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venerdì 11 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Tagga l'armadillo"

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Lo sport ufficiale dell'anno.
L'hanno messo in frigorifero, a pascolare insieme alle mucche, a lottare con uno scorpione.
Ha giocato, condiviso, ha ascoltato storie, si è commosso e ha saputo sorridere davanti alle difficoltà.
E' l'amico che tutti vorremmo: ascolta silente le difficoltà e sa stare in disparte quando serve...

Per i risultati del concorso quantitativo rimandiamo alla visione delle foto che si trovano nel profilo FB  di Scheletri www.facebook.com/scheletri.nellarmadillo

La commissione, commossa per la partecipazione di critica e pubblico, ha deciso di premiare la foto più simpatica. Ecco la classifica:

1° classificata
Marco Povero (Moldova) - ritira il premio...il cupido ritratto
(alias Mariarosa Bettiga)

2° classificata
Marco Povero (Moldova)

3° classificata
Daniele Maldera (Gibuti)

giovedì 1 agosto 2013

La scatola dei desideri [Moldova]

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Caro Genio della Lampada io desidererei...

Avere uno "scuter" e un "aifon"
Viaggiare fino a Mosca
Avere molti soldi
Che si organizzassero ancora i cantieri a Feteşti
Essere felice
Una "Cavasachi"
Giocare meglio a calcio e andare meglio a scuola
Che il cantiere duri di più
Un tablet, un aereo, un IPhone 5
Una bicicletta
Molto, ma prima di tutto vorrei essere sano. Il signore mi aiuti
Che l'anno prossimo tornino i volontari italiani
Viaggiare come Aladin

(Disegna la Torre Eiffel)


Volare
Che la mia famiglia sia sana
Giocare a calcio molto bene

(Disegna una mela)

Andare quest'anno al mare in Turchia e starci un mese
Un fratellino perché ho una sorella più grande
Essere felice, ma insieme ai miei genitori
Che nella mia famiglia ci sia soltanto del bene

Che mio fratello mio insegni a guidare la macchina e che mi porti 
a Vadul lui Voda (sul fiume) e che mi faccia Odnoklassniki (n.d.r. Facebook russo)

Per prima cosa essere sano e 
quando sarò grande essere il più conosciuto pittore e avere tanti tanti libri

Avere una bella carriera, 
ma come prima cosa vorrei molta salute e felicità e non vorrei  mai perdere la fede

Avere molta salute e domani vorrei andare con la mia mamma su per la salita al laghetto
Vorrei che tornasse la mia mamma dalla Francia
Diventare un calciatore
Una bicicletta, andare al mare e avere una bella carriera
Un quad
Una bicicletta, andare a mangiare la pizza, andare in vacanza

(Disegna una jeep)

Essere grande per andare in montagna
Che la mia famiglia sia felice per tanto tempo
Molti anni, molti soldi
Viaggiare come Aladin
Che mi porti dalla mia mamma in Francia
Prendere solo 10 a scuola
Che la mia bambola grande parli
Un IPhone 6 e la tv satellitare
Che papà torni a casa
Un compleanno perfetto
100 Lei (6 euro)
Un trattore cingolato


I bambini di Feteşti


lunedì 10 dicembre 2012

C'era una volta...

6 commenti:

C’era una volta una casetta chiamata “Centro Maternale In Braccio alla Mamma”. 


In questa casetta vivevano otto bambini con le loro mamme. Tutto il giorno si giocava, si mangiava qualcosa di gustoso, ci si visitava a vicenda, si condividevano i giocattoli, e tutti erano molto felici.
Ma un giorno qualcosa cambiò, tutto era diverso.
Alexandra e Anişoara chiamavano le loro mamme, ma queste non rispondevano. Damian e Anamaria volevano dare un bacio alle loro mamme, ma queste avevano un odore insolito. Vlada sorrideva, ma non si sa perché, la mamma era arrabbiata. Olguța aveva fame, ma la sua mamma si era dimenticata di darle da mangiare. Vladuța era abituata al canto della mamma, ma quel giorno non aveva ancora cantato. Jasmina era al suo primo giorno nella casetta e non poteva giocare con nessuno perchè non conosceva gli altri bambini.
Fuori c'era un gelo terribile, il paesaggio era completamente innevato, batteva il vento, e da lontano si sentiva l’ululato di un lupo. Questo, però, non era lupo normale, aveva la capacità di sentire da lontano che nella casetta stavano succedendo cose strane. Lui, infatti, aveva un udito molto fino e aveva sentito che al Centro Maternale i bambini piangevano e non si sentivano bene.


Si era avvicinato pian pianino alla finestra e aveva ascoltato tutto ciò che stava accadendo nella casetta. Vedendo questa ingiustizia, la rabbia dei bambini, il lupo si arrabbiò e decise di fare una magia che potesse essere da insegnamento alle mamme.

"Ti vedo, ti sento, il tuo pianto è un tormento. Chi ai bambini cura non sa dare, si trasformi in animale".

Fulminò e tuonò, e le mamme sparirono dal Centro Maternale. In quel momento nella casetta apparve una ragazza bella, tenera e attenta che si chiamava Alba-ca-Zapada. Siccome i bambini erano rimasti da soli senza le loro mamme, avevano deciso di costruire un loro mondo, dove erano protetti da Alba-ca-Zapada.  I bambini stavano bene, però sentivano la mancanza delle loro mamme.


Dopo la magia del lupo, improvvisamente, le mamme si ritrovarono in un luogo sconosciuto senza i loro bambini. Ma questo non era l'unico problema. Si guardarono l'un l'altra e, sorprese, scoprirono di non essere più persone umane. Si erano trasformate in animali: orso, tigre, coniglio, pinguino, canguro ed elefante.

Tutte si chiedevano: "Dove siamo finite? Dove sono i bambini? Perché siamo così?"
Ed ecco, passare da quelle parti una volpe che, con un sorriso malizioso, disse: "Oh, voi siete le mamme a cui il lupo ha fatto un incantesimo? Siete nel bosco, care mie, e se volete tornare dai vostri bambini, dovete per prima cosa trovare il lupo”.

Le mamme erano disperate perchè non sapevano cosa fare, dove trovare il lupo e come convincerlo a togliere la magia. Iniziarono così a litigare perché avevano idee diverse. Volevano trovare la strada di casa ognuna per conto proprio, ma poi capirono che solamente insieme avrebbero potuto trovare il lupo.
Fecero un piano e il giorno dopo si organizzarono di conseguenza.
In mezzo al bosco c’era una radura dove sorgeva una casa circondata da erbe medicinali. Dopo averla vista, il canguro si avvicinò, bussò alla porta e corse via velocemente. Il coniglio cercò di attirare il lupo con una carota, perché tutti erano a conoscenza del suo amore per le carote. Il lupo uscì e seguì inebriato l’odore della carota. L’elefante stava nascosto, ma appena sentì il rumore dei topolini, si spaventò e iniziò a correre. A causa del rumore dei passi e del panico generato dall’elefante, il lupo iniziò a correre senza rendersi conto che le mamme-animali avevano predisposto una trappola, che era stata preparata da tempo dall’orso. Egli, infatti, aveva fatto un buco e l’aveva ricoperto con dei rami. Quando il lupo cadde nella fossa, la tigre lo prese e il pinguino che era di ritorno dal fiume, lo legò con il filo da pesca. 

Gli si misero di fronte e gli chiesero: "Perché ci hai trasformato e dove i nostri figli? Ci mancano e siamo molto preoccupate per loro".
"Ero vicino al Centro Maternale e ho sentito che i bambini piangevano e voi non eravate vicino. Ho pensato che non volevate prendervi cura dei vostri bambini. Dove eravate?", disse il lupo.
"Ogni tanto abbiamo delle mancanze, perché a volte siamo stanche o non sappiamo come gestire alcune situazioni”, risposero le mamme.
"Lo so che non è facile essere una mamma. Ma voi potete, avete tutte le capacità, amate i vostri bambini e, qui, avete anche delle persone che vi possono aiutare e dalle quali potete imparare.
"E, quindi, adesso cosa possiamo fare?"
"Ho visto che vi potete organizzare, potete discutere, potete lottare per i vostri bambini e per il vostro benessere. Mi avete trovato: adesso vi mostrerò la strada per casa."
Tutti gli animali, compreso il lupo, si misero in cammino e ritornarono al Centro Maternale. 
Le mamme erano molto felici, ma non sapevano come avvicinarsi ai loro bambini, perché erano ancora animali. Allora il lupo disse: "Per togliere l’incantesimo, è necessario che vi stringiate in un abbraccio."
Gli animali fecero un cerchio, si abbracciarono ed improvvisamente tutto il  centro si illuminò, si sentì una dolce melodia  e tutti gli animali ritornarono ad essere umani.
Le mamme presero i loro bambini in braccio, li baciarono perché avevano sentito molto la loro mancanza. I bambini erano felici che le loro mamme erano ritornate alla casetta.
Ma il lupo era molto triste, non si sa perché. Alba-ca-Zapada rivelò a tutti che anche il lupo era stato stregato. E così decise di rompere l'incantesimo. Con un tocco di bacchetta magica, il lupo si trasformò in ..... 

….un uomo buono che si prende cura della salute dei bambini e delle madri al Centro Maternale.

Ora i bambini sono tra le braccia delle loro mamme e…. 
…vissero per sempre felici e contenti.
     

"Racconto invernale" ideato dalle mamme del Centro Maternale

lunedì 26 novembre 2012

domenica 28 ottobre 2012

Trei gusti is megl che one

8 commenti:
Una produzione M&M&M.
Intervista-documentario sull'eterogeneità degli esemplari di servizio civilisti in Moldova. 

I riferimenti a fatti e persone non sono puramente casuali.
Dubbi e perplessità sono più che leciti e siamo disponibili a chiarirli.
Buona visione!


lunedì 24 settembre 2012

Radio Kindu - Hit parade SCE - Moldova

4 commenti:
Dopo Congo, Bolivia, Giordania come è ovvio è il turno dell'amatissima Moldova. In ogni microbuz, taxi, radio, tabara de vara, discoteca improvvisata questa hit non poteva mancare e, da buon tormentone, dopo aver fatto il suo dovere è diventato insopportabile.
Poteva Radio Kindu fare a meno della hit dell'estate 2012 di questo splendido e sconosciuto paese? Beh, secondo noi no...vediamo che ne pensate voi!

Marco, Mariaclaudia, Mariarosa

P.S. "Vara nu dorm" significa "L'estate non dormo" e infatti adesso è uscita la parodia "Toamna ma culc" ossia "In autunno vado a dormire".

martedì 18 settembre 2012

Eu vara nu dorm!

2 commenti:
...è passato ormai più di un mese dal Cantiere della Solidarietà a Manta e Răzălăi, ma nonostante ciò continuamo a sentire l'eco di quest'esperienza rivivendola in tanti racconti condivisi qui sul blog.
Qualche giorno fa abbiamo rivisto i volontari moldavi che hanno partecipato alla tabara de vara e abbiamo voluto fare loro questo regalo per "riassumere in cinque minuti due settimane di tabara" (cit. Ana Maria). 
Adesso lo lasciamo qui per voi, in particolare per Alessandra, Angela, Erica, Francesca, Ileana, Marilisa, Silvia, Simone, Stefania e tutti coloro che hanno collaborato per rendere questa esperienza  così speciale.

Grazie a tutti dal trio M&M&M

Eu vara nu dorm! (Io d'estate non dormo)


mercoledì 12 settembre 2012

Impressioni di settembre

16 commenti:

A fine estate 2011 scrivevo sulla mia pagina feisbuc (versione dialettale colichese del famoso social network facebook) "Attendo con ansia settembre e tutte le novità che porta con sè". E' trascorso un anno, decisamente ricco, imprevedibile, caratterizzato da alti, bassi, ancora alti, ancora bassi, un basso ancora più basso, un salto verso l'alto, bassi, dai ancora un pochino verso l'alto…oh l'equilibrio, che faticosa conquista!
E così anche quest'anno settembre è arrivato: nono mese dell'anno e ottavo di servizio civile. Come in una gravidanza il nono mese racchiude in sè la fine ed un inizio, così come settembre rappresenta la fine dell'estate e l'inizio di ogni genere di attività.
I miei cugini hanno ripreso la scuola, la mia migliore amica dell'infanzia si è sposata, le "migliori" stanno prenotando viaggi e scegliendo il corso più alternativo presente sul mercato milanese (sembrerebbe aver vinto il Boogie-voogie), l'Amora sta imparando i giorni di ritiro dell'immondizia, il Bettiguccio raccoglie nocciole per "fare la torta quando sarai tornata, Rosa", e LaCugi inizia a collezionare cartoni di varie dimensioni per il Carnevale 2013.
Anche Chisinau si lascia travolgere da questo rito: la scuola è già iniziata da una settimana, le strade ed i microbus sono più affollati, i cartelloni della stagione teatrale 2012/2013 invadono il mercatino russo, le foglie degli alberi cambiano colore ed anche il trio M&M&M ha deciso di "mettersi in gioco", sfidando i propri limiti: Marco seguirà una dieta per mantenere i kg persi durante i cantieri e ridurrà il consumo di Mirinda (una specie di aranciata moldava) ed incrementerà quello di acqua ("meno carboidrati più acqua", consiglia la sottoscritta); la Bettiga s'impegnerà nel migliorare il suo ritmo di corsa (il mio personal trainer Marco Povero dice che 1km e 400 metri in nove minuti non li fa neanche una persona che cammina sulle mani! Sono troppi!); Mari, invece, si sperimenterà in cucina! (La prova di settimana scorsa pasta al sugo è stata superata a pieni voti. Dobbiamo però lavorare sulle dosi: 500 gr di pasta per tre sono forse un pochino eccessivi, soprattutto tenendo in considerazione gli obiettivi delle altre due M!).




Ma solamente fermandomi a riflettere mi rendo conto che ogni mese di questo servizio civile ha avuto un suo inizio.

Febbraio: Polemiche, ricorsi, attese non fermano il servizio civile. Si inizia, si inizia sul serio!
Marzo: "Nel continente nero, paraponziponzipò"….Io e Beatrice arriviamo in Kenya a ritmo di "Jambo Jambo Bwana. Habari Gani? Nzuri Sana! ". 
Iniziamo a imparare le cose importanti: 1 euro equivale a circa 110 scellini, la tariffa del matatu che ti porta in centro Nairobi (Beba town! Beba town!) cambia in base all'orario, alla direzione e al meteo: in caso di pioggia il biglietto costa di più!  Tre maembe (manghi) costano 45 scellini. Ugali e sukuma o ghideri sono il cibo settimanale e i chapati quello della domenica. I cafasso boys amano cantare e ballare e non si stancheranno mai di ascoltare "You are so beautiful" di Akon e "Missing you" dei Busy Signal.
Aprile: Un nuovo inizio. Dopo aver trascorso il primo mese con Sister Rachel viviamo il passaggio di consegna della gestione della Cafasso House al team di Sister Lucy . Anche qui iniziamo a imparare le cose importanti: ogni periodo di transizione porta con sè alcune difficoltà che coinvolgono tutti i membri del sistema di riferimento: i beneficiari, lo staff e anche le ragazze in servizio civile. Ed è proprio in questi momenti di destabilizzazione che possono emergere in modo evidente difficoltà comunicative, non dettate da una lingua diversa, ma forse da una cultura diversa a tratti difficile da comprendere.
Maggio: Inizio a fare il conto alla rovescia..quanti giorni mancano al rientro in Italia? Tutti conoscono il  "Mal d'Africa", sensazione di nostalgia di chi ha visitato l'Africa e desidera tornarci. Ecco, io avevo sviluppato contro ogni mia aspettativa un altro genere di mal d'Africa, incomprensione e frustrazione di chi è stato in Kenya e desiderava tornare a casa.
Giugno: Impossibilità di ritornare in Kenya. Proseguire in Italia o iniziare altrove?
Luglio: La Moldova. Un nuovo inizio, di nuovo. Lingua rumena, religione ortodossa, moneta nazionale il Leu, due compagni di servizio da scoprire, un'associazione locale da conoscere per collaborare al meglio insieme, cibi nuovi da assaporare, strade da memorizzare.
Agosto: Scopro che ci sono persone che all'inizio di ogni mese hanno l'abitudine di fare gli auguri: "buon primo agosto! buon primo agosto!". Chi sono? I facilitatori di una ritrovata spensieratezza, i cantieristi 2012.
Settembre: Sapete cosa c'è? Domani inizio le attività al centro maternale ;) Noroc!




lunedì 3 settembre 2012

Un salto in Romania

6 commenti:
Cosa ci fanno una "fata" del Maramures, una patita del popolare e un autista che vuol diventare uomo in Romania? Beh, molto semplice, saltano con tutti quelli che incontrano in ogni luogo che visitano!
Questo è il risultato:


giovedì 23 agosto 2012

Copt si mancat - Episodio 1

4 commenti:
Dichiariamo ufficialmente aperto il concorso "Cotto e Mangiato nel Mondo" (CMM).
La Moldova inizia subito forte con le rinomate "placinte".
Adesso a voi la palla SCE!!


Continuate a seguirci per le prossime videoricette!

giovedì 16 agosto 2012

Tutto scorre: ma a quale velocità?

4 commenti:





Panta Rei, "tutto scorre", diceva un vecchio filosofo dell'antica Grecia….
Sì, ma a quale velocità?
L'altra sera in una delle conversazioni via skype con un altro saggio, altrettanto vecchio, "Il Bettiga", la mia attenzione si è soffermata sulla frase: “Lo so, sei ripartita da poco meno di un mese, ma sembra passata un'eternità.”
E su questa percezione temporale di eternità ha iniziato a vagare la mia mente...

Sembra passata un'eternità da quando preoccupata mi documentavo sulle vaccinazioni da fare per partire per il Kenya.
Ora sono in un posto dove queste vaccinazioni non servono.
Sembra passata un'eternità da quando i miei piedi a fine giornata si coloravano di rosso, come la terra del quartiere di Kamiti Prisons.
Ora sono in un posto dove i piedi a fine giornata sono (tendenzialmente) puliti.
Sembra passata un'eternità da quando la parola "mzungu" in alcuni momenti mi dava gioia, in altri irritazione.

Ora sono in un posto dove dal colore della mia pelle non si capisce che sono diversa…
Sembra passata un'eternità da quando passeggiando per Kamiti iniziavano le litanie dei saluti: "Habari! Nzuri Sana!". Lo stesso saluto assumeva significati diversi se rivolto ad un ascari (guardia) o ad un carcerato: rispetto nel primo caso, espressione di considerazione nel secondo…
Ora sono in un posto dove saluto solamente chi conosco.
Sembra passata un'eternità da quando la Messa della domenica poteva iniziare nel lasso di tempo tra le nove e mezza e le undici…
Ora sono in un posto, dove la Messa in polacco/ russo/ romeno/ italiano inizia alle 9.
Sembra passata un'eternità da quando guardando fuori dal finestrino del matatu, rigorosamente con la musica “maranza tunz tunz” come piaceva alla mia cara Bea, vedevo tantissime persone ai bordi della strada che camminavano..camminavano..camminavano.. avendo chiaro in mente la loro meta.
Ora sono in un posto dove se ti allontani dalla capitale le strade sono deserte…e di conseguenza comprendi il significato della frase: un quarto della popolazione moldava è migrata all'estero.
Sembra passata un'eternità da quando turbata da eventi e scelte che non potevo comprendere ripetevo la preghiera che Sister Rachel ci aveva insegnato:
"Signore, donami la serenità per accettare la cose che non posso cambiare; donami il coraggio, per cambiare quelle che posso e la saggezza per saper riconoscere la differenza".
Ora sono in un posto dove  osservo, ascolto e raccolgo informazioni per iniziare a capire esattamente dove sono.
Sembra passata un'eternità da quando i giorni di riposo diventavano giorni di puro lavoro per riempire bottiglie e taniche d’acqua.
Ora sono in un posto dove la riserva d'acqua nel frigorifero (e fuori) è diventata oggetto di battute scherzose.
Sembra passata un'eternità da quando tutte le mattine riempivo la mia chupa (bottiglia) per non rimanere senza acqua.
Ora sono in un posto dove il tormentone chupa ha caratterizzato il cantiere della solidarietà Moldova 2012.
Sembra passata un'eternità da quando la frase NINALIMA SHAMBA E NINAPANDA SHAMBA (zappo l'orto e semino l'orto) sotto il sole delle 14, era in realtà una tra le attività principali della Cafasso House durante la stagione delle piogge.
Ora sono in un posto dove non esiste la stagione delle piogge, ma un inverno piuttosto freddino.
Sembra passata un'eternità da quando ascoltando le persone che parlavano della pioggia, la consideravano come una benedizione divina.
Ora sono in un posto dove si sta vivendo l’estate più calda dell’ultimo secolo.
Sembra passata un'eternità da quando i messaggi "please call me" erano oggetto di preoccupazione, ma anche di scherzo.
Ora sono in un posto, dove meno di 5 persone hanno il mio numero.
Sembra passata un'eternità da quando la piccola Becki mi correva incontro felice di ricevere un abbraccio.

Ora sono in un posto dove i bambini che incontrerò saranno quelli del Centro Maternale.
Sembra passata un’eternità da quando i Cafasso boys mi chiamavano Nyanya (nonna).
Ora sono in un posto dove il mio nome è Maria Trandafir.
Sembra passata un’eternità da quando, rientrata in Italia, ho sentito l’affetto e la preoccupazione di chi mi stava vicino senza chiedere troppo.
Ora sono in un posto dove anche i miei nuovi compagni di avventura accettano silenziosi  qualche momento pensieroso.
Sembra passata un’eternità da quando le Carafa girls condividevano ogni imprevisto ed ogni (raro) momento di spensieratezza.
Ora sono in un posto dove questa condivisione non si è interrotta e  prosegue a distanza: Chisinau-Kindu.


Tutto scorre, ma a quale velocità? …forse a ritmo lento, per poter comprendere giorno dopo giorno il senso e gli insegnamenti di questo insolito servizio civile.

lunedì 16 luglio 2012

Hot hit summer 2012

8 commenti:
se prima eravamo in 2 a ballare l''Hully Gully....



Oggi Mariarosa è arrivata a Chisinau!

Cari lettori del blog, in anteprima mondiale vi presentiamo il nuovo trio italo-moldavo: siamo in attesa di conoscere il nome del neonato gruppo che nei prossimi mesi non mancherà di regalarci bei momenti..si accettano suggerimenti!

venerdì 18 maggio 2012

GUESS WHAT?

2 commenti:
 Ed eccoci qui dopo 3 mesi di Kenya, pronte a ripartire per l'Italia cariche di cose da mettere in valigia...
Sì, ma  quali cose? E soprattutto quale valigia?
Ah già, dimenticavo, ci hanno appena SVALIGIATO :)



All we have



sabato 5 maggio 2012

Happiness is...

Nessun commento:
... la riserva d'acqua di Palazzo Carafa piena, dopo 10 giorni senza acqua corrente.
Durata dell'attività: tutta la giornata.
Causa: Flusso discontinuo dell'acqua.





....lavare la pila di panni sporchi accumulata durante la settimana senza acqua.
Durata dell'attività: tutta la giornata.
Causa: irriducibili macchie di fango procurate durante le passeggiate in quel di Kamiti sotto la pioggia torrenziale e ... flusso discontinuo dell'acqua!






...preparare la pizza.
Durata dell'attività: tutto il pomeriggio.
Causa: flusso discontinuo dell'elettricità.





...real when is shared!
Durata dell'attività: 24 ore su 24!
Causa: la scelta di Mauricius.


mercoledì 7 marzo 2012

Moja, mbili, tatu..

Nessun commento:

"Anche il viaggio più lungo inizia con il primo passo" (Proverbio cinese)


Ed ora eccomi qui, in quel di Nairobi, a muovere i primi passi su questa terra rossa che fa cambiare colore ai miei piedi a fine giornata.
Siamo solo all'inizio, allora iniziamo a contare...


"Moja, mbili, tatu, twavaa viatu
nne, tano, sita, hatutaki vista
saba, nane, tisa, twaondoka sasa
nane, tisa, kumi, twakanyaga kami."



venerdì 10 febbraio 2012

Le radici ci aprono al mondo

2 commenti:



“Nell’animo umano si sono sempre scontrate due tendenze. Una che ci spinge a cambiare, a esplorare, a vivere solo il presente. L’altra che ci porta a radicarci in un posto a costruire una famiglia, una casa, un’istituzione. Nel corso della storia queste due tendenze si sono alternate o si sono combinate in modo diverso. Nei periodi di grande espansione della civiltà gli uomini hanno cambiato, viaggiato, esplorato ma sempre conservando il rapporto con nucleo stabile. Ulisse aveva costruito la sua casa attorno al letto nuziale scavato in un ulivo centenario, radicato nella terra. Era il centro incrollabile, il punto di riferimento assoluto a cui penserà nelle sue peregrinazioni. Se lo avesse perso non avrebbe solo perso la strada, avrebbe smarrito la sua anima, non avrebbe più saputo cosa volesse, nemmeno chi fosse. Il navigante greco poteva viaggiare in contrade misteriose, restare lontano per anni perché aveva nella sua città il riferimento sacro e sicuro. Poteva partire perchè sapeva dove tornare.” F.A.




Ed ora eccomi qui in partenza per il Kenya! 
Sono Mariarosa, ma in realtà nessuno mi chiama così. Sono Betty, Amora, Gingy, Bettiga, Pivot, Bets, Mary, Meri, Rosy, Rosa, Love. Queste sono un po’ “le mie radici”, quello che porto "di me e con me"  in terra africana..in una terra nuova con colori, profumi, volti e tradizioni da conoscere e condividere.
A presto