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giovedì 9 ottobre 2014

Nicaragua: " Dio é morto "

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Dov'è la giustizia?
Dov'è la libertá?
Dov'è la caritá?
Dov'è la fraternitá?
Dov'è Dio?
Dove sono i diritti umani?


Il diritto ad avere un'infanzia, un'adolescenza, di vivere con serenitá l'etá adulta... dove sono?
Il diritto di poter scegliere, il diritto di lavorare, di avere un'alternativa alla discarica, all'alcool, alla colla e al machete.


Qui la vita picchia forte, qui la vita ti rinfaccia colpe che non hai, schiaffi che non dovresti prendere, pugni allo stomaco che non dovresti incassare perché non é giusto... PERCHÉ NON HAI DECISO TU!

E tutto questo fa male, fa male al cuore, fa male da morire. Fa cosí male che qualcuno prova piú volte a togliersi quella stessa vita che gli é stata donata, che ha preso il sopravvento sulla propria persona e che ora si prende quel diritto che non ha di scaraventarti con la forza di uno tzunami da una sofferenza all'altra, sempre piú in giú, in un baratro che anno dopo anno sembra sempre piú profondo.

Sará mai abbastanza?
Quando questo ciclone si acconteterá di lasciarti andare?
Quando ti permetterá di riprendere fiato, di respirare veramente?
Quando avrai finalmente il diritto di "Vivere e non sopravvivere?"

Qui ogni difficoltá é piú grande di loro, é piú grande di me, é piú grande di noi...


Andiamo avanti indignandoci e arrabbiandoci ogni giorno per un mondo che NON PUO' e NON DEVE piú permettere queste cose!
E non cercando di cambiare il futuro perchè il cambiamento serve adesso, ora, in questo momento, in qualsiasi parte del mondo tu stia vivendo, in Nicaragua, a Nueva Vida, qui!


Almeno noi, che i DIRITTI li possediamo, abbiamo il DOVERE di continuare a camminare, abbiamo il dovere di crederci anche per chi questa parola non sa nemmeno cosa significhi. Abbiamo il dovere di trasformare rabbia e lacrime in entusiasmo, speranza e serenitá...

Seguimos adelante...


Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni 
E poi risorge 
In ciò che noi crediamo Dio è risorto 
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto 
Nel mondo che faremo 
Dio è risorto.

(Dio é morto, Nomadi)


Un abbraccio forte e un saluto,

Teo

mercoledì 10 settembre 2014

Moldova 2014...

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Ogni tanto è bello ritornare a casa! E scrivere sul blog degli SCEmi, mi da proprio questa sensazione... che poi è la stessa cosa che provo ogni volta che rimetto piede in Moldova.... sarà che le due cose hanno vissuto in simbiosi per qualche mesetto della mia vita... ma come si dice “non c’è viaggio senza racconto”... che poi non so se l’ha mai detto nessuno ma a me piace pensarla così....

Succede allora che, anche quest’estate, come accade ormai dal 2008, anno in cui ero uno degli SCEmi in giro per il mondo per conto di Caritas Ambrosiana, ho deciso di tornare a fare un giretto in terra moldava. A distanza di sei anni adesso sono i legami familiari e le belle amicizie nate durante il Servizio Civile a farmi ritornare, oltre a questo è però dal primo giorno che conobbi la Moldova che ho un conto in sospeso con questo paese e che mi spinge a far rotta verso est...

Non mi riferisco al piccione che decise di darmi il suo caldo (più che caloroso..) benvenuto, non appena misi piede sul suolo moldavo, ma ad un cartellone pubblicitario che riportava uno slogan di un partito politico e che diceva “Verso un futuro decente”...
La parola “decente” legata ad uno slogan politico, rapportato al tenore delle campagne politico-pubblicitarie italiche, mi spiazzò e non poco ma allo stesso tempo mi incuriosì a tal punto da affrontare il futuro per capire come sarebbe andata a finire...

Ed eccoci qua! Dopo 6 anni il “decente” quest’anno si è tramutato finalmente in “buono”! Il che non vuol dire Wow!!! Ma almeno al decente ci siamo arrivati! La politica dei piccoli passi ed il basso profilo premia sempre.... In effetti qualche cosa si muove e quando si muove te ne accorgi un po' meno.... Mi riferisco alle strade. L’effetto “Gardaland” è sempre presente ma molti collegamenti sono stati completamente ri-asfaltati, alcune strade della capitale sono state rifatte (anche se maggiormente nei quartieri più ricchi...), mentre purtroppo nei villaggi c’è ancora molto da fare.

Era molta la curiosità di vedere sul posto quali fossero le reazioni dopo la fresca firma dell’accordo con l’Unione Europea. Anche qui è un slogan politico a darmi il benvenuto: “C’è bisogno di un’altra unione. L’Unione doganale”, ovvero l’unione doganale euroasiatica guidata dalla Russia. Permane quindi quella divisione interna storica che da una parte spinge ad est mentre dall'altra si dirige verso l’europa occidentale.  Insomma dipende con chi si parla... chi sostiene l’idea europea è convinto che sia la volta buona... chi invece sogna la Russia proprio non lo capisco!!! Ma non per cattiveria per carità...è che mi parla solo in russo... io conosco un po' di romeno oltre non gliela fò...

Succede poi che nei villaggi dai carretti, con a bordo il 50-60enne di turno, si passa ad allegre famiglie che con il loro furgone ducato, importato con con oltre 200.000 km. percorsi, fa su e giù tra le colline moldave in cerca d’uva pronta da raccogliere, spianando sentieri che una volta erano strade ma che adesso hanno l’erba alta un metro e con i bambini di 6 anni che ti raccontano quando sarà pronta l’uva e le loro prime avventure nei campi. Non so se sia un’eccezione o meno ma un po' di gioventù e di “rumore” che rimane nei villaggi non può che far bene!

In capitale meno italiani in “cerca”..... e più in visita. In compenso qualche moldavo “italianizzato” di troppo....

Nel frattempo una legge del sindaco di Chisinau ha ridotto di molto la circolazione dei Microbus, ossia di furgoni che percorrendo diverse linee trasportano le persone per la città, rendendo un pochino più sicure le strade della capitale e facendo felice il sottoscritto che mal sopportava il mezzo di trasporto in questione.

Insomma, la fotografia della Moldova 2014 sembrava riflettere il passaggio dal “decente” al “buono”.... 6 anni per cambiare un aggettivo ma ancora tante contraddizioni da affrontare e da risolvere ed un futuro che non saprei di che aggettivo sarà ma che non appare ben definito all’orizzonte.
Questo il pensiero che mi ero fatto sentendo il parere di parenti e amici e vedendo con i miei occhi uno scorcio di moldova nell’arco di un paio di settimane. Mi mancava però una parte fondamentale che non ero riuscito a scovare... i giovani! Il vero motore di un paese ed il futuro dello stesso.

Ed ecco la sorpresa! Salendo su un filobus della capitale ci si imbatte in una ventina di ragazzi di 16-17 anni... Fanno parte probabilmente della stessa scuola... uno ha in mano una chitarra e canticchia delle canzoni in russo.... ad un certo punto un uomo che sta al fianco del conducente urla “Si può cantare qualcosa anche nella nostra lingua???” Ed ecco cosa succede:






In Italia o in altri paesi “occidentali” si tratterebbe di una cosa normale. Non per la Moldova dove si è abituati a parlare sottovoce e gli anziani mal sopportano il rumore.....

Ecco le parole della canzone che, da quel che abbiamo capito, è stata scritta dai ragazzi stessi:

Per i giovani moldavi, per l’acqua sulla terra,
ogni persona l’assorbe poco a poco,
l’ acqua è tutto quello che abbiamo,
la richezza la proteggiamo per cambiare il futuro,
noi lottiamo ma non con i pugni,
noi lottiamo per la parola,
non buttiamo grosse parole
ma butiamo grossi pensieri
per i giovani di Moldova,
per l acqua sulla terra.

La fotografia adesso è completa. Inizia ad essere più nitida....un po' sfocata all'orizzonte... ma i colori son vivaci eccome se lo sono! Manca solo un anno per la prossima fotografia... non vedo l’ora! Intanto mi metto a canticchiare....

Stefano Porta, SCE 2007