domenica 6 febbraio 2005

Sorrisi di donne


Il sabato è la giornata del bucato. Durante la settimana rimane sempre poco tempo per dedicarsi a queste cose, così stamattina, con lo splendido sole di sempre sono scesa al lavandero per liberare finalmente i miei indumenti dalla polvere delle strada di Managua.

Nello stesso modo in cui immergo le mie mani nell’acqua, così la mia mente si tuffa in una vertigine di pensieri che mi riportano all’ora di charla vissuta ieri pomeriggio con la dottoressa del centro escolar. Il venerdì pomeriggio infatti è dedicata alle donne di Nueva Vida per una chiacchierata riguardo gli argomenti più vari, ma quasi tutti incentrati sulla salute comunitaria e dei più piccoli.

Faccio ogni sforzo per riuscire a mettermi al loro posto, per entrare anche solo un po’ nella vita di ogni singola donna tentando di acchiappare tutte quelle domande che le lasciano perplesse, ma che palesemente non hanno il coraggio di fare.

Ogni tanto mi guardo le mani che l’acqua ha ormai reso rugose e flaccide, poi riprendo a sfregare energicamente la roba spruzzando guizzi d’acqua saponata qua e là.

Riprendo a pensare a quante di quelle donne in questo preciso momento stanno facendo la stessa identica cosa, mentre i loro bambini, che al mattino si presentano a scuola con la divisa impeccabile, giocano seminudi sulla strada vicino a casa o riposano sull’amaca.

Sebbene io sia donna, mi ritrovi in questi giorni a cucinare, lavare, fare la spesa, esattamente come loro, sento sempre più pungente la lontananza che ci separa.

Eppure la mia fronte è madida di sudore esattamente come la loro e la fatica è la stessa... o forse no, forse per loro è più difficile iniziare ogni volta un nuovo giorno.

Ma io come posso in queste poche occasioni far loro capire che dopotutto e nonostante tutto possono contare su di me, sulla mia presenza, anche solo sul mio sorriso?

Per la prima volta nella mia vita (che non è poi così lunga) mi ritrovo senza lavastoviglie, senza aspirapolvere, forno a microonde e non è poi che mi manchino così tanto... queste donne hanno lavato spazzato e cucinato da sempre con le proprie mani, ma forse questo nostro essere agli antipodi non mi rende inutile ai loro occhi e ai miei.

Così come la stessa acqua sta portando via gli ultimi residui di sapone lo stesso sole asciugherà i nostri panni... rimangono pur sempre panni, non fanno la differenza se si presta attenzione alla persona che vestono!
 
Sempre di più capisco come guardarsi negli occhi aiuti a sentirsi vicini e a volte a dare una speranza. Voglio essere in grado di prender parte a tutto questo nel profondo, senza pretendere di vivere la vita di qualcun altro, ma offrendo la mia per renderle migliori.

 

Da Ciudad Sandino (Nicaragua)

Gloria Perin
Volontaria in Servizio Civile all’Estero
Sabato 5 febbraio 2005

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