Ma questa cazzo d'italia vi piace?
Vi trovate bene?
Come faremo domani a guardare in faccia un ragazzo senegalese, o una donna peruviana, o un barbone?
Ci vergogneremo per quello che sta succedendo? Ci schiferemo, per quello che sta succedendo?
No, domani sarà indifferenza, o paura, o odio.
No, domani quando salirà sul nostro autobus qualcuno col taglio degli occhi diverso dal nostro, qualcuno col vestito più logoro del nostro, più puzzolente, qualcuno che risponde al telefono con parole diverse dalle nostre, il nostro primo pensiero andrà al portafoglio, poi al cellulare, e poi a come costui è entrato in questa italia del cazzo.
No, domani sarà uguale a oggi ed io questa cosa proprio non riesco a mandarla giù.
Domani sarà uguale ad oggi e mi fa proprio schifo schifo schifo il fatto che sia così.
Ci stanno dicendo che una vita umana, vale più di un’altra vita umana, e noi li crediamo.
Ci stanno dicendo che un cazzo di passaporto, è più importante della vita umana, e noi li crediamo.
Ci stanno togliendo pure l’indignazione, e le mie sono parole nel vento...
giovedì 5 febbraio 2009
2009 Febbraio 2.
Febbraio 2009, 2. 6:48. Port Blair.
Aeroporto di Chennai, India. La tv della sala d’attesa mostra il format corrispettivo indiano di “Ballando sotto le stelle”. Come in Etiopia le pubblicità schierano attori dalla pelle chiara. A differenza che in Etiopia, Indiani chiari esistono e appartengono alla casta + alta.
La sala d’attesa d’un aeroporto è un non luogo per eccellenza. Mi sovviene in mente che ho lasciato il dono finale della caritas locale (un vaso di fiori lignei intagliati) in camera. Non carino. Io, non il vaso. Un uomo che millanta di essere stato colpito da un infarto ci passa avanti. Con la moglie. Con le 8 valigie.
La polizia becca nella valigia rosa due accendini che gli agguerriti agenti olandesi, i 13 controlli dell’aeroporto di Addis, i macchinari di Sanà, come quelli di Milano, Dubai e Chennai, non hanno mai scovato. Applausi ad andamani aperte.
In queste isole vengono a vacanzare molti ragazzi dalla stella di Davide, dopo i 3 anni di servizio militare, stropicciati in cerca di un luogo che sia il + lontano possibile dal mondo; paiono statunitensi appena malinconici. Un po’ dentro un po’ fuori, come dice Placito dei threewheels locali: risciò motorizzati senza portiere, api che dribblano goffamente il traffico sfiorandosi e trasportandoti a cm da terreno ed esterno.
Un po’ dentro un po’ fuori anke dal sogno spezzato dalla sveglia trillante del telefonino, malconcio dal sonno rimastomi addosso dopo l’ennesima notte da 5 ore; rotta verso Chennai, rotta verso Colombo, da lì a Chillau. Provincia di Cagliari, in Sri Lanka. Costa occidentale, a metà.
È lecito attendersi qualche osservazione sulla situazione politica del Paese. Per motivi intuibili, purtroppo, non ne posso dare.
2009 Febbraio, 2. 22:22. Marawila Town.
EKKO MI SEMBRAVA DI ESSERE IO ME STESSO AL IN PERSONA ESSERE STATO SEGUITO ANKE IN STO PAESE SRL. E DI FATTI KE MI TOKKA LEGGERE LUI… PLACITO PAOLO IL FRATELLO SIAMESE OMOZIGOTO… DESTINO AVVERSO, INVERSO KONVERSO ED ALQUANTO KONVESSO ESSERE SEGUITO FINO NELL’SRL.
Mai visto un Paese più verde. Hotel suna spiaggia da villaggio turistico d’elite. Pipistrelle con apertura alare da un metro. Parlo di lavoro con Al, a piedi nudi, sul bagnasciuga; 2 cagnolini escono dal mare e corrono verso di noi, giocando. Da dove arrivano? Isole Andacane? E vabbeh. Si torna a dormire, eh? Fino a giovedì non potrò ricevere messaggini. Qto al web boh. Qdi qdo posterò ste righe con ogni probabilità potrò ricevere sms.
Incontrata la giovane comunità italiana d caritas. Una cena in sintonia, che si trova vicino Chillau (la gente srilankese, e non skerzo, si saluta con “Aièèèè”... Sardissimi). Fa bene: loro sono una coppia d genitori veneti con una coppia di bimboli. 2 serviziociviliste ke per ovviare ad un’uguaglianza d nomi si kiamamo x colori. E Luca, ke joca a pallone coi srilankesi e conosce Francesca d Addis. Ho mangiato spaghetti alla bolognese con carne locale, purè, pesce ripieno, carote, pomodori, banana, mousse al cioccolato, ananas, panna montata. Pazzesco che abbia sempre sonno. KOMMENTO. LA SUA DI LUI PAOLO SOSTA AL BAGNOWC E’ STATA PARTICOLARMENTE PROPORZIONALE AL CIBO INGURGITATO.
2009 Febbraio, 01. Port Blair.
Nota per la decodifica: ki scrive in corsivo è Paolo Maria Dell’Oca. Chi digita in STAMPATELLO è Alberto Ugo Minoia.
Ratman & Pisolo. Andaman & Isolo.
SE BECCO STO BENE PLACITO KE SCRIVE STE ROBE…LO ISOLO IO PER FOREVER
- Che la verità si trovi nel non senso?
- Pensiero laterale.
- È un senso unico?
- No, no.
- È un doppio senso?
- In che senso?
- Udito
- E poi?
- Umano
- Oooohhhh. Fallo lateralissimo.
- Batto da dietro la panchina?
- Batti da sopra, arrivi + lontano.
- Si può?
- Puoi?
- Sì.
- Fallo!
- Perché?
- Hai perso tempo.
- Battono loro
- L’oro?
- Sì, all’asta.
- Tanto quella medaglia finisce sempre agli stessi.
MI SEMBRAVA DI AVER KAPITO MA SUL PIU’ BELLO …
Andamannaggia.
I poliziotti andamani mettono gli andamaneschi in andamanette?
SE SCOPRO COSA FUMA
Andamannò, dai.
Andamandato in Asia.
Isolato, isolano, isolante
INSOLENTE E BASTA. STATE TRANQUILLI KE SONO SULLE SUE TRACCE, ORME, IMPRONTE, DNA E PRIMA KE POI LO BEKKO E LO TRASFERISKO IN ANDAMANIA.
2009 Gennaio, 31. Port Blair.
2009 Gennaio, 31. 14:31. Port Blair.
PREMESSA: AOHHHHH BENEPLACITO DO STAI ?
Stamane riprese video VORREI SAPERE CHI LE HA AUTORIZZATE. NON CAPISCO + NULLA un po’ affettate in un laboratorio di affettamento del legno, monitoraggio progetto edile di casette permanenti per gli sfollati dallo tsunami e festa salesiana con pranzo a seguire.
In mattinata presta, Jolly, il nostro autista (un factotum..), ha avuto un incidente: ad un incrocio il suo motorino si è scontrato contro un trattore. Niente di grave.
A Johnson, responsabile Caritas locale, abbiam mandato le fotocopie dei nostri passaporti dall’Italia. Quindi, arrivato, mi chiama (e mi presenta) Paolo Maria. Credo che Maria sia il cognome. Niente di grave.
Dopo Jolly, Alex, Johnson, il nuovo nome andamano di oggi è Almeyda: come l’ex calciatore, come l’ex cane, come l’ex amico d Jack. Ho già scritto troppo? Nota per i 24 amici: sapessi l’indi quanto lo chiamerei per avviare un allarme allerta terroristica nel territorio californiano? Ho lasciato la quarta serie a metà. Grave.
Nota per gli ADF: sui semafori andamani in sovraimpressione sul rosso c’è scritto “relax”. Potremmo convincere esterni a fare scrivere sui semafori italiani rossi “pollege”..
TAKOTAKO, POLEPOLE, HAKUNA MATATA
2009 Febbraio, 1. 0:56. Port Blair.
Come in Bulgaria (e dove?) quando un andamano (qdi un indiano, estenderei) vuole dire di sì, scuote la testa orizzontalmente, tirandomi scemo. Gli ripeto ad alta voce “Ieeees or noooo?”.
In serata ho trovato al volo un internet point. Purtroppo la lungaggine dei suoi tempi (e non leggeva la kiavetta e non apriva la pagina google e m’ha fatto cambiare computer) non mà permesso di prendermi i miei. È ufficiale: ricevo&mando sms da qua.
Le isole Andamane. La loro chiave di lettura pare siano le basi che gli indiani hanno collocato sulle loro coste: particolarmente favorevoli come posizione geopolitica, avere qualche aeroporto così “orientale” li fa dormire meglio.
Come sempre ovunque la maglietta con sovrascritto chi non ho votato miete consensi internazionali: oggi i salesiani me l’hanno ammirata. Eh, eh… gli avete insegnato voi al Silvio. Però hanno insegnato pure a me. E guarda qa.
Domani svelia alle 6e28, sono ancora sfusato e stanotte ho preso sonno alle 4, devo perfezionare le mie tecnike d’akkiappaggio, posso prenderlo prima, o forse sperare kel mio organismo contrasti meglio le controindicazioni del malarone. Che la stankezza si addensa: in certe carrellate d telecamera su danze tipike oggi il braccio crollò in abbiocco vero.. 4h e 30 d jetlag, adesso da voi sono le 20e40. Che tempo fa? Stase freskino, cena in un ristorantino sul terrazzo in cima ad un palazzino.
PAssO.
PREMESSA: AOHHHHH BENEPLACITO DO STAI ?
Stamane riprese video VORREI SAPERE CHI LE HA AUTORIZZATE. NON CAPISCO + NULLA un po’ affettate in un laboratorio di affettamento del legno, monitoraggio progetto edile di casette permanenti per gli sfollati dallo tsunami e festa salesiana con pranzo a seguire.
In mattinata presta, Jolly, il nostro autista (un factotum..), ha avuto un incidente: ad un incrocio il suo motorino si è scontrato contro un trattore. Niente di grave.
A Johnson, responsabile Caritas locale, abbiam mandato le fotocopie dei nostri passaporti dall’Italia. Quindi, arrivato, mi chiama (e mi presenta) Paolo Maria. Credo che Maria sia il cognome. Niente di grave.
Dopo Jolly, Alex, Johnson, il nuovo nome andamano di oggi è Almeyda: come l’ex calciatore, come l’ex cane, come l’ex amico d Jack. Ho già scritto troppo? Nota per i 24 amici: sapessi l’indi quanto lo chiamerei per avviare un allarme allerta terroristica nel territorio californiano? Ho lasciato la quarta serie a metà. Grave.
Nota per gli ADF: sui semafori andamani in sovraimpressione sul rosso c’è scritto “relax”. Potremmo convincere esterni a fare scrivere sui semafori italiani rossi “pollege”..
TAKOTAKO, POLEPOLE, HAKUNA MATATA
2009 Febbraio, 1. 0:56. Port Blair.
Come in Bulgaria (e dove?) quando un andamano (qdi un indiano, estenderei) vuole dire di sì, scuote la testa orizzontalmente, tirandomi scemo. Gli ripeto ad alta voce “Ieeees or noooo?”.
In serata ho trovato al volo un internet point. Purtroppo la lungaggine dei suoi tempi (e non leggeva la kiavetta e non apriva la pagina google e m’ha fatto cambiare computer) non mà permesso di prendermi i miei. È ufficiale: ricevo&mando sms da qua.
Le isole Andamane. La loro chiave di lettura pare siano le basi che gli indiani hanno collocato sulle loro coste: particolarmente favorevoli come posizione geopolitica, avere qualche aeroporto così “orientale” li fa dormire meglio.
Come sempre ovunque la maglietta con sovrascritto chi non ho votato miete consensi internazionali: oggi i salesiani me l’hanno ammirata. Eh, eh… gli avete insegnato voi al Silvio. Però hanno insegnato pure a me. E guarda qa.
Domani svelia alle 6e28, sono ancora sfusato e stanotte ho preso sonno alle 4, devo perfezionare le mie tecnike d’akkiappaggio, posso prenderlo prima, o forse sperare kel mio organismo contrasti meglio le controindicazioni del malarone. Che la stankezza si addensa: in certe carrellate d telecamera su danze tipike oggi il braccio crollò in abbiocco vero.. 4h e 30 d jetlag, adesso da voi sono le 20e40. Che tempo fa? Stase freskino, cena in un ristorantino sul terrazzo in cima ad un palazzino.
PAssO.
mercoledì 4 febbraio 2009
dita sporche di vernice viola: Si o No.

Il 25 di gennaio tutto si ferma: non una macchina in giro, negozi chiusi, gente per strada. Tanti che camminano perché oggi non si può circolare in macchina senza un permesso speciale.
Da tre giorni oltre alle macchine, anche gli alcolici non sono permessi per evitare che l’alcol infervori eccessivamente gli animi già caldi. Da fuori la gente sembra tranquilla, o forse un po’ rassegnata, dato che i sondaggi danno vincente il SI già da qualche settimana.
Il 25 gennaio si vota per dire SI o No alla nuova costituzione boliviana. E’ un giorno importante, in cui molti sperano in un cambio, per una nuova Bolivia. Un’opportunità, come dice il Presidente, per “richiudere le vene aperte del Latinoamerica”.
Già dalle prime ore del mattino per strada, guardando le mani della gente, si scorge quasi sempre un dito violaceo, pieno d’inchiostro: sono coloro che hanno già espresso la loro preferenza, e che poi hanno dovuto immergere il dito nella soluzione viola come segno: si può votare una volta sola e il dito colorato fa’ fede!
La sera del referendum, tutta la Bolivia è in festa. Canti, balli, musica nelle piazze e le reti televisive che, a seconda del loro schieramento politico, enfatizzano la “vittoria” per l’approvazione o la “vittoria” per l’opposizione che ha ottenuto comunque molti voti.
Nessuno scontro e (apparentemente) nessuna irregolarità, tanti osservatori internazionali
sembrano soddisfatti dello svolgimento delle votazioni.
Da tre giorni oltre alle macchine, anche gli alcolici non sono permessi per evitare che l’alcol infervori eccessivamente gli animi già caldi. Da fuori la gente sembra tranquilla, o forse un po’ rassegnata, dato che i sondaggi danno vincente il SI già da qualche settimana.
Il 25 gennaio si vota per dire SI o No alla nuova costituzione boliviana. E’ un giorno importante, in cui molti sperano in un cambio, per una nuova Bolivia. Un’opportunità, come dice il Presidente, per “richiudere le vene aperte del Latinoamerica”.
Già dalle prime ore del mattino per strada, guardando le mani della gente, si scorge quasi sempre un dito violaceo, pieno d’inchiostro: sono coloro che hanno già espresso la loro preferenza, e che poi hanno dovuto immergere il dito nella soluzione viola come segno: si può votare una volta sola e il dito colorato fa’ fede!
La sera del referendum, tutta la Bolivia è in festa. Canti, balli, musica nelle piazze e le reti televisive che, a seconda del loro schieramento politico, enfatizzano la “vittoria” per l’approvazione o la “vittoria” per l’opposizione che ha ottenuto comunque molti voti.
Nessuno scontro e (apparentemente) nessuna irregolarità, tanti osservatori internazionali
sembrano soddisfatti dello svolgimento delle votazioni.
Feste per il SI e feste per il NO.

Bolivia in festa, ma Bolivia divisa.
L’oriente vota NO. L’occidente deciso per il SI. Quattro regioni decisamente contro, quattro regioni decisamente pro. Chuquisaca resta a 50% e 50%, in bilico fino alla fine, poi qualche voto decide: è un SI al 51,54%
Verso sera il presidente Evo Morales, ottenuti i primi risultati, proclama la rifondazione della Bolivia: “Fratelli e sorelle, sono molto soddisfatto, e lo dico con sincerità, non mi dimenticherò mai questo nuovo trionfo che mi avete dato” sono le parole di Morales a La Paz, davanti ad una folla in festa.
Speriamo che questa nuova tappa della storia boliviana, che questa costituzione così innovativa che riconosce i diritti fondamentali agli “indigeni originari campesini” possa aiutare la Bolivia a diventare migliore.
Dal 25 gennaio, sarà tutto da costruire: una nuova costituzione non significa risolvere i problemi, dall’oggi al domani, ma incamminarsi verso un cambiamento che avrà bisogno di tempo.
martedì 3 febbraio 2009
"Ti accende i sentimenti"
Finalmente mi sono decisa anche io a scrivere un post e a fare il mio ingresso nel blog, per la serie “meglio tardi che mai” e con la promessa di scriverne molti altri…
Avrei tantissime cose da scrivere e da raccontare: impressioni, eventi, incontri avvenuti lungo la "strada" finora percorsa, sorrisi, sguardi, pensieri, soprattutto pensieri… Perché tantissimo è accaduto qui in Moldova in questi primi mesi di esperienza, tantissimo la Moldova mi sta dando, su tante cose questa esperienza mi sta facendo interrogare e riflettere, e su altrettante mi sta stimolando.
Sono giuste certe cose che avvengono? Perché la vita di un bambino deve essere segnata per sempre dall’abbandono dei suoi genitori, spesso, troppo spesso, a loro volta tempo prima abbandonati dai loro? Perché una mamma deve essere costretta ad andare all’estero e a lasciare la sua famiglia, per poterla mantenere e per poter sopravvivere? Perché è così frequente e facile che la gente approfitti delle fragilità e delle difficoltà altrui? Perché c’è tanta povertà? Come si possono cambiare determinate dinamiche? E’ poi giusto cambiarle? E’ possibile migliorare le cose, la realtà? Come?
Certo, non c’è bisogno di venire in Moldova per vedere la sofferenza dei bambini, o la “fatica di vivere”, lo sforzo e la “difficoltà a tirare avanti” dei loro genitori, segnati da una vita che li fa sembrare anziani nell’anima e nel corpo anche quando a volte non lo sono. La sofferenza c’è ovunque, anche in Italia. Molti, troppi bambini soffrono, molte, troppe persone sono tristi, infelici, disperate. Ma qui sembra che troppo spesso questa sia la “normalità”, l’”ordinarietà”. Quello che voglio dire è però che questa “normalità”, se così si può chiamare, non smette però di stupire e di meravigliare, perché “…ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti” (dal testo della canzone “Don Chisciotte” di Francesco Guccini). Questo è l’effetto che la Moldova provoca in me: prima di farmi riflettere e pensare, prima di essere “metabolizzata”, ogni cosa che io qui, il più intensamente e il più profondamente possibile, cerco di vivere, “mi apre nuovi occhi e mi accende i sentimenti”. E non solo la sofferenza e il dolore mi “accendono i sentimenti”, ma soprattutto la forza, la speranza e la “voglia di ricominciare, sempre e comunque” che le persone qui hanno.
alle
14:18
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Giulia Perego,
Moldova,
SCE2008
domenica 1 febbraio 2009
Do-me-ni-ca!

Domenica pome, quel momento dei momenti liberi-noia-relax. Fa’ un tot che non scrivo sul blog, mi dico. Fa’ un tot che quell’idea oggi scrivo non mi attraversa la testa. Come sarà la domenica SCE? Oggi mi sento al mare.
Uno s’immagina l’esotico: viaggi per mete arrischiate, esplorazioni di quartieri off-limits. Oppure chessò, servizio: visita centro bimbi zona poverella, chiacchiera sui massimi sistemi, dove andrà questo sfigato paese?
E invece oggi domenica, calma. Sollevo presto il mio corpo dal letto, lui avanza verso doccia, mi baño, come si dice qui. Colazione! Mangio senza fretta le cose che piacciono a me – dubito, quasi solo a me: pappetta d’avena, succo di frutta, caffé.
Fuori sole. Libro in giardino, ecco, questo sí che è proprio un piacere, libro sotto il sole in giardino. Mi rapiscono le parole e seguo le frasi. Continuo finché lo stomaco reclama a ripetizione: ho fame!!!
Mangio, e da due giorni ogni volta mi stupisco di me. Ho una nuova amichetta, Molletta! Mangio io e poi pulisco gli avanzi già puliti e li propongo a questa miaaao. Bruttina e coccolosissima. Tutti qui mi dicono che i mici durano poco. Io mi dico che capperelli finché c’è, è Molletta! Molletta!

Esco con Marti che si è messa il cappello bianco da cuoca e compriamo le uova. Dieci, por favor. Sole che spacca le pietre ancora alle quattro. Caldo secco ma non troppo. Io passeggio al mare. In effetti in un mare di polvere e vento. Che bellezza i miei piedi scuriti dal sole e sporchi di terra!
Viva l'auto ironia!
Mi rifaccio allo "schiavi" di Lorenzo: io invece sono la "serva" dell'infermiera...giuro, una Madame très gentille le ha chiesto se ero la sua serva e si stupiva del fatto che non avesse preso una filippina che insomma costa meno! Fortunella lei che non capisco e parlo arabo.
Un'altra madame gentille senza conoscermi mi ha detto che dovrei fare sport. Non è finita ahimè. Un'altra madame gentille ha espresso a gesti che ho un bel viso ma insomma che sederone! eh eh eh, dovrei dimagrire. Meno male che Alberto nel colloquio iniziale mi aveva chiesto se ero dotata di auto ironia...le simpatiche vecchiette del campo di Dbayeh! La prossima volta che misuro la pressione dirò loro "eh, eh, eh la pressione è un po' alta bisogna fare qualcosa".
Rido. E mentre rido osservo la cyclette che abbiamo al centro e penso che dovrei fare un po' di sport. Allora valuto: la prima madame non è davvero molto gentille...ma la seconda e la terza mi hanno dato un consiglio che forse si sentivano di fare per il mio bene. A volte quello che ci sembra un commento di cattivo gusto lo è davvero. Altre volte è solo un modo forse troppo diretto per dire qualcosa che si valuta essere a fin di bene. L'infermiera ed io abbiamo deciso quindi di cominciare la dieta da febbraio. Azz febbraio è già oggi...mais non Oriana...febbraio 2010! :)
Un'altra madame gentille senza conoscermi mi ha detto che dovrei fare sport. Non è finita ahimè. Un'altra madame gentille ha espresso a gesti che ho un bel viso ma insomma che sederone! eh eh eh, dovrei dimagrire. Meno male che Alberto nel colloquio iniziale mi aveva chiesto se ero dotata di auto ironia...le simpatiche vecchiette del campo di Dbayeh! La prossima volta che misuro la pressione dirò loro "eh, eh, eh la pressione è un po' alta bisogna fare qualcosa".
Rido. E mentre rido osservo la cyclette che abbiamo al centro e penso che dovrei fare un po' di sport. Allora valuto: la prima madame non è davvero molto gentille...ma la seconda e la terza mi hanno dato un consiglio che forse si sentivano di fare per il mio bene. A volte quello che ci sembra un commento di cattivo gusto lo è davvero. Altre volte è solo un modo forse troppo diretto per dire qualcosa che si valuta essere a fin di bene. L'infermiera ed io abbiamo deciso quindi di cominciare la dieta da febbraio. Azz febbraio è già oggi...mais non Oriana...febbraio 2010! :)
Abbracci.
Statua di Lenin in Moldova
Quando la Moldova faceva parte dell'URSS in quasi tutte le principali piazze dei paesi era presente la statua di Lenin.
Dopo il crollo del comunismo queste statue sono pian piano state sostituite da altre che raffiguravano figure storiche per la R.Moldova.
Durante una visita a Caplani, sperduto paesino nel Sud della Moldova, ci siamo imbattuti in questa statua di Lenin, ormai non più messa in mezzo alla piazza ma relegata in mezzo a due case.
Visto che era la prima che vedevo e che ho potuto fotografare l'ho pubblicata nel Blog!
A presto
Lorenzo
Al lavoro per Sergio e Matteo
Lunedì 2 febbraio verranno a farci visita in Moldova Sergio ( il nostro CAPO ) e Matteo ( il FORMATORE).
Visto che saranno ospiti nella nostra casa abbiamo pensato assieme a Elisa (il nostro CAPO in Moldova che ci chiama "schiavi") di fargli una sorpresa culinaria per una cena che faremo!!
Qua una foto, ma nient'altro! Forse si capisce cosa stiamo facendo, forse no!
( Nella foto Giulia a destra e Lorenzo a sinistra)
anzi
(Nella foto Giulia a sinistra e Lorenzo a destra)
A presto!
Lorenzo
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