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giovedì 8 febbraio 2018

Art. 205 del codice penale: in bilico tra riforma e (ri)elezioni

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Modifica del codice penale: un passo indietro per ricandidarsi?


Eccoci di nuovo qua! Siamo arrivate a Cochabamba la scorsa settimana e correvamo il rischio di non riuscire ad uscire dall'aeroporto per la minaccia di scioperi e proteste.
Alla fine è andato tutto bene, neanche l'ombra di un bloqueo in giro!

Ma cos'era successo?

Il 23 novembre il senato aveva approvato una riforma che andava a modificare oltre 650 articoli del codice penale, toccando diversi settori. La modifica più eclatante aveva riguardato l’art. 205, che aveva subito suscitato proteste e scioperi da parte del personale medico: si prevedeva infatti l'introduzione di nuove sanzioni per chi, nell’esercizio della sua professione, avesse causato danno alla salute o all’integrità fisica di un’altra persona per negligenza, imperizia o inosservanza dei protocolli. In caso di danno per uno di questi motivi si prevedevano forti pene pecuniarie e, in alcuni casi, fino a sei anni di carcere. Secondo i medici, che sono stati per molti giorni protagonisti di bloqueos in tutto il paese, questo articolo violerebbe in parte la Costituzione, limiterebbe il diritto al lavoro e non consentirebbe un’effettiva riparazione del danno da parte degli stessi qualora venissero privati della loro libertà.

Questo in un paese dove la sanità è per molti inaccessibile e manca un sistema capillare di prevenzione.


Sciopero dei medici: blocco delle strade del centro di Cochabamba.
- Dicembre 2017 -

Quando avevamo lasciato la Bolivia c'era qualche bloqueo in giro, ma alcuni pensavano che le richieste di contrattazione con il governo non sarebbero durate ancora a lungo: la classe medica è comunque un’élite rispetto alla maggior parte del popolo, il vero cuore e propulsore delle proteste in strada. Lo sciopero dei medici avrebbe potuto inoltre portare a uno scontento tra la popolazione, che non trovava più dottori e infermieri negli ospedali.


Cartelli per lo sciopero dei medici negli ospedali
- Ospedale di Quillacollo, periferia di Cochabamba -


"ESTAMOS EN HUELGA GENERAL INDEFINIDA EN TODO EL PAIS"


"NO AL ARTICULO 205"


Questo si leggeva all'ingresso di molte strutture sanitarie a partire da dicembre."Siamo in sciopero generale indeterminato in tutto il paese". "NO all'articolo 2015". 

Si rispondeva solo alle emergenze.

All’inizio di gennaio sono però scese in piazza anche altre categorie. Camionisti - contro la modifica dell'art. 137, con cui si aumentavano le pene per l'omicidio colposo con mezzo di trasporto -, giornalisti - contro gli art. 309, 310 e 311, lamentando una limitazione della libertà di stampa e di espressione -, commercianti, ambientalisti e altri. Anche dei gruppi religiosi hanno contestato questa riforma, in particolare protestando contro l'art. 157, che ampliava la possibilità di abortire legalmente, e l'art. 88, rispetto al quale anche la Conferenza Episcopale Boliviana ha preso una posizione.

Nella nuova formulazione l'art.88, articolo contro il traffico di essere umani, inasprirebbe le pene - includendo la possibilità di incarcerazione da sette a dodici anni - per chi "trasporti, trasferisca, privi di libertà, ospiti o riceva persone" per una serie di finalità. Tra queste vi è anche il "reclutamento di persone per la loro partecipazione a conflitti armati o in organizzazioni religiose e di culto". In questa sua parte tale articolo è stato considerato dalla Conferenza Episcopale una minaccia contro la libertà religiosa, nonché contro le attività missionarie. 


Sciopero generale contro la riforma, centro di Cochabamba
- Gennaio 2018 -


Giovedì 11 gennaio, in occasione del passaggio del Rally Dakar a La Paz, coloro che si opponevano a questa riforma hanno manifestato assieme ad altri gruppi. Tra questi hanno preso parte alle proteste anche quelli contrari alla recente sentenza del Tribunal Constitucional che stabilisce la possibilità per il Presidente Evo Morales di ricandidarsi al suo quarto mandato.

Secondo la Costituzione un presidente potrebbe ricandidarsi per la stessa nomina per non più di due mandati. Già in passato si era già fatta eccezione a questa norma, essendo attualmente Evo Morales presidente per la terza volta. Questa nuova sentenza del 28 novembre 2017, tuttavia, rimuove ogni limitazione alla possibilità di ripresentarsi alle elezioni.

Questo accade nonostante l'esito del referendum del 21 febbraio 2016: il MAS - Movimiento Al Socialismo -, partito di Evo, aveva infatti indetto allora un referendum in cui si chiedeva alla popolazione se fosse favorevole o contraria alla modifica della Costituzione, per permettere ricandidature oltre i due mandati. Avevano vinto i NO, ma la sentenza del Tribunal Constitucional va oggi contro tale manifestazione di volontà popolare.

All'inizio della scorsa settimana il governo ha deciso di riconsiderare la riforma del codice penale, motivo per cui el paro general di martedì 23 era stato sospeso. Mercoledì 24 alle 4.00 di mattina, dopo 11 ore di dibattito la Camera dei Deputati ha approvato a Legge 001 che abroga la riforma del codice. Nel pomeriggio anche la Camera del Senato ha votato all'unanimità lo stesso progetto di legge e lo ha rimesso all'Esecutivo perché lo promulghi a sua volta. 

La riforma del codice penale, che tanto ha suscitato clamori, sembra quindi essere giunta al termine. Alcuni deputati hanno sostenuto che il motivo di tale manovra sarebbe in realtà tentare di smorzare un clima di tensione al quale si stavano aggiungendo gli oppositori alla rielezione del presidente Evo Morales. 

Se adesso potrebbero calmarsi le acque, non si sa invece cosa accadrà tra il 2018 e il 2019, anno di nuove elezioni. Intanto martedì 30 gennaio i rappresentanti dei Comitati Civici di tutto il paese hanno deciso di indire un paro nacional previsto per il prossimo 21 febbraio, anniversario del referendum del 2016, per protestare contro la sentenza del Tribunal.

A noi non rimane che prendere un bel respiro e stare a vedere: la Bolivia è imprevedibile!

Chiara


Fonti:
ALP abroga Código Penal en bochornosas sesiones, Los Tiempos, 25 gennaio 2018
Leyes justas al servicio del bien común, Comunicato della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Boliviana, La Paz, 9 gennaio 2018





mercoledì 23 novembre 2016

Di elezioni e cieli stellati

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E’ strano …

E’strano Haiti, è strana questa realtà, è strano vivere queste giornate proprio qui.

Da domenica scorsa stiamo  vivendo il fermento elettorale del Paese: i candidati hanno ultimato le loro campagne elettorali e in strada non si vedono che cartelloni inneggianti a Jude Celestin, piuttosto che Jovenel Moise, passando per altri candidati.

Ci sono ragazzi haitiani che volevano andare a votare e ce ne sono, molti, che non sono andati, perché la fiducia nella politica e nei candidati è praticamente nulla. Un po’ come in tutto il mondo diciamo … però qui ad Haiti è strano, perché da domenica sera, finite le elezioni, sono iniziati i disordini. Tensioni, traffico, atti intimidatori, rivoluzioni invocate, Aristide, nostalgico dittatore, che rivuole il potere, la polizia che è autorizzata a intervenire per tutelare le votazioni. Intanto, noi siamo qui a casa in attesa di notizie, scalpitanti e pronti a ritornare a Kay Chal: i ragazzi ci mancano, sarebbe bello essere lì con loro.  Comunque, fino a domenica  non si saprà nulla e bisognerà attendere i risultati.

E’ belo però …

Perché in tutto ciò, la vita continua, continua qui nella missione, in cui noi prepariamo materiale e attività per Kay Chal; continua nel villaggio qui vicino, dove la gente continua a giocare a calcio, basket, studiare nella biblioteca del centro; continua in città, dove, ci racconta suor Luisa, al nostro centro i ragazzi, magari un po’ meno, vengono comunque.

E’ semplicemente vita, ed è bello perché ti accorgi che nulla può fermarla. Ed è bella.

E’ strano però …

In tutto ciò fermarci ieri sera a guardare il cielo stellato, così bello, così pieno, così dolce. Così vivo, quasi se ne infischiasse di Aristide; delle tensioni; della politica, dei disordini. Ma così vicino a ognuno di noi, a ogni haitiano che lotta e si districa in questo paese così sfortunato, ma abitato da un popolo forte, resistente, che continua a ripartire da zero, anche di fronte a tornado, terremoti, colera, dittatori, fame: gli haitiani ripartono da zero ogni volta, con dignità, e non si può  arrendersi.

Ringrazio per avere la fortuna di vivere queste sensazioni, emozioni forti, belle, anche queste difficoltà e queste paure, cercando, pian piano, di comprendere, ma soprattutto apprendere da questa gente.

Fede Uez

giovedì 17 novembre 2016

Moldova: ADOPTA UN VOT!!!

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Mi intrufolo nel blog dopo qualche annetto, per raccontarvi una storiella…

In uno stato dell’Ex Unione Sovietica chiamato Moldova, da altri Moldavia e per chi non sa prendere una posizione “Moldovia”, dopo 25 anni dalla sua esistenza, e a 20 anni dall’ultima volta è stata data al popolo, la possibilità di eleggere il presidente della propria Repubblica.

A contendersi l’ambito trono del “paese più povero” del vecchio continente, una donna minuta, economista di professione che, dopo una serie di esperienze all’estero, è stata richiamata in patria per seguire il sogno europeo e un uomo tutto d’un pezzo, anch’esso economista, politico di lunga data e con la sguardo ad Est verso la “Madre Russia”.

“Che il ballo abbia inizio!!!” sentenziò “Sior Notaio”, in una triste domenica di fine ottobre e ci manca poco che, al primo giro di valzer, il “Maschio di ghiaccio” riesca ad ottenere lo scettro del potere ma qualcuno dalla folla urla…”Non mi sei arrivato!!!….Non hai l’X Factor!!!…

Mai trebuie un dans!!! Ovvero… ancora una danza!!!

Il “maschio di ghiaccio” sente la propria “Madre” per avere dei consigli su come affrontare la “Sfida”, raggruppa i pochi amichetti che ha, ma che tanta ricchezza posseggono, per preparare la coreografia, chiama televisioni e giornali per conquistare maggiori consensi con il “televoto”, invece di un milione di posti di lavoro minaccia che con la “Piccola Donna” al potere, dall’Europa arriveranno 300.000 siriani!!!….non solo, verranno chiuse le chiese!!! 
Tant’è che nei villaggi molti preti preoccupati lanciano il proprio anatema durante le prediche “Dio ha detto che se governerà una donna arriverà la guerra!”

Il "Bruno Vespa" Moldavo, la sera successiva al primo giro di valzer, mostra un plastico che simboleggia come la popolazione ha votato le prima esibizione. Il Paese si presenta come un gigantesco panzerotto schiacciato appena sfornato. L’esterno è croccante, compatto, impenetrabile insomma molto “sovietico” ma l’interno ribolle, si agita e alla fine sotto pressione esplode lanciando al di fuori tante gocce tutte intorno e solo minuscole briciole.

Un terzo del contenuto è ormai sul tavolo, sono i votanti che stanno all’estero, per loro, sparsi in giro per il mondo lo spettacolo è stato visibile in sole sessanta località, ma sono rimasti attratti da questa “Piccola Donna”. 
Dalla Spagna ad una ragazza, succede che il panzerotto al plastico rimanga sullo stomaco, e decide di farlo sapere su un libro chiamato “Faccia”. Li incontra tante facce sparse per il mondo che come a lei il plastico è andato di traverso. Decidono di unirisi e sostenere la “Piccola Donna”, nel secondo giro di Valzer. Ma come? Sono lontani.... sparsi per il mondo....e, anche per il secondo giro, lo spettacolo sarà visibile solo in un centinaio di località del globo, alcune a centinaia di chilometri di distanza da dove abitano. Ecco che al "gruppo di facc"e viene un’idea: “Adottiamo un voto!!!”. Vuoi partecipare allo spettacolo ma sei distante? Vieni a casa nostra! Ti ospitiamo noi!!! Non sai come venire? Veniamo a prenderti e ti portiamo a casa appena finito!!! Le gocce di mozzarella e pomodoro del panzerotto sparse sul tavolo si muovono, parlano, si ingrossano diventano un “esercito” ed in pochi giorni le facce sul quella pagina del libro diventano 80.000!

E’ il grande giorno! L’uomo di ghiaccio e la piccola donna si presentano puntali alla “Grande Sfida”. Scatta il televoto! Nonostante il panzerotto moldavo, si imbianchi della prime nevicate di stagione la gente piano piano inizia a dare le proprie preferenze. Il vero boom sembra però arrivare dal di fuori....nelle località sparse per il mondo le linee sono intasate, bisogna aspettare ore prima di poter riuscire a prendere linea per votare.
Si dice che nove persone su dieci, da tutto il mondo, stiano votando la “Piccola Donna”!

Ma cosa succede??? “Avete esaurito le vostre possibilità di voto...per voi l’elezione finisce qui!!! Ecco quello che si sono sentite dire molte facce che sono state adottate, proprio per poter dire la loro...che hanno fatto centinaia di chilometri, speso soldi e chiesto permessi di lavoro per poter partecipare...

Intanto nel bel mezzo del panzerotto si muovono decine di pullman verso le postazioni di voto...il biglietto è gratuito.....all’intero si parla solo russo...vengono distribuiti generi alimentari e ad ognuno dei viaggiatori viene dato l’equivalente di 5/10€ in cambio di una promessa di “votare bene”...arrivano da una parte del panzerotto che qualche tempo fa si è stufato di rimanere attaccato e ha deciso di stare per i fatti suoi e di parlare direttamente con la “Madre”....li non ci sono cabine per televotare e allora sembra che la “Mamma” abbia deciso di pagare a tutti il viaggio.....
C’è poi una parte del panzerotto che nel frattempo, col passare delle votazioni è diventato crosta per il 99%...
Fuori dal panzerotto c’è ancora qualcuno che riesce a trovare la linea....”Ma come ho già televotato???” dice una signora dagli States....” Guardi lei ha votato dall’interno del panzerotto giusto una paio d’ore fa...” le risponde un funzionario; “Ma io nel panzerotto non ci sto da dieci anni!!!” ribatte la donna...”Mi dispiace, lei ha diritto ad un solo televoto...” E la signora risale sull’aereo per tornare a casa....
Arriva finalmente la sera...è  il momento di mettersi davanti alla Tv per vedere i risultati. 
Il “maschio di ghiaccio” ha vinto!!!! 
Il 58%  a suo favore con il quale inizia la trasmissione diventa 52% nel corso della notte ed alla mattina la Moldova ha nuovo Presidente della Repubblica!!!

“Fermi tutti!!!” dice con voce ferma ma gentile la “Piccola Donna”.... “migliaia di persone all’estero non hanno avuto la possibilità di televotare!”....”sono state elezioni sporcate dai soldi”.....”ci sono state irregolarità nelle votazioni!”.....”Chiediamo le dimissioni del “Sior Notaio”... 

Nel frattempo viene documentato che in 12 seggi sono stati invertiti i risultati del voto a favore del maschio di ghiaccio.... il Sior Notaio decide che si devono ricontare i dati del televoto....la gente scende nelle piazze all’interno del panzerotto e davanti alle ambasciate di tutto il mondo...e il presidente a oltre 48 ore dalla fine delle votazioni non è stato ancora proclamato...



No.... questa non è una storiella...è la Repubblica Moldova il 16 Novembre 2016....un Paese profondamente diviso....che non sa quale lingua parlare....che crede nella stessa religione ma con due diverse prospettive.... che non sa andare in Europa o tornare sotto l’ala protettrice russa...dove bastano 5/10 euro per comprare una persona....dove sparisce 1 miliardo di dollari e non si sa dove.... dove da qualche anno non si riesce ad avere una maggioranza di governo... che vede i villaggi svuotarsi...madri e padri lasciare i propri figli ed il proprio paese in cerca di fortuna...che ha un terzo della popolazione sparsa per il mondo...

Eppure Domenica 13 Novembre fuori dal seggio di Via Mascheroni a Milano, ho visto la Moldova che conosco... fatta di gente che sa sorridere con poco.... che ti da una mano anche se non l’hai mai vista prima....anche se tu sei di Milano, ma ti indica la strada per dove andare a votare appena esci dalla metropolitana... che, con la fila lunga un ora, fa passare davanti le madri con i loro figli....che ha nostalgia e voglia di  “acasa” come si dice da quelle parti....

Nei prossimi giorni verrà probabilmente ufficializzato il nuovo Presidente della Repubblica di Moldova o forse si opterà per un nuovo giro di valzer. Ha poca importanza...

La campagna lanciata su Facebook, “Adopta un vot! da una ragazza moldava residente in Spagna, ha fatto riscoprire in molti che sono partiti ed in tanti che sono rimasti in Moldova la bellezza di questo popolo che non ha ancora ben capito chi è ma che grazie all’amicizia, la fratellanza e la solidarietà ha permesso a 135.000 persone sparse per il mondo di andare a votare nei soli 100 seggi presenti al di fuori del territorio moldavo. 

Sono bastate un paio di settimane per mostrare il volto più bello di un paese... sono state persone normali a farlo....non politici...letterati o bla bla bla....avanti così! FORZA MOLDOVA!!!!

Stefano – (Sce 2008, Moldova)