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domenica 8 novembre 2015

Basta con lo spreco!

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Avreste mai pensato di essere richiamati da un trancio di pizza, nel bel mezzo del Decumano di Expo?  
'La protesta del cibo', organizzata da Caritas, proprio davanti all'Edicola, venerdì 16 ottobre, è stato uno dei momenti più divertenti e nello stesso tempo coinvolgenti pensati da Caritas per l'evento Expo. 
 
Quanto cibo... molte volte troppo, esagerato, nei nostri piatti... tanto che non riusciamo a finirlo e poi, senza un briciolo di rimorso, lo gettiamo in pattumiera. 
 
Si calcola che ogni anno lo spreco domestico costi nel mondo 550 miliardi e ai soli italiani 9 miliardi. 
Secondo dati della FAO a livello mondiale si sprecano 1,3 tonnellate di alimenti, circa un terzo della produzione totale di cibo destinato a consumo umano.E solo una piccola parte, poco più del 6%, è donata ad enti caritativi e quindi recuperata. 
 
Nella Giornata mondiale dell'Alimentazione, un carrello strapieno di cibo e radiocomandato a distanza, si muoveva tra le tante persone, suscitando stupore e curiosità.
Poi, ecco alcuni alimenti (realizzati in maniera stupefacente da Sara Palmieri, in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas e ora a 'Braccio di ferro' di Baranzate), che si arrabbiavano con i visitatori, spronandoli ad evitare lo spreco del cibo. Il divertente flash mob pensato da Caritas è stato accolto da molte persone,
compresa una scuola, con applausi, che si sono unite al coro 'Basta con lo spreco!', ritrovandosi coinvolte in un momento particolare, sorprendente. Al termine dell'evento, 'latte', 'pizza', 'formaggio' e 'sushi', insieme ad alcuni volontari Caritas, hanno consegnato a tutti un piccolo volantino. 'Passa all'azione', 7 azioni per 7 giorni sono piccoli consigli per la lotta allo spreco alimentare e alla fame nel mondo: giorno 1 'Evita lo spreco', giorno 2 'Coltiva la pace', giorno 3 'Evita la cattiva finanza', giorno 4 'Fatti prossimo', giorno 5 'Consuma responsabilmente', giorno 6 'Chiedi una finanza più giusta', giorno 7 'Non essere ingordo'. 

Un modo originale per ammonire contro l'insensato spreco di cibo.

lunedì 12 ottobre 2015

Un pasto condiviso

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'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita' recita il tema dell'Esposizione Universale di Milano. Simbolica e significativa l'iniziativa di Caritas che ha visto domenica 4 ottobre pranzare insieme alla stessa tavolata 1.800 persone che vivono in Lombardia in situazioni di disagio e di difficoltà accanto a molti visitatori che hanno contribuito, con un'offerta di 10 euro, a sostenere la gestione del Refettorio Ambrosiano, la mensa solidale aperta nel quartiere Greco di Milano all'inizio di Expo.
Nel giorno di San Francesco l'attenzione nei confronti del mondo dei poveri, degli esclusi e degli emarginati è doveroso. Simbolico il fatto che l'iniziativa, che celebra coloro che non hanno sufficiente cibo, si svolga proprio a Expo Milano 2015” - ha detto Don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana. “Un grande mix di persone che vogliono condividere il momento del pasto: una mensa dei popoli, non solo dei poveri”. Un tappeto rosso, tensostrutture allestite per l'occasione e striscioni con la scritta 'Mensa dei Popoli' per questi ospiti speciali, accolti a Cascina Triulza dai volontari Caritas. 
Tra loro anche Erminia Pellecchia e Irene Papagni, due ragazze in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas in Expo. Cous cous di verdure come piatto principale, parmigiano reggiano, due dessert, una mela e l'acqua per un pasto completo e sostenibile, nello stile della sobrietà e della semplicità. 

Gli chef hanno seguito una delle oltre cento ricette economiche condivise sulla pagina facebook del concorso di cucina bandito in rete la scorsa primavera dalla Caritas, la sfida era: 'Cucina con tre euro'. Il Commissario Unico di Expo Giuseppe Sala ha partecipato all'iniziativa, per poi premiare Valentina Marolda, la vincitrice del cooking contest 'Cucina con tre euro' (la cifra giornaliera che ancora oggi in molte zone del mondo una famiglia ha a disposizione per mangiare). 
Una grande festa della solidarietà e della condivisione, nello spirito di ciò che Expo deve essere, secondo lo slogan che Caritas ha scelto per Expo e che trasmette ogni giorno ai visitatori dell'Edicola... Dividere per Moltiplicare! 
 

venerdì 9 ottobre 2015

Di corsa... in Expo!

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Non è strano vedere in Expo persone che corrono! Al mattino, aperti gli accessi, diverse sono le persone che iniziano a correre per il Decumano, puntando a qualcuno dei padiglioni diventati ormai famosi: Emirati Arabi, Palazzo Italia ma soprattutto il Giappone, balzato alla cronaca per le sue infinite ore di coda. 
Più strano è vedere una vera e propria corsa organizzata. 
La Kenya Expo Run, organizzata nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, è stata davvero un'esperienza particolare e, infatti, per la prima volta nella storia, l'Esposizione Universale ha preparato due gare podistiche d'eccezione, per gli amanti della corsa e per tutti coloro che desideravano divertirsi con amici e famiglia. 
L'iniziativa, organizzata dal Kenya in collaborazione con Stramilano, ben si collegava con il tema 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', invitando i visitatori ad adottare stili di vita attivi.
Alle 16, la gara amatoriale, chiamata 'Family Run', ha preso il via e si è articolata in un percorso di 3 km tra Decumano e padiglioni, dove ai lati del tracciato si accalcavano numerosi curiosi per incitare i corridori e scattar fotografie dell'insolita iniziativa. Più impegnativa la 10 km serale, per veri atleti, che ha visto in pole position i kenyoti e altri campioni. 
Anche Letizia Gualdoni, in Servizio Civile presso l'Edicola Caritas, e Sabrina Cattoni, responsabile del Centro Documentazione di Caritas Ambrosiana, si sono cimentate nella corsa amatoriale!
E' stato bello vivere Expo anche in questa esperienza, insieme a tantissime persone, giovani, adulti, intere famiglie, che in una bella giornata hanno unito il piacere della corsa alla visita a Expo. 
 

lunedì 21 settembre 2015

Bono a Expo contro la fame nel mondo

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"...One love, One blood, One life... You got to do what you should. One life With each other Sisters Brothers... One life But we're not the same. We get to carry each other... Carry each other..." Fratelli, sorelle, dobbiamo sostenerci l'un l'altro! invita una canzone, 'One' (una delle più belle), della band irlandese degli U2.

E proprio Bono Vox, il cantante degli U2, ha animato Expo domenica 6 settembre, attirando tantissimi fan e curiosi. Arrivato a Milano dopo le due date italiane del suo tour 2015 ha visitato il Padiglione Zero, che introduce la visita a Expo, raccontando in maniera suggestiva la vita dell'uomo sulla Terra, tra rituali, paesaggio e cultura. In seguito non poteva mancare la visita al padiglione dell'Irlanda, dove l'artista è nato, nel 1960, e cresciuto. 
Poi, acclamato dalle tante persone presenti, a piedi, passando davanti all'Edicola Caritas, accompagnato da Renzi, si è diretto al Media Center, dove alle 19 era in programma 'It begins with me. How the world can end hunger in our lifetime' a sostegno delle iniziative del World Food Programme, un'agenzia delle Nazioni Unite in prima linea nella lotta alla fame. 
Un evento al quale hanno partecipato, oltre a Bono, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, i Ministri dell'Agricoltura e dell'Irlanda Maurizio Martina e Simon Coveney e la direttrice del World Food Programme, Ertharin Cousin. 
La partecipazione del cantante leader degli U2 è stata particolarmente significativa: per molti anni Bono si è dedicato infatti alla lotta alla fame e alla povertà, soprattutto in Africa, co-fondando la campagna ONE, per combattere l'Aids e le malattie prevenibili, incrementare gli investimenti in agricoltura e alimentazione e chiedere ai governi una maggiore trasparenza. 
"Questa rabbia che sento la vorrei usare per cambiare", ha detto Bono. Sulla questione dei migranti, con il mondo ancora scosso per la fotografia del piccolo siriano, annegato e lasciato dal mare sulla spiaggia, ha affermato che non è corretto chiamarli così perchè migranti è una parola politica, loro sono invece rifugiati, non hanno scelto di cambiare casa, non ce l'hanno più una casa. "Possiamo risolvere il problema della fame, della povertà, della guerra? Non so l’ultima, ma sulle prime due sono sicuro. Perché il cibo c’è ma manca la volontà di distribuirlo".  
All'evento non potevano mancare alcuni ragazzi del Servizio Civile, Marco Erba, Sara Palmieri, Letizia Gualdoni e Ilaria Boiocchi, a rappresentare Caritas, impegnata con la Campagna 'Una famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro', nata dall'appello lanciato da Papa Francesco, per promuovere consapevolezza ed impegno sugli squilibri del pianeta, e concentrare l'attenzione sul diritto fondamentale al cibo.  


mercoledì 2 settembre 2015

"Caritas significa aiutarsi!"

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E' l'oratorio della parrocchia di San Marco di Borgomanero. Dopo le intense settimane vissute tra gli schiamazzi dei bambini e le varie attività da organizzare secondo il tema del Grest 2015 ecco la meritata gita conclusiva per gli animatori. Un anno diverso questo, perché, invece di Gardaland, quest'anno, per la gita finale, è stata scelta come meta Expo!!
Durante l'oratorio feriale è stato approfondito con i bambini e i ragazzi il tema di Expo 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', in particolare il tema della condivisione.
I bambini delle elementari si sono divertiti a imparare a piantare alcune piantine in un orto comunitario. Un modo semplice per insegnare loro a prendersi cura della natura e del Creato.
I ragazzi delle medie invece il giovedì, a turno, si recavano presso una mensa solidale gestita dalla Caritas per aiutare a servire i pasti ai più bisognosi. Hanno così toccato con mano quante sono le persone che, purtroppo, si trovano a vivere in situazioni difficili e hanno bisogno di aiuto. E' stato bello, per loro, poter aiutare nel concreto e nel proprio piccolo, assaporando il significato della parola 'solidarietà'. 

La visita a Expo era tanto attesa... e tra i vari padiglioni 'd'obbligo', come il bellissimo Padiglione Zero e la divertente rete del Brasile, non poteva mancare la visita al padiglione della Caritas. La responsabile, dopo la visita e la spiegazione delle opere presenti all'interno dell'Edicola, ci rivela: “Sono rimasta molto colpita da quanta bellezza ci possa essere anche in uno spazio così piccolo come questo padiglione. La Caritas qui propone il suo messaggio 'Dividere per moltiplicare' con alcune provocazioni: solo cambiando il nostro modo di pensare potremo cambiare davvero il mondo, in meglio, e lasciare un futuro migliore alle generazioni che verranno”. E aggiunge: “Anche i ragazzi li ho visti attenti e interessati, sicuramente ne discuteremo poi insieme in oratorio. Caritas per noi significa aiutarsi!!”.


sabato 29 agosto 2015

World Humanitarian Day... in Expo

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 'Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile': questo il tema della partecipazione delle Nazioni Unite a Expo Milano 2015.  

Uniti possiamo costruire, nell’arco della nostra esistenza, un mondo in cui tutte le persone abbiamo accesso, sempre, a del cibo sicuro e nutriente e possano condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future. L’ONU, per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, ha scelto di non avere un singolo padiglione, ma diciotto grandi installazioni a forma di cucchiaio, dislocati nel sito espositivo, a rappresentare gli obiettivi della sfida ‘Fame Zero’.
Il 19 agosto in Expo si è celebrata la ‘Giornata mondiale umanitaria’, una delle tre giornate ufficiali Onu che quest'anno vengono celebrate all'interno di Expo 2015, insieme alla Giornata dell'Ambiente del 5 giugno scorso e alla Giornata mondiale dell'Alimentazione che si svolgerà il 16 ottobre prossimo con la presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che parteciperà alla cerimonia e riceverà la Carta di Milano, eredità culturale dell'Esposizione Universale. 
Una giornata importante quella del ‘World Humanitarian Day’ per il quale a Ginevra è stato premiato con il riconoscimento ‘Sergio Vieira de Mello’ (incaricato delle Nazioni Unite morto nell’attentato contro le Nazioni Unite a Baghdad nel 2003) per il suo lavoro di mediazione per la pace il presidente di Caritas Repubblica Centrafricana, il vescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga. 

Nello stesso giorno, in Expo, verso le ore 11, una delegazione Onu, composta da Barbara Noseworthy, rappresentante del World Food Program, Rashid Khalikov, direttore Ocha (Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu) di Ginevra, l’ambasciatore svizzero Manuel Bessler, a capo dell’unità svizzera per gli aiuti umanitari, Cornelis Wittebrood, direttore generale Echo per l’Africa orientale, occidentale e meridionale, Toby Lanzer, coordinatore degli aiuti umanitari per le crisi nel Sahel, e Fernanda Guerrieri, commissario generale dell’Onu in Expo, ha visitato l’Edicola della Caritas.
 
Alessandro Comino e Léa Delbes (volontaria in Servizio Civile) hanno presentato alla delegazione le particolari installazioni presenti all’interno del padiglione, opere ricche di significato. 

Nel pomeriggio invece Caritas, attraverso alcuni dei giovani impegnati nel servizio civile presso l’Edicola, ha partecipato al corteo ufficiale.
Ilaria Boiocchi, Marco Erba, Sara Palmieri ed Erminia Pellecchia hanno così contribuito, insieme a centinaia di volontari, funzionari e rappresentanti delle istituzioni, alla parata, nello spirito della solidarietà umanitaria mondiale.

Partita dal Media Centre la sfilata si è snodata lungo la via principale del sito di Expo, il Decumano, per concludersi in fondo al viale, dopo aver sostato davanti al padiglione della Svizzera.
Si è celebrata così in Expo la Giornata mondiale umanitaria istituita dalle Nazioni Unite per ricordare il sacrificio e l’impegno degli operatori umanitari di tutto il mondo e per sensibilizzare i visitatori sulla condizione di milioni di persone nel mondo, affamate e sfollate a causa di conflitti o disastri naturali. 
 
Tanti palloncini colorati e grandi scritte bianche portate a mano dai partecipanti alla parata: ‘zero hunger’, ‘solidarity’, ‘dignity’, ‘humanity’… ma anche ‘compassion’, la scritta composta grazie ai volontari dell’Edicola Caritas. 
Sperando che queste parole si concretizzino sempre di più, grazie all’impegno di tanti che, nel mondo, in diversi settori, operano ogni giorno per i più bisognosi.

martedì 14 luglio 2015

Cresce una Colombia sostenibile

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Nella 'Settimana dell'Agricoltura Colombiana' a Expo Milano 2015, è stato organizzato, grazie al Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Repubblica di Colombia, un incontro dal titolo 'Colombia: l'agricoltura colombiana – sostenibilità, responsabilità sociale ed innovazione'. 

Nel caldo pomeriggio del 17 giugno, il padiglione della Colombia, con i suoi alberi esotici e i meravigliosi fiori, ha accolto gli interessati, permettendo loro di intraprendere un viaggio attraverso la straordinaria varietà naturale e produttiva della Colombia, uno dei pochi Paesi che racchiude in un unico territorio quasi tutti i climi del mondo

L'ampia estensione di terreni coltivabili, la ricchezza del suolo e la varietà dei paesaggi garantita dai cinque livelli termici sono solo alcune delle caratteristiche che hanno spinto la FAO ad individuare nella Colombia una delle sette potenziali 'dispense agricole' per alimentare il pianeta
La Colombia ha presentato, nel corso del convegno, le sue best practice per affrontare il cambiamento climatico e favorire lo sviluppo agricolo sostenibile sottolineando la sua ricca offerta agricola e il grande potenziale delle coltivazioni del Paese, con particolare enfasi sulle varietà di caffè, cacao, frutta esotica, fiori e canna da zucchero. 
  
La Colombia è infatti un Paese a vocazione agricola con quasi 47.000 tonnellate di cibo prodotto e il cambiamento climatico è un aspetto determinante per lo sviluppo rurale e la sostenibilità del settore agroalimentare colombiano. Per questo il Paese ha predisposto una serie di strategie per fronteggiare questo problema globale, stringendo alleanze con attori pubblici e privati a livello nazionale e internazionale, appoggiando progetti con i piccoli e medi produttori e sviluppando tecnologie avanzate che permettano di ridurre al minimo l’impatto del cambiamento climatico.

Tra i presenti, oltre ad Angela Maria Betancourt Escobar, Responsabile Cooperazione Internazionale e Progetti Speciali e Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, diversi rappresentanti del settore agricolo Colombiano.

La Colombia è un Paese molto avanzato in termini di gestione ambientale, infatti, ha implementato volontariamente strumenti a livello politico e istituzionale per uno sviluppo agricolo sostenibile. 
 
Siamo consapevoli degli effetti dannosi sugli ecosistemi che possono avere l’espansione delle frontiere agricole e la deforestazione, per questo siamo impegnati nella pianificazione di soluzioni globali per minimizzare l’impatto” - ha spiegato Angela Maria Betancourt. 
 
Affrontare il cambiamento climatico è un problema non solo della Colombia ma di tutto il mondo. Per questo è necessario investire e sviluppare soluzioni condivise al fine di rendere più efficienti i sistemi di produzione” - ha dichiarato Miguel Ayarza, Responsabile del Dipartimento di Produzione Intensiva Sostenibile di CORPOICA, Associazione Colombiana per la Ricerca Agricola.  Gli investimenti hanno un impatto non solo dal punto di vista ambientale, ma permettono il miglioramento della qualità della vita e l’inclusione sociale di piccoli e medi produttori. 
L’apporto di tecnologie avanzate e lo sviluppo di progetti educativi hanno permesso una trasformazione positiva tracciando il percorso per una produzione sostenibile e socialmente responsabile” ha spiegato infine Carlo Vigna Taglianti, rappresentante di Poligrow, realtà presente da sette anni in Colombia con programmi di sviluppo rurale sostenibile.

sabato 4 luglio 2015

Un fiore nel deserto

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C’è spazio dentro a Expo per una riflessione profonda?
Nell'apparenza di grande fiera o parco giochi sicuramente ci sono, per chi li cerca, molte possibilità di approfondimento, conoscenza, scoperta, ragionamento, nell’immenso sito dell’Esposizione Universale di Milano.
Alcune sono immediatamente percepibili visitando i padiglioni dei vari Paesi, le strutture della Società Civile (Cascina Triulza, Casa don Bosco, Save The Children, l’Edicola Caritas…) o aree particolari. Altre sono il frutto di incontri, convegni, laboratori, dibattiti, così numerosi a Expo, tra gli eventi e le iniziative ogni giorno in programma, che vanno a toccare i vari aspetti del tema ‘Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita’.
L’Edicola Caritas, con il suo piccolo padiglione, che richiede una visita breve ma significativa, rientra tra quei piccoli spazi, luoghi e tempi capaci di suscitare un pensiero profondo.
Così Enrico Mentana, giornalista e conduttore televisivo, oggi direttore del Tg La7, è entrato a far visita all’Edicola della Caritas, martedì 30 giugno, in occasione della presentazione in Expo dell’Enciclica ‘Laudato si’’ di papa Francesco con la sua partecipazione come moderatore.

Nel primo pomeriggio, in maniera inaspettata, è stato così accolto all’ingresso della particolare struttura che già nella forma architettonica di cubo spezzato richiama il motto scelto ‘Dividere per moltiplicare’. Sergio Malacrida, uno dei responsabili dell’Edicola Caritas in Expo, ha accompagnato il giornalista, particolarmente interessato, nelle varie tappe dell’Edicola. Enrico Mentana ha ascoltato attentamente la spiegazione del significato delle installazioni e delle opere d'arte presenti, rimanendovi molto colpito.
“Qualcuno ha detto che la Chiesa è un po’ la spina nel fianco, un po’ la coscienza critica di questa Esposizione” – ha commentato il conduttore televisivo Mentana alla fine della visita - “Bisogna però che ci sia come sempre l’accoglienza del concetto di fondo da parte di chi viene a visitare una simile Esposizione”. Aggiungendo: “La vera differenza tra un ipermercato e l’Expo è proprio la presenza dello spazio di riflessione e di attenzione. Tutto il resto le persone lo troveranno ovunque, magari non in questa quantità e qualità… ma è proprio questo che lo differenzia, quel qualcosa di più che permette di capire che siamo in un mondo in cui la disuguaglianza inizia proprio dalla diversa divisione delle materie prime, tra cui quelle che ci sostentano”.
In ultimo un pensiero sul recente ‘Premiolino’, un prestigioso riconoscimento assegnato quest’anno a ‘Scarp de’ Tenis’, il giornale di strada edito dalla Caritas, che viene distribuito gratuitamente, in una sua edizione speciale per Expo, proprio nell’Edicola Caritas e attraverso cui è possibile approfondire il messaggio.
Mentana, nella giuria che ha conferito il premio, ha precisato: “Abbiamo dato un premio, un minimo riconoscimento al fatto che esiste anche ciò è molto più degno di tante altre cose… per il fatto che è senza scopo di lucro, creato per inserire delle persone e per far conoscere delle realtà che non sono illuminate dal mondo dei media”.
Prima di salutare i volontari presenti quel giorno in Edicola, ringraziandoli, c’è il tempo per una dedica che per noi che dedichiamo tempo ed energie al supporto della presenza di Caritas in Expo è una piccola soddisfazione e la conferma che la nostra piccola realtà sta lasciando il segno.
“Bellissima installazione, fiore in un (quasi) deserto di consumi”.
Una immagine che evoca la grazia, la bellezza, l’armonia, il colore in un ambiente desolato e vuoto. Una metafora dello sforzo di Caritas di riportare al centro l’aiuto, la condivisione, la solidarietà in un mondo egoista e spesso povero di valori.

sabato 20 giugno 2015

I Paesi dei Cantieri della Solidarietà... in Expo

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Un'esperienza che cambia la vita: tua e degli altri. Un'esperienza di condivisione e servizio, ma si rivela anche uno spazio di approfondimento significativo di alcuni aspetti della globalizzazione e un'occasione di riflessione sui temi della giustizia, del perdono e della riconciliazione per creare percorsi di pace.
Sono i 'Cantieri della Solidarietà', il progetto lanciato da Caritas per favorire lo scambio su temi quali alterità, carità, gratuità, giustizia e pace, in un contesto di condivisione, in cui i giovani sperimentano l'aiutare il prossimo, imparando a conoscere meglio se stessi. Il percorso proposto da Caritas ben 19 anni fa ha avuto modo di coinvolgere già 1.700 ragazzi e, per questo 2015, sono ben 65 giovani, dai 18 ai 30 anni, della diocesi di Milano, che quest'estate andranno in Moldova, Georgia, Cipro, Libano, Gibuti, Kenya, Bolivia, Haiti e Nicaragua e vivranno il loro Cantiere della Solidarietà. Paesi suggestivi, con grandi povertà ma anche grandi risorse da scoprire.
Per conoscerli meglio, noi giovani del Servizio Civile impegnati in questi sei mesi all'Edicola Caritas di Expo, siamo andati a 'scoprire' quelli presenti all'EXPO di Milano di quest'anno.

MOLDOVA

 

Con un design ispirato al tema solare, il padiglione propone un ritorno alle fonti primarie di energia, per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, senza produrre inquinamento.
Infatti il tema della partecipazione della Moldova a Expo 2015 'Splenda la luce. L'energia del sole, l'energia della terra, il cibo per l'umanità' è rappresentato simbolicamente dal 'Solar Flower', una specie di fiore collocato sulla sommità dell'edificio più alto, il cui stelo è costituito da un grandioso arco di metallo curvo che sale da terra. Un fiore che ruota su se stesso, seguendo il movimento del sole durante la giornata, la cui corolla è costituita da un triplo cubo di specchi, dalla superficie sfaccettata, che riflettono i raggi del sole, diffondendo una miriade di luci in tutte le direzioni, all'esterno del padiglione, ma anche all'interno, sfruttandone la trasparenza del vetro. Un'installazione dotata di batterie solari, in modo da immagazzinare energia per le ore notturne.
Moldova vuole trasmettere, infatti, che l'energia di cui abbiamo bisogno è ovunque; l'importante è imparare ad utilizzarla in modo consapevole. La principale fonte di energia in Moldova è il sole, presente tutto l'anno, il quale contribuisce in modo sostanziale all'agricoltura biologica. Una terra, quindi, piena di energia positiva.

Particolari, all’interno del padiglione, le luci al neon sul soffitto a ricordare le costellazioni che possono essere viste solo dalla Moldova: le costellazioni della Sposa, del Paesano, del Grappolo d’uva, del Formaggio, della Cicogna. Le stelle, usate nell’antichità per orientarsi e navigare gli oceani, guidano qui il pubblico alla scoperta di un Paese poco conosciuto ma affascinante.

LIBANO

Lo Stato del Libano, nel grande atlante che è l'Expo di Milano, lo si individua nel 'Cluster del Bio-Mediterraneo'.  In questo spazio il visitatore si trova ad assaporare una suggestiva atmosfera, con i colori che richiamano quelli del mare. Dispiace che, essendo in un'area poco frequentata, sono ancora pochi i visitatori che hanno potuto apprezzarne le bellezze.
Entrando negli spazi loro dedicati, si ha l’impressione di trovarsi in una tipica casa libanese. Impossibile non notare il caratteristico soffitto ed i lampadari: il primo decorato con scritte arabe che riprendono il testo dell’inno nazionale, mentre i secondi realizzati con bottiglie verdi con dentro la lampadina.
Per i visitatori vi è inoltre la possibilità di assaporare una cucina che offre piatti tipici e un tavolo che ripropone i pranzi domenicali che riuniscono tutta la famiglia. Su questa tavola è inoltre possibile scoprire i piatti tipici utilizzando l’i-pad che li propone in 3D. Per chi volesse un ricordo 'gustoso', è possibile anche acquistare i dolci e i vini tipici libanesi. Tantissimi, e a prezzi modici, degli assaggi di dolci tipici libanesi.
Inoltre, per chi lo desidera, è possibile acquistare una piantina del ‘cedro del Libano’, un albero antichissimo e maestoso, simbolo di potenza e forza: l’albero simbolo del Libano e rappresentato nella bandiera libanese.

 GIBUTI

Questo piccolo ma suggestivo Stato dell'Africa orientale è situato, in Expo, all’interno del ‘Cluster delle Zone Aride’. Già dal primo impatto, non si può non rimanere colpiti dal pavimento del Cluster che ripropone i colori delle dune del deserto ed i colori delle diverse costruzioni che richiamano le varie tipologie di sabbie. Il soffitto, volutamente ricoperto di lunghi cilindri di vetro, che lasciano la possibilità di vedere il cielo, vuole simboleggiare la tempesta di sabbia tipica delle zone aride.
Lo spazio del Gibuti è unito a quello della Somalia, in quanto i due Paesi sono geograficamente confinanti. All’interno è possibile annusare e tastare varie spezie: cannella, cumino, cardamomo, pepe nero, ginger, semi di prezzemolo. Inoltre sono presenti molti prodotti originali, tra cui i tipici vestiti ed oggetti utilizzati nel Paese.

KENYA

 

Un territorio ricco di contrasti, culturali e geografici. E' proprio da questa 'idea' che è stato ragionato e concepito lo spazio del Kenya, situato nell'area del 'Cluster del Caffè'.
Il Kenya è un vero e proprio melting pot di culture differenti: quella africana ha subito l'influenza della cultura araba, indiana, cinese, europea, fino a formare il Paese moderno e cosmopolita che è oggi.
L'esposizione del Kenya a Expo Milano 2015, che si sviluppa con un piccolo spazio di 125 metri quadri, invita il pubblico a riflettere sull'importanza di un'alimentazione sostenibile, illustrando la stretta connessione tra cibo e ambiente e come il primo possa compromettere il secondo.
Tra le eccellenze, è doveroso ricordare come il Kenya sia il 4° esportatore mondiale di caffè arabico, pianta che cresce solo in particolari terreni vulcanici. Per chi volesse, è possibile assaggiarlo nella caffetteria all’interno del sito. Anche qui, oltre all’esposizione di prodotti di artigianato tipici, tramite alcuni video si può esplorare il paesaggio e la fauna dell’Africa Centrale, oltre ad ammirare i colori e i sorrisi della popolazione locale, immortalati in alcune bellissime fotografie.

HAITI

Costruito grazie ai finanziamenti degli Emirati Arabi, questo stato si trova nel 'Cluster di Cereali e Tuberi'.
Nel momento di dover scegliere cosa portare ad Expo per 'presentare' la loro realtà, hanno optato per i loro prodotti tipici, come fagioli, mais, riso, farina di mais e miglio. Qui inoltre è possibile conoscere due particolarità: la banana dolce fritta ed il loro rum.

Nello spazio loro dedicato è suggestivo poter scoprire anche i prodotti d'artigianato ma non in vendita.
I responsabili dello spazio di Haiti sono tutti diplomatici haitiani che risiedono presso il consolato a Roma, così facendo, grazie alla buona conoscenza della lingua italiana, sono disponibili a spiegare ed illustrare la loro realtà. Attraverso alcuni video si ha inoltre la possibilità di esplorare le più famose mete turistiche di Haiti.

giovedì 11 giugno 2015

Un futuro per l'Africa. Racconti da #Expo

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Palazzo Italia, un'architettura-scultura ispirata a una 'foresta urbana' nella sua particolare tessitura di linee bianche, si trova su uno dei quattro punti cardinali, quello nord, e per posizione e architettura costituisce l'elemento di spicco di tutto il Cardo. E proprio Palazzo Italia è stato scelto come sede di un importante meeting per cui, per tre giorni, dall'8 al 10 giugno, si sono riuniti i ministri degli Affari Esteri e gli alti funzionari dei Paesi africani meno sviluppati.



Expo 2015 è il luogo giusto per incoraggiare il dibattito sul futuro del nostro Pianeta e in particolare dei Paesi in via di Sviluppo” - ha affermato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni nel suo discorso d’apertura. “Occorre sradicare - ha proseguito il Ministro - la povertà di certi Paesi africani. Questo è un punto centrale dello sforzo comune che l'Italia sta facendo insieme alle Nazioni Unite. Servono politiche di sviluppo che tengano conto del rispetto dei diritti umani”.

Questi obiettivi si inseriscono in un contesto incoraggiante, che negli ultimi tre anni ha visto tutti gli indici di sviluppo finanziario e umano di questi Paesi in miglioramento, secondo il report di marzo della Commissione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Umano. Nonostante alcuni aspetti positivi però permangono per diversi Paesi africani alcune criticità: un tenore di vita e un indice di sviluppo umano basso e povertà diffusa. Non poteva quindi mancare in occasione di Expo un serio dibattito sul futuro dei Paesi africani in via di sviluppo.

Paolo Gentiloni, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite, ha indicato il cibo e l'energia come “i due fattori fondamentali per la lotta alla povertà", ma bisogna anche puntare "sui giovani" per aiutare i paesi più poveri dell'Africa ad abbandonare la loro condizione entro il 2020. In Africa, dice Gentiloni, quelle comprese "tra i 10 e i 24 anni sono 1,8 miliardi di persone, bisogna investire su di loro".

Il ministro ha sottolineato inoltre come i Paesi sottosviluppati siano "centrali nella elaborazione di qualsiasi strategia globale per uno sviluppo sostenibile" e per questo ritiene che sia ormai il momento "di definire una nuova agenda di sviluppo". 
L'Esposizione Universale è "l'occasione ideale per avviare programmi concreti", dice Gentiloni.

"L'Italia - spiega - è pronta a condividere la sua esperienza, per arrivare in pochi mesi a definire una nuova cornice di cooperazione internazionale", anche grazie alle oltre 100 missioni del Paese in Africa per sostenere l'agricoltura e aiutare la condizione delle donne.

Parole e promesse non bastano. Il futuro dell'Africa dipende anche da noi. I tre giorni programmati per la Conferenza si sono rivelati decisivi per trovare azioni concrete, misure e soluzioni condivise in grado di rilanciare le realtà meno evolute del continente africano.

E' necessario che in questi Paesi - ha concluso il Ministro degli Affari Esteri del Benin Nassirou Bako Arifari - sia garantito l'accesso alle energie, anche rinnovabili, alle tecnologie, a strumenti finanziari e assicurativi ma soprattutto a un'alimentazione sana e sostenibile”.

Letizia Gualdoni, 
volontaria in servizio civile a EXPO2015 presso l'Edicola di Caritas Ambrosiana