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sabato 26 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
In treno...
Si vede che viaggiare ispira lo scrivere...chissà....
Comunque sia mi ritrovo oggi in treno, circondato dalle campagne mantovane-cremonesi-milanesi bagnate da una pioggia incessante che stà durando tutto il viaggio...spero almeno che smetta quando arriverò (e se arriverò!!) a Milano Centrale perchè non ho l'ombrello!
Oggi i pensieri vanno ai miei compagni di avventura che come me sono stati in giro per mezzo mondo a svolgere il Servizio Civile. Purtroppo quest'anno è volato e mentre ero in R.Moldova non ho avuto molto occasione (anche per pigrizia) di sentirli e scambiare opinioni! Per questo non vedo l'ora di rivederli in queste ultime giornate che trascorreremo assieme a Villapanzone, riempiendo con fiumi di parole i cartelloni che l'area internazionale ha già predisposto da mesi.
Tanti sono ancora i dubbi e le domande: chi porta i materassini?? Chi va a fare la spesa?? Chi prepara la cena di oggi?? Chi va a ritirare i soldi?? Chi e a che ora arriva la gente??
Nonostante queste "difficoltà" sono sicuro c'è la caveremo come al solito e spero che esca il sole in modo da fare le riunioni all'aperto e non davanti al camino!

Lorenzo
Comunque sia mi ritrovo oggi in treno, circondato dalle campagne mantovane-cremonesi-milanesi bagnate da una pioggia incessante che stà durando tutto il viaggio...spero almeno che smetta quando arriverò (e se arriverò!!) a Milano Centrale perchè non ho l'ombrello!
Oggi i pensieri vanno ai miei compagni di avventura che come me sono stati in giro per mezzo mondo a svolgere il Servizio Civile. Purtroppo quest'anno è volato e mentre ero in R.Moldova non ho avuto molto occasione (anche per pigrizia) di sentirli e scambiare opinioni! Per questo non vedo l'ora di rivederli in queste ultime giornate che trascorreremo assieme a Villapanzone, riempiendo con fiumi di parole i cartelloni che l'area internazionale ha già predisposto da mesi.
Tanti sono ancora i dubbi e le domande: chi porta i materassini?? Chi va a fare la spesa?? Chi prepara la cena di oggi?? Chi va a ritirare i soldi?? Chi e a che ora arriva la gente??
Nonostante queste "difficoltà" sono sicuro c'è la caveremo come al solito e spero che esca il sole in modo da fare le riunioni all'aperto e non davanti al camino!

Lorenzo
lunedì 14 settembre 2009
In aeroporto....
Sono in aeroporto che aspetto il mio volo che mi riporterà in Italia dopo un anno di Servizio Civile in R.Moldova.
Volevo approffitare di questo momento di attesa (e dell'ottima connessione wireless aeroportuale) per scrivere probabilmente l'ultimo post moldavo.
Oggi gli ultimi saluti in ufficio e devo ammettere che sono proprio imbarazzante nei saluti, non sapevo che dire, troppe cose giravano per la testa...me la sono cavata condividendo alcuni cioccolatini e una bottiglia di spumante assieme ai miei colleghi!!
Vivendo questa partenza mi vengono in mente tantissimi ricordi:
- il primo arrivo a Chisinau, di notte, un'odore strano, Elisa e Igor che ci hanno accolto...
- i kilometri macinati in macchina, nelle strade più o meno asfaltate della Moldova
- i tantissimi progetti che abbiamo visto, l'impegno e la forza che ci mettono questi moldavi per cambiare il loro paese
- i colleghi di Diaconia, che senza di loro non avremmo saputo come fare!
- l'appartamento sociale, con le ragazze beneficiarie che ne hanno fatte di cotte e di crude
- il Cantiere della Solidarietà, 15 giorni da non dimenticare!
- il campo estivo con Don Davide e i suoi mille scherzi
- la nostra casa a Chisinau, dove per andare in bagno devi aprire e chiudere l'acqua ogni volta.
- lo Sport in Parrocchia con il suo fondatore Stefano.
- le feste moldave, cibo e vino a volontà!
- la sauna, grande invenzione.
- i report e la contabilità, che fatica.....e non è ancora finita...
Volevo approffitare di questo momento di attesa (e dell'ottima connessione wireless aeroportuale) per scrivere probabilmente l'ultimo post moldavo.
Oggi gli ultimi saluti in ufficio e devo ammettere che sono proprio imbarazzante nei saluti, non sapevo che dire, troppe cose giravano per la testa...me la sono cavata condividendo alcuni cioccolatini e una bottiglia di spumante assieme ai miei colleghi!!
Vivendo questa partenza mi vengono in mente tantissimi ricordi:
- il primo arrivo a Chisinau, di notte, un'odore strano, Elisa e Igor che ci hanno accolto...
- i kilometri macinati in macchina, nelle strade più o meno asfaltate della Moldova
- i tantissimi progetti che abbiamo visto, l'impegno e la forza che ci mettono questi moldavi per cambiare il loro paese
- i colleghi di Diaconia, che senza di loro non avremmo saputo come fare!
- l'appartamento sociale, con le ragazze beneficiarie che ne hanno fatte di cotte e di crude
- il Cantiere della Solidarietà, 15 giorni da non dimenticare!
- il campo estivo con Don Davide e i suoi mille scherzi
- la nostra casa a Chisinau, dove per andare in bagno devi aprire e chiudere l'acqua ogni volta.
- lo Sport in Parrocchia con il suo fondatore Stefano.
- le feste moldave, cibo e vino a volontà!
- la sauna, grande invenzione.
- i report e la contabilità, che fatica.....e non è ancora finita...
lunedì 7 settembre 2009
L'ultimo pranzo a Diaconia
Oggi ultimo pranzo con tutti i dipendenti di Missione Sociale Diaconia, l'ente con cui collaboriamo con il Servizio Civile all'Estero, tra poco io e Giulia torneremo in Italia e abbiamo voluto salutarli nel migliore dei modi.
Grigliata, birra e tanta simpatia a tavola!! Tanti i ricordi emersi e tante le emozioni vissute in quest'anno assieme a Diaconia!!
Grazie a tutti loro e tanti auguri di buon proseguimento di lavoro coi prossimi volontari in Serv.Civile all'Estero!!
Non sono mancati i regali tipicamente moldavi:
A Giulia è stato regalato una bella faccina ricamata a mano:
A me hanno regalato il "baciucan" (credo che sia così...)! E' una spece di martello, usato nel passato nelle terre moldavo come arma di battaglia e rappresenta la Forza Maschio, solo i Maschi veri possono averlo...e io c'è l'ho!!!
Nadia mi raccontava che c'è la leggenda che i maschi più forti di un tempo lanciavano in aria questo martello e dopo 3 giorni ricadeva a terra! Proverò anche io...
Grazie Diaconia!
Lorenzo
venerdì 28 agosto 2009
Voglio andare a vivere in campagna...
Dopo i cantieri della solidarietà ho deciso di rimanere in R.Moldova e sinceramente non sapevo che cosa avrei fatto. Ho avuto 2 settimane di riposo e di solitudine assoluta a Chisinau e dopo i cantieri è stato pesante perchè mi sono ritrovato da un giorno all'altro ad avere giornate super intense ad avere giornate super vuote!!
In queste 2 settimana sono riuscito con mia grande felicità ad andare ancora una volta a vivere in campagna per qualche giorno. Ero già stato nel periodo di pasqua a Sadaclia e questo volta sono andato a Firladeni, un altro villaggio della R.Moldova. Ma ci sono andato col chiaro intento di lavorare; non volevo passare 3-4 giorni con le mani in mano, non c'è l'avrei fatta!
E' così è stato!! Ho pitturato assieme ai moldavi che mi hanno ospitato un cancello di legno nuovo di zecca; 350 stecchetti di legno da fargli la punta bianca e il resto di colore azzurro.
Siamo andati a pulire dal letame il recinto dove stavano le capre. Siamo andati per 3 volte al giorni a raccogliere il latte che veniva munto dalle dalla capre. Alle 8 di sera dovevamo andare a recuperare la vacca che era andata al pascolo. Ho pure viaggiato su un carretto trainato dal cavallo.
Insomma alla sera alle 10 ero già a letto, e non ho mai dormito così bene come in questi giorni!!

Io e Oleg che pitturavamo il cancello di legno!
Durante il giorno le pause birra erano d'obbligo e il papà del mio collega moldavo che mi ha ospitato ci carburava con 2 bicchieri di birra ogni due ore, in modo che potessimo dipingere al meglio il cancello! La mamma invece ci preparava delle deliziose tavolate con cibo di ogni sorta: zuppe, pasta, formaggio, carne, verdure e vino ovviamente.
Uno dei giorni che ero a Farladeni era anche il mio compleanno e oltre alla birra solita del lavoro ogni tanto mi toccava brindare per la mia nascita con personaggi del paese sconosciuti ma che volevano anche loro festeggiare con me il mio compleanno con un bicchiere di vino!
Son stati 4 giorni che dimenticherò difficilmente, non solo per il lavoro, ma anche per la bella gente che ho conosciuto e per la calorosa ospitalità che mi hanno riservato. E' anche vero che non sono arrivato come un perfetto sconosciuto, sono arrivato assieme al mio collega moldavo di lavoro che mi ha presentato i suoi genitori e alcune persone del paese, però mi piace pensare che in ogni caso sarei stato accolto in questo modo, come se fossi anche io del villaggio di Farladeni!

Il carretto!
In queste 2 settimana sono riuscito con mia grande felicità ad andare ancora una volta a vivere in campagna per qualche giorno. Ero già stato nel periodo di pasqua a Sadaclia e questo volta sono andato a Firladeni, un altro villaggio della R.Moldova. Ma ci sono andato col chiaro intento di lavorare; non volevo passare 3-4 giorni con le mani in mano, non c'è l'avrei fatta!
E' così è stato!! Ho pitturato assieme ai moldavi che mi hanno ospitato un cancello di legno nuovo di zecca; 350 stecchetti di legno da fargli la punta bianca e il resto di colore azzurro.
Siamo andati a pulire dal letame il recinto dove stavano le capre. Siamo andati per 3 volte al giorni a raccogliere il latte che veniva munto dalle dalla capre. Alle 8 di sera dovevamo andare a recuperare la vacca che era andata al pascolo. Ho pure viaggiato su un carretto trainato dal cavallo.
Insomma alla sera alle 10 ero già a letto, e non ho mai dormito così bene come in questi giorni!!
Io e Oleg che pitturavamo il cancello di legno!
Durante il giorno le pause birra erano d'obbligo e il papà del mio collega moldavo che mi ha ospitato ci carburava con 2 bicchieri di birra ogni due ore, in modo che potessimo dipingere al meglio il cancello! La mamma invece ci preparava delle deliziose tavolate con cibo di ogni sorta: zuppe, pasta, formaggio, carne, verdure e vino ovviamente.
Uno dei giorni che ero a Farladeni era anche il mio compleanno e oltre alla birra solita del lavoro ogni tanto mi toccava brindare per la mia nascita con personaggi del paese sconosciuti ma che volevano anche loro festeggiare con me il mio compleanno con un bicchiere di vino!
Son stati 4 giorni che dimenticherò difficilmente, non solo per il lavoro, ma anche per la bella gente che ho conosciuto e per la calorosa ospitalità che mi hanno riservato. E' anche vero che non sono arrivato come un perfetto sconosciuto, sono arrivato assieme al mio collega moldavo di lavoro che mi ha presentato i suoi genitori e alcune persone del paese, però mi piace pensare che in ogni caso sarei stato accolto in questo modo, come se fossi anche io del villaggio di Farladeni!
Il carretto!
venerdì 10 luglio 2009
6 luglio 2009 - Altre 6 ragazze all'appartamento sociale
Lunedì 6 luglio 2009 è stato un giorno speciale ad Orhei in R.Moldova.
In questo giorno abbiamo accolto 6 ragazze all'appartamento sociale, progetto in cui io e Giulia siamo inseriti assieme all'equipe locale moldava e ad Elisa Magnifico, operatrice Caritas Ambrosiana che ha dato inizio a questo progetto ormai nella lontana estate 2007.
Le ragazze sono visibilmente tese e molto molto timide. Quando arriviamo noi sono come dei pali di legno e quando si siedono sulle poltrone per fare la riunione tutti insieme sembrano dei sacchi di patate! Emozione e soggezzione a parte queste a queste ragazze vengono spiegate le ragioni della loro presenza in questo progetto e assieme a loro si è cercato di discutere sulle regole dell'appartamento sociale.
Anche queste raagazze hanno una storia alle spalle con cui potremmo riempire pagine e pagine di blog, ma visto che sono stanco e ci hanno fatto una bellissima foto finale (equipe e ragazze) finisco questo post così, con la foto!
Speriamo dopo i Cantieri della Solidarietà (che ormai sono alle porte) di poter fare qualche attività con loro e poter condividere con altri post le loro avventure!!
In questo giorno abbiamo accolto 6 ragazze all'appartamento sociale, progetto in cui io e Giulia siamo inseriti assieme all'equipe locale moldava e ad Elisa Magnifico, operatrice Caritas Ambrosiana che ha dato inizio a questo progetto ormai nella lontana estate 2007.
Le ragazze sono visibilmente tese e molto molto timide. Quando arriviamo noi sono come dei pali di legno e quando si siedono sulle poltrone per fare la riunione tutti insieme sembrano dei sacchi di patate! Emozione e soggezzione a parte queste a queste ragazze vengono spiegate le ragioni della loro presenza in questo progetto e assieme a loro si è cercato di discutere sulle regole dell'appartamento sociale.
Anche queste raagazze hanno una storia alle spalle con cui potremmo riempire pagine e pagine di blog, ma visto che sono stanco e ci hanno fatto una bellissima foto finale (equipe e ragazze) finisco questo post così, con la foto!
Speriamo dopo i Cantieri della Solidarietà (che ormai sono alle porte) di poter fare qualche attività con loro e poter condividere con altri post le loro avventure!!
venerdì 29 maggio 2009
Zappa??? Si,grazie, ho solo questa....
Se tutti pensavate che avrei parlato di una persona vi sbagliate!
Conosco poche persone che hanno preso in mano la zappa; presa in mano, nel senso di aver lavorato con la zappa. Compreso me, neanche io ho mai lavorato con la zappa, lavorato come si deve.
Mi sto confrontando con un paese dove invece ovunque mi giro vedo persone con la zappa in mano, oppure sulla spalla che vanno al lavoro.
Lavori molto laboriosi che da noi si eseguono con moderni trattori, quà si fanno ancora col duro lavoro manuale ( o con l'aiuto di cavalli o buoi).
Sopratutto ora che si è seminato e stanno crescendo le piante di mais posso notare questo modo di lavorare. Squadre di persone (5-20-1000??) che in mezzo al campo di mais, armati di zappa, estirpano la malerba e la zizzania. Ore di lavoro per una superfice piccola.
Da noi gli agricoltori armati di prodotti chimici in poche ore lavorano una superfice enorme ma a danno del terreno che per anni imbeve litri e litri di prodotti chimici.
Qual'è il modo migliore per lavorare la terra? l'agricoltura è importante. In uno scenario futuro mi vedo costretto a far crescere mais con metodi idroponici o chissà quali altre diavolerie perchè il terreno sarà "consumato" o "avvelenato".
Conosco poche persone che hanno preso in mano la zappa; presa in mano, nel senso di aver lavorato con la zappa. Compreso me, neanche io ho mai lavorato con la zappa, lavorato come si deve.
Mi sto confrontando con un paese dove invece ovunque mi giro vedo persone con la zappa in mano, oppure sulla spalla che vanno al lavoro.
Lavori molto laboriosi che da noi si eseguono con moderni trattori, quà si fanno ancora col duro lavoro manuale ( o con l'aiuto di cavalli o buoi).
Sopratutto ora che si è seminato e stanno crescendo le piante di mais posso notare questo modo di lavorare. Squadre di persone (5-20-1000??) che in mezzo al campo di mais, armati di zappa, estirpano la malerba e la zizzania. Ore di lavoro per una superfice piccola.
Da noi gli agricoltori armati di prodotti chimici in poche ore lavorano una superfice enorme ma a danno del terreno che per anni imbeve litri e litri di prodotti chimici.
Qual'è il modo migliore per lavorare la terra? l'agricoltura è importante. In uno scenario futuro mi vedo costretto a far crescere mais con metodi idroponici o chissà quali altre diavolerie perchè il terreno sarà "consumato" o "avvelenato".
mercoledì 6 maggio 2009
La pasqua a Sadaclia
Sadaclia è un villaggio che dista poco meno di un ora di macchina da Chisinau. Sinceramente non so quanti km sono, ma ormai dopo qualche mese di permanenza in R.Moldova ho imparata a contare le distanze in base a quanto ci si impiega a raggiungere le località con i mezzi di trasporto. I km diventano relativi quando hai davanti uno sterrato infangato oppure bello asciutto, quando hai davanti una strada asfaltata oppure no. Quindi diciamo che questo paese dove sono andato è abbastanza vicino, un ora di strada non è poì così molto!
A Sadaclia ci vado perché essenzialmente non avevo di meglio da fare a Chisinau durante le vacanze di pasqua ortodosse. L’ufficio dove lavoro è chiuso e molte persone che conosco non ci sono. Quindi accetto di buon grado l’invito a passare la pasqua in un tipico villaggio della Moldova.
Arriviamo a Sadaclia nel tardo pomeriggio e con la macchina facciamo un figurone passando davanti a uno dei bar del paese, di macchine nuove non se ne vedono tutti giorni... Arrivati a casa è ormai tardi per fare qualcosa, allora ci intrufoliamo nella casa dove è nata la nostra collega che ci ha invitato a passare la pasqua con la sua famiglia.
Qua conosciamo i suoi nipoti, figli di sua sorella che, con suo marito, è attualmente in Russia per lavoro. Eh, qua ovunque vado sento parlare di genitori all’estero, in questo caso tutti i due. I due nipoti, un esuberante bambino e una graziosa bambina, ci prendono subito in simpatia e io divento per qualche giorno la figura maschile di riferimento, sia per loro che per la casa!! La notte dormo con il nipotino e il giorno successivo ci svegliamo di buon ora, è sabato prima di pasqua e bisogna finire i lavori in casa prima di poter riposare la domenica e i giorni successivi. Le donne si infilano in cucina e ci rimangono tutto il giorno, a me vengono assegnati compiti esclusivamente “maschili”: cambiare una lampadina, riparare una porta e delle sportelle, spostare oggetti pesanti e macinare grano con mais per il mangime delle galline.

La giornata prosegue di buon ritmo e alla sera mi ritrovo sporco di polvere da capo ai piedi ma felice e appagato del lavoro che ho svolto.
Lavatomi e preparatomi per uscire alla sera verso la mezzanotte mi dirigo alla chiesa del paese dove ha luogo la liturgia della pasqua ortodosso, un rito che durà tutta la notte e che termina con un abbuffata generale di ogni ben di dio portato da ogni persona.
Domenica mattina si prepara la tavola imbandita con piatti squisitissimi e si comincia a accogliere ospiti e visitare parenti e amici del villaggio. Non c’è un ordine, c’è chi va, chi viene, l’importante è stare con qualcuno, mangiare e brindare molto, ma molto molto molto!!

La mia domenica di pasqua la passo con i giovani del paese conosciuti tramite il cugino della collega che ci ha ospitati a Sadaclia. Il pomeriggio quindi ci dirigiamo nel bosco con una scassatissima macchina di origine russa e cominciamo la nostra grigliata pasquale! Pollo, cibo, birra e vino a volontà! Sanno come divertirsi questi giovani! Il tempo scorre alla svelta, soprattutto dopo qualche bicchiere di birra e alla sera tardi il cugino mi riporta a casa, solo che ormai è tardi il nipotino che dormiva con me si è spostato in un altro letto!!
La mattina seguente scorre tranquilla e passo ogni ora a godermi la pace che mi dona questo posto. Quando ripartiamo il martedì dopo pasqua penso che prima o poi dovrò ritornare in questo villaggio nel tempo libero, per riposarmi un po’ ma anche per rivedere la bella gente che ho conosciuto e mi hanno accolto a cuore aperto.
A Sadaclia ci vado perché essenzialmente non avevo di meglio da fare a Chisinau durante le vacanze di pasqua ortodosse. L’ufficio dove lavoro è chiuso e molte persone che conosco non ci sono. Quindi accetto di buon grado l’invito a passare la pasqua in un tipico villaggio della Moldova.
Arriviamo a Sadaclia nel tardo pomeriggio e con la macchina facciamo un figurone passando davanti a uno dei bar del paese, di macchine nuove non se ne vedono tutti giorni... Arrivati a casa è ormai tardi per fare qualcosa, allora ci intrufoliamo nella casa dove è nata la nostra collega che ci ha invitato a passare la pasqua con la sua famiglia.
Qua conosciamo i suoi nipoti, figli di sua sorella che, con suo marito, è attualmente in Russia per lavoro. Eh, qua ovunque vado sento parlare di genitori all’estero, in questo caso tutti i due. I due nipoti, un esuberante bambino e una graziosa bambina, ci prendono subito in simpatia e io divento per qualche giorno la figura maschile di riferimento, sia per loro che per la casa!! La notte dormo con il nipotino e il giorno successivo ci svegliamo di buon ora, è sabato prima di pasqua e bisogna finire i lavori in casa prima di poter riposare la domenica e i giorni successivi. Le donne si infilano in cucina e ci rimangono tutto il giorno, a me vengono assegnati compiti esclusivamente “maschili”: cambiare una lampadina, riparare una porta e delle sportelle, spostare oggetti pesanti e macinare grano con mais per il mangime delle galline.
La giornata prosegue di buon ritmo e alla sera mi ritrovo sporco di polvere da capo ai piedi ma felice e appagato del lavoro che ho svolto.
Lavatomi e preparatomi per uscire alla sera verso la mezzanotte mi dirigo alla chiesa del paese dove ha luogo la liturgia della pasqua ortodosso, un rito che durà tutta la notte e che termina con un abbuffata generale di ogni ben di dio portato da ogni persona.
Domenica mattina si prepara la tavola imbandita con piatti squisitissimi e si comincia a accogliere ospiti e visitare parenti e amici del villaggio. Non c’è un ordine, c’è chi va, chi viene, l’importante è stare con qualcuno, mangiare e brindare molto, ma molto molto molto!!
La mia domenica di pasqua la passo con i giovani del paese conosciuti tramite il cugino della collega che ci ha ospitati a Sadaclia. Il pomeriggio quindi ci dirigiamo nel bosco con una scassatissima macchina di origine russa e cominciamo la nostra grigliata pasquale! Pollo, cibo, birra e vino a volontà! Sanno come divertirsi questi giovani! Il tempo scorre alla svelta, soprattutto dopo qualche bicchiere di birra e alla sera tardi il cugino mi riporta a casa, solo che ormai è tardi il nipotino che dormiva con me si è spostato in un altro letto!!
La mattina seguente scorre tranquilla e passo ogni ora a godermi la pace che mi dona questo posto. Quando ripartiamo il martedì dopo pasqua penso che prima o poi dovrò ritornare in questo villaggio nel tempo libero, per riposarmi un po’ ma anche per rivedere la bella gente che ho conosciuto e mi hanno accolto a cuore aperto.
venerdì 13 marzo 2009
Macchina collettiva
Oggi io e Giulia dovevamo tornare a Chisinau da Orhei, una città a 1 ora di macchina dal nostro appartamento.
Tutto facile e normale. Scendiamo giù per la strada che porta alla stazione dei pullman di Orhei come tutte le volte.
10 metri prima di arrivare alla stazione
un tizio moldavo ci chiede: "Andate a Chisinau?"
Noi rispondiamo: "Ba da!!" (che vuol dire "Ma certo!)
E il tizio moldavo: " Bene allora venite con la mia macchina!"
Io guardo Giulia. Giulia guarda me. Gli domandiamo:" Ma quanto costa? Quando parte?"
E il tizio moldavo: " Costa come l'autobus e partiamo quando trovo passeggeri per riempire la macchina. Sono più veloce dell'autobus"
Io guardo Giulia. Giulia guarda me. Entriamo in macchina.
Aspettiamo qualche minuto, il tempo che il tizio moldavo trovi altra gente che torna a Chisinau e poi partiamo tutti insieme, 5 perfetti sconosciuti, alla volta di Chisinau.
I due passeggeri davanti parlano russo tutto il tempo, io e Giulia che siamo dietro parliamo italiano e il quinto che è affianco a me dorme. Bella scenetta.
In un battibaleno siamo a Chisinau. Paghiamo il "biglietto" (in nero ovviamente") e salutiamo il tizio moldavo.
Dopo 2 minuti Giulia che è la R.S. ( Responsabile Sicurezza ) mi dice scherzando (o forse no): " Come responsabile della sicurezza dico che era meglio se avessimo preso l'autobus".
In effetti anche io non ho fatto a meno di pensare che dopo 10 km di viaggio il tizio moldavo avrebbe svoltato in una stradina di campagna, ci avrebbe derubato e ci avrebbe lasciati senza un soldo in mezzo alla campagna moldava. Stupidi pregiudizi!!
(Quest'ultima frase l'ho detta per far fare sogni tranquilli a Sergio, ah a proposito, Sergio, lunedì 16 ritiriamo i permessi di soggiorno se li hanno finiti, mitico!!)
Tutto facile e normale. Scendiamo giù per la strada che porta alla stazione dei pullman di Orhei come tutte le volte.
10 metri prima di arrivare alla stazione
un tizio moldavo ci chiede: "Andate a Chisinau?"
Noi rispondiamo: "Ba da!!" (che vuol dire "Ma certo!)
E il tizio moldavo: " Bene allora venite con la mia macchina!"
Io guardo Giulia. Giulia guarda me. Gli domandiamo:" Ma quanto costa? Quando parte?"
E il tizio moldavo: " Costa come l'autobus e partiamo quando trovo passeggeri per riempire la macchina. Sono più veloce dell'autobus"
Io guardo Giulia. Giulia guarda me. Entriamo in macchina.
Aspettiamo qualche minuto, il tempo che il tizio moldavo trovi altra gente che torna a Chisinau e poi partiamo tutti insieme, 5 perfetti sconosciuti, alla volta di Chisinau.
I due passeggeri davanti parlano russo tutto il tempo, io e Giulia che siamo dietro parliamo italiano e il quinto che è affianco a me dorme. Bella scenetta.
In un battibaleno siamo a Chisinau. Paghiamo il "biglietto" (in nero ovviamente") e salutiamo il tizio moldavo.
Dopo 2 minuti Giulia che è la R.S. ( Responsabile Sicurezza ) mi dice scherzando (o forse no): " Come responsabile della sicurezza dico che era meglio se avessimo preso l'autobus".
In effetti anche io non ho fatto a meno di pensare che dopo 10 km di viaggio il tizio moldavo avrebbe svoltato in una stradina di campagna, ci avrebbe derubato e ci avrebbe lasciati senza un soldo in mezzo alla campagna moldava. Stupidi pregiudizi!!
(Quest'ultima frase l'ho detta per far fare sogni tranquilli a Sergio, ah a proposito, Sergio, lunedì 16 ritiriamo i permessi di soggiorno se li hanno finiti, mitico!!)
alle
22:20
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Giulia Perego,
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Moldova,
SCE2008
mercoledì 4 marzo 2009
Proposta agli sce 2009
Bella l'idea che ci ha fatto conoscere Benedetta nel suo post. Perchè non facciamo una colletta tra noi SCE 2009 e facciamo fare una scritta sul muro di Ramallah del tipo:"SCE 2009 - Giordania, Bolivia, Nicaragua, Moldova, Kenya, Libano - 13 ragazzi al servizio del prossimo".
Oppure qualsiasi altra scritta.
Possiamo lanciare un concorso per chi scrive la frase piu bella da pintare sul muro....chiunque potra lasciare un post con la scritta e prima o poi decideremo quale fare...cheddite??
Oppure qualsiasi altra scritta.
Possiamo lanciare un concorso per chi scrive la frase piu bella da pintare sul muro....chiunque potra lasciare un post con la scritta e prima o poi decideremo quale fare...cheddite??
domenica 1 marzo 2009
Scusa? Che dici? Non ti sento...
Una normale corsa sul tram.
Domenica, una bella giornata di sole.
Destinazione: giardino botanico.
Oggi decido di portarmi il lettore di musica visto che vado in "gita" da solo.
Salgo sul tram, timbro il biglietto e mi trovo un posto da sedere.
Alla fermata successiva entra un bambino, vestiti non adatti per il clima e molto trasandati. Comincia a pregare a voce alta, riconosco il padre nostro anche se lo recita in rumeno. Alzo un pò la musica negli auricolari.
Finita la preghiera comincia a chiedere elemosina ai viaggiatori. E' ancora lontano da me. Alzo un pò la musica.
Si avvicina a me. Alzo un pò la musica. Faccio finta di niente, guardo fuori dal finestro il paesaggio colorito da un sole spendente.
Il bambino esce dal tram. Abbasso la musica. Era troppo alta.
Arrivato alla mia destinazione mi chiedo a intermittenza per tutta la mattina il perchè della mia reazione sul tram. Spesse volte li avevo già visti che facevano elemosina sul tram, anche non solo bambini. Ma oggi ero solo e non riesco a spiegarmi il perchè della mia reazione.
Di certo non è la prima volta che vedo persone che fanno elemosina, ma di solito il contatto è breve, gli passo davanti e via. Nel tram invece condivido il viaggiare insieme. Condivido la loro umiliazione e gli insulti che a volte ricevono dai passeggeri meno pazienti.
Forse condivido anche un pizzico della loro vita, e forse è per questo che mi barrico dietro gli auricolari, con egoismo non voglio condividere quello che prova questo bambino che chiede elemosina, non voglio pensare a come è la sua vita.
Per il resto della mattina cammino e osservo le molte piante che ci sono al giardino botanico. Wow, è proprio bello il giardino botanico. Devo ritornarci prima o poi.
Domenica, una bella giornata di sole.
Destinazione: giardino botanico.
Oggi decido di portarmi il lettore di musica visto che vado in "gita" da solo.
Salgo sul tram, timbro il biglietto e mi trovo un posto da sedere.
Alla fermata successiva entra un bambino, vestiti non adatti per il clima e molto trasandati. Comincia a pregare a voce alta, riconosco il padre nostro anche se lo recita in rumeno. Alzo un pò la musica negli auricolari.
Finita la preghiera comincia a chiedere elemosina ai viaggiatori. E' ancora lontano da me. Alzo un pò la musica.
Si avvicina a me. Alzo un pò la musica. Faccio finta di niente, guardo fuori dal finestro il paesaggio colorito da un sole spendente.
Il bambino esce dal tram. Abbasso la musica. Era troppo alta.
Arrivato alla mia destinazione mi chiedo a intermittenza per tutta la mattina il perchè della mia reazione sul tram. Spesse volte li avevo già visti che facevano elemosina sul tram, anche non solo bambini. Ma oggi ero solo e non riesco a spiegarmi il perchè della mia reazione.
Di certo non è la prima volta che vedo persone che fanno elemosina, ma di solito il contatto è breve, gli passo davanti e via. Nel tram invece condivido il viaggiare insieme. Condivido la loro umiliazione e gli insulti che a volte ricevono dai passeggeri meno pazienti.
Forse condivido anche un pizzico della loro vita, e forse è per questo che mi barrico dietro gli auricolari, con egoismo non voglio condividere quello che prova questo bambino che chiede elemosina, non voglio pensare a come è la sua vita.
Per il resto della mattina cammino e osservo le molte piante che ci sono al giardino botanico. Wow, è proprio bello il giardino botanico. Devo ritornarci prima o poi.
martedì 24 febbraio 2009
La partita a calcio del sabato pomeriggio....
"Aiahahhahahiiiii!! Che male alla sera togliersi le scarpe da ginnastica e accorgersi di avere il polliccione tutto nero!! Che è successo???
Ah si, è vero. Oggi ho giocato tutto il giorno a calcetto e non mi sono neanche accorto di essermi preso una botta o chissà cos'altro al piede......"
Ma perchè avrei dovuto accorgermene?? E' stata una giornata così divertente che era impossibile accorgersi che il mio piede chiedeva pietà.
Le premesse c'erano tutte: campo ghiacciato (si giocava su lastre di ghiaccio e su neve fresca), ragazzi spensierati e frati! E poi la mia squadra era proprio un bel mix: 1 italiano (io), un frate rumeno, un frate spagnolo (che parla peggio di me il rumeno) e due ragazzetti scatenati rumeni. Ci siamo dati appuntamento alle 3.00 del sabato pomeriggio assieme agli altri ragazzi rumeni che compongono l'altra squadra e che fanno parte di un colleggio gestito dai frati.
Ci salutiamo, scambiamo due battute prima di cominciare, segliamo le squadre e poi via. Il frate spagnolo si è presentato con scarponi da montagna per fare aderenza sul ghiaccio, ma è lui il primo a fare un capitombolo sedere a terra!! La palla sguscia via sul ghiaccio appena la tocchi. Ogni tiro è un terno al lotto perchè non saprai mai se finirai col sedere a terra oppure se farai gol! Io che sono alto e magro cado ad ogni occasione. I ragazzetti scatenati invece sembrano che abbiano la colla ai piedi. Il frate rumeno si rivela un campione. Ogni gol fatto è entusiasmante perchè avviene dopo rocambolesche avventure.......Dopo 2 ore circa di gioco non c'è la facciamo più e finalmente torniamo in casa insieme!!
Perchè non fanno vedere le nostre partite di calcetto in tv?
Non saremo dei campioni come Marco Van Basten o come Pelè ma di sicuro oltre al divertimento è stato un bellissimo esempio di aggregazione, di condivisione, di gioco, di comunità....insomma quando lo sport è fatto per bene ne vale proprio la pena di farlo.....anche se poi alla sera ti ritrovi con il polliccione tutto nero!!
mercoledì 18 febbraio 2009
Mezzi di trasporto alternativi
Foto scattata da una nostra collega moldava qualche giorno fa.
Potenza motore: 1 CV. Alimentazione:paglia. Emissioni: zero. Vel.max: 4 km/h
Altro che macchine a energia solare!! Quest uomo è più avanti di tutti!!
(povero cavallo, spero almeno che il conducente abbia gonfiato per bene le ruote della macchina....)
domenica 15 febbraio 2009
Turisti per caso
Eccoci immortalati davanti all'entrata di un bel monastero che si trova in cima a una collina appena fuori la città di Iasi.
Il giro per i monasteri prosegue...ma che fatica...
Animali strani: il Cane Mucca
Ecco il primo post dalla remota Romania. Siamo giunti a Iasi (ridente città rumena a due passi dalla R.Moldova) giovedì e fino a domenica abbiamo fatto un pò i turisti. Gia lunedì cominceremo le visite ai vari centri che lavorano nel sociale che ci sono stati consigliati e quindi la pacchia sarà finita!
Durante un giro nel centro di Iasi ci siamo imbattuti in questa strana creatura che abbiamo battezzato "CANE MUCCA" per via della sua somiglianza ai bovini (come forma fisica) ma avendo un muso da cane!
martedì 10 febbraio 2009
Permesso di soggiorno - parte 2
Siamo giunti all'epilogo della nostra esperienza nella richiesta del permesso di soggiorno che ci permette di rimanere nel suolo Moldavo.
Dopo 3 mesi di preparazione documenti, analisi del sangue, certificati HIV e richieste, non siamo riusciti a smuovere la macchina burocratica moldava, che ci ha dato un secco no. Un no, non perchè non vogliono darci il permesso, ma perchè non possono neanche accogliere la nostra richiesta perchè ormai li abbiamo presentati in ritardo. Le abbiamo provate tutte, ma proprio tutte, ma lunedì 9 febbraio abbiamo perso ogni speranza quindi sperariamo che i nostri colleghi moldavi e Elisa riescano a procurarci il permesso.
Questa esperienza di essere straniero in una nazione dove è necessario il permesso di soggiorno è stata veramente arricchente. Mi ha fatto notare aspetti che rimanendo in Italia non avrei mai saputo cogliere osservando o conoscendo un immigrato che avrei potuto vedere nella mia nazione.
Spero che tutto si risolvi e che potremo tornare a breve a raccontare altre entusiasmanti esperienze Moldave.
Lorenzo
Dopo 3 mesi di preparazione documenti, analisi del sangue, certificati HIV e richieste, non siamo riusciti a smuovere la macchina burocratica moldava, che ci ha dato un secco no. Un no, non perchè non vogliono darci il permesso, ma perchè non possono neanche accogliere la nostra richiesta perchè ormai li abbiamo presentati in ritardo. Le abbiamo provate tutte, ma proprio tutte, ma lunedì 9 febbraio abbiamo perso ogni speranza quindi sperariamo che i nostri colleghi moldavi e Elisa riescano a procurarci il permesso.
Questa esperienza di essere straniero in una nazione dove è necessario il permesso di soggiorno è stata veramente arricchente. Mi ha fatto notare aspetti che rimanendo in Italia non avrei mai saputo cogliere osservando o conoscendo un immigrato che avrei potuto vedere nella mia nazione.
Spero che tutto si risolvi e che potremo tornare a breve a raccontare altre entusiasmanti esperienze Moldave.
Lorenzo
domenica 1 febbraio 2009
Statua di Lenin in Moldova
Quando la Moldova faceva parte dell'URSS in quasi tutte le principali piazze dei paesi era presente la statua di Lenin.
Dopo il crollo del comunismo queste statue sono pian piano state sostituite da altre che raffiguravano figure storiche per la R.Moldova.
Durante una visita a Caplani, sperduto paesino nel Sud della Moldova, ci siamo imbattuti in questa statua di Lenin, ormai non più messa in mezzo alla piazza ma relegata in mezzo a due case.
Visto che era la prima che vedevo e che ho potuto fotografare l'ho pubblicata nel Blog!
A presto
Lorenzo
Al lavoro per Sergio e Matteo
Lunedì 2 febbraio verranno a farci visita in Moldova Sergio ( il nostro CAPO ) e Matteo ( il FORMATORE).
Visto che saranno ospiti nella nostra casa abbiamo pensato assieme a Elisa (il nostro CAPO in Moldova che ci chiama "schiavi") di fargli una sorpresa culinaria per una cena che faremo!!
Qua una foto, ma nient'altro! Forse si capisce cosa stiamo facendo, forse no!
( Nella foto Giulia a destra e Lorenzo a sinistra)
anzi
(Nella foto Giulia a sinistra e Lorenzo a destra)
A presto!
Lorenzo
mercoledì 28 gennaio 2009
A lume di candela
28 gennaio 2009. Prima escursione dell’anno. Siamo andati a fare un sopralluogo in tre villaggi nel nord della Moldova per verificare le condizioni dei posti per i Cantieri della Solidarietà 2009.
La spedizione è stata produttiva e abbastanza soddisfacente. I posti sono molto belli, molto spartani e soprattutto…..sono molto bui!!!
Non mi ricordavo di quanto era buia questa terra quando cala la sera. Non una luminaria accesa nei villaggi, solo la fioca luce che alcune case emanavano dalle finestre. Con pazienza la luce ha lasciato il posto al buio. Solo i fari della nostra jeep illuminavano il nostro cammino.
In mezzo al fango della strada sterrata che collega il villaggio alla strada principale non incontriamo nessuno. Sembra che la vita si sia spenta.
Questo assopimento generale della vita prende anche me. Mi addormento in macchina.
A un certo punto mi risveglio. Vedo la luce. Dove sono?? Ah, beh si, sono tornato nella capitale. Qua la vita continua anche di notte.
La spedizione è stata produttiva e abbastanza soddisfacente. I posti sono molto belli, molto spartani e soprattutto…..sono molto bui!!!
Non mi ricordavo di quanto era buia questa terra quando cala la sera. Non una luminaria accesa nei villaggi, solo la fioca luce che alcune case emanavano dalle finestre. Con pazienza la luce ha lasciato il posto al buio. Solo i fari della nostra jeep illuminavano il nostro cammino.
In mezzo al fango della strada sterrata che collega il villaggio alla strada principale non incontriamo nessuno. Sembra che la vita si sia spenta.
Questo assopimento generale della vita prende anche me. Mi addormento in macchina.
A un certo punto mi risveglio. Vedo la luce. Dove sono?? Ah, beh si, sono tornato nella capitale. Qua la vita continua anche di notte.
Chi è più geloso??
Non mi sarei mai aspettato di provare gelosia nei confronti di questa terra che è la R. Moldova.
Una gelosia un po’ strana, perché comunque non cambierei mai per niente al mondo la pace e la tranquillità che trovo nella mia casa natale a Mantova.
Una gelosia che nasce dai racconti di mio nonno, che tanto mi appassionavano tanto quando ero piccolo. Infatti mio nonno era un contadino mi raccontava spesso di come era la vita a suo tempo: la gioia e la fatica di coltivare la terra con mezzi che erano quelli di inizio 900, la gioia e la fatica di vivere in casa di campagna con la stufa a legna e il camino, le candele, il pozzo, il bagno fuori; la gioia e la fatica dei cambiamenti storici e tecnologici che sono venuti col tempo, la gioia e la fatica di poter contare solo su stessi per tirare su la famiglia……e altre tante cose….
Insomma visitare questo paese nei suoi villaggi più nascosti è stato come un tuffo nei miei ricordi. E più e più volte ho desiderato di poter provare a rivivere i ricordi di mio nonno.
Purtroppo finora ho potuto solo avere dei “mordi e fuggi” di questi villaggi; sono sicuro che c’è tanta fatica in questi posti, ma sono altrettanto sicuro che c’è molta gioia.
E’ più immediato vedere la fatica: la si può vedere ovunque, nei pozzi, nelle strade infangate, nelle case….e molte volte mi sono fermato qua. Non ho potuto o non ho voluto vedere anche la gioia che nascondono questi villaggi.
Una gelosia un po’ strana, perché comunque non cambierei mai per niente al mondo la pace e la tranquillità che trovo nella mia casa natale a Mantova.
Una gelosia che nasce dai racconti di mio nonno, che tanto mi appassionavano tanto quando ero piccolo. Infatti mio nonno era un contadino mi raccontava spesso di come era la vita a suo tempo: la gioia e la fatica di coltivare la terra con mezzi che erano quelli di inizio 900, la gioia e la fatica di vivere in casa di campagna con la stufa a legna e il camino, le candele, il pozzo, il bagno fuori; la gioia e la fatica dei cambiamenti storici e tecnologici che sono venuti col tempo, la gioia e la fatica di poter contare solo su stessi per tirare su la famiglia……e altre tante cose….
Insomma visitare questo paese nei suoi villaggi più nascosti è stato come un tuffo nei miei ricordi. E più e più volte ho desiderato di poter provare a rivivere i ricordi di mio nonno.
Purtroppo finora ho potuto solo avere dei “mordi e fuggi” di questi villaggi; sono sicuro che c’è tanta fatica in questi posti, ma sono altrettanto sicuro che c’è molta gioia.
E’ più immediato vedere la fatica: la si può vedere ovunque, nei pozzi, nelle strade infangate, nelle case….e molte volte mi sono fermato qua. Non ho potuto o non ho voluto vedere anche la gioia che nascondono questi villaggi.
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