mercoledì 30 gennaio 2008

"Save our beloved country"

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Carissimi!

Rieccomi finalmente di ritorno in Kenya. Per qualche settimana sarò solo vista la defezione del collega Teto, in preda a varicella acuta…speriamo in una pronta guarigione!

Un mio ritorno reso possibile dalla situazione pacifica del quartiere in cui vivo (Kahawa West, periferia settentrionale di Nairobi), che, nei tre giorni trascorsi, ho potuto davvero notare piuttosto invariato rispetto a dicembre, quando ne venni via. Sono stato anche a Nairobi-centrocittà, luogo di tanti scontri e manifestazioni mai approvate dal governo, ma in cui la vita e il caos quotidiano, fatto di miriadi di matatu e auto, sembrano essere ripresi. In questo momento particolare, infatti, il partito di Raila Odinga (opposizione che rivendica però la vittoria alle elezioni dello scorso 27 dicembre), per le forti pressioni di Kofi Annan (attuale mediatore, nel quale vengono riposte molte speranze del popolo keniano) sembra aver scelto di non organizzare manifestazioni in centrocittà. Nelle baraccopoli la situazione è sempre davvero incandescente. Città nella città come Kibera (un milione di baraccati circa in una decina di km2), Mathare e Korogocho, per citare le maggiori delle quasi duecento baraccopoli di Nairobi, vivono quotidianamente scontri, vendette, rappresaglie di polizia e esercito. La situazione più drammatica è fuori Nairobi. Una delle prime città in cui la violenza post-elettorale è esplosa è stata Kisumu, sulle sponde del Lago Vittoria, luogo nel quale è fortemente radicata l’etnia luo (Raila Odinga) e dove da subito è iniziata la caccia al kikuyu (etnia dell’attuale presidente, Kibaki, fortemente “contestato” per brogli elettorali, piuttosto evidenti). Ora tante altre città, nella vastissima zona della Rift Valley (Nakuru, Naivasha, Eldoret, Molo, etc…) vivono la stessa situazione. Scontri etnici molto sapientemente orchestrati e organizzati dagli stessi leaders politici. Una regia sempre meno occulta, dal momento che gli stessi quotidiani ormai sanno rivelare con esattezza quanto i giovani vengano pagati per uccidere, incendiare, distruggere e tendere agguati lungo le strade.

I morti sono ormai tantissimi, ma ancora di più gli sfollati (non meno di mezzo milione). È interessante come, a fronte dell’arrivo, in centri già predisposti, di alcuni gruppi di sfollati proprio a Kahawa West, la gente del quartiere e della parrocchia si sia prodigata per fornire degli aiuti (beni di prima necessità, come vestiti e cibo).

Pur non essendo qui toccati da scontri e violenze è chiaro e ovvio come i discorsi vadano quasi sempre a finire su tali tematiche di attualità. All’interno della Cafasso House (casa che accoglie giovani usciti dal carcere minorile, e nella quale opero quotidianamente) siamo in attesa di un ragazzo (Timothy) che, tornato presso il luogo di provenienza (quasi al confine ugandese) durante il periodo natalizio, è impossibilitato a tornare qui a Nairobi vista l’estrema pericolosità delle strade. Un altro ragazzo, uscito tempo fa dalla Cafasso House, ma di ritorno oggi per una sorta di rimpatriata, ha i propri famigliari a Kisumu e, pur volendo fortemente tornare, ne è, anche lui, impossibilitato.

L’informazione keniana, nota per essere piuttosto libera e di qualità, segue molto da vicino tutti gli avvenimenti, per cui se da un lato non è bello vedere immagini come le lunghe code di sfollati che percorrono le strade con in testa operatori che puntano loro addosso le telecamere, dall’altro in particolare la carta stampata si dimostra molto critica verso entrambi i contendenti; notevole, durante i primi giorni di gennaio, come le tre testate principali del Kenya abbiano deciso di intitolare le prime pagine allo stesso modo: “Save our beloved country”, pubblicando poi uno stesso editoriale di forte condanna e critica verso il comportamento di Kibaki e Raila e contro le tante violenze in atto.

Chiudo qui. Come si può notare la situazione è molto difficile.

Concludo cercando comunque di tranquillizzare rispetto al luogo nel quale vivo, tranquillo sia durante il già tormentato periodo elettorale, ma pacifico anche ora.

A presto a tutti!

Kwa heri!

Ema

 

martedì 29 gennaio 2008

morte d 1 etopo

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Le avventure di Paolo & Stefania non sono finite nel 2007, e nessuno credeva ke lo sarebbero state. In una delle nostre memorabili domenike pomeriggio ad Addis, ieri, il fiato del nostro cucinotto sapeva di topo morto. Per rimediare al disgustoso problema abbiamo usmato la stanza al fine di percepirne la fonte venefica. Pareva proprio provenire dal forno e dopo avere fatto mente locale sugli ultimi alimenti cucinati, abbiamo deciso che doveva trattarsi di Pangra, quel sorcio che Stefania aveva avvelenato la domenica precedente e che doveva essere andato a morire in qualche pertugio casalingo, nella migliore tradizione dei mentori ke da morti danno + problemi d qdo erano vivi (vedi Gandalf e Obi 1).

Sprovvisti di cacciaviti tentammo di sbirciare l’intestino del forno da dietro, attraverso alcuni fori. Sprovvisti di illuminazioni adeguate Stefania estrasse violenta la sua poderosa macchina fotografica con flash illuminante e provammo ad analizzarne le rivelazioni, come puoi fare tu qua sotto.

stopalo
Ecco, come te neanke noi cogliemmo prove decisive rispetto l’esatta ubicazione del tenero corpicino nel bel mezzo del cammin di putrefazione. Quindi optammo per l’armarci d strumentazione atta a sventrare la cucina a gas (alias il forno) telefonando al povero Zed, che nient’altro agognava dopo un viaggio d 20 ore per il sud Etiopia a bordo di un minibus.

gli accalappiatopi
Nel frattempo il fetore iniziava ad avere effetti allucinogeni che provammo a contrastare con uno scalmanato spruzzamento d borotalco. All’arrivo di Zed riuscimmo a scoperchiare il retro dell’elettrodomestico e dopo una ricerca minuziosa, il nostro scoprì l’ultimo giaciglio del piccolo ratto avvelenato. Presolo, venne dato in pasto ad Anacleto nella speranza + vivida ke la polverina tossica non avesse perso effetto in questi giorni. Per tranquillizzare il WWF, ke d sicuro sarà partner progettuale d Caritas Ambrosiana, aggiungo che testimoni oculari pagati da me sono disposti a sostenere di avere visto un listolatole cinese strappare la carogna della pantegana dalle fauci del nostro benamato felino.

"oh, altro ke il solito salame ammuffito ke mi propinate.."
La sera non potemmo ke visionare Ratatouille ke a Stefania ha insegnato ke i topolini sono buoni e intelligenti e non avremmo dovuto ucciderlo, e a me che vivono in colonie numerose e coordinatissime. E Pangra doveva pur essere il mentore d qc1..

Aloha,
 Mr Billibonga

Ps Le foto sono estratte dall’archivio della dottoressa Stefania Cardinale, dottoressa per merito, fotografa per hobby. Che riguardo al fattaccio, rilascia la seguente dichiarazione: “Che schifo, non ci voglio + pensà, mi sto ammalando x qsto motivo…”.

domenica 27 gennaio 2008

one week half HoMe

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“Sono tornato a casa”, disse.

Lo disse il protagonista di molti romanzi, lui k’era partito acerbo ed era tornato maturo. Non lo dissi io. No, io non lo direi. Però ogni ritorno permette di ritarare cosa rappresenta un luogo. E quindi è piacevole planare ad addis e riconoscerla. E qdo sara mi kiede cosa trovo cambiato, non trovo niente, mi spiace, kissà cosa mè sfuggito. Le kiedo se sé tagliata i capelli, ma precisa ke in effetti non è cambiato niente, voleva vedere cosa dicevo, e mi fa piacere ke qcsa rimanga fermo dopo ke oggi paghiamo la bolletta, puccio le dita in rete e, ad una settimana dal mio arrivo, in italia è caduto il governo.

(…)


torvo bambino
(…)

È gratificante rientrare in casa e riscoprire i propri posti, un proprio posto, scriverei. E poi quando si rincontrano le persone è interessante capire qual è l’emozione predominante. Mh. E cos’altro? L’uomo non vola. Non è umano volare. È come un videogioco, io non emetto bolle di energia blu se unisco i polsi e apro le mani: non ha senso ke un giorno sono a milano, fa freddo, la gente parla italiano e mi stanno intorno certe persone e l’indomani sono in gita suna strada terrosa per andare a vedere le iene, discorrendo in inglese con Megdie e Fifì, la testa pulsante x la calura; e qsta s’appresta a diventare normalità. Mi sento un po’ tartaruga, forse per skermarmi dalla skizofrenìa: non rientro istantaneo nell’inglese, ripasso alcune relazioni. Ma tanta Etiopia in qsti giorni.

Tanta. Nell’acqua ke si assenta per una settantina d ore da casa e allora diventa obbligo sociale recarci nei ristoranti non tanto x rifocillarci quanto per adoperare i bagni, entrarci non colla carta d credito, ma con la carta igienica. Molta Etiopia nel riuscire finalmente a jocare a pallone, facilissimo, un 3vs3 fuori da una parrokkia, 4 scatti e scoprirmi in affanno piegato mani sulle ginokkia; kissà quanto l’altitudine e quanto l’allenamento. E ritrovare 1 stile africano pokissimo finalizzatore, ke mixxa tecnica e ritmo a livelli di partita d basket; l’italiano d turno può salvarsi con qualke passaggio d prima e tenendo bene in testa dove si trovano le porte; anke se questa è la salvezza, non certo la zona champions.

Un po’ d Etiopia nel perdere soldi, ritrovarne alcuni. Un sacco d roba etiope nel decidere d presenziare ad una conferenza sulle prigioni, certamente in amarico, vabbeh, scatto qke foto coll’elegante makkinetta d stefania e mi porto da leggere quegli articoli; tranne poi essere invitato a sorpresa a testimoniare sulle prigioni italiane. E una settimana prima ero a Bollate a raccontare ai detenuti dei carceri d addis e fa un effetto stranino e lo dico. Qualcuno sorride, kiedo l’aiuto del pubblico sulle parole inglesi ke non conosco, mi tengo la telefonata a casa per + avanti, cerco cogli okki qke feedback da volti familiari, male ke va joco un po’ d comunicazione o si prendono un break nella tenuta della loro attenzione. Va bene, this is all. E riprendono gli interventi in scaletta in amarico, e un tot d volte sento le parole “Mr Paolo”, citato kissà perché, arrivato alla fine mi riguarderò questa vita con i sottotitoli. Sempre ke non vada riconsegnata subito al videoshock. Non vorrei pagare anke la penale per il ritardo, non so se Caritas la copre.

Una settimana in cui cisi ripete ke ora viene il bello, enne mesi d fila, Stè. Ci siamo, la marmellata d mirtilli e la nutella, tanto x iniziare. Magari si finisce con la ‘njera. Un’amaca, due diski fissi, un canestrino, kili d salame (non è prosciutto, è salame), in parte ammuffito, in parte. Il libro “Una notte inquieta”, oggi poi dovrebbe essere ancora giornata della memoria, a interrogarmi se sopravvivere per me sarebbe stato giusto sotto Ato Hitler; senza eroismi, ma essere vivo&tedesco era acido da coscientizzare. E raffica filmica: Frankestein jr, Borat, Comizi d’amore, Terkel in trouble, Dead man. Comizi d’amore.

Debiti d sonno ke da qke parte bisogna estinguere, pure suna panca durante un inneggiante rosario amarico o sull’annosa jeep d abba girma ke corre verso il carcere d addis alem x il tin kat; ke pure ora le ciglia vogliono scendere, è la loro fermata. Come quando, ancora preda del jetlag, ho incontrato Vermulinguo, insieme ai ragazzi, descrivendo con kiarezza e cordialità cosa penso del progetto con lei. E intuire ke loro si battono in amarico x me, ma sono disilluso. Un buon esito in qsto round è riuscire ad uscire accostando la porta, senza sbatterla (la porta) con la rabbia nelle membra, un po’ jedi, un po’ zen, un po’ zed. Difficilmente (impossibilmente) rimarremo entrambi nella stessa stanza, e i ragazzi li riprendo. Col corso d’italiano o colle carceri, ma li riprendo.

E il resto è anacleto, il bianco gatto ke viene puntualmente preso a pallonate, ma lui insiste a miagolarsela -rigorosamente fuori dall’uscio- e mi sa ke una breccia il vuncissimo felino la sta scavikkiando. E non è il solo, ma mica si può digitare tutto, oh. Ho.

Me, Mr Paolo

una casetta 2 etiopi
ps le foto sono scattate&scelte per noi da Stefania Cardinale

mercoledì 23 gennaio 2008

Conflitti dimenticati

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Mi sembra interessante segnalare a tutti voi questo nuovo e interessante strumento di approfondimento.

Saluti a tutti!

Sergio

È nato il 31 dicembre u.s. il sito www.conflittidimenticati.it, promosso da Caritas Italiana e da Pax Christi Italia.

Obiettivo del progetto è quello di rafforzare la linea di impegno verso una migliore informazione per quanti non accettano che ci siano guerre di "serie A" e guerre di "serie B", e di svolgere un ruolo educativo nel porre le basi e le condizioni per una crescita della consapevolezza delle minacce alla pace e dei segnali di speranza che si accendono nelle situazioni di conflitto».

Il sito internet è in continuità con le due ricerche sui conflitti dimenticati realizzate nel 2003 e nel 2005 da Caritas Italiana, mentre è in preparazione la terza.

Conflittidimenticati.it, oltre alle informazioni storiche sulle varie guerre in corso, offre approfondimenti sul tema del conflitto e del diritto internazionale, strumenti per la formazione e l'animazione pastorale, nonché i racconti delle vittime, facendo tesoro delle esperienze e delle "reti" internazionali nei quali sono attivi i due soggetti promotori, per far crescere una cultura di pace.

lunedì 21 gennaio 2008

L'Imperatore!

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Eccomi...dopo un po' si torna a scrivere sul blog...nella mia bella cameretta...col computer davanti...sulla scrivania il termometro dice 37,7°...fuori un po' di nebbiolina e la gente che si copre per il freddo...ma come?!?! 37,7° gradi e la gente si copre per il freddo...a Nairobi!!!

In effetti qualcosa non torna...sarà perchè ho la febbre e sono ancora a Milano...anzi a Rho!

E si, perchè mentre gli altri scrivono dai loro bei paesini, noi Keniani siamo ancora qui!

Insomma dopo Francesca che augura a tutti buon viaggio, boliviani e nicaraguensi che raccontano le loro disavventure anche Paolo l'eritreo....ops scusate l'etiope...ha deciso di tornare dalla Stefi dopo essersi “formato” a Milano per una settimanella in più....secondo me non aveva il coraggio di tornare in Etiopia senza le 2 forme di grana che la collega romana gli aveva chiesto...

Perciò siamo rimasti solo noi di Nairobi e dai ieri al mio fianco ho la non troppo dolce compagnia della febbre...tra l'altro sto virus devi avermi cancellato qualcosa in memoria..mi ha appena chiamato Mascia, la donna delle carceri, che mi fa: “Siete già davanti al Beccaria per l'incontro?” e io “No, guarda oggi la febbre...” fino qui niente di strano non fosse altro che io l'incontro ero convinto fosse Mercoledì...è il caso di procurarmi un' anti-virus più potente!

Insomma si doveva partire il 10 ma abbiamo rimandato al 26 e in settimana vediamo cosa fare....
Nel frattempo visto che in Kenya non hanno ancora ben capito come risolvere la questione, ho deciso di candidarmi per diventarne il presidente...fra i due litiganti...

In questo periodo di attesa sono andato a parlare del Kenya e del progetto in una scuola e in alcune parrocchie e sono ormai lanciatissimo per le primarie....c'è chi mi vuole sindaco di Rho....o in un comizio Moldavo...ma vuoi mettere diventare Imperatore del “Kegna”....

Sto raccogliendo una seria infinita di informazioni negli ultimi 20 giorni su quanto sta succedendo nel paese e definendo il primo punto del programma da realizzare entro agosto...il titolo sarà innovativo...una cosa mai vista...si chiama: “Cantieri della solidarietà”...niente male è?

E poi vogliamo mettere tutti gli incontri e le visite fatte in questi giorni tra carceri, esperti e personaggi più o meno di spicco.

Insomma sono preparatissimo e “formatissimo” e a chi dovesse avere dei dubbi mostrerò la foto del blog con i 3 personaggi che mi hanno scelto e preparato per questa avventura...chi mi potrà resistere!
In attesa di decidere il da farsi...anche questo è il servizio civile all'estero....a Milano!!!

Stefano

giovedì 17 gennaio 2008

post vero

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vediamo se sono capace DI scrivere un post in un blog con un account da un server. gli inglesismi partono x' domani parto.

10° minuto (e 10") di qsto film



me ne vado me ne vado me ne vado ad amsterdam. Amsterdàààaaaààm, Amsterdààm. E la mamma di.. no. fino ad oggi ho incollato sul blog delle mail, non ho mai scritto un post al sol. oggi invece sì, e da casa mia si vedon le montagne dietro la ciminiera, ke qdo succede fa stare meglio, specie se è giorni ke piove. Stefania è già giù, e m'ha rimpiazzato con un grosso topo battezzato Pangra. dai ragni ai topi, faunisticamente scrivendo abbiamo omesso la presenza nell'accogliente addis delle iene. m'han raccontato ke d notte scendono dalle montagne intorno affamate, da sole o in branki, alla ricerca di carcasse canine o politici cui porre domande scomode. cosa dite, ci metto un punto a capo?

ecco, sì, però altra cosa ke non si sa è ke, t ricordi la tartaruga sul gradino + alto dell'Etiop Twenty (post del 17 9mbre)? quella ke si vede una volta allanno? ecco, l'ultimo giorno prima d tornare a milano, l'ho rivista, ha buttato la testa fuori dalla sua tana, ha controllato ke non ci fosse il suo nemico La Donna Delle Pulizie ed è arrivata fuori dall'ufficio. un po' preso alla sprovvista l'ho apostrofata con un brillante "ma 6 fuori?", e lei c'è rimasta male x essere stata apostrofata e senè tornata indietro.

milano, italia: oggi è progetto bagagli, vado a preparare il primo meeting.

paolo

tortoises

lunedì 14 gennaio 2008

Per arricchire, non per...

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Visto che siamo in una giornata record che mai più si potrà ripetere, voglio ritagliarmi anche io un POSTicino nella storia del blog...

In realtà non è che una banale nota tecnica per rendere il nostro Blog (con la b maiuscola) ancora più ricco di quanto in realtà non sia già ora.

Tre cose:

- avrete notato che il nostro serioja (spero si scriva così) ha aggiornato l'intera-sezione foto con anche quelle relative al simpatico soggiorno di villapizzone...da non perdere...

- per renderlo ancora più al passo dei tempi abbiamo inserito anche la sezione-video, cioè il link a video in precedenza caricati su youtube. se le velocissime connessioni per caso dovessero consentire tali manovre di caricamento non sarebbe male condividere, o meglio, fare un po' di sharing...per ora sono presenti solo un paio di giri turistici per addis e una messa nairobese a passo di danza...

- sempre restando sui link non sarebbe male inserirne qualcuno che riteniamo interessante per i lettori del blog (vedi i Kenya Links utili per un approfondimento su questioni attuali o non).

Un saluto a tutti...corro a segnare sull'agenda la data odierna...abbiamo fatto la storia!!!

Ema

domenica 13 gennaio 2008

primi commenti da parte di una parte dell'equipe...

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buon anno buon anno!!!

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la multi ani cari!!

proprio mentre vi scrivo fuori scoppiano i petardi per festeggiare l'anno nuovo, un'altra volta...
ehssì perchè con la storia che il natale si festeggia il 7 di gennaio poi va a finire che dopo una settimana c'è anche il doppio capodanno...che però sembra anche un po' carnevale!

cmq oggi in piazza eli ha fatto un sacco di foto..domani gliele rubo e poi le posto insieme ai dettagli!
ci sono certe sorprese!

adesso mi sa che vado a dormire!

sogni d'oro e ancora auguri!

fra

Bienvenidas en Nicaragua!!!

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ciao compagni....
siamo arrivate...e non vi dico il casino che abbiamo passato....
una autentica EPOPEA
bhe abbiamo insistito col grande jefe DAVIDE BONIARDI di prenotarci un volo che non passasse per gli USA, aeroporti noti per farti perdere le coincidenze dato il loro sospetto ossessivo...magari il mio pezzo di prosciutto di Parma a prima vista poteva assomigliare ad una bomba.....
Atti terroristici: tre ragazze italiane lanciano salami e prosciutti contro l'equipaggio della American Airlines

Comunque grazie all onnipotente nonchè bellizzimo jefe abbiamo ottenuto un volo Linate/Madrid/SanJose/Managua

Abbiamo scoperto che nel volo da Linate a Madrid i biscottini e il caffe costavano ben 2 €....e visto che bisogna essere sobrie abbiamo rinunciato al caffettino istantaneo mattutino.....

Già a Madrid il volo per San Jose parte in ritardo di 30 minuti e già la faccia dell'Elisa (nota per la sua espressività) mostrava segni di innegabile preoccupazione!!!

Salite sull'aereo ci aspettano niente popò di meno che 11 ore di volo...le + lunghe della mia vita...indimenticabili
L'Elisa dopo 5 ore sbuffava come una locomotiva...l'Ale era un cadavere imbottita di Tachipirina e Antibiotici....

Io me ne stavo allegramente seduta di fianco a un vecchio e rude esploratore inglese (suppongo) capelli unti, unghie sporche, un fiato alcoolico che stendeva... per lo più intento col suo sudoku, finchè annoiato si infila gli auricolari come se fossero degli orecchini penzolanti e con aria sorpresa (perchè chiaramente li aveva infilati male) alzava il volume a "palla" nella speranza di sentire qualcosa....

A quel punto sono intervenuta io orgogliosa della mia prima buona azione...

Come sospettava l'Elisa arriviamo tardi a San Jose, tra l'altro dovevamo fare anche la carta d'imbarco, scendiamo e sentiamo gridare "Managua" allucinate tentiamo di capire come dovevamo comportarci....ci accompagnano davanti al famigerato "bimotore" già citato da Glauco (un SCE dell'anno prima).....ci guardiamo in faccia sconvolte e sconsolate saliamo su un aereo minuscolo (30 posti massimo) che ci ha fatto sentire ogni minima brezza......

Ed ecco in lontananza Managua in tutto il suo splendore...con i suoi quartieri al buio e la statua di Sandino

Stanche e stressate cerchiamo invano i nostri bagagli...infatti non ci sono..

E qui inizia un'altra EPOPEA...il recupero bagagli....

LOry

domenica 6 gennaio 2008

drum bun!

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Così tra un pranzo, una cena, un aperitivo, un te e una tisana, che solo sfruttando tutti i minuti della giornata si riescono a salutare quasi tutti è arrivato anche il tempo di riprendere il viaggio...
certo mi piacerebbe raccontarvi le peripezie per far stare in valigia tutto quello che “chissà se userò, però non si sa mai” oppure quello che bisogna inventare per fare capire alla mamma che gli asciugamano esistono anche in moldova, però sarebbe un peccato non scrivere niente di questi giorni della formazione..

Ieri alla Malpensa mentre salutavo Giulia e Marco in partenza per la Bolivia pensavo al tempo passato insieme per la formazione, a Villapizzone, ai pranzi lunghissimi al circolino, ai cartelloni, ai pescetti moldavi pucciati nella birra, all'“ottimo” vino boliviano, agli aneddoti africani sul come scambiare lo scippo del portafoglio per uno strano modo di salutarsi e a tutte le altre cose che ci hanno fatto ridere, pensare...insomma compartire per dirla alla sce 2007.
sì perchè certe cose anche se vissute a fusi differenti e a migliaia di kilometri di lontananza ti fanno sentire incredibilmente vicino.
Questo ritorno è stato anche un partire per terre lontane e renderti conto di quante cose possano esistere, ma anche di come al centro di tutto ci siano sempre le relazioni che scaldano il cuore o che fanno soffire, ma che sempre mettono in moto.

Allora prima di rimetterci in viaggio vi regalo un racconto che è un po' di giorni che mi torna in mente..

    “Molti videro quella stella nel cielo, pochi vi fecero attenzione.
    Tre soli la seguirono, eppure la sua luce risplendeva uguale per tutti.
    I tre lasciarono la patria, la loro famiglia, affrontarono un viaggio lungo e pericoloso per seguire quella piccola stella che non avevano acceso, che poteva scomparire e che forse non era altro che una stella come tante.
    Partirono all'avventura come un tempo Abramo senza sapere dove andare.
    E ciò che doveva accadere accadde: la stella, la piccola stella si nascose e i Magi, i tre Magi, restarono soli, per strada, lontani dalla loro patria, lontani dalla meta del loro viaggio.
    Altri sarebbero tornati indietro, ma la fede che ardeva nel loro cuore non lo permetteva.
    Questo cammino non conosceva che un'unica direzione: in avanti.”

    G. Goldestain

beh il nostro viaggio non è certo pericoloso, però senza prendere tutto alla lettera mi piace pensarci in cammino, mi piace pensare che i sorrisi e le storie che abbiamo incontrato e che continueremo ad incontrare siano la fonte di luce di quella piccola stella che anche a me piace seguire.

Drum bun allora! Buon viaggio!

ps...se sono stata troppo strappa lacrime vuol dire che il mio ambientamento in terra moldava sta procedendo alla grandissima!! eh eh eh!

A presto!!
fra