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giovedì 17 novembre 2016

Moldova: ADOPTA UN VOT!!!

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Mi intrufolo nel blog dopo qualche annetto, per raccontarvi una storiella…

In uno stato dell’Ex Unione Sovietica chiamato Moldova, da altri Moldavia e per chi non sa prendere una posizione “Moldovia”, dopo 25 anni dalla sua esistenza, e a 20 anni dall’ultima volta è stata data al popolo, la possibilità di eleggere il presidente della propria Repubblica.

A contendersi l’ambito trono del “paese più povero” del vecchio continente, una donna minuta, economista di professione che, dopo una serie di esperienze all’estero, è stata richiamata in patria per seguire il sogno europeo e un uomo tutto d’un pezzo, anch’esso economista, politico di lunga data e con la sguardo ad Est verso la “Madre Russia”.

“Che il ballo abbia inizio!!!” sentenziò “Sior Notaio”, in una triste domenica di fine ottobre e ci manca poco che, al primo giro di valzer, il “Maschio di ghiaccio” riesca ad ottenere lo scettro del potere ma qualcuno dalla folla urla…”Non mi sei arrivato!!!….Non hai l’X Factor!!!…

Mai trebuie un dans!!! Ovvero… ancora una danza!!!

Il “maschio di ghiaccio” sente la propria “Madre” per avere dei consigli su come affrontare la “Sfida”, raggruppa i pochi amichetti che ha, ma che tanta ricchezza posseggono, per preparare la coreografia, chiama televisioni e giornali per conquistare maggiori consensi con il “televoto”, invece di un milione di posti di lavoro minaccia che con la “Piccola Donna” al potere, dall’Europa arriveranno 300.000 siriani!!!….non solo, verranno chiuse le chiese!!! 
Tant’è che nei villaggi molti preti preoccupati lanciano il proprio anatema durante le prediche “Dio ha detto che se governerà una donna arriverà la guerra!”

Il "Bruno Vespa" Moldavo, la sera successiva al primo giro di valzer, mostra un plastico che simboleggia come la popolazione ha votato le prima esibizione. Il Paese si presenta come un gigantesco panzerotto schiacciato appena sfornato. L’esterno è croccante, compatto, impenetrabile insomma molto “sovietico” ma l’interno ribolle, si agita e alla fine sotto pressione esplode lanciando al di fuori tante gocce tutte intorno e solo minuscole briciole.

Un terzo del contenuto è ormai sul tavolo, sono i votanti che stanno all’estero, per loro, sparsi in giro per il mondo lo spettacolo è stato visibile in sole sessanta località, ma sono rimasti attratti da questa “Piccola Donna”. 
Dalla Spagna ad una ragazza, succede che il panzerotto al plastico rimanga sullo stomaco, e decide di farlo sapere su un libro chiamato “Faccia”. Li incontra tante facce sparse per il mondo che come a lei il plastico è andato di traverso. Decidono di unirisi e sostenere la “Piccola Donna”, nel secondo giro di Valzer. Ma come? Sono lontani.... sparsi per il mondo....e, anche per il secondo giro, lo spettacolo sarà visibile solo in un centinaio di località del globo, alcune a centinaia di chilometri di distanza da dove abitano. Ecco che al "gruppo di facc"e viene un’idea: “Adottiamo un voto!!!”. Vuoi partecipare allo spettacolo ma sei distante? Vieni a casa nostra! Ti ospitiamo noi!!! Non sai come venire? Veniamo a prenderti e ti portiamo a casa appena finito!!! Le gocce di mozzarella e pomodoro del panzerotto sparse sul tavolo si muovono, parlano, si ingrossano diventano un “esercito” ed in pochi giorni le facce sul quella pagina del libro diventano 80.000!

E’ il grande giorno! L’uomo di ghiaccio e la piccola donna si presentano puntali alla “Grande Sfida”. Scatta il televoto! Nonostante il panzerotto moldavo, si imbianchi della prime nevicate di stagione la gente piano piano inizia a dare le proprie preferenze. Il vero boom sembra però arrivare dal di fuori....nelle località sparse per il mondo le linee sono intasate, bisogna aspettare ore prima di poter riuscire a prendere linea per votare.
Si dice che nove persone su dieci, da tutto il mondo, stiano votando la “Piccola Donna”!

Ma cosa succede??? “Avete esaurito le vostre possibilità di voto...per voi l’elezione finisce qui!!! Ecco quello che si sono sentite dire molte facce che sono state adottate, proprio per poter dire la loro...che hanno fatto centinaia di chilometri, speso soldi e chiesto permessi di lavoro per poter partecipare...

Intanto nel bel mezzo del panzerotto si muovono decine di pullman verso le postazioni di voto...il biglietto è gratuito.....all’intero si parla solo russo...vengono distribuiti generi alimentari e ad ognuno dei viaggiatori viene dato l’equivalente di 5/10€ in cambio di una promessa di “votare bene”...arrivano da una parte del panzerotto che qualche tempo fa si è stufato di rimanere attaccato e ha deciso di stare per i fatti suoi e di parlare direttamente con la “Madre”....li non ci sono cabine per televotare e allora sembra che la “Mamma” abbia deciso di pagare a tutti il viaggio.....
C’è poi una parte del panzerotto che nel frattempo, col passare delle votazioni è diventato crosta per il 99%...
Fuori dal panzerotto c’è ancora qualcuno che riesce a trovare la linea....”Ma come ho già televotato???” dice una signora dagli States....” Guardi lei ha votato dall’interno del panzerotto giusto una paio d’ore fa...” le risponde un funzionario; “Ma io nel panzerotto non ci sto da dieci anni!!!” ribatte la donna...”Mi dispiace, lei ha diritto ad un solo televoto...” E la signora risale sull’aereo per tornare a casa....
Arriva finalmente la sera...è  il momento di mettersi davanti alla Tv per vedere i risultati. 
Il “maschio di ghiaccio” ha vinto!!!! 
Il 58%  a suo favore con il quale inizia la trasmissione diventa 52% nel corso della notte ed alla mattina la Moldova ha nuovo Presidente della Repubblica!!!

“Fermi tutti!!!” dice con voce ferma ma gentile la “Piccola Donna”.... “migliaia di persone all’estero non hanno avuto la possibilità di televotare!”....”sono state elezioni sporcate dai soldi”.....”ci sono state irregolarità nelle votazioni!”.....”Chiediamo le dimissioni del “Sior Notaio”... 

Nel frattempo viene documentato che in 12 seggi sono stati invertiti i risultati del voto a favore del maschio di ghiaccio.... il Sior Notaio decide che si devono ricontare i dati del televoto....la gente scende nelle piazze all’interno del panzerotto e davanti alle ambasciate di tutto il mondo...e il presidente a oltre 48 ore dalla fine delle votazioni non è stato ancora proclamato...



No.... questa non è una storiella...è la Repubblica Moldova il 16 Novembre 2016....un Paese profondamente diviso....che non sa quale lingua parlare....che crede nella stessa religione ma con due diverse prospettive.... che non sa andare in Europa o tornare sotto l’ala protettrice russa...dove bastano 5/10 euro per comprare una persona....dove sparisce 1 miliardo di dollari e non si sa dove.... dove da qualche anno non si riesce ad avere una maggioranza di governo... che vede i villaggi svuotarsi...madri e padri lasciare i propri figli ed il proprio paese in cerca di fortuna...che ha un terzo della popolazione sparsa per il mondo...

Eppure Domenica 13 Novembre fuori dal seggio di Via Mascheroni a Milano, ho visto la Moldova che conosco... fatta di gente che sa sorridere con poco.... che ti da una mano anche se non l’hai mai vista prima....anche se tu sei di Milano, ma ti indica la strada per dove andare a votare appena esci dalla metropolitana... che, con la fila lunga un ora, fa passare davanti le madri con i loro figli....che ha nostalgia e voglia di  “acasa” come si dice da quelle parti....

Nei prossimi giorni verrà probabilmente ufficializzato il nuovo Presidente della Repubblica di Moldova o forse si opterà per un nuovo giro di valzer. Ha poca importanza...

La campagna lanciata su Facebook, “Adopta un vot! da una ragazza moldava residente in Spagna, ha fatto riscoprire in molti che sono partiti ed in tanti che sono rimasti in Moldova la bellezza di questo popolo che non ha ancora ben capito chi è ma che grazie all’amicizia, la fratellanza e la solidarietà ha permesso a 135.000 persone sparse per il mondo di andare a votare nei soli 100 seggi presenti al di fuori del territorio moldavo. 

Sono bastate un paio di settimane per mostrare il volto più bello di un paese... sono state persone normali a farlo....non politici...letterati o bla bla bla....avanti così! FORZA MOLDOVA!!!!

Stefano – (Sce 2008, Moldova)

mercoledì 10 settembre 2014

Moldova 2014...

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Ogni tanto è bello ritornare a casa! E scrivere sul blog degli SCEmi, mi da proprio questa sensazione... che poi è la stessa cosa che provo ogni volta che rimetto piede in Moldova.... sarà che le due cose hanno vissuto in simbiosi per qualche mesetto della mia vita... ma come si dice “non c’è viaggio senza racconto”... che poi non so se l’ha mai detto nessuno ma a me piace pensarla così....

Succede allora che, anche quest’estate, come accade ormai dal 2008, anno in cui ero uno degli SCEmi in giro per il mondo per conto di Caritas Ambrosiana, ho deciso di tornare a fare un giretto in terra moldava. A distanza di sei anni adesso sono i legami familiari e le belle amicizie nate durante il Servizio Civile a farmi ritornare, oltre a questo è però dal primo giorno che conobbi la Moldova che ho un conto in sospeso con questo paese e che mi spinge a far rotta verso est...

Non mi riferisco al piccione che decise di darmi il suo caldo (più che caloroso..) benvenuto, non appena misi piede sul suolo moldavo, ma ad un cartellone pubblicitario che riportava uno slogan di un partito politico e che diceva “Verso un futuro decente”...
La parola “decente” legata ad uno slogan politico, rapportato al tenore delle campagne politico-pubblicitarie italiche, mi spiazzò e non poco ma allo stesso tempo mi incuriosì a tal punto da affrontare il futuro per capire come sarebbe andata a finire...

Ed eccoci qua! Dopo 6 anni il “decente” quest’anno si è tramutato finalmente in “buono”! Il che non vuol dire Wow!!! Ma almeno al decente ci siamo arrivati! La politica dei piccoli passi ed il basso profilo premia sempre.... In effetti qualche cosa si muove e quando si muove te ne accorgi un po' meno.... Mi riferisco alle strade. L’effetto “Gardaland” è sempre presente ma molti collegamenti sono stati completamente ri-asfaltati, alcune strade della capitale sono state rifatte (anche se maggiormente nei quartieri più ricchi...), mentre purtroppo nei villaggi c’è ancora molto da fare.

Era molta la curiosità di vedere sul posto quali fossero le reazioni dopo la fresca firma dell’accordo con l’Unione Europea. Anche qui è un slogan politico a darmi il benvenuto: “C’è bisogno di un’altra unione. L’Unione doganale”, ovvero l’unione doganale euroasiatica guidata dalla Russia. Permane quindi quella divisione interna storica che da una parte spinge ad est mentre dall'altra si dirige verso l’europa occidentale.  Insomma dipende con chi si parla... chi sostiene l’idea europea è convinto che sia la volta buona... chi invece sogna la Russia proprio non lo capisco!!! Ma non per cattiveria per carità...è che mi parla solo in russo... io conosco un po' di romeno oltre non gliela fò...

Succede poi che nei villaggi dai carretti, con a bordo il 50-60enne di turno, si passa ad allegre famiglie che con il loro furgone ducato, importato con con oltre 200.000 km. percorsi, fa su e giù tra le colline moldave in cerca d’uva pronta da raccogliere, spianando sentieri che una volta erano strade ma che adesso hanno l’erba alta un metro e con i bambini di 6 anni che ti raccontano quando sarà pronta l’uva e le loro prime avventure nei campi. Non so se sia un’eccezione o meno ma un po' di gioventù e di “rumore” che rimane nei villaggi non può che far bene!

In capitale meno italiani in “cerca”..... e più in visita. In compenso qualche moldavo “italianizzato” di troppo....

Nel frattempo una legge del sindaco di Chisinau ha ridotto di molto la circolazione dei Microbus, ossia di furgoni che percorrendo diverse linee trasportano le persone per la città, rendendo un pochino più sicure le strade della capitale e facendo felice il sottoscritto che mal sopportava il mezzo di trasporto in questione.

Insomma, la fotografia della Moldova 2014 sembrava riflettere il passaggio dal “decente” al “buono”.... 6 anni per cambiare un aggettivo ma ancora tante contraddizioni da affrontare e da risolvere ed un futuro che non saprei di che aggettivo sarà ma che non appare ben definito all’orizzonte.
Questo il pensiero che mi ero fatto sentendo il parere di parenti e amici e vedendo con i miei occhi uno scorcio di moldova nell’arco di un paio di settimane. Mi mancava però una parte fondamentale che non ero riuscito a scovare... i giovani! Il vero motore di un paese ed il futuro dello stesso.

Ed ecco la sorpresa! Salendo su un filobus della capitale ci si imbatte in una ventina di ragazzi di 16-17 anni... Fanno parte probabilmente della stessa scuola... uno ha in mano una chitarra e canticchia delle canzoni in russo.... ad un certo punto un uomo che sta al fianco del conducente urla “Si può cantare qualcosa anche nella nostra lingua???” Ed ecco cosa succede:






In Italia o in altri paesi “occidentali” si tratterebbe di una cosa normale. Non per la Moldova dove si è abituati a parlare sottovoce e gli anziani mal sopportano il rumore.....

Ecco le parole della canzone che, da quel che abbiamo capito, è stata scritta dai ragazzi stessi:

Per i giovani moldavi, per l’acqua sulla terra,
ogni persona l’assorbe poco a poco,
l’ acqua è tutto quello che abbiamo,
la richezza la proteggiamo per cambiare il futuro,
noi lottiamo ma non con i pugni,
noi lottiamo per la parola,
non buttiamo grosse parole
ma butiamo grossi pensieri
per i giovani di Moldova,
per l acqua sulla terra.

La fotografia adesso è completa. Inizia ad essere più nitida....un po' sfocata all'orizzonte... ma i colori son vivaci eccome se lo sono! Manca solo un anno per la prossima fotografia... non vedo l’ora! Intanto mi metto a canticchiare....

Stefano Porta, SCE 2007

martedì 29 novembre 2011

SCUSATE.....E' PERMESSO?!??!

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Post di Stefano, ex servizio civilista in Moldova


Metà ottobre... la sveglia suona alle 4.15... fuori un po' di foschia, l'aria è freschetta e la luce dei lampioni illumina la strada...voglia di alzarsi...ZERO!!!
Ci tocca però... l'ufficio Immigrazione di Milano ci aspetta! E già... dopo qualche mesetto buono a rincorrere un visto d'ingresso per sposarsi, mia moglie, (mamma che effetto fa nel dirlo...non sono ancora abituato!!!), cittadina moldava, deve passare la prova finale.... PERMESSO DI SOGGIORNO!!!
3...2...1...Via!!! Si sale in macchina e alle 5.10 vediamo in lontananza l'ingresso...”Bella! Solo 3 persone davanti!!! Alziamo un po' la testa e ne vediamo altre 8... dormivano per terra.... Vabbè siamo i dodicesimi della lista ed iniziamo a metterci in fila. Chi gestisce il gruppo è probabilmente un egiziano, arrivato alle 4.00 per avere il numero 4!!! Si arma di carta e foglietto e scheda tutti....50...60..90....poi becca un pensionato napoletano e fa “Uè “Zio”, continua tu che vado al Bar”, risata generale e un interrogativo... “Chi era dei 2 il napoletano?!?!?”
Dietro di noi una vietnamita, quasi più italiana di me... è arrivata in Italia un anno dopo la mia nascita ma... “Che ci fai ancora all'Ufficio Immigrazione dopo 29 anni???”. Dice: “Devo rinnovare il timbro sul passaporto per poter viaggiare all'estero..”; ribatto “E per sta robetta devi venir qui alle 5.30???” lei sconsolata: “Mah...ieri son venuta alle 6.15 e non ero tra i primi 16...” Io: “16??...” lei: “E..ne fanno solo 16 al giorno...” Se ancora avevo dei dubbi mi convinco definitivamente che sarà una giornata che ricorderò per un bel pezzo....
Sono quasi le 7.00 dietro di noi un centinaio di persone almeno; qualcuno prova a fare il furbo ma il “controllore egiziano” interviene, scatta un mezzo parapiglia tra ucraini, egiziani, peruviani, russi, nigeriani....con napoletano (lo “Zio”) e il milanese (eccomi qua) a far da paciere....insomma “un bel burdèl...”. Quando tutto sembra calmo si aprono i cancelli...qualche spinta ma la fila è regolare, prendiamo il bigliettino stile macellaio e saliamo la rampa...riusciamo a sederci davanti alle 4 postazioni stile “posta anni 70”... quando ci siamo tutti... via le luci!!! Aspettando che il sole si alzi... e che alle 8.00 inizino a lavorare...
Si vede qualcuno verso le 8.10.... Alle 8.20 si inizia al grido “Numero 1!!!!” Il numeratore non funziona!!!!.... Quattro postazioni una di fianco all'altra.... oltre cento persone ammassate per sentire da dietro il vetro una vocina che chiama il tuo numero..... penso: “Guarda un po' quanto tempo e risorse si perdono in certi paesi per spiegare alle persone che migrare non è la soluzione migliore...basterebbe girare un video una mattina qualsiasi da queste parti e farlo vedere...”
Alle 9.15 chiamano il nostro numero! Siamo preparatissimi, anticipiamo le mosse del funzionario che ci sta davanti, abbiamo portato tutto, scrupolosi fino al midollo tanto che alla fine ci restituisce dei documenti dicendo: “Tanto questi non li porta mai nessuno....”. Facciamo un errore.... Azzz... chiediamo un informazione... Ri-Azzz.....per la boiata di risposta che ci ha dato siamo ancora in ballo adesso...STR-AZZZZ!!!!!
Alla fine ci dice: “ Andate a fare le impronte digitali e tornate fra un paio d'ore”. Giù di corsa a fare le impronte, e scopriamo che eccezionalmente non c'è fila e dopo aver “improntato” tutti e dieci i polpastrelli andiamo a fare finalmente colazione.
E' già ora di rientrare.... la fila è andata avanti ma non troppo... la ragazza vietnamita è sempre li...in attesa di quel timbro da rinnovare.....
Adesso in fila c'è una “nonnina” islamica che col “burka” non è però riconoscibile... Qualche attimo di concitazione e questa povera donna viene obbligata davanti a tutta la platea a togliere il velo che le copre il capo... senza parole.... a parte un italiano che rivolto al funzionario fa: “Che paese di M....!!!”. La donna viene finalmente riconosciuta... e, piena di vergogna, inizia a ricoprirsi in fretta...
Conosciamo una donna peruviana davanti a noi... sta lavorando a maglia... sembra un esperta del posto e quindi le chiediamo qualche informazione... è in Italia da ormai una decina di anni.. inizio difficile, poco lavoro, poi ha conosciuto un italiano, un nuovo amore e le cose che piano piano cambiano...in Perù un figlio di 16 anni che dopo tanti anni è tornato dalla mamma ed è li insieme a lei per il ricongiungimento... non parla italiano sembra un po' impaurito dalla situazione... non mi sembra avere l'aria felice di essere in quel posto ma perlomeno è tornato con la mamma...
Arriva poi una brasiliana, alta, non troppo vestita, magrissima, occhi rossissimi, faccia impastata, capelli in disordine, nervosa, nervosa e.... NERVOSAAA!!! Assieme a lui un italiano di mezza età, orologione, impomatato e ingioiellato.....mah... speriamo bene......
Driiiinnnn.... ci chiamano!!! Ci destreggiamo nella massa, arriviamo allo sportello ed eccolo lì bello come il sole...il PERMESSO DI SOGGIORNO!!! Siamo meravigliati di tanta velocità e chiediamo se è tutto a posto, se non dobbiamo fare più niente... Ed era proprio così alle 11.15 potevamo già tornarcene a casa. Chi l'avrebbe mai detto?!?! Finalmente una buona notizia!
Ci giriamo...dietro di noi lo stanzone è ancora pieno, voltiamo lo sguardo e la ragazza vietnamita è ancora li... ha il numero 14 e sono al 7.... la salutiamo e ci sorride... chissà se la prossima volta che dovrà rinnovare quel timbraccio dovrà stare in ballo ancora 2 giorni...
Mentre usciamo 2 sensazioni..... la prima è di liberazione, insomma dopo 5 mesi di documenti, procedure inventate, strade fatte a vuoto e incazzature sparse finalmente la mia dolce metà potrà stare regolarmente nel “bel paese” per 5 anni.... la seconda è di una profonda tristezza per chi straniero, in un paese straniero, circondato da persone straniere che parlano una lingua straniera si trova costretto ad affrontare delle situazioni da paese in via di “involuzione”....
E io che sorridevo quando, per avere il permesso di soggiorno in Moldova, mi dovevo mettere a cantare davanti allo psicologo “Italiano vero”....vero si... ma a volte mica tanto contento di esserlo...

Stefano – ex SCE Moldova

P.s. Mamma mia che bella sensazione tornare a scrivere sul Blog degli SCE, perciò grazie per avermi concesso questa opportunità e in bocca al lupo a tutti voi, in giro per il mondo, per l'ultima parte della vostra bellissima esperienza!!!

venerdì 4 luglio 2008

Il Professore!

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In questi 4 mesi e un pezzo, passati in “Moldovia” (qualcuno per non scontentare Moldova e Moldavia l'ha chiamata così...), ho incontrato molti personaggi bizzarri e stravaganti. Il battesimo l'ho avuto appena fuori dall'aeroporto il giorno del mio arrivo quando, il collega che mi è venuto a prendere mi ha detto: “Guarda che da noi in Moldova si guida a sinistra!” Li ho capito subito che questo paese mi sarebbe piaciuto!
Che dire poi delle animate discussioni tra moldavi sul filobus... sembra che stiano litigando e invece stanno parlando di cosa hanno mangiato la sera prima a cena! Sempre sul filobus è incredibile come tutti scattino in piedi per lasciare il posto quando vedono un anziano o una donna incinta in piedi... peccato che poi rimangano davanti alla porta e non ti facciano scendere quando è il tuo turno...
Chisinau è la città dei parchi, ce ne sono ovunque ma non ho ancora visto nessuno sdraiarsi sull'erba a prendere il sole o a rilassarsi un pò... in compenso per strada o sulle panchine c'è qualcuno che ogni tanto si “corica” dopo che ha tenuto il suo gomito un po' troppo alzato...
Che dire poi del parrucchiere che va matto per la salamoia delle olive o dell'avvocato che elargisce dichiarazioni d'amore... fortunatamente non a me!
Ho scoperto che anche per telefono si fanno degli incontri “speciali”... c'è chi ti chiama il sabato alle 6.30 per dirti “Sveglia! E' primavera!”... ma trovi anche una bambina che una volta alzata la cornetta ti canta una filastrocca in russo...
Anche tra i parinte ci si può sbizzarrire ce né di ogni tipo e stazza!
Nei villaggi poi... solo vedendo alcuni volti puoi fare enormi viaggi con l'immaginazione e percepire la loro storia.
E poi c'è lui... Alexei! “Ma chi è?” Vi domanderete. E' il mio prof di romeno. E' si... qui a maggio mi sono detto che era il caso di iniziare a frequentare un corso... altrimenti questa lingua qui mi sa che non la parlavo mai!!!
Alexei, sui 45 anni, sposato, con due figli e recentemente ho scoperto giocatore di pallavolo e appassionato di calcio.
Le lezioni sembrano quasi delle recite; a volte, quando alzo gli occhi dal libro, lo vedo camminare per la sala, muovendo le mani in aria come se stesse eseguendo un balletto a teatro.
Ogni tanto inserisce qualche aneddoto su suoi vecchi alunni o mi scandisce a memoria i risultati dell'Italia campione del mondo del 1982!!!
Un giorno, un paio di settimane fa, mi dice: “Ma sai giocare a pallavolo?” E io: “Un po'... però non ci ho mai giocato seriamente”. Lui fa: “Fa niente, vieni sabato alle 16.00, abbiamo già due squadre, tu vedi un po' e se te la senti giochi. Il programma comunque è: fino alle 18.00 pallavolo e poi fino alle 19.00 sauna e piscina”.
Secondo voi potevo rifiutare... e poi se anche i suoi amici sono tutti come lui sai che divertimento!
In effetti sono tutti come lui!!!
Il bello è che dopo un po' che ero li mi accorgevo di essere in mezzo a professori universitari, direttori di agenzia di stampa, dentisti di spicco, e qualcuno di loro lavora a un ministero... non so con quale compito però...
Io gli ho detto: “Guardate che sono solo uno dei poveri SCEmi in giro per il mondo...” però questo non gli ha turbati per nulla.
Mentre ero li mi immaginavo questa scena in Italia... in mezzo a personaggi di spicco italiani.... dopo 20 secondi ho smesso di pensare... anche perchè era inimmaginabile... te li vedi giocare a pallavolo, a petto nudo, con fasciature improbabili e in un capannone/palestra con una temperatura minima di 35°.....noooooo......... magari su una campo da golf....
Il pomeriggio finisce, il prof mi invita ad andare “allo sport” (qui si dice così) anche le altre volte e io accetto. Penso diventerà un appuntamento fisso da qui a settembre.
Grande personaggio questo Alexei così come i suoi amici direi e come gli altri incrociati in questi mesi.
Peccato che il tempo passi in fretta e settembre si avvicina... ma ho abbastanza tempo per trovarne altri!

Ste

mercoledì 18 giugno 2008

Racconti moldavi...

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Direi che è giunta l'ora di interrompere l'egemonia africana di questo blog... o perlomeno l'egemonia “Dellochiana” il quale, non contento del solo territorio Etiope, sta andando all'attacco, in stile Risiko, anche di quello “Kegnano” minando il trono di Re Becchi Emanuele I da Baggio.
Insomma è ormai una settimana abbondante che sono ritornato a Chisinau dopo la pausa ambrosiana in vista dei Cantieri della Solidarietà e adesso che ho un attimo di tempo vi racconto un po' di stralci di vita moldava...

Il rientro è stato accolto da un cambio Leu/Euro ormai arrivato vicino a 15... niente male se si pensa che solo agli inizi di marzo tale tasso toccava, e in un paio di occasioni superava, quota 17... insomma un vero e proprio “Miracolo Economico Moldavo”... purtroppo no invece... i prezzi salgono, i salari rimangono gli stessi e la gente corre a far scorte per paura che la situazione possa ulteriormente peggiorare...

Arrivato alla frontiera dell'aeroporto, mi sorridono, strizzano un occhio e mi fanno passare... ma... dov'è il timbro sul passaporto!?!?! Si sono dimenticati di metterlo... Vabbè sono tranquillo, ho con me il passaporto, biglietto elettronico e carta di imbarco, basta un attimo e tutto si risolve! Beh, in effetti nel giro di 3 giorni, una telefonata, 3 visite all'aeroporto e dopo aver percorso tutta la scala gerarchica della frontiera aeroportuale di Chisinau il “Capo dei Capi” appone il tanto sospirato timbro e sotto lo sguardo incredulo di Gheorge chiede anche scusa!!!

Qualcuno riesce ad immaginarsi cosa sia vedere Italia-Romania in Moldova? Beh intanto il commento è in romeno e fin qui niente di che... ma se tutti i tuoi colleghi sono super-tifosi della Romania e ti chiamano appena annullano il gol regolare di Toni o quando la Romania si porta sul 1 a 0... beh qui inizia a farsi dura!!! Io per portare un po' sfiga faccio gli “Auguri” a tutti ma Elisa rivela il segreto e anche loro iniziano a farli a me! Gli “sfottò” sono proseguiti fino a ieri sera quando per fortuna l'Italia si è ricordata di essere Campione del Mondo e l'Olanda è stata fin troppo seria. Al fischio finale l'area Internazionale di Caritas Ambrosiana, al gran completo, invita a farmi sentire l'indomani in ufficio... ma guarda che combinazione avevo appena messo la bandiera nello zaino... missione compiuta!

E se un giorno qualcuno invitasse tutto l'ufficio, per una grigliata, in un giorno feriale della metà di giugno? In Moldova succede anche questo! Giovedì scorso il Parinte di Bogheni (villaggio a un centinaio di km da Chisinau) ha invitato tutta Diaconia! Partenza alle 9.30, partite a UNO in macchina, alle 11.30 arriviamo e dopo aver visitato il nuovo centro per i giovani e l'asilo iniziamo il nostro rally tra le “strade” che circondano Bogheni. Raccogliamo ciliege, visitiamo posti con vedute spettacolari e verso le 13.30 arriviamo sul luogo del delitto... o meglio della grigliata! Qualche tiro a calcio e pallavolo per preparare lo stomaco... la carne è pronta è l'ora di andare a tavola e la sensazione è che ci resteremo per un po'... la pancia è piena adesso, ma il Parinte fa...”Partita!”... come si fa a rifiutare... ci ha invitato lui tra l'altro... con i “Frigarui” che navigano nel mio stomaco affronto la partita di calcio più faticosa della mia vita... non segno... perdiamo... e ad ogni scatto si presentano davanti a me losche figure... ma quando chiudo gli occhi e poi li riapro... non ci sono più!!! La partita finisce, è ora di tornare e di fare una capatina all'aeroporto per il timbro... tranquilli... falso allarme... devo ripassare il giorno dopo!!!

Per oggi direi che può bastare. A presto per altri pezzi di Moldova.

Ste

venerdì 23 maggio 2008

"La Moldo che cambia..."

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Era un po' di tempo che non giravo per le campagne moldave, più di un mese. Oggi finalmente è successo di nuovo.
C'era da inaugurare una mensa sociale ad Hagimus, paesino al confine con la Transnistria. Alle 9.30 siamo in macchina: io, Igor “il boss” e Natasha in veste di “fotoreporter”. Non facciamo in tempo a partire e inizia a diluviare! Un temporale notturno aveva già un po' rinfrescato Chisinau, che negli ultimi giorni viaggiava intorno a medie più vicine ai 30° che ai 25°...
Ero però contento dell'acqua, in fondo oggi è una festa e come si dice... “sposa bagnata...sposa fortunata!”... perciò la speranza è che lo sia anche per la nuova mensa sociale.
Il traffico è impazzito per via della pioggia, ci mettiamo un po' ad uscire dalla città, ad un certo punto incrociamo un camion con tanto di elevatore e rimorchio; Igor lo guarda e fa: “Lo voglio anch'io! Devo vedere che prezzo mi fanno per uno di seconda mano...”.
Chisinau è ormai alle spalle e il sole inizia a spuntare dalle nuvole, pochi minuti e il cielo è limpidissimo...
Mi guardo intorno e penso: “Ma cosa è successo a questo paese?” L'ultima volta, eravamo sommersi dal fango, il cielo grigio si confondeva con l'asfalto “ghiaioso” e tutt'intorno il marrone dei campi incolti.
Adesso guardo in su e vedo che “il cielo è sempre più blu...” a sinistra i campi ora sono verdi ora gialli, spuntano dei fiori rossi, poi viola ce ne sono pure alcuni arancioni, a destra delle pecore che pascolano con qualche ochetta li vicino a fargli compagnia, davanti a noi una mucca che prova a fare un frontale e sotto... beh sotto c'è ancora l'asfalto “ghiaioso”...
Un'oretta e mezza e siamo arrivati. Scendiamo dalla macchina, Natasha inizia a fare foto ovunque, io ho in mano una pacco di volantini e intanto Igor si infila dentro una porta. A un certo punto sbuca fuori, è in compagnia del “parinte”... vestito nero, barba lunga, capelli con codino coperti da una cuffietta di lana blu... mentre mi aspetto che tiri fuori la chitarra elettrica per spararmi un assolo dice: “Cristo è risorto!”... in quel momento mi ricordo che è un prete e non una Rockstar...
La gente inizia ad arrivare, le vecchiette sono già li, arriva il sindaco, il vice-presidente regionale, un parlamentare... insomma si può iniziare la cerimonia.
Il sole adesso è caldo e fastidioso, l'ombra non è stata invitata...
Dopo qualche minuto, ecco spuntare un gruppetto di bambini, arrivano dall'asilo e in fila per due entrano nel cortiletto.
Li guardo e anche adesso penso: “Ma cosa gli è successo?” Me li ricordavo imbacuccati nei loro vestiti blu, neri, grigi per ripararsi dal freddo moldavo e adesso sono una festa di colori, qualcuno ha già i pantaloni corti, le bambine azzardano delle canottierine, solo uno si distingue dalla massa... completo grigio, cravatta e ai piedi... dei sandali bianchi!!!
La cerimonia giunge al fatidico taglio del nastro, si può quindi entrare nella mensa!
E' molto bella, la tavola è imbandita, la gente si accalca per curiosare, manca solo la benedizione che il parinte non tarda ad effettuare!
L'inaugurazione è completata, ci si siede per mangiare, come al solito il vino non manca (certe cose non sono cambiate...), si susseguono i discorsi di buon auspicio e di ringraziamento e verso la fine spunta anche il capo dei vigili del paese.
Arriva il momento di tornare, risaliamo in macchina, io dopo un po' mi addormento, sarà per colpa del vino o per il sole... boh, sta di fatto che inizio a sognare e... parlo in romeno e pure bene!!!
Mi sveglio, purtroppo era solo un sogno... ma chi l'avrebbe mai detto fino a qualche tempo fa...
Ricomincio a guardare fuori dal finestrino e la mia testa è un ping pong tra l'ultimo viaggio fatto i primi giorni di aprile e quello di oggi... quanti cambiamenti, quante novità... sembra incredibile come si sia modificato tutto e così in fretta... eppure sono passate solo alcune settimane... mah...
Potrei finire qui di scrivere... oppure trovare un finale poetico... o forse romantico... ma adesso mi viene in mente solo Piero Pelù... che proprio romantico non è... è con lui che inizierò e concluderò questo post... e lui direbbe: “E' la Moldo che cambia... ”

Ste

martedì 29 aprile 2008

Kahawa.....Chisinau

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Post intercontinentale oggi... sfrutterò ancora il Kenya questa volta...
Ma come si fa a non farlo? Uno si sveglia la mattina, colazione, doccia accende il computer, apre la mail e cosa vede... qualcuno che gli scrive... normale no. Forse si... ma chi è questo sconosciuto e soprattutto che “cacchio” di nome ha???
Leggo un po' (arriva dal Kenya...) continuo... guardo la firma... è il tipo dell'Internet di Kahawa!!! Ma come avrà fatto ad avere la mia mail? Qui c'è lo zampino del “Barba” Rebecchi...
Rileggo... mamma che mail seria...siamo sicuri parli di me?... sono quasi commosso... ve la faccio leggere ma non prendete troppo sul serio ciò che dice... potrebbe convincere anche voi....

HI, Porta, I miss you very much. how is Italy and your family? I what to thanks you
for being my friend at the moment you were in Kenya. Your presence in Wang Point was
highly appreciated and much more so your services. Please reply and tell me more
about yourself, Guy you are great.

hi, I appreciate each and every visit you daily make to the Cyber, In my time in
work I have never seen a guy with such a heart you have, God bless you mighty and
may you live to have the same heart on a daily basis. Please if you encounter any
problem please let me know and I will be very positive to assist you. Any question
you want to know for Kenya I will be ready to answer.

Guys ( Porta and Rebecchi) i admire your lifestyle, which is so enticing and simple
which gives me a clear picture of Jesus when He was in this world.

I wish you well in everything you do( in Kenya or Italy), Let it be a blessing to
all you handle and assist.

Let me know when you will be back Porta

Bye of now and God bless you two.

Roy


Letta? La traduzione ve la risparmio... Secondo me ha un bel po' esagerato (nei commenti mettete da 1 a 10 quanto)... già me lo vedo... mentre rideva... con la sua “Soda Baridi” (bibita fredda)... come se la spassava quando scriveva... tra l'altro scrive Porta e non il mio nome... per lui scrivere Stephano sulla ricevuta era un'impresa... Magari il Rebecchi che è la da un po' di più se le merita anche tutte queste belle parole, ma io?
Boh... a parte quello che ha scritto... che bello è ricevere una mail da un Kenyano a Chisinau! Porca vacca ma allora il Servizio Civile Itinerante funziona!!! Bisogna assolutamente proporlo per i prossimi anni... evitando che scoppino guerre per farlo... no no... deve essere una scelta libera... magari invece di 12... 18 mesi!
E pensare che stamattina mi ero svegliato con l'idea di far quadrare la “Conta” e invece eccomi sul blog...
Adesso vi saluto la Domy mi aspetta....

Ste

domenica 27 aprile 2008

Numeri e momenti...

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Dall'Etiopia alla Moldova.... anche qui è Pasqua, un po' meno cattolica... un po' più ortodossa.
Ma non solo, è stato pure il mio compleanno quindi voglio le scuse di chi non mi ha fatto gli auguri... scherzo... ma neanche tanto!

Week-end impegnativo quindi... Compleanno + Pasqua.

Sabato mattina la non sveglia mi fa alzare alle 10.15. Tempo di prepararmi e sono già fuori... è il 26 aprile sono esattamente 2 mesi che sono in Moldova... è primavera si può starsene chiusi in casa in una giornata così... neanche una nuvola, 20° circa e il sole che finalmente inizia a scaldare l'atmosfera...

La fame mi porta al McDonald... non chiedetemi il perchè. E' da un paio d'anni che non frequento il posto ma... sarà che mi è venuto in mente il Cameroni Boliviano o forse che mi è venuta voglia di mangiare le patatine fritte.... beh insomma mi ci trovo dentro.

Esco e col mio unto trofeo “solo me ne vò per la città”, osservo la gente fare le ultime compere prima di Pasqua, mi fiondo in un parco, ci sono 4 i bambini che giocano, i fiori ormai coloratissimi spuntano ovunque e gli zampilli della fontana danno già un tocco d'estate. La panchina è comoda ma l'ora è tarda, devo tornare a casa. Fra e Elisa mi staranno preparando qualcosa per pranzo... è pur sempre il mio compleanno!

Torno e le vedo ai fornelli. Il tempo di rispondere a qualche messaggio d'auguri e parlare con Ciara su Skype ed è già pronto.

Mi presento in cucina e vedo qua e la oggetti e sacchettini vari... i regali! Ma quanti sono? Li conto 1,2,3...6! Bella sorpresa! Vorrà dire che ho fatto il bravo... o almeno questo è quello che diceva mia mamma quando da piccolo ricevevo tanti regali.

C'è pure la torta con la candelina... o meglio il dolce tipico pasquale (una specie di panettone) con l'incenso al posto della candelina... cosa potrei volere di più...

Il pranzo è finito, è quasi ora di partire per la trasferta di Pasqua. Mentre mi preparo arrivano di fila 3 messaggi d'auguri internazionali... uno dall'Olanda, uno da RHO e per finire dal Kenya, dove ci sono 3 persone che invece di lavorare si stanno prendendo il sole sulle spiagge coralline di Mombasa.... Paolo tu cosa gli può offrire dall'Eritrea?

Il Microbus ci attende, destinazione Orhei, città/villagio a 50 km circa da Chisinau. Città perchè così è, villaggio perchè la zona in cui saremo così è...

Ad attenderci Parinte Sergiu, la moglie Mariana e la piccola Lavigna o Rebecca che nascerà tra un mesetto...

Un'oretta e siamo li, scendiamo e l'assenza di finestrini sul microbus si fa sentire....

Entriamo in casa e Parinte e consorte sono alle prese con le classiche “Pulizie di Pasqua”.

Siamo gli ospiti e quindi non possiamo aiutare; decidiamo allora di andare a fare un giro: visitiamo il “parco”, attraversiamo il paese e ci troviamo al lago (questo si senza virgolette) e per finire facciamo un salto all'appartamento a trovare le ragazze del progetto dove lavoriamo.

Sono quasi le 20.00, è ora di tornare nella nostra “casa per una notte”.

Le pulizie sono finite, è ora di cucinare quindi... dividere il tuorlo dall'albume, montare a neve l'albume, tagliare l'agnello, imburrare la teglia... il Parinte ride, Mariana dice “Bravoooo” ma si vede che finge...

Le 21.00 e il Parinte saluta. Stasera tocca a lui. La veglia di Pasqua sta quasi per iniziare e vuole andare a controllare che tutto sia in ordine.

Mentre ci dimentichiamo la torta nel fuoco... mangiamo qualcosa, in realtà per gli ortodossi sarebbe digiuno... non vorrei esagerare ma Mariana insiste e quel qualcosa si avvicina sempre più a un pranzo di matrimonio....

Le 22.30 il tempo di cambiare una lampadina, che nel frattempo si era bruciata, e mi preparo per la veglia... anticipo un po' i tempi visto che alle 23.15 siamo ancora seduti... l'orario peggiore, quello dell'abbiocco... per la prima volta da quando sono arrivato mi ammutolisco... Mariana mi fa “A cosa pensi” e io “Al letto....”

Capisce che è ora di uscire, il silenzio persiste e ancora “Come sei pensieroso...” vabbè, forse è il caso che mi dia una svegliata!

Attraversiamo le stradine sterrate e buie del villaggio, più che città, di Orhei. Qua e la, alcuni fuochi sono accessi e tutti intorno gruppi di ragazzi, stanno festeggiando la Pasqua.

Nell'aria, il profumo della legna bruciata si confonde sempre di più con il canto del Parinte che dalla sua Chiesa si propaga nel buio della notte.

Siamo arrivati. La chiesa non è altro che il salone di una casa. La gente in piedi segue attenta con in mano ognuno la propria candela. Ai lati un paio di panche e qualche sedia, sarà una lunga notte ne avremo bisogno.

L'atmosfera è strana ma bella, forse perchè siamo tutti in piedi e non sembra di essere in una chiesa... forse perchè siamo in un villaggio vero e non in un film... saranno forse i cestini pieni di cibo che la gente ha portato da far benedire... o i 4 coristi che non si fermano mai di cantare...

Con me ho la macchina fotografica che il Parinte mi ha dato dicendomi: “Fai le foto durante la veglia!”. Ne faccio 1,2,3...7 la batteria è scarica...

Dopo mezz'ora arriva un bambino e mi fa “Il parinte vuole la macchina!” gliela do e dopo 5 minuti ritorna con la macchina e... 2 pile! Ci teneva proprio alle foto il Parinte...

Passano le ore, un po' di stanchezza si fa sentire, ma perchè dovrei uscire? No, direi che non è il caso, rimango li, voglio stare in mezzo alla gente. Qualcuno barcolla dalla stanchezza ma resiste, i più anziani se ne stanno seduti e sprofondano la faccia nelle loro ruvide mani per poi riemergere dopo un'abbondante manciata di minuti; quelli che all'inizio mi guardavano male perchè facevo il “fotografo” adesso mi sorridono e anzi si spostano per migliorarmi la visuale.

Alle 4.00 la cerimonia finisce, ci si sposta tutti in cortile per la benedizione dei cestini. Fa freddo, c'è un vento fastidioso, ma la gente in fila, ordinata e paziente aspetta l'arrivo del Parinte.

Suonano le campane, la gente ritorna nelle loro case, anche noi ci dirigiamo verso casa.

E' ora di festeggiare. Il parinte rientra alle 5, la tavola è imbandita, il sole sta sorgendo... mangio in silenzio... questa volta si! Sto pensando a qualcosa... ho in testa dei dei numeri... sono li, ben chiari, precisi definiti... hanno scandito le ultime ventiquattr'ore... mi vengono in mente il... 6 i regali di Elisa e Francesa... 5 le ore della veglia... 4 i bambini che giocano nel parco... 3 le persone che ci hanno ospitato... 2 i mesi trascorsi in Moldova... 1 l'unicità di questi momenti...

Stefano

sabato 5 aprile 2008

Li ricorderemo così...

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“Volete avere la vostra casa sempre illuminata? Allora ricordatevi di pagare la bolletta della luce”. Ecco cosa sta scritto su un maxi-cartellone pubblicitario alle porte di Chisinau. Insomma un bell'esempio di Pubblicità Progresso....
Intanto, dopo questa perla di saggezza, dobbiamo ahimè registrare una giornata con molte perdite sul fronte orientale. Dalla Bielorussia arrivano notizie di una disfatta dai nostri tre “boss”... In realtà i “boss” sarebbero 2 ma Elisa ci tiene tanto ad essere chiamata così, per cui ogni tanto bisogna farglielo credere...
Settimana faticosa per i nostri capi “ufficiali” i quali, dopo avere fatto molti pesce d'aprile il 31 marzo (oltre all'ora avranno tirato avanti di un giorno la data dell'orologio...) e essere stati bloccati dalla gendarmeria bielorussa per eccesso di velocità, si sono dati alla macchia... L'ultima loro foto risale al posto di blocco per la strada verso Minsk...
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Igor è quindi riuscito nel suo intento... lasciare Elisa da sola nelle campagne di Bielorussia... la poveretta, ci ha appena chiamato e “stranamente” ci ha detto “Sono malata! Sono radioattiva!” Probabilmente stava delirando, un po' per il freddo e un po' perchè se la sta facendo a piedi... comunque noi ci stiamo attrezzando per accoglierla.... abbiamo tuta, mascherina, Autan, DDT, Zampirone... insomma non corriamo alcun pericolo.
Ma non è finita qui... oggi Chiara, detta Ciara, ci abbandonato.... tranquilli niente di grave, è partita per l'Italia, ma solo di passaggio, prossima destinazione Congo. Ragazza strana questa Chiara... dice a tutti che se ne va in Bolivia e invece va in Congo... e poi con sta storia dei “Pacchi” e dei “Parchi”... ha amici che mangiano olive ma non solo, bevono anche l'acqua della scatoletta... e poi quando cammina nel parco.....
Pensava di partire e passare inosservata... e invece no! Eccola in posa, prima della partenza con tutti i regali, tipicamente di stampo moldavo, che le sono stati regalati negli ultimi giorni....
p4040259.JPG
Allora ricapitolando... i capi dispersi in Bielorussia, Elisa, da quanto ci dice arrancante e radioattiva per le campagne moldave, e Ciara verso il Congo... siamo rimasti in due.... ma ne rimarrà solo uno!
Mi sa che lo aveva già detto qualcuno....

I moldavi

martedì 1 aprile 2008

Nel mezzo del cammin...

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Ieri mentre guardavo il calendario e leggevo 31 marzo, mi è venuto in mente qualcosa... ho fatto 2 conti e... insomma siamo a metà dell'opera. Sono trascorsi 6 mesi da quando siamo diventati SCEmi e ne abbiamo altri 6 per continuare ad esserlo...

Sarà che scemo lo ero già... quindi non ho avuto grandi traumi a diventarlo con la SCE maiuscola.
Com'è lo slogan... “Una scelta che ti cambia la vita”... beh non solo... anche paese, progetto, capo, compagni d'avventura... insomma questa prima parte, più che da SCE, per me è stata da SCI (Servizio Civile Itinerante). Un paio di mesi in Kenya, un mesetto scarso di formazione tra Rho, Villapizzone e Caritas, un mese e mezzo in sede a Milano, 2 settimane a letto con la varicella, e poco più di un mese qui a Chisinau... il tutto condito da una miriade di soprannomi...

In testa tante immagini, sensazioni e già alcuni ricordi...

Sono stato contagiato dalla visione di “Una mamma per amica”... vivere in mezzo a donne può essere devastante... ma come direbbe Cher “I'm strong enough...” e adesso preso dalla sindrome di Rory ho deciso di mettere su un foglio il bello e il brutto (il cattivo oggi non c'è) di Kenya e Moldova... insomma devo decidere se rimanere qui per i prossimi 6 mesi o farmi spedire in Bolivia o Nicaragua per proseguire il mio SCI.
Partiamo... dal tiepido caldo kenyano al clima pazzerello moldavo (la neve è sempre la neve però... è bella quasi come il circo...)... dal Maffuz a Sergino.... dai neri ai pallidi... dal “barba” (ema qui ti chiamano così) a solo donne... dalle partite a pallone alle grigliate di pesce... dalle kenyane alle moldave... dalla Tusker alla Baltika... dallo swahili al romeno... dall'Internet point all'internet a casa.... da Pro Evolution Soccer a 3 metri sopra il cielo.........

Mi fermo un 'attimo e mi viene in mente qualcosa che Kenya e Moldova hanno in comune... i villaggi. Premetto che in Kenya non sono mai stato in un villaggio tipico, quelli che vanno di moda in tv, con capanne e bambini con pancione, mezzi sporchi e qualche mosca sulla faccia...

Il quartiere di Kahawa west e i paesini che avevo visitato sono molto simili ai villaggi moldavi.
Strade sterrate, simil-villette con tetti in eternit, le poche macchine in circolazione sono vecchine e ammaccate (non se la devono passare bene tra tutte quelle buche...). Anche il paesaggio è lo stesso, collinoso con la natura che la fa da padrone. Certo i colori sono diversi, in Kenya era quasi estate, qui è appena iniziata la primavera, ma giorno dopo giorno il marrone e il grigio, colori tipici del generale inverno, stanno cedendo il passo ad un cielo sempre più azzurro e ai prati ormai verdi; e anche gli alberi, forse un po' invidiosi per questi cambiamenti, sono quasi tutti in fiore.

Insomma camminando per i villaggi, mi confondo, non capisco bene dove sono, mi sembra di esserci già stato... controllo il passaporto ma vedo che non è possibile... eppure tutto questo l'ho già visto... sento qualcuno parlare... non capisco niente o quasi.... mi sa che proprio non ci sono mai stato...
Cerco di osservare meglio, capire... vi ricordate la settimana enigmistica... il gioco trova le differenze?... è proprio quello che cerco di fare...

Finalmente una folata del freddo vento moldavo mi desta: “Ma dove è finita la gente? E i bambini che mi davano la manina e mi chiedevano “How are you?” Perchè adesso salutate sottovoce? E le case... non straboccano più... perchè alcune sono disabitate? La musica... chi ha spento la musica? Non c'è più Bob Marley a palla... e George Michael che canta le canzoncine di natale? Potreste per piacere tornare a ballare per strada?

Giro un po' di villaggi, voglio vedere, cercare, trovare un po' di vita, di movimento, qualcuno che rida!!!

Arrivo a Calarasi, con me Igor (il capo) e Gigi (quello che guida a sinistra). Oggi incontreremo un gruppo di volontari della parrocchia: si parlerà di volontariato e di cosa si occupa la nostra associazione.

Siamo in una scuola e con un gruppo di ragazzi.... Paolo, secondo te potevo esimermi dal tenere un piccolo discorso?

Prima dell'incontro, i ragazzi tengono una riunione alla quale noi partecipiamo come osservatori.
Il tutto si svolge sotto lo sguardo attento di Parinte Mihail (il loro don).

Sono curioso di vedere all'opera un gruppo di giovani moldavi, finora non ne avevo praticamente visti. Rimango da subito impressionato per l'attenzione, non parla nessuno, ascoltano tutti, ognuno all'interno dell'organizzazione è responsabile di una specifica attività. Da poco ci sono state le nuove elezioni dei rappresentati e oggi è la prima volta che si radunano tutti insieme.

La riunione prosegue, i ragazzi sembrano molto interessati, propongono, ribattono ma... cosa molto strana per noi, prima di parlare alzano la mano e chiedono il permesso...

Sono attratto da questa perfezione, mi giro e chiedo a Igor: “Ma quanti anni hanno?” E lui: “15 – 17...” “COSA?!?!”

Non ci credo, io che pensavo ne avessero come minimo 20, ci deve essere sotto qualcosa, come fanno ragazzi di quell'età a essere così interessati a certe cose e sopratutto così seri? Non li ho visti ancora ridere...

E' tutto troppo perfetto, sembra quasi fatto apposta per l'occasione...

La riunione finisce, dopo una breve introduzione di Igor arriva il mio momento... devo dire due parole sul volontariato... la mia missione è però quella di farli ridere... sarà perchè a me piace ridere e vedere la gente che ride... mi presento e sfodero la mia frase in romeno per eccelenza (che poi sarebbe l'unica...) con accento portoghese... attenzione attenzione stanno ridendo!!! Sono contento, parlo per un paio di minuti e ricedo il comando a Igor. Sono felice, adesso mi sembrano più normali... ma cosa succede... 2 – 3 ragazzi prendono le loro cose e se ne vanno... mentre parla Igor... rimango perplesso... ma come? Dove vanno? Perchè?...

Avranno altro da fare? Un'altra riceve una telefonata e se ne va... Non so perchè, ma sono contento, ogni minuto che passa sempre di più!!! Insomma mi ero sbagliato, non c'era sotto niente, nulla di programmato per l'occasione. Chi rimane continua a fare domande, proposte, il tempo passa velocemnte e alla fine mi complimento con loro e dato che un ragazzo stava riprendendo l'incontro chiedo di darmene una copia da portare in Italia per farla vedere ai loro coetanei.

Usciamo dalla scuola e chiedo a Igor “Non è che posso portarmene un po' in Italia?” Lui mi guarda, sorride, non risponde ma la domanda sembra essergli piaciuta...

Sono soddisfatto, finalmente dopo tanto girare ecco un po' di movimento, un po' di vita e qualcuno che ride!!!

Sono ormai le 5 di pomeriggio, Chisinau è a un ora di macchina, si alza un vento gelido e inizia a nevicare... sono ancora più contento... mi sa che da SCI ritorno a SCE... sembra di essere in cima a una montagna adesso comincia la seconda parte... si va in discesa... speriamo non sia troppo ripida... altrimenti finisce subito...

Stefano

venerdì 21 marzo 2008

Franza !!!!!!

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Carissima Franza, noi siamo nei qui... tu... sei nei li... probabilmente stai ancora facendo le nanne e le ragazze ti stanno aspettando alla stazione degli autobus!

Il nostro viaggio è andato bene il pullman era a due piani e a quattro stelle, Joan era con noi, ai confini nessun problema la chiara non si è mai svegliata, l'elisa se l'è fatta addosso e io stavo cadendo dal pullman alle 3!

L'autogrill era all'aperto, soprattutto i bagni e la luna ci illuminava a giorno.

Adesso ci aspetta una Crepe perciò ti salutiamo, fai la brava e occhio al gas...

Ste, Eli, Cia

P.s. per gli estranei...siamo a kiev....buona pasqua!

giovedì 13 marzo 2008

Andreij

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Giornata strana e lunga quella di oggi. La sveglia è un po' prima del solito... mi aspetta l'ospedale... niente di grave, solo gli esami (qui sono di routine) per avere il permesso di soggiorno.
La Fra, vista la mia “passione” per il sangue mi fa: “Va che dove fanno i prelievi ci sono dei barattoli pieni!!”... insomma sono abbastanza certo che un mancamento mi colpirà... e addio permesso di soggiorno!
Usciamo di casa, alle 8.10 appuntamento con Ghizza, Gigi, Ghena, Gheorge....ma quanti nomi ha??? Quasi come me....
Gigi sorridente, mi dice “Sei pronto?” e io “Abbastanza...”.
Arriviamo al policlinico e... dopo un'ora sono già fuori! Non sono svenuto, ma ho incontrato la dottoressa Pic che indolore mi ha prelevato il sangue dal braccio, la dottoressa Vampira che mentre mi chiedeva a ripetizione “Sente bine?” mi ha asportato sangue dal dito per un paio di minuti e il dottor Cruciverba che durante la radiografia ai polmoni stava rispondendo, se non sbaglio, alla 7 verticale del giornale di oggi.
Arriviamo in ufficio ed è già ora di ripartire, è sempre “Gigi” al volante, con noi ora ci sono anche la Fra e Nadia, destinazione Ucrainca.
Ucrainca è un villaggio a sud della Moldova, l'ultimo prima dell'Ucraina e questa estate, proprio li, ci saranno i campi estivi.
Dopo un'oretta e mezza di strada moldava arriviamo a destinazione. Veniamo subito accolti da Parinte (il don all'italiana) Mihail che ci porta prima a visitare i luoghi dove si svolgeranno le attività la prossima estate e poi a vedere un po' il villaggio e tutto quello che ci sta intorno.
Al termine di questo interessante “tour” non può mancare una visita alla chiesa. Il Parinte ce ne racconta la storia e prima di uscire ecco spuntare una carrozzina. E' una carrozzina usata, un po' sporca, non ha un bellissimo aspetto; tra l'altro ci sono 2 pezzi in più che, nonostante un quarto d'ora di impegno, non riusciamo a capire come utilizzare.
Usciamo dalla chiesa con questa carrozzina, ritorniamo sulla strada e iniziamo a incamminarci, ma non sono riuscito a capire per dove... oggi il tempo non è bellissimo, il cielo è grigio è il vento è fastidioso e freddo... dopo 5 minuti di cammino, noi e la carrozzina, incrociamo un bambino che ci guarda, ci sorride e ci fa “Bona Ziua” (Buon Giorno)... è la prima persona che incrociamo su questa lunga strada sterrata e anche l'ultima... fino a quando non entriamo nel cortile di una “villetta” che costeggia la strada.
Suoniamo... si presenta una signora... ancora non capisco perchè la carrozzina è con noi... forse servirà a qualcuno della casa... ad un certo punto la signora rientra nell'abitazione ma, dopo qualche secondo, eccola rispuntare... ha in braccio Andrej.
Andrej ha 11 anni ma fisicamente ne dimostra 6-7, quando non urla ha una faccia troppo simpatica, sembra che rida (sembra...) e comunque non può camminare...
L'incontro con la carrozzina non sembra essere di suo gradimento, non vuole proprio saperne di sedercisi sopra, si ribella e non poco... Gigi prova a prendergli la mano e appoggiarla sulle ruote, Andrej non gradisce ma poi quella mano non la mollerà più... Nadia gli regala un “gianduiotto” che lui vorrebbe mangiare con la carta... mossa non saggia caro Andrej... la carta se ne va e il gianduiotto anche...
Andrej adesso è tranquillo, la mamma sembra felice e per noi è ora di tornare... stiamo per uscire ma ecco che entra il bambino che abbiamo incontrato per strada... è il fratellino di Andrej! Ora mi spiego perchè ci sorrideva, aveva già capito tutto... non come me!
Mi giro ancora una volta prima di uscire, la mamma ci saluta sorridente, il fratellino incomincia a fare le prime “evoluzioni” con la carrozzina e ad Andrej, che adesso ha smesso di urlare, gli è rimasta la faccia simpatica...
Sono solo le 14.30 la giornata è ancora lunga, ci aspetta il pranzo da Parinte Mihail, il ritorno sulle strade moldave, la festa in ufficio per il compleanno di Mariana...adesso sono ormai le 10 di sera, mi sto apprestando a vedere un film, anche se non so ancora il titolo, ma nella mia mente si ripropone sempre lo stesso pensiero: “Non avrei mai pensato che una carrozzina usata, mezza sporca e un po' così così potesse far sorridere qualcuno...”

Stefano

domenica 9 marzo 2008

Mamma che freddo!!!

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Sono esattamente 13 i giorni trascorsi dal mio arrivo in Chisinau....

12 giorni sono filati via, coccolato dal tiepido vento di Primavara (qui si chiama così...), inizia una nuova settimana... Elisa che ha “aperto” l'ufficio chiama la Fra e dice “Si muore di freddo!!!! Portatemi un maglione!!!” Io penso: “Sarà la nuova pettinatura alla Mila Jokovic (ma come si scrive?) che, Valentin “il parrucchiere”, gli ha recapitato in testa...forse avrà freddo al “coppino” data la potatura della folta chioma...”

Usciamo di casa... inizia a piovere... non ho l'ombrello... per fortuna che metto sempre le felpe col cappuccio... oggi no!... affrettiamo il passo... aumenta la pioggia... finalmente saliamo sull'autobus!
Quando sono nuovamente asciutto... si scende!

La pioggia è ancora più fitta... la strada per l'ufficio (5 minuti... forse meno) sembra lunga come il campo di Holly e Benji... arriviamo, diamo il maglione alla statua di ghiaccio di Elisa e andiamo in ufficio... o meglio sulla scrivania... ci avvisano: “Non funziona internet!” dentro di me penso: “Sopravviveremo...” tolgo la giacca ma... c'è qualcos'altro che non funziona... il riscaldamento!!!!!
Il freddo ha iniziato a congelarmi prima le dita dei piedi... è salito alle ginocchia... ho provato a sgretolare il sottile strato di ghiaccio che mi stava ricoprendo sparandomi del Power Metal nelle orecchie ma... tutto inutile... è l'ora della riunione... siamo tutti immobili... chi per il freddo... chi per il sonno (vero mila?) ma l'effetto bue e asinello riesce a scaldare l'ambiente... stranamente la riunione dura pochissimo... ma come?... proprio oggi????

La gente esce dalla stanza e sull'uscio chi vedo... proprio lui... bastardo!!!! Il gelo non bussa... entra e basta... ritorna a sedersi al mio fianco... con abile mossa mi divincolo... esco e cambio stanza... e chi vedo... il tè caldo!!! Riempio la tazza... bustina... zucchero... e giù nel gargarozzo (mitico Vito Catozzo!!!).

Non ho mai bevuto un tè così bollente (chiedere conferma alle coinquiline...) rientro nella mia cella frigorifera mentre mi asciugo il sudore provocato dalla reazione freddo/caldo... mi sento fortissimo... i primi minuti sembra di essere come sulle piste da sci dopo aver bevuto la grolla... sono invincibile... ma no!...l'effetto sta per svanire... l'alluce sinistro perde sensibilità... ci risiamo... mi sbatto nelle orecchie Highway Star cantata dai Quintorigo... inizio a ballare un po' per il freddo...un po' no.... la stanza si svuota!!! Siamo soli io e il freddo... sono sopraffatto, il tè se ne andato... sta vagando nei tubi sotto gli uffici... mi ha lasciato solo... quando anche i polsi si sono bloccati...miraggio!!!! Il blog... inizio a scrivere una quantità di parole indescrivibile... puntini di sospensione a manetta... le dita si muovono ancora!!! Non voglio più smettere... ma arriva Elisa col mangiare... si è presa l'insalata “Flamingo”... si chiama proprio cosi!!! Come è simpatica sta ragazza (Sergio perchè proprio a me!!!)... ringrazio e penso alla frase di stamattina... “Si muore di freddo!” non voglio ammetterlo ma forse aveva ragione... come si dice “la mamma ha sempre ragione...” ma mi viene in mente sabato quando mi sono tagliato il dito... “Non preoccuparti, con questa cosa verde non ti esce più il sangue vedrai!!!!”.... dopo 5 minuti mi sono messo un cerotto!... la mamma ha quasi sempre ragione...

Stefano

domenica 2 marzo 2008

BINE AI VENIT TETO..SHTEFAN USCIA...STEP..FLAMINGO..BONBON...FABIO..FLAVIO..BRICIOLA..TWEETY...

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guida alla lettura: questo post è scritto a otto mani le parti in corsivo sono i commenti di stefano eli e chiara...buona lettura...e comunque è tutta colpa di teto!!

domenica pomeriggio,casa magnifico-paradiso-ceriotti-..e un po' anche porta...svaccati sul divano pensiamo ai giorni appena trascorsi..insomma ai primi giorni di stefano,teto,step,flamingo, bonbon,fabio,flavio,briciola,tweety in moldova...
dopo l'avvertimento del piccione di cose ne sono successe:.;”()”elisa, sorella gemella di paola turci è caduta (poverinaa) mentre cercava di correre per prendere l'autobus e ora ha il ginocchio sbucciato come non le succedeva dalle elementari ora stiamo cercando di convincerla a mettere un cerotto ma dice che i cerotti sono da bambini e lei è una persona adulta essendo ormai una donna sposata..eheeeehhhh..
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Step invece ha dato prova delle sue innumerevoli qualità: dopo essersi rifocillato guardando la partita dell'inter in russo (dovevate vedere che sorrisino aveva.ehe eheh), l'abbiamo trovato girare per casa con l'aria desolata in cerca di qualcuno perchè non riusciva a far funzionare lo sciacquone, poi è stato bellissimo vederlo alle prese con l'aspirapolvere che proprio non ne voleva sapere di accendersi con la sola forza del pensiero (eli quale sarà mai il pulsante di accensione??..facciamo notare che ce ne sono due.. )
..per quanto riguarda la cucina invece se la cava proprio alla grande..peccato che ci siano quei barattoli difficili da aprire..chiara ci ha messo ben due secondi, dopo mezz'ora di tentativi di flamingo...l'unico problema è che ci costringe a lavare le sue mutande...fate un po' voi..
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sul resto del servizio invece tutto bene adesso (che intanto è diventato lunedì mattina) è lì che guarda il computer con l'occhio fisso sì perchè tra feste di compeanno con mille brindisi e pranzi nell'ufficio del capo a base di cognac io e eli cominciamo a temere un po' per il suo fegato..lui invece per il giro vita..o per la vita in generale

E cmq siccome il suo nome è uguale a quello dell'eroe nazionale gli hanno già proposto di diventare parlamentare e gli hanno anche costruito un palco in piazza..lui ha detto di no perchè ha già un sacco di impegni..sull'autobus e in giro continua ad innamorarsi...e un sacco di ragazze si presentano così davanti alla nostra porta..
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però non tutto procede proprio bene...perchè proprio come ogni super eroe che si rispetti anche “super TETO, SHTEFAN USCIA, STEP, FLAMINGO, BONBON, FABIO, FLAVIO, BRICIOLA, TWEETY” ha un acerrimo nemico anche se non sappiamo proprio bene il motivo...il temibile MAFFOLONE di cui mettiamo una fotinamaffolone censored

quindi mentre io e eli aspettiamo che le intercessioni di serioja (il nostro responsabile paese) per teto davanti a maffolone abbiano effetto io e eli abbiamo già provveduto a una guardia del corpo...
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un abbraccio
fra

ps non so se dopo le foto che ho messo mi daranno il permesso di scrivere ancora...però mi piacerebbe aggiornarvi sui nuovi nomi di stefano..beh troverò un modo!
Cmq tutti questi abiti da sposa sono perchè siamo state a un matrimonio, indovinate di chi!!eheh! ..metto qualche filmato nei link

martedì 26 febbraio 2008

L'AVVERTIMENTO...

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Insomma dopo il dilemma Kenya non Kenya...l'attesa per la decisione romana sul mio futuro... eccomi finalmente atterrato in quel di Chisinau!

Appena messo piede fuori dall'aereo rimango un po' deluso...mi aspettavo di vedere la neve e invece...fa più caldo che a Milano!!!

Arriva il primo ostacolo...il controllo del passaporto...nonostante prima di me fossero passati altri due italiani, la signorina, in tenuta militare, appena vede il mio documento mi tira un'occhiataccia... due secondi di terrore... per fortuna la sua espressione cambia e un attimo dopo posso entrare regolarmente in Moldova!

L'ostacolo “bagaglio da recuperare” viene superato agevolmente e appena uscito dalla porticina vedo spuntare Francesca che, dopo avermi omaggiato di un angioletto, mi presenta “Gigi” che ci guiderà verso casa.

Appena saliti in macchina Gigi mi fa: “Noi qui in Moldova guidiamo a sinistra!” e io rispondo “anche da noi in Italia!” ma lui ribatte prontamente “Noi guidiamo a sinistra!!” vengo assalito dal dubbio...forse mi sto confondendo...da noi si guida a destra...ma no a destra guidavano a Nairobi! Sono pronto a confermagli la guida a sinistra ma appena mi giro lo vedo che ride divertito...1 a 0 per lui!

Dopo venti minuti arriviamo ai piedi del nostro “palazzone”... l'ascensore sopporta me, Francesca e i 20,2 kg di bagaglio...

Entriamo a casa e noto con piacere molto diversità rispetto alle foto che quelle due “simpaticone” della Fra e dell'Elisa mi avevano mandato.

Il tempo di mettere i bagagli a terra ed ecco spuntare Elisa e Igor per il pranzo...dopo aver lavato i miei primi piatti moldavi è l'ora di conoscere un po' la città.

Francesca mi porta al mercatino ma mentre davanti al baracchino che ci sta duplicando le chiavi di casa ecco l'avvertimento... all'improvviso sento qualcuno che bussa al mio braccio... mi giro ma non vedo nessuno... abbasso lo sguardo sul braccio... un piccione... o meglio qualcosa che apparteneva a un piccione... o meglio ancora un vero e proprio “gavettone” che un piccione mi ha scagliato dall'alto... ringrazio per non avere mirato dieci centimetri più in là ma rimango un po' così... sono sotto tiro e intanto.... Moldova 2 – Stefano 0.

Non mi do per vinto e dopo aver girato per Chisinau riesco a ritrovare la via di casa senza perdermi... accorcio le distanze... ora sono sotto solo 2 a 1!

Mi tocca il momento più duro... eliminare” l'avvertimento”... non getto la spugna che anzi uso per pareggiare l'azione che ha “macchiato” la mia prestazione... il finale è in crescendo... la macchia è stata eliminata... il risultato finale è 2-2... ma i gol in trasferta valgono doppio!!!

Insomma primo giorno positivo anche se quell'avvertimento....

Stefano

mercoledì 13 febbraio 2008

From Nairobi to...

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Bene, bene…la varicella è ormai un ricordo…o meglio, c’è ancora qualche crosticina a ricordarmi di averla avuta…

Adesso, seduto alla scrivania di Davide (in viaggio per le terre sudamericane), tra un Annual Report sul Congo, una presentazione per i Cantieri e una musichetta gentilmente offerta da Alberto, mi ritrovo a scrivere sul blog…

Non so bene, però, in quale categoria inserire il mio post, sicuramente Kenya… forse Caritas Ambrosiana… e perché no Moldova?

Vabbè, direi che dopo Milano, Nairobi e Chisinau è giunta l’ora di informare gli altri SCE in giro per il mondo, e tutti quelli che ogni tanto passano per questo Blog, che la mia avventura “kegnana” è sfortunatamente giunta al capolinea...

Insomma dopo un mesetto di intense riflessioni sono giunto… o meglio siamo giunti alla conclusione che in questo periodo il Kenya non fa proprio al caso mio….

E adesso?....ecco che entra in gioco la Moldova….

Allora …l’idea di terminare qui il mio anno di servizio civile all’estero non mi “sconfinfera” per niente…e anche i “Boss” sono dello stesso parere.

Perciò, visto che a Chisinau la Fra è da sola, che il lavoro non manca e che Moldova e Kenya erano in concorrenza fin dall’inizio, ecco l’idea di trasferirsi al “fresco”.

Non sono ancora sicuro di andare, perché è necessario avere alcune autorizzazioni, ma intanto le richieste sono partite…

Ok, adesso mi sa che lo sanno proprio tutti, un saluto e speriamo che la prossima volta non debba ancora scrivere da Milano…

Stefano

lunedì 21 gennaio 2008

L'Imperatore!

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Eccomi...dopo un po' si torna a scrivere sul blog...nella mia bella cameretta...col computer davanti...sulla scrivania il termometro dice 37,7°...fuori un po' di nebbiolina e la gente che si copre per il freddo...ma come?!?! 37,7° gradi e la gente si copre per il freddo...a Nairobi!!!

In effetti qualcosa non torna...sarà perchè ho la febbre e sono ancora a Milano...anzi a Rho!

E si, perchè mentre gli altri scrivono dai loro bei paesini, noi Keniani siamo ancora qui!

Insomma dopo Francesca che augura a tutti buon viaggio, boliviani e nicaraguensi che raccontano le loro disavventure anche Paolo l'eritreo....ops scusate l'etiope...ha deciso di tornare dalla Stefi dopo essersi “formato” a Milano per una settimanella in più....secondo me non aveva il coraggio di tornare in Etiopia senza le 2 forme di grana che la collega romana gli aveva chiesto...

Perciò siamo rimasti solo noi di Nairobi e dai ieri al mio fianco ho la non troppo dolce compagnia della febbre...tra l'altro sto virus devi avermi cancellato qualcosa in memoria..mi ha appena chiamato Mascia, la donna delle carceri, che mi fa: “Siete già davanti al Beccaria per l'incontro?” e io “No, guarda oggi la febbre...” fino qui niente di strano non fosse altro che io l'incontro ero convinto fosse Mercoledì...è il caso di procurarmi un' anti-virus più potente!

Insomma si doveva partire il 10 ma abbiamo rimandato al 26 e in settimana vediamo cosa fare....
Nel frattempo visto che in Kenya non hanno ancora ben capito come risolvere la questione, ho deciso di candidarmi per diventarne il presidente...fra i due litiganti...

In questo periodo di attesa sono andato a parlare del Kenya e del progetto in una scuola e in alcune parrocchie e sono ormai lanciatissimo per le primarie....c'è chi mi vuole sindaco di Rho....o in un comizio Moldavo...ma vuoi mettere diventare Imperatore del “Kegna”....

Sto raccogliendo una seria infinita di informazioni negli ultimi 20 giorni su quanto sta succedendo nel paese e definendo il primo punto del programma da realizzare entro agosto...il titolo sarà innovativo...una cosa mai vista...si chiama: “Cantieri della solidarietà”...niente male è?

E poi vogliamo mettere tutti gli incontri e le visite fatte in questi giorni tra carceri, esperti e personaggi più o meno di spicco.

Insomma sono preparatissimo e “formatissimo” e a chi dovesse avere dei dubbi mostrerò la foto del blog con i 3 personaggi che mi hanno scelto e preparato per questa avventura...chi mi potrà resistere!
In attesa di decidere il da farsi...anche questo è il servizio civile all'estero....a Milano!!!

Stefano

lunedì 19 novembre 2007

KOROGOCHO E KIBERA...

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Ciao a tutti! Oggi vi racconterò dell'incontro e della visita a Korogocho e Kibera. Qualcuno si domanderà: “Ma chi sono sti due?”. Altri mi sembra già di sentirli diranno: “Ah i Renzo e Lucia del Kenya oppure forse Al Bano (ma come si scrive?!?!) e Romina?”. Altri ancora, i più esperti avranno invece già capito di chi parlo.

Diciamo che entrambi hanno ormai una trentina d'anni e mentre Korogocho è un po' più basso e tozzo (come si dice...fai prima a saltarci sopra che girarci intorno), Kibera è veramente enorme tant'è che se sapesse giocare a Basket sarebbe stata il primo acquisto nella mia squadra durante il mercato di Gennaio...

In comune hanno due caratteristiche per le quali direi non vado pazzo...:1)Non hanno un gran cura per l'igiene personale e l'odore che emanano standoci vicino non è sicuramente dei migliori...;2)Il tono di voce è un continuo alto e basso, piano e forte, alcune volte gradevole altre volte assordante...insomma avete presente Serse Cosmi...

Bene queste due baraccopoli o slum...ah mi ero dimenticato di dirvi che non si trattava di due persone...sono le più “importanti” del Kenya.

Kibera è sicuramente la più grande e contiene 700/800 mila persone, mentre Korogocho è la più famosa e in un' area di circa un Km quadrato ne “ospita” circa 180 mila...

Le nostre guide all'interno di questi immensi labirinti sono stati Sr Emilia (Missionaria della Consolata) che dal 2003 segue un progetto all'interno dello slum di Kibera e Padre Daniele (Missionario Comboniano) che da ormai qualche anno vive a Korogocho.

Ora potrei mettermi a raccontarmi per filo e per segno tutto quello che ho visto ma sarebbe come dire...un po' lunghetto...perciò vi mostrerò solo alcune diapositive di quanto osservato.

Allora all'ingresso di una baraccopoli sembra di essere al mercato, ci sono “negozietti” ovunque dove puoi trovare frutta, verdura, carbone, pezzi di ricambio, polli più o meno allo spiedo, scarpe, magliette...

Man mano che vai all'interno, a fianco della “via principale” iniziano ad aprirsi delle porte sospette e spiando vedi dei vicoli scuri e interminabili...è li che vivono gli abitanti degli slum.

Ci addentriamo in una di queste viette per andare a visitare una famiglia, ma prima di incontrarla faccio conoscenza con qualcosa di più doloroso...infatti distratto da un bambino mi giro per salutarlo e quando mi rimetto sulla retta via...BANG!!..tiro una clamorosa testata contro qualcosa che spunta, alzo la testa e per fortuna era solo un pezzo di legno e non il tetto di lamiera....mi tocco la testa ma non sembra nulla di grave, solo un graffietto e qualche goccia di sangue...mamma tranquilla sono sano e salvo...l'acqua ossigenata delle suore, scaduta dal 1998, ha fatto miracoli!!!

Finalmente entriamo in “casa” e appena metto la mia testa dentro rimango accecato dal buio...dopo qualche secondo incomincio a vedere qualcosa e mi accorgo di essere in una stanza (3mt x 3 all'incirca), senza finestre e dove l'unica presa d'aria è la porta d'ingresso.

Non ho capito bene di quanti elementi fosse composta la famiglia ma il pensiero che anche una sola persona potesse vivere dentro a quella cosa mi ha lasciato senza parole...

Ma lo sapevate che a Kibera passa la ferrovia?

E si, nel bel mezzo dello slum ecco presentarsi un bel binario...io penso:“Vabbè sarà un binario morto!”. Ma Sr. Emilia mi smentisce subito, infatti dopo un  po' di tempo ecco passare due vagoni carichi di terra e persone. La gente e i bambini vedendoli in lontananza si alzano dal binario sul quale erano seduti o avevano riposto la loro mercanzia e una volta passato il convoglio, come se niente fosse ritorna tutto al suo posto.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo il binario e ad un cero punto voltando la mia testa a destra cosa vedo...un bel campo da golf, tutto verde e con gli alberi in fiore che confina con la barricata dello slum...lascio a voi ogni commento.

La messa domenicale a Korogocho è spettacolare e nonostante in vita mia non mi fossi mai alzato alle 6 di mattina per andare ad una messa delle 8 devo dire che ne è valsa la pena. Se si pensa alle loro condizioni di vita è incredibile l'energia che viene sprigionata da quelle persone.

Molto bello è stato l'incontro con Padre Daniele che in 2 ore ci ha fatto una panoramica su Nairobi, sul Kenya e sul mondo in generale che mi ha lasciato senza parole. Raramente mi è capitato di incontrare gente con tale forza e convinzione che porta avanti un certo tipo di discorso e soprattutto in un certo modo.

Li ho lasciati alla fine ma sono senza dubbio la cosa che più ti colpisce in una baraccopoli e cioè i bambini. Ne avrò visti centinaia, migliaia...e tutti o quasi sorridendo mi chiedevano “Auaiu?” che in realtà sarebbe How are you ? ma che detto da un bambino Keniano di 5-6 anni in giù suona appunto un po' diverso...

Diverso è anche l'approccio al How are you?. C'è chi lo dice di sfuggita perchè un po' si vergogna, chi invece più sfacciato te lo dice da lontano e si avvicina bello sicuro con la mano in vista per stringere la tua. Abbiamo poi l'effetto disco incantato dove fino a quando non ti giri e lo saluti l'Auaiu continua e infine gli ultimi due, quello sportivo che ti rincorre e ti salta addosso e quello cannibalesco che dopo averti dato la mano cerca di staccarti a morsi un dito!

Coi bambini la carrellata delle diapositive finisce qui. Ci sarebbe tanto altro da scrivere anche di più forte ma direi che può bastare...

Un commento finale dopo queste visite non c'è...i dubbi sono più delle certezze, perciò ad ognuno le sue conclusioni...

Vi saluto regalando anche a voi un po' di AUAIU e alle prossime news!!!


 

Stefano

venerdì 2 novembre 2007

AMICIZIE DA COLTIVARE...

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Eccomi qua...dopo qualche giorno di assenza dal blog è giunto il momento di ragguagliarvi un po' sulla situazione qui in quel di Nairobi.

Innanzitutto un invito a Paolo...tranquillizza mia mamma!!! Dopo la “Lettera al Direttore” mi ha chiamato e mi ha detto: “Cosa è successo?” “Sta male?” e io a tener botta ma a un certo punto mi fa “Ma Paolo è normale?”...non ho saputo rispondere...

Insomma quando la conta dei ragni ti dà un po' di tregua bastano due righe e la fai contenta!

Ma torniamo a noi....

Oggi vi racconterò del nostro primo incontro informale con i Cafasso Boys...ora vi domanderete: “Ma chi sono sti Cafasso Boys?”.

Sono dei ragazzi che dopo aver trascorso 4 mesi al YCTC (Youth Correctional Training Center), unico carcere minorile in Kenya per chi compie il primo reato di lieve entità, hanno avuto la possibilità di entrare a far parte della St. Joseph Cafasso Consolation House.

La casa è stata aperta nell'Aprile del 2006 su idea di Sister Raquel, la nostra “capa” (senza offesa Maurizio...), e ha come obiettivo un positivo reinserimento nella società di questi ragazzi.

Dove eravamo rimasti...ah al primo incontro informale coi ragazzi. Informale perchè fino a quel momento gli incontri erano sempre stati “ufficiali”, con tanto di presentazione e quanto ne segue...ma questa volta siamo arrivati di sorpresa!!!

Arrivati alla casa vediamo che 3 dei 7 ragazzi che abitano la struttura sono intenti alla semina del grano. Ci avviciniamo per salutarli e intanto scruto la loro “attrezzatura”...allora ci sono due zappe, dei semi di grano di pannocchie vecchie ma soprattutto mi chiedo: “Dove sono le scarpe?”...niente, tutto a piedi nudi...certo qui la primavera è appena iniziata ma sono le 3 di pomeriggio e a sensazioni siamo più vicini ai 30° che ai 25°.

Non facciamo in tempo a salutarli e vedo che Emanuele si toglie i sandali e “apparentemente” disinvolto raggiunge i ragazzi nella shamba...sarà che avrà i piedi “testati” dal cammino di Santiago di questa estate ma apprezzo il coraggio!

Passano forse 30 secondi e un ragazzo mi fa “Go ahead!”...mi giro ma non c'è nessuno...mi tocca...mi tolgo prima le scarpe, poi le calze e infine mi arrotolo i pantaloni fino alle ginocchia...sono pronto!

Il primo passo è un po' come quando si va al mare a fare il bagno...con l'alluce tasto il terreno per sentire la temperatura...alla fine mi faccio forza e affondo/sprofondo il mio primo passo nella shamba...poi il secondo, il terzo e...sono arrivato da loro. Non è stato così terribile, anzi la sensazione è piacevole anche se bisogna stare attenti alle vecchie sterpaglie e ai sassolini che se ti finiscono sotto i piedi...son dolori!

A questo punto la curiosità è tanta perciò proviamo a dare qualche zappata ma la carenza di forza e soprattutto la paura di affettarci qualche dito dei piedi ci fanno ripiegare sulla semina...alle zappe ci pensano loro che sono più esperti!

Il lavoro è questo: uno davanti con la zappa che zappa e dietro, in questo caso noi, c'è chi semina...quindi buttare tre semini di grano nella buca e coi “piedini” ricoprire di terra il tutto.

Il nostro “lavoro” è durato un oretta e mezza circa, giusto il tempo farci diventare i piedi belli rossi ma soprattutto per iniziare a conoscere i ragazzi con i quali staremo per tutto il prossimo anno...e da quel poco/tanto che ho capito mi sembra di poter dire che sono proprio simpatici e ben disposti nei nostri confronti.

Insomma i primi semini sono stati buttati...alla prossima!!!

Stefano

lunedì 22 ottobre 2007

Si parte!!!

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Ciao a tutti, sono Stefano e per la prima volta vi scrivo dal Kenya e più precisamente da Nairobi. Io ed Emanuele, il mio compagno d'avventura, siamo partiti ormai da una settimana e finalmente sono riuscito a trovare un attimo di tempo per raccontarvi qualcosa. Allora iniziamo dal viaggio....beh ci abbiamo messo circa 36 ore da Milano a Nairobi! Tutto è filato liscio fino ad Addis Abeba ma poi il volo per Nairobi è stato anticipato e....l'abbiamo perso!!! Questo intoppo si è però rivelato una piacevole sorpresa infatti, grazie alla guida esperta di Sara e del marito etiope, abbiamo cominciato a muovere i primi passi in terra africana. Il giorno successivo siamo quindi arrivati a Nairobi dove, in aeroporto siamo stati accolti da Sister Raquel (che sarà la nostra responsabile qui in Kenya) e dai suoi collaboratori Martin e Matthew. I giorni successivi sono stati caratterizzati da continui incontri, riunioni e visite, in particolare abbiamo incontrato i ragazzi con i quali lavoreremo e ieri durante la messe domenicali siamo stati ufficialmente presentati alla popolazione. E' incredibile quanta gente ci fosse nelle 3 messe che ci sono state (una dietro l'altra senza interruzione..) tra le 7.30 e le 14.30. In questo giorni con noi c'era anche Maurizio il nostro “Boss”, come lo chiamano qui, che però ieri sera ci ha salutato per andare a trovare i nostri colleghi etiopi Stefania e Paolo. Noi ci troviamo in un quartiere un po' lontano dal centro, circa 18 Km, che si chiama Kahawa West. Sembra di vivere in una città a sé, non ci sono i palazzoni del centro ne le baracche degli slum e anche dal punto di vista della sicurezza sembra un po' più tranquillo, anche se la prudenza da tenere non è mai troppa... Insomma l'atmosfera sembra buona, la voglia c'è perciò direi che è proprio giunto il momento di iniziare questa esperienza!!! Stefano