giovedì 28 aprile 2011

Uomini e no


Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili. (Bertolt Brecht)

Sono giorni pesanti, in cui i pensieri si rincorrono e si affollano in una mente già troppo intasata. Sono le 3 di notte, la speranza è tanta, la voglia di sentirsi annunciare finalmente la tua liberazione aumenta di minuto in minuto.
È un tam tam di notizie, di gente che ti contatta per avere info, per passarti link, per condividere e alimentare l’illusione della buona notizia.
Poi il vuoto, il silenzio e infine l’urlo, che non è vero, che non può essere vero, che si sono sbagliati, che forse sei ancora li a combattere.

Aspetto la smentita in silenzio, con gli occhi lucidi, con l’irrazionalità di chi sogna sempre e non vuole crederci.

Come per ogni lutto c’è bisogno di tempo per metabolizzare e neanche il tempo spesso riesce a colmare quei vuoti. Perché non c’è umanità in tutto questo, perché restare umani adesso è un utopia.
Le dietrologie non mi sono mai piaciute, ma il perché me lo chiedo sempre.

Probabilmente l’unico modo per ricordarti non sono le lacrime, ma continuare a stare dalla parte degli oppressi, dalla parte degli ultimi e restare umani…anche quando non c’è nulla di umano intorno.

Sei stato testimone del fatto che la storia viene scritta dalla gente comune e questa è la storia che vorrei i miei figli leggessero…
...a winner is a dreamer who never gives up.

Buon viaggio, questo 25 Aprile è per te.

A Vittorio Arrigoni

Hanno ucciso tutti

Ibrahim Nasrallah
(trad. Wasim Dahmash)

Hanno ucciso tutti
hanno ucciso tutti i minareti
e le dolci campane
uccise le pianure e la spiaggia snella
ucciso l'amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.
Per te sia buono il mattino.
Non ti hanno conosciuto
non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli
e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno
e delicato stillare di corda
e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.
Per te sia buono il mattino.
Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla
e il richiamo di una coppia di uccelli all'alba lontana
e una bambina triste
per un sogno semplice e buono
che un caccia ha scaraventato nella terra dell'impossibile.
Per te sia buono il mattino.
No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato
intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi
non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento
che gioiosi traboccano e svettano come palme.
Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea
nei loro cuori non c'è appuntamento con un'onda e una poesia
con i soli di dio nell'uva di Hebron,
non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato
non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato
non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato
la loro notte non si espone al sole
alla nobile gioia.
Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?
Che cosa diremo al nostro mare?
Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?
Alla nostra lunga dura notte?
Dormi! Tutta questa morte basta
a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.
Dormi bel bambino.

Nessun commento:

Posta un commento