martedì 11 agosto 2009

Fratelli diversi

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Una serata che non ti aspetti … un the in compagnia di una delle più alte cariche dell’area di Kerak: lo sheikh Mohammad Maita.
Accolti a casa sua con tutti gli onori,all’interno dell’area riservata a meeting istituzionali, abbiamo avuto il piacere di ascoltare parole inaspettate.
Siamo stati piacevolmente sorpresi nell’apprendere che la convivenza tra musulmani e cristiani è da sempre una realtà. Qui in Giordania è possibile. Due confessioni che non solo si rispettano, ma che riescono a convivere nei medesimi luoghi e condividere gioie e difficoltà. Ne abbiamo avuto una prova durante una tipica festa di fidanzamento giordana a cui abbiamo partecipato. Alla sposa cristiana hanno fatto visita donne musulmane sue colleghe dell’università. La loro presenza è segno di una radicata fratellanza che vive in gesti quotidiani.
Un incontro che porteremo a casa insieme all’invito dello sheikh di trasmettere nel nostro paese il messaggio di fratellanza che ci ha affidato.


Gabriele, Leonardo, Lorena e Elena

NOI PARTE TERZA!!!

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CARLOTTA
eta 21.. la piccolina del gruppo insieme a Raffaele!!!
segni particolari: allergica all'aspirina e al formaggio.
nella classifica delle cazzate cantieristiche è al primo posto e pensiamo che non ci sia gara! a proposito mettiamocene una.. "al centro FAPIZ -bambini non vedenti-non mi vedono non mi sentono come c...o faccio???"(qui ribadiamo il concetto già espresso con martina, vogliamo delle selezioni leggermente più serie!!)
ballerina, la mattina ci sveglia con lo stretching e con un grand jete!!!capirete che a 3000 metri di altezza voglia di ballare saltami addosso!!! come notate dalla foto ama i primi piani e non la troverete mai in una foto non in posa!!!! ovviamente ha fatto suo il messaggio di sobrietà della formazione portando come bagaglio a mano tre borse di tre colori diverse, la piastra, 4 paio di scarpe fra cui le ballerine che in Bolivia , si sà, sono indispensabili come l'antidoto per il serpente a sonagli nel deserto texano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! però tutto sommato ci piace. Fa coppia fissa con Francesca di cui parleremo nelle prossime puntate.
Curiosa come pochi conosce la vita sentimentale di tutti, in particolare della coordinatrice Martina. In facebook passa ore intere mentre aspettiamo e sgobbiamo (Raffaele fai la contabilità serve il computer!!!!). Da poco si è lanciata con lo spagnolo, a differenza dell'amica Francesca , che ormai è un leggenda per il suo DONDANDATE (ne parleremo poi..), fa passi da gigante imparando una parola al giorno!!!!! TAMBIEN è l'ultima. Ci fermiamo solo perchè la cena è in tavola altrimenti potremmo continuare per ore.

i miracoli esistono

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Per chi non crede che i miracoli esistono vi consigliamo di linkare il sito di Pietro Gamba "il medico dei campesinos".
Dopo due ore di tornanti andini, ci troviamo in paradiso.. ANZALDO.Il primo incontro è con un campesinos che ci fa conoscere la sua abitazione e noi in cambio gli offriamo foglie di coca che lui accetta a mani giunte in segno di gratitudine e rispetto (qui la coca è sacra). Ancora qualche chilometro di strada e ci troviamo di fronte ad un nuovo spettacolo che ci lascia senza fiato e senza parole per descriverlo. Una vallata all'orizzonte, una miriade di colori dal rosso al verde, all'erba bruciata.. siamo a 4000 metri circa e scendiamo ancora verso un agglomerato di case in una delle quali ci accoglie una delle poche famiglie di campesinos rimaste. Le emozioni si susseguono, ma siamo ancora agli inizi. Il dott Pietro Gamba ci porta poi a visitare l'ospedale che ha costruito e che porta avanti insieme alla famiglia; è un ospedale che non ha nulla da invidiare a molti ospedali occidentali. Camminando per i reparti si respira la dedizione e il sacrificio che quest'uomo ha speso per questo progetto per noi impensabile.
Pranziamo insieme al suo staff e ripartiamo lasciando alle nostre spalle il paradiso.....

NOI SECONDA PARTE!

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MARTINA
Età 22 .. forse.
segni particolari: un diavolo per capello.
sicuramente ha sbagliato corso di laurea, doveva fare veterinaria; vorrebbe portarci in casa ogni animale che incontriamo in ogni posto che visitiamo.. cani, gatti, lama...
durante il cantiere è una profe eccellente, ottimo braccio destro per il fisico fisicato (vedi ieri)! anche se di spagnolo ne parla poco (bugia!!)
la donna delle braghette e delle scarpe sempre aperte anche con la grandine e il fango.. (ma a Cochabamba non avevano detto che non pioveva mai??!!!)
ci fa due p... così sul Perù dove, sfortunatamente per i peruviani, è stata l'anno scrso.
in fondo in fondo, scavando bene e con molta pazienza e tolleranza è simpatica, però se il gruppo Perù avesse desiderio di riaverla noi la scambiamo volentieri per pochi pesos!!!!
aspetti positivi: work in progess
aspetti negativi: non vorremmo intasare il blog....
"Vediamo di selezionare un po' meglio questi cantieristi perchè poi ci troviamo con difficoltà un po' insormontabili!! le lodi mattutine servono a poco!!"

domenica 9 agosto 2009

noi!!!!

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FRANCESCO

capo scout,fisico e il fisicato del gruppo!!, musicante ,suona il pianforte, l'arpa celtica e il flauto andino versione cochabamba..il suo cognome non è paganini per caso! ottimo cuoco, ci propone ogni sera piatti succulenti con gli ingredienti più impensabili,polenta con mele, pique macho e mate de coca con spaghetti. Uomo dalle mille risorse da sposare. Voto 10 con riserva

sabato 8 agosto 2009

Voi per noi

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Sento strane emozioni. I "miei ragazzi" sono già arrivati e la prima settimana è passata. Intensa, credo, per tutti. Potrei raccontarvi delle attività fatte insieme, dei sorrisi dati e ricevuti. Questo, tuttavia, vorrei lo facessero loro perché io ho il mio servizio civile ancora da scrivere, ho la mia esperienza con loro ancora da vivere.
Mi pongo alcune domande. Mi sento responsabile. Non di loro, grandi e maturi a sufficienza. Di me stessa, del Libano, e del loro ritorno. è tutto ovviamente unito da una trama sottile che sto tessendo da anni. Ero qui nel 2006, volevo ritornare. Un percorso. Soprattutto, perché Libano? Cosa provo io per questo paese? Catullo può aiutarmi in una mattinata in cui le parole faticano a scorrere, talmente i pensieri si attaccano e rosicchiano tutto quello che trovano in testa:

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi tortura.

In tre settimane riuscirò a fare il solletico al gruppo? Stimolare la loro curiosità? Essere in grado di farli "appassionare" un po' a questo posto così contraddittorio e ricco di spunti di riflessione da spronarli- una volta tornati a casa - a leggere il dossier Paese e a prendere qualche libro indicato in bibliografia finale? In una settimana hanno eseguito molti compiti e si sono messi a servizio, sono orgogliosa di loro. Mi chiedo, però, se riuscirò a incoraggiarli a proseguire questo servizio nella sua modalità mentale anche una volta tornati. Il Libano non è un paese che ti colpisce il cuore per i suoi colori o per situazioni di povertà estrema. Da qua tuttavia spesso si può capire la direzione che la regione mediorientale sta prendendo e questa non è mai svincolata con l'area mondiale. Quindi quello che succede qui manifesta i giochi politici decisi altrove e la nostra influenza parte dal nostro impegno nel nostro Paese, come parte attiva e partecipante della nostra società civile.
Da servizio civile, molti di noi hanno scritto post di indignazione per quello che sta diventando l'Italia. Forse uno sguardo estero ci ha aiutato a essere più lucidi.
Finite queste tre settimane, o finito questo mio anno di SCE, qui in Libano in un campo profughi, cosa cambierà per i palestinesi? Noi saremo pieni di racconti, di succulenti cibi e saremo più grandi, più maturi. Avremo vissuto e capito cose. Ai palestinesi, nel mio caso specifico, cosa sarà restato? Un sorriso in più? Un vivere alla giornata e..."questa giornata è stata bella perché c'eravate voi a coccolarmi, ad aiutarmi" ma poi se chiedi loro quale futuro immaginano per i loro figli e nipoti, lo sguardo diventa buio, svuotato di speranza, colpito dalla rassegnazione. Quello che mi piacerebbe è chiedere a tutti i cantieri e a tutti gli SCE di riflettere. Siamo partiti per dei Paesi. Alcuni sapevano e volevano andare in un luogo preciso, altri no ed era l'esperienza, questa, che volevano fare. Un anno, tre settimane e poi il ritorno in noi stessi oppure una presa di consapevolezza che avrà seguito?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Scusate per questi pensieri un po' noir, mi ha colpito, tuttavia, una domanda posta da una donna palestinese al nostro gruppo: “Cosa potete fare voi per noi?”.

venerdì 7 agosto 2009

ADER

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Primi giorni di cantiere in Giordania. Qui a passeggio per Ader con il gruppo di volontari locali che ci hanno iniziati ai segreti del loro paese...

Urkupiña

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Parola sexy del giorno: "Urkupiña!"






"Aspetta un attimo, ho lasciato il culo fuori ..."


Iniziamo con due o tre chicche che poi verranno pubblicate sul best seller

"La Bolivia secondo noi. Carlotta al naturale senza l'effetto di psicotropi, solo MATE DI COCA!"

  1. "i disabili hanno rubato la macchina del cafè??!!!???" Carlotta

  2. "ma per trovarci alle 7.45 partiamo alle 8????" Francesca

  3. "la pizzeria si chiamava qualcosa come silkepil... " (in realtà si chiama eli's) Marta

  4. "ho visto un tipo barbuto che probabilmente si chiama Orfeo" Martina cantierista

  5. "bello questo posto sembra il villaggio low cost della valtur" Raffaele

6. "oggi non mi hanno fatto passare una patata al controllo qualità taglio patate del centro di Danilo!" Daniele


7. a Francesco "mangi tanto che sembri il sacco dell'umido"


Oggi vi spieghiamo come funziona la mobilità in Bolivia:


nuovissimi autobus e auto di media e piccola cilindrata come da foto, sfrecciano da nord a sud di Cochabamba, con ogni lettera e numero e disegno dell'alfabeto greco e cinese, formando simpatiche combinazioni come: LL CUORICINO ROSSO, 111 BANDIERINA ARANCIONE.

all'interno ogni mezzo è dotato di display che indica il percorso e le fermate in tre lingue: quechua, aymarà e castigliano. i simpatici autisti, sempre sorridenti, disponibili a dare spiegazioni, ci accolgono con un ottimo servizio e di accoglienza e catering.

L'altezza media di ogni autobus è un metro e sessanta, consigliabile occupare i posti in fondo per evitare di essere espulsi alla prima curva o primo incrocio non segnalato o primo semaforo verde a cui ci si deve fermare.



Oggi festa nazionale boliviana


ieri grande DESFILE con sfilata dei bambini del centro FAPIZ che a ritmo di IZQ (leggi ISCHIA, per chi non osa sapere lo spagnolo) 1, 2, 3 marciavano accompagnate da tre magiche volontarie in perfette divise e coccarda nazionale.


Oggi città bloccata

per il desfile civico di tutti i militari veramente in divisa anche quelli della marina militare Boliviana che si esercitano sul lago Titicaca in attesa ( da solo di 100 anni!) che qualcuno gli regali uno sbocco al mare.

quindi noi...
visita al parco Tunari

Francesca scappata di casa a soli 4100mt

se si fosse bucata una ruota solo i lama avrebbero potuto salvarci!!!!!

Solo per voi

ANTEPRIMA di domani:

  1. Carlotta, senza voce, si racconta in braille!!!!! chiedendosi se riusciranno i bambini ciechi a comunicare con lei non potendola sentire.
  2. come lavare i piatti in un lavandino di un bagno
  3. come fare un'assicurazione sulla vita in bolivia

P.S.: Davide abbiamo comprato delle azioni della Taquiña. ci puoi inviare 10.000 $ per coprire le spese del campo e i debiti che abbiamo appena contratto; fra l'altro c'è da riparare un tubo in cucina...


giovedì 6 agosto 2009

Sogno o son desto?

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La meraviglia a cui stiamo assistendo è difficile da descrivere… spazi aperti e volti sconosciuti ci hanno accolto in questa parte di mondo con estrema ospitalità !

Alternando lavoro,thè e caffè siamo riusciti a legare in poco tempo con i ragazzi del luogo superando l’ostacolo della lingua. Con loro ci aspettano giornate piene di risate, giochi e confronto .
E tra di noi??? JALLA JALLA Gabriello la fa da padrone!

martedì 4 agosto 2009

El primer dia...

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Pensavamo che la tratta più impegnativa fosse Milano San Paolocon le sue simpatiche 12 ore..bè che dire ci siamo ricreduti..volo Assuncion-Cochabamba (solo 1 o 2 ore mah?!)..dopo una delle interminabili turbolenze e vuoti d’aria, la Madonna ci appare chiedendoci di smettere di pregare perché inutile ma piuttosto di scegliere una camera singola o doppia vista purgatorio..il pilota a un certo punto scambiava le montagne andine per la pista di atterraggio!



Nonostante tutto siamo arrivati sani e salvi, valigie a seguito. Ingenuamente pensavamo che il peggio fosse finito..ovviamente ci sbagliavamo!!la Bolivia ci stupisce proponendoci piloti da go-kart al posto di autisti veri.
Il nostro spirito d’adattamento (istinto di sopravvivenza in stand-by) ci ha portato a schiacciarci in dieci in un auto da 4 con cruscotto peloso viola sun un percorso a strapiombo con un panorama da “brividi”.
Ciudad del Ninos (dove alloggiamo) ci appare come un’oasi. Sembra un agriturismo in Toscana, casine in legno, piante da frutta, circondate dalle Ande…ops forse la Toscana è un po’ più lontana!




TO BE CONTINUED…




PS.: Davide abbiamo delle domande per te:




1) L’assicurazione Caritas copre eventuale danno causato da taxi con tutti 7 cantieristi più 2 coordinatrici a bordo?




2) Copre l’eventuale e probabile esplosione di bombola del gas presente nel baule in cui sono ospitati due cantieristi? E secondo te i cantieristi durante la sosta carburante devono uscire o possono fumare una siga tranquillamente?




3) Copre eventuali svenimenti o problemi cardiaci causati da partite di calcio a 2800mt?
(tienici informati perché a breve ci sarà la rivincita)