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sabato 29 agosto 2015

Nicaragua: "¡IL CANTIERE NON FINISCE AD AGOSTO! BUEN VIAJE..." :)

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6 - 30 Agosto
Nueva Vida - Nicaragua
Cds 2015

Alle mie cantieriste e al mio cantierista,
a sei persone speciali che mi porterò sempre nel cuore,
ad Ambra, Bea, Cla ,Mari, Nico e Sere.... ¡GRAZIE! :)

“Qua non c'è mai stato solo un mondo solo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore credo 
se ti serve chiamami scemo ma io almeno credo 
se ti basta chiamami scemo che io almeno 
credo nel rumore di chi sa tacere...“


GRAZIE per aver provato con tutte le vostre forze ad immergervi completamente e tutti insieme nel contesto, per aver osservato con occhi differenti i comportamenti, le abitudini ed i volti delle persone incontrate, per essere stati capaci di abbattere qualsiasi muro difensivo tra noi divenendo fin da subito un gruppo unito ed infine una famiglia.

GRAZIE per esservi rispettati, aspettati e presi per mano, GRAZIE per aver camminato insieme, ognuno con i suoi tempi e pause, ma seguendo tutti lo stesso spartito.

GRAZIE per l'attenzione nel prendervi cura l'uno dell'altro, per aver avuto il coraggio di aprire il cuore durante i momenti di riflessione e condivisione ed aver saputo rimanere nudi e sinceri davanti a se stessi e agli altri.


GRAZIE per i preziosi silenzi e le lunghe chiacchierate. 

GRAZIE per i racconti personali, le storie di vita, le lacrime e le difficoltà incontrate durante il servizio in un contesto tanto stimolante quanto duro, complesso e delicato.

GRAZIE per quei lunghi abbracci collettivi in cui si sentivano i battiti dei nostri cuori cosi forti che era impossibile non sorridere e ringraziare Qualcuno per essere li in quel momento, in quel preciso istante e con quegli insostituibili visi.

GRAZIE per la collaborazione, la gioia e la felicitá.

GRAZIE per le tantissime risate, per le prese in giro ed il “saper sdrammatizzare”.


GRAZIE perché ABBIAMO saputo metterci in gioco a pieno con i nostri pregi e difetti, con i nostri limiti, con le nostre paure ma soprattutto con la voglia di fare che ci unisce e ci contraddistingue.

GRAZIE per aver stretto i denti quando la stanchezza e la fatica avrebbero voluto avere il sopravvento, per esservi voluti bene e per avermi fatto emozionare in più occasioni.

GRAZIE per aver regalato una parte del vostro cuore a questo paese, ai bambini di El Guis e di Redes. Senza di voi non sarebbe stato un agosto così entusiasmante! (MENTIRAAAAA!Ahahah :) )

¡GRAZIE PER AVERCI CREDUTO!

Trasmettete nella vostra quotidianità le emozioni, gli stimoli e gli insegnamenti ricevuti qui in Nicaragua; trasmettetele nelle piccole e grandi realtà in cui siete inseriti; trasmettetele con il vostro approccio alla vita ed indistintamente a sconosciuti, vicini di casa, fidanzati, amici e familiari... IL CANTIERE NON FINISCE AD AGOSTO! :) 

VI VOGLIO DAVVERO BENE,
un abbraccione forte e collettivo,
BUON VIAGGIO,
Teo! :)

p.s. vi lascio (per ora), con le parole di un video che sempre mi ricorderà di NOI... di questo cantiere in cui sette sconosciuti diventarono amici per il "semplice" fatto di aver provato anche in Nicaragua, anche a Nueva Vida, anche nella povertà estrema ¡A CREDERE NELLA VITA! :)


"NO ESTAS SOLO,
Te siento
¡LUCHA!
No te calles,
ROMPE EL SILENCIO.
No ignores el dolor ajeno,
¡AYUDA!
Acepta a los que son y piensan diferente.
Ten esperanza.
ABRE TU MENTE, TU CORAZON.
NUNCA dejes de soñar,
NUNCA dejes de actuar.
APRENDE. CAMBIA.
Abres los ojos del alma.
COMPARTE.
NECESITAMOS DE TI.
Basta de violencia,
Vive en sin medio.
EL AMOR EXISTE.
PARTICIPA"

( https://www.youtube.com/watch?v=3YhoejhnW8w  : "De que me sirve la vida -  Camila)

mercoledì 14 agosto 2013

Libano - Abbraccio di nuvole

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Tra le immagini che affollavano la mente prima della partenza sicuramente c'era quella di un'estate torrida qua in Libano, e anche il terrorismo psicologico dei nostri coordinatori aveva contribuito all'ansia di mettere in valigia i vestiti più leggeri e di munirci di crema solare protezione 50.
Del resto, siamo in Libano,  questo ci si aspettava….
Ma, tra le tante cose che appaiono diverse qui rispetto a quello che la nostra mente ci aveva suggerito, anche i colori e il clima vogliono stupirci. 

Oggi allo shelter siamo avvolti da un'atmosfera molto suggestiva che ci isola, ci abbraccia, quasi a proteggerci.
Tutto è circondato da nuvole grigie, che nascondo il versante opposto della montagna, coprono i paesi arroccati sotto a Rayfoun e chiudono il cielo sopra di noi. È strano guardarsi intorno e non scorgere nulla, girarsi e toccare l'umidità, sentire le nuvole qui accanto a noi, è come se le nuvole chiudessero la protezione dei cancelli e lasciassero spazio solo a noi qua dentro.
Forse a rendere lo spettacolo più suggestivo è l'idea di isolamento che lo accompagna. Qui le donne non possono assolutamente uscire dai cancelli. Sono protette, trovano un rifugio che riesca a restituire loro una piccola parte di quella serenità che hanno perso, provano a ricercare la forza e la determinazione al di fuori da tutto quello che di orribile la società libanese ha loro mostrato, ma sono anche prigioniere.
Tale reclusione sembra una questione molto difficile da accettare e da condividere: tenere "prigioniere" delle donne che hanno come unica colpa quella di aver provato a cercare fortuna in un paese forse non pronto ad accoglierle; anche noi abbiamo faticato a renderci conto di cosa possa significare il lavoro del Migrant Center di Caritas, a dargli una giusta dimensione nella vita di queste ragazze.

La desolazione è uno degli stati d'animo che maggiormente emerge dai loro racconti. Si sentono sospese, trattenute qui a causa anche di tempistiche delle pratiche burocratiche dispersive e lunghe, che si oppongono alla possibilità di soddisfare il motivo per cui hanno raggiunto questo paese.
Stare nello shelter fa sentire queste donne inutili per la loro famiglia lontana, preoccupate dall'idea del fallimento del loro progetto migratorio e bloccate nelle loro aspettative.

Tanta la delusione, che ormai ha preso il posto della rabbia, tanto il dolore che accompagna la malinconia, ma ancora di più è la speranza di tornare a vedere cosa ci sia al di là di queste nuvole e la determinazione che anche nei loro giorni, così come nelle estati libanesi, tornerà la luce, quella limpida della felicità! E proprio alla loro forza, che sembra provenire da una caparbietà che non pensavo potesse davvero esistere,  la sera libanese regala i suoi tramonti…





venerdì 1 febbraio 2013

La palabra más sencilla del mundo - Italiano y español

1 commento:
LA PAROLA PIU' SEMPLICE DEL MONDO


A un anno esatto dall'inizio di questa avventura, proprio quando vorrei scrivere un ultimo pensiero intelligente, tutte le parole che potrei spendere battono in ritirata. Neanche le immagini, quelle migliaia di volti, situazioni, panorami collezionati in questo tempo, mi vengono in aiuto. Sembra tutto superfluo. Niente essenziale o così significativo.
E quindi, con una delle più semplici parole mai esistite mi esprimo e dico GRAZIE.



Ai miei responsabili-armadilli di Caritas Ambrosiana, per aver creduto in me, regalandomi questa opportunità.

Al personale, ai ragazzi e alle famiglie del Guis, che mi hanno accolto con un sorriso e dato libertà di sperimentare, proporre, sbagliare, imparare.

Alle compagne Nica-SCE, con le quali ho creato e vissuto la nostra piccola e loca comunità, per tutte le risa, i litigi e le esperienze che ci hanno fatto crescere insieme.

A tutti gli altri compagni di servizio sparsi in giro per il mondo, che hanno condiviso con me momenti importanti e racconti esotici dai quattro punti cardinali.

A tutti i volti incontrati in Nicaragua, le persone appena conosciute e quelle diventate amiche dell'anima, che per un momento o mille mi hanno tenuto compagnia riempiendomi i giorni e la valigia.

A chi, famiglia o amici, ha saputo starmi vicino, nonostante un oceano nel mezzo, per poi riaccogliermi e riscaldarmi in questo inverno italiano d.o.c.




E a tutte le persone a cui questo grazie è rivolto, mi sento di fare un augurio, uno tra i tanti che si potrebbero fare. Il mio oggi è questo:

Ti auguro tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno:
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere,
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per poter essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo che te ne resti
per stupirti e per fidarti,
e non soltanto per guadarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle,
e tempo per crescere, ovvero per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
non ha senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni giorno, ogni ora con gioia.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di: avere tempo per la vita!
Elli Michler
© Don Bosco Medien GmbH, München

www.ellimichler.de 





C'è tempo, Fossati - musica e testo