizzata sul contrasto di un mondo sazio e di un mondo, purtroppo, ancora affamato.
Il tema riguardante le donne è molto attuale e delicato da affrontare, ma con le notizie che purtroppo si sentono troppo spesso sui canali d’informazione, poterlo portare in Expo è stato coinvolgente in quanto questo ‘universo parallelo’ è riuscito a riunire tutte le donne del mondo in un unico evento gioioso, colorato e pieno di profumi grazie ai piatti tipici portati da ciascun Paese” – racconta Elisa.
Un evento particolare che ha portato a riflettere sul nutrimento e la sostenibilità e lo fa per la prima volta mettendo al centro di un’Esposizione Universale la cultura femminile.

martedì 14 luglio 2015

Cresce una Colombia sostenibile

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Nella 'Settimana dell'Agricoltura Colombiana' a Expo Milano 2015, è stato organizzato, grazie al Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Repubblica di Colombia, un incontro dal titolo 'Colombia: l'agricoltura colombiana – sostenibilità, responsabilità sociale ed innovazione'. 

Nel caldo pomeriggio del 17 giugno, il padiglione della Colombia, con i suoi alberi esotici e i meravigliosi fiori, ha accolto gli interessati, permettendo loro di intraprendere un viaggio attraverso la straordinaria varietà naturale e produttiva della Colombia, uno dei pochi Paesi che racchiude in un unico territorio quasi tutti i climi del mondo

L'ampia estensione di terreni coltivabili, la ricchezza del suolo e la varietà dei paesaggi garantita dai cinque livelli termici sono solo alcune delle caratteristiche che hanno spinto la FAO ad individuare nella Colombia una delle sette potenziali 'dispense agricole' per alimentare il pianeta
La Colombia ha presentato, nel corso del convegno, le sue best practice per affrontare il cambiamento climatico e favorire lo sviluppo agricolo sostenibile sottolineando la sua ricca offerta agricola e il grande potenziale delle coltivazioni del Paese, con particolare enfasi sulle varietà di caffè, cacao, frutta esotica, fiori e canna da zucchero. 
  
La Colombia è infatti un Paese a vocazione agricola con quasi 47.000 tonnellate di cibo prodotto e il cambiamento climatico è un aspetto determinante per lo sviluppo rurale e la sostenibilità del settore agroalimentare colombiano. Per questo il Paese ha predisposto una serie di strategie per fronteggiare questo problema globale, stringendo alleanze con attori pubblici e privati a livello nazionale e internazionale, appoggiando progetti con i piccoli e medi produttori e sviluppando tecnologie avanzate che permettano di ridurre al minimo l’impatto del cambiamento climatico.

Tra i presenti, oltre ad Angela Maria Betancourt Escobar, Responsabile Cooperazione Internazionale e Progetti Speciali e Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, diversi rappresentanti del settore agricolo Colombiano.

La Colombia è un Paese molto avanzato in termini di gestione ambientale, infatti, ha implementato volontariamente strumenti a livello politico e istituzionale per uno sviluppo agricolo sostenibile. 
 
Siamo consapevoli degli effetti dannosi sugli ecosistemi che possono avere l’espansione delle frontiere agricole e la deforestazione, per questo siamo impegnati nella pianificazione di soluzioni globali per minimizzare l’impatto” - ha spiegato Angela Maria Betancourt. 
 
Affrontare il cambiamento climatico è un problema non solo della Colombia ma di tutto il mondo. Per questo è necessario investire e sviluppare soluzioni condivise al fine di rendere più efficienti i sistemi di produzione” - ha dichiarato Miguel Ayarza, Responsabile del Dipartimento di Produzione Intensiva Sostenibile di CORPOICA, Associazione Colombiana per la Ricerca Agricola.  Gli investimenti hanno un impatto non solo dal punto di vista ambientale, ma permettono il miglioramento della qualità della vita e l’inclusione sociale di piccoli e medi produttori. 
L’apporto di tecnologie avanzate e lo sviluppo di progetti educativi hanno permesso una trasformazione positiva tracciando il percorso per una produzione sostenibile e socialmente responsabile” ha spiegato infine Carlo Vigna Taglianti, rappresentante di Poligrow, realtà presente da sette anni in Colombia con programmi di sviluppo rurale sostenibile.

sabato 4 luglio 2015

Un fiore nel deserto

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C’è spazio dentro a Expo per una riflessione profonda?
Nell'apparenza di grande fiera o parco giochi sicuramente ci sono, per chi li cerca, molte possibilità di approfondimento, conoscenza, scoperta, ragionamento, nell’immenso sito dell’Esposizione Universale di Milano.
Alcune sono immediatamente percepibili visitando i padiglioni dei vari Paesi, le strutture della Società Civile (Cascina Triulza, Casa don Bosco, Save The Children, l’Edicola Caritas…) o aree particolari. Altre sono il frutto di incontri, convegni, laboratori, dibattiti, così numerosi a Expo, tra gli eventi e le iniziative ogni giorno in programma, che vanno a toccare i vari aspetti del tema ‘Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita’.
L’Edicola Caritas, con il suo piccolo padiglione, che richiede una visita breve ma significativa, rientra tra quei piccoli spazi, luoghi e tempi capaci di suscitare un pensiero profondo.
Così Enrico Mentana, giornalista e conduttore televisivo, oggi direttore del Tg La7, è entrato a far visita all’Edicola della Caritas, martedì 30 giugno, in occasione della presentazione in Expo dell’Enciclica ‘Laudato si’’ di papa Francesco con la sua partecipazione come moderatore.

Nel primo pomeriggio, in maniera inaspettata, è stato così accolto all’ingresso della particolare struttura che già nella forma architettonica di cubo spezzato richiama il motto scelto ‘Dividere per moltiplicare’. Sergio Malacrida, uno dei responsabili dell’Edicola Caritas in Expo, ha accompagnato il giornalista, particolarmente interessato, nelle varie tappe dell’Edicola. Enrico Mentana ha ascoltato attentamente la spiegazione del significato delle installazioni e delle opere d'arte presenti, rimanendovi molto colpito.
“Qualcuno ha detto che la Chiesa è un po’ la spina nel fianco, un po’ la coscienza critica di questa Esposizione” – ha commentato il conduttore televisivo Mentana alla fine della visita - “Bisogna però che ci sia come sempre l’accoglienza del concetto di fondo da parte di chi viene a visitare una simile Esposizione”. Aggiungendo: “La vera differenza tra un ipermercato e l’Expo è proprio la presenza dello spazio di riflessione e di attenzione. Tutto il resto le persone lo troveranno ovunque, magari non in questa quantità e qualità… ma è proprio questo che lo differenzia, quel qualcosa di più che permette di capire che siamo in un mondo in cui la disuguaglianza inizia proprio dalla diversa divisione delle materie prime, tra cui quelle che ci sostentano”.
In ultimo un pensiero sul recente ‘Premiolino’, un prestigioso riconoscimento assegnato quest’anno a ‘Scarp de’ Tenis’, il giornale di strada edito dalla Caritas, che viene distribuito gratuitamente, in una sua edizione speciale per Expo, proprio nell’Edicola Caritas e attraverso cui è possibile approfondire il messaggio.
Mentana, nella giuria che ha conferito il premio, ha precisato: “Abbiamo dato un premio, un minimo riconoscimento al fatto che esiste anche ciò è molto più degno di tante altre cose… per il fatto che è senza scopo di lucro, creato per inserire delle persone e per far conoscere delle realtà che non sono illuminate dal mondo dei media”.
Prima di salutare i volontari presenti quel giorno in Edicola, ringraziandoli, c’è il tempo per una dedica che per noi che dedichiamo tempo ed energie al supporto della presenza di Caritas in Expo è una piccola soddisfazione e la conferma che la nostra piccola realtà sta lasciando il segno.
“Bellissima installazione, fiore in un (quasi) deserto di consumi”.
Una immagine che evoca la grazia, la bellezza, l’armonia, il colore in un ambiente desolato e vuoto. Una metafora dello sforzo di Caritas di riportare al centro l’aiuto, la condivisione, la solidarietà in un mondo egoista e spesso povero di valori.

lunedì 29 giugno 2015

Scola pellegrino in Edicola

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"Non di solo pane vive l'uomo"... ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. 

'Non di Solo Pane', motto del padiglione della Santa Sede, assieme a quello dell’Edicola Caritas, 'Dividere per moltiplicare', ha spiegato il cardinale Angelo Scola, vuole “interpretare il grido del Santo Padre nel giorno dell’inaugurazione” dell’Esposizione universale, il primo maggio.
 
Il cibo, nel padiglione della Santa Sede, non è solo nutrimento per il corpo, ma anche momento di incontro e comunione, di educazione e di crescita.
 
Un padiglione particolare e molto apprezzato, insieme all'Edicola Caritas, dai numerosi visitatori di Expo: un'unica sala in cui colpisce la bellezza artistica.

Su una parete è esposta la tela originale dell’Ultima Cena del Tintoretto.
 
Al centro un tavolo interattivo che è mensa, oggetto di lavoro, luogo della legge, del gioco, della preghiera... una superficie multimediale sulla quale sono proiettate le immagini di tutti i contesti della vita quotidiana in cui si usa il tavolo.

Una giornata speciale quella che si è tenuta giovedì 11 giugno in Expo per il 'National Day della Santa Sede', caratterizzata da due eventi: la conferenza 'Non di solo pane' al mattino alle 11 e l'incontro 'I volti della terra – Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra' alle 16.30.
 
"Noi abbiamo una tradizione alle spalle" - ha detto il cardinal Ravasi durante il primo incontro - che sfocia oggi nelle "interrogazioni e domande espresse dalle due frasi che dominano il padiglione all’esterno, ‘Il nostro pane dacci ogni giorno’, dal Padre nostro. E qui pensiamo alla fame nel mondo, agli scarti, alla globalizzazione della solidarietà, allo sforamento delle risorse. Dal Deuteronomio, ‘Non di solo pane vive l’uomo’: dove lehem, pane in ebraico, ha le stesse radici della parola guerra, consapevoli come siamo che la mancanza di cibo genera conflitto". Nell'appuntamento del pomeriggio il tema del contrasto tra l’immagine feconda e positiva della madre terra, della tradizione giudaico-cristiana, e la calamità peggiore che ancora ci affligge, l’insufficienza del cibo e dell’acqua per mantenere in vita tutti gli abitanti del Pianeta.
 
L'Edicola, che porta in Expo la Caritas, l'organismo pastorale della Chiesa, ha vissuto la giornata con grande fermento per il susseguirsi delle visite di sacerdoti, ambasciatori e molti altri partecipanti ai convegni.

 
Ma la sorpresa più bella è stata la visita, nel primo pomeriggio, del Cardinal Angelo Scola.
 
 
 
Dopo aver ammirato la copia della 'Madonnina' del padiglione della Fabbrica del Duomo, accompagnato dai suoi segretari, ha visitato anche l'Edicola Caritas.
 
E così ha ascoltato con interesse la volontaria in Servizio Civile Elisa Diaferia spiegare emozionata le opere e le installazioni presenti.  
 
La mappa con la presenza di Caritas nel mondo, la torre delle monete a rappresentare la sproporzione della ricchezza, ma soprattutto l''Energia' dell'opera di Wolf Vostell.
 
Alla fine della visita, sul libro delle dediche, ci ha lasciato un piccolo pensiero, nella speranza che la carità diventi sempre più un 'abito' quotidiano, per ognuno di noi.
Domani, martedì 30 giugno, il Cardinale Angelo Scola tornerà in Expo per presentare l'enciclica di papa Francesco.
 
Alle ore 16 è in programma al Conference centre dell'Esposizione Universale un convegno sulla 'Laudato si''. Dopo un saluto iniziale del commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, il giornalista Enrico Mentana discuterà con S.E. il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano; con il professor Neil Thorns, direttore CAFOD (la Caritas nazionale in Inghilterra) e consulente per il governo britannico sui cambiamenti climatici; il professor Pier Sandro Cocconcelli, direttore di  Expolab, Università Cattolica; il dottor Carlo Fratta Pasini, presidente di Banco Popolare; Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali; Laura Palazzani, docente di biogiuridica e filosofia del diritto, LUMSA, Roma e vicepresidente Comitato Nazionale per la Bioetica.
 
"Può sembrare paradossale - scrive Scola nella prefazione all'enciclica edita dal Centro Ambrosiano - ma, per parlare dell’ecologia, il Papa, con questa enciclica, ci chiama alla conversione: vale a dire a riconoscere chi siamo veramente".
 

mercoledì 24 giugno 2015

A ritmo di rap per difendere il pianeta

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'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita': un tema importante quello di questa Esposizione Universale, incentrato sull'alimentazione, bisogno primario dell'uomo. Expo Milano 2015 diventa così l'occasione per riflettere e confrontarsi, per trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: da una parte c'è ancora chi soffre la fame, dall'altra chi muore per disturbi di salute legati a un'alimentazione scorretta (circa 2,8 milioni di decessi per malattie derivate da obesità o sovrappeso). Inoltre, ogni anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate.

Mercoledì 10 giugno, nella corte di Cascina Triulza, diversi visitatori di Expo sono venuti a conoscenza con 'Land Game', il grande planisfero di CoLOMBA, di che cosa accade nelle terre nel mondo: quanti terreni nei Paesi in via di sviluppo sono sottratti all'agricoltura di sussistenza? 

Quanti sono sfruttati per soddisfare i bisogni alimentari ed energetici dei Paesi ricchi? 
Quali danni crea agli ecosistemi locali lo sfruttamento dell'agricoltura intensiva?
Adulti e bambini hanno potuto scoprire così, sul grande planisfero, la situazione dello sfruttamento delle terre sul pianeta, attraverso anche le storie che si sviluppano dietro a cinque prodotti tipici: canna da zucchero, quinoa, cacao, olio di palma e riso.


Un gioco per capire perché in molti Paesi il diritto al cibo è negato e come la cooperazione internazionale lavora per garantirlo. Il 2015 è stato dichiarato dall'ONU 'Anno internazionale dei suoli': anche per questo motivo, i soci di CoLOMBA (l'Associazione delle Organizzazioni di Cooperazione e Solidarietà Internazionale della Lombardia) hanno scelto di partire dal tema del Land Grabbing (letteralmente 'furto del suolo') per coinvolgere i visitatori di Expo in un viaggio di conoscenza nel sistema globale del cibo, dalla produzione al consumo, alla luce del divario tra Paesi ricchi e Paesi economicamente svantaggiati.







Ad accompagnare l'intervento di Land Game l'esibizione dal vivo degli alunni del liceo Enrico Fermi di Salò, in provincia di Brescia, vincitori del concorso nazionale 'Cibo sano, cibo per tutti', organizzato in occasione di Expo. 'Fermi B-Eat' è il nome dell'originale brano rap con cui i ragazzi hanno scelto di veicolare il proprio messaggio contro lo spreco alimentare, l'abuso e l'indifferenza, richiamando l'attenzione sul diritto a un'alimentazione sana, equilibrata e sostenibile.






La professoressa Maria Angela Conter ci racconta: “Lo scorso anno scolastico abbiamo preso in esame con i ragazzi la storia del cibo nel passato, nel presente e nel futuro, affrontando le problematiche annesse di spreco o carenze alimentari, in letteratura italiana e latina, scienze e storia dell'arte. Poi, visto il coinvolgimento degli studenti, si è pensato di partecipare a un concorso”. Per trasmettere il messaggio, originale è stata l'idea della musica rap, con il suo linguaggio incisivo e diretto, così seguito dai più giovani.

Il Vice Preside Marco Basile commenta: “La canzone che viene presentata dai ragazzi, registrata in studio e con il video girato in un supermercato, è la sintesi di un grande lavoro multidisciplinare”. E aggiunge - “La scuola deve adattarsi ad un mondo che va veloce. La conoscenza deve coniugarsi con il presente, non può restare chiusa nelle aule”. Questo progetto, sviluppato poi per il concorso, diventava quindi l'occasione per affrontare il tema di Expo, sensibilizzando le future generazioni alla disuguaglianza sul tema dell'alimentazione.

Martina, Sebastiano e Nicolò, i tre cantanti, si sono esibiti con entusiasmo e disinvoltura davanti al pubblico, accompagnati dalle coreografie di gruppo dei compagni, coordinate dall'insegnante di educazione fisica. La loro canzone attraversa la nostra storia: parla degli antichi banchetti romani, della carestia al tempo di Manzoni, delle malattie legate all'alimentazione con citazione di famosi quadri di Botero, per arrivare agli organismi geneticamente modificati e alle multinazionali del cibo.
La loro canzone è una denuncia contro lo spreco alimentare e descrive il rapporto dei giovani e, più in generale, della società occidentale, con il cibo. Il ritornello risuona come un monito per ognuno di noi... “Mangiavamo, mangiamo e mangeremo solo quello che avevamo, che abbiamo e avremo... in passato abbondanza, mentre ora il cibo manca. E per il futuro, facciamoci una domanda”.