domenica 27 febbraio 2011

E Guardo il mondo da un oblò..

2 commenti:


Negli anni ho immortalato tutto ciò che ho visto e oggi non conto più le cartelle immmagini.
Una figura inchiodata su carta è un'effigie perpetua e narrabile....
Tuttavia, “mirare” alla realtà con il solo uso del mezzo, finisce per renderla artificiosa.


Ecco perché ho deciso, in questi giorni di esplorazione, di “castigare” la mia sempre fedele compagna di viaggi, per poter finalmente assistere alla vita fuori fuoco..


Ho visto cambiare i paesaggi, ho visto case.. e poi non ne ho viste più.


La cornice è bianca, come la neve che non vuol smettere di scendere , ma : “ arriverà un giovane che si batterà con quel drago che, geloso del sole, lo aveva nascosto .. e gli uccelli smisero di cantare e i bambini smisero di sorridere..” ( leggenda dei Marzişor).


E' possibile che oggi, quel giovane, stia ancora ponderando sul da farsi e i miei viaggi sono freddi, così come freddo è il paesaggio che mi circonda.
Questi non sono i miei luoghi, eppure, con sorpresa mista ad imbarazzo, mi affascinano. Sono figlia del benessere e trovo la povertà romantica.. che paradosso!!


Le persone che incontro sono dirette testimoni di un momento storico, che sembra così lontano, ma che ancora si mostra del tutto tangibile.


Allora, mi verrebbe voglia di chiedere ad un anziano di raccontarmi una storia …
Non ce n'é bisogno, perché a Raccontarmi, a Raccontarsi ci pensa una collega.
Mi descrive i giorni di depressione in seguito alla caduta del blocco comunista, espone l'argomento con estrema serenità, quasi non lo avesse vissuto su pelle e lo fa in un momento nel quale è possibile che due cittadini con egual passaporto possano non intendersi, in un paese costretto a mutare il prorpio idioma svariate volte..
Il mondo è in continua evoluzione e qui lo percepisco.



(potrebbe così capitare che il tuo interlocutore passi dal romeno al russo senza che tu te ne accorga ….. ma per ora non mi lamento perché , a prescindere , non lo capirei)

sabato 26 febbraio 2011

La storia sono loro

3 commenti:

Sarà stato qualche anno fa. Due forse, o tre. Mi trovavo a Bologna in una di quelle plumbee giornate dell'inverno italiano. Aspettavo una persona, ma siccome freddo, vento e pioggia mi fiaccavano, decisi nell'attesa di dedicarmi a una delle mie attività preferite, ovvero infilarmi in una libreria e perdermi gironzolando qua e là, leggiucchiando una quantità enorme di copertine e abstracts dei testi. Il tempo davvero fugge in quelle occasioni, tra l'incontro con un libro nuovo e la piacevole sensazione di trovare un tomo già letto nel passato.

Quel giorno, mentre girovagavo senza meta mi imbattei nella quarta di copertina di un libro di Tiziano Terzani, adesso sinceramente non ricordo quale. Ma ricordo che rimasi impressionato da una frase in quarta di copertina che infatti spesso mi torna in mente da allora. Credo fosse una specie di autobiografia, perchè diceva che lui era stato testimone dei più grandi avvenimenti del suo tempo, mi sembra citasse la guerra in Vietnam, la caduta del Muro e altro. Su quella frase ci ho fantasticato tanto, immaginavo di poter dire la stessa cosa quando fra molti (non moltissimi!) anni avrò la sua età e ho un bel bagaglio di esperienze sulle spalle...

Quella sua frase non può non tornarmi in mente oggi, che mi trovo in Giordania proprio mentre i paesi arabi sono protagonisti di quello che reputo la più importante sollevazione contro un potere iniquo nel sud del mondo dai romantici tempi della decolonizzazione. Mi rimarranno indelebili le immagini delle centinaia di televisioni nei negozi ad Amman sintonizzate 24 ore su 24 su aljazeera durante i giorni di Tahrir Square. Della sensazioni nella folla festante fuori l'ambasciata egiziana ho già scritto in un altro post. E anche qui ad Amman, dove per la prima volta dopo venti anni la gente scende in piazza per reclamare riforme e maggiori libertà, senti un qualcosa di frizzante nell'aria, una nuova voglia di protagonismo per le masse arabe troppo a lungo schiacciate nell'angolo da autocrazie basate sulla violenza.

Mi rimarrà il senso di sgomento di questi giorni per quanto sta accadendo in Libia, le notizie che arrivano mi colpiscono profondamente, massacri degni di altre epoche in un paese che l'Italia ha sempre considerato come il giardino di casa propria. La stessa Italia che non sembra curarsi di molto di quanto sta accadendo se non per le fantasiose previsioni su numeri cataclismatici di profughi che dovrebbero riversarsi sulle nostre coste. Troppo impegnati a discutere delle feste serali del premier o di chissà quale altra notizia di gossip, il popolo italiano non sembra conscio delle sue reponsabilità in questa terribile carneficina portata avanti da un grande amico del festaiolo di Arcore nonchè fornitore di buona parte dell'energia che usiamo ogni giorno.

Ma nonostante le nostre colpe e il menefreghismo la ruota della storia qui continua ad andare avanti e a scrivere pagine di cui sono felicemente testimone (anche se defilato).

Adesso si, la Storia sono loro (e noi italiani ahimè dobbiamo sentirci esclusi)

Retrospettiva casalinga

9 commenti:
Sìore e Sìori, benvenuti alla Prima Edizione del "Jordan Caritas Ambrosiana Picture Festival".
Oggi, 26 Febbraio 2011, si inaugura questa importante manifestazione che vede al centro il progetto SCE in Giordania.
Ogni mese sarà dedicato ad uno specifico tema.
Quello prescelto per Febbraio è "Home Sweet Home, angoli e scorci di Casa Caritas".
Sul blog sarà possibile ammirare solo alcuni degli innumerevoli scatti di questa rassegna fotografica.
Eccone qui tre:

"Davanti al manicomio di Saint-Rémy" - Vincent Van Gogh (Museo d'Orsay, Paris)


"Natura morta con sedia impagliata" - Pablo Picasso (Musée National Picasso, Paris)


"Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?" - Paul Gauguin (Museum of Fine Arts, Boston)


Chi lo desidera, potrà anche votare la foto che preferisce. Per votare è sufficiente scrivere nel commento "VOTO" + titolo della vostra foto preferita.
A chi parteciperà ricordo che a fine anno sarà estratto il nome del fortunato vincitore: in palio un weekend per due persone a Villapizzone, tutto incluso (anche due giorni di formazione extra)!
Yalla yalla!!!
E ora il comitato sai che fa? Manda la PUB-BLI-CI-TA'!!!

venerdì 25 febbraio 2011

DANZA KUDURO -il ritmo boliviano-

5 commenti:
..per allietare queste lunghe giornate di pioggia ecco la hit cochabambina..
.
Alè alè vàmonos a bailar:-)

"Las manos arriba
cintura sola
Da media vuelta
danza kuduro
No te canses ahora que esto solo empieza
Mueve la cabeza danza kuduro "

7mila milioni

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Questo è un video interessante. Verrà mostrato (tra le altre millanta installazioni) nello stand Caritas di Fa’ la cosa giusta tra il 25 e il 27 marzo, intitolato “Facce da slum”.


Non tutti i lettori potranno prendere parte alla fiera, ed è anche per questo l'ho postato.

mercoledì 23 febbraio 2011

"Dos jóvenes cooperantes de Cáritas Ambrosiana..."

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"...apoyaran a Redes de Solidaridad durante 2011"


Ricambiamo con piacere il saluto degli amici di Redes de Solidaridad (Nicaragua),

che hanno pubblicato su loro blog

il benevenuto a Elisabetta e Marta!

Ecco lo screenshot della pagina




martedì 22 febbraio 2011

Un incontro speciale...

1 commento:

Ogni tanto i sogni si avverano...
piccoli o grandi che siano l'importante è crederci, ma crederci davvero...
come il mio sogno di fare il servizio civile all'estero.
Quet'anno è proprio iniziato bene e sta continuando stupirmi e regalarmi momenti indimenticabili come questo ritratto nella foto, io e Gioconda Belli, io desideravo vederla, incontrarla, sapevo che prima o poi sarebbe successo ma che stupore e che gioia!
Gioconda Belli, scrittrice e giornalista... "La donna abitata" il libro che più di altri sento..."All'albeggiare emersi" e poi "mi sono ritrovata sola per secoli in una dimora di terra e radici [...] sentivo che il mondo era vicino [...] vidi le radici, le mani tese che mi chiamavano".
Come dimenticare le sue parole e la poesia che chiude il libro:

Nessuno sarà padrone di questo corpo di laghi e vulcani
di questa mescolanza di razze,
di questa storia di lance;
di questo popolo amante del mais,
delle feste al chiaro di luna;
del popolo dei canti e dei tessuti di tutti i colori.
Né lei né io siamo morte senza un progetto, senza lasciare un’eredità.
Siamo tornate alla terra da dove ancora torneremo a vivere.
Popoloremo di frutti carnosi l’aria dei tempi nuovi.
Colibrì Yarince.
Colibrì Felipe
danzeranno sulle nostre corolle
ci feconderanno eternamente.
Vivremo nel crepuscolo della gioia
nell’alba di tutti i giardini.
Presto vedremo il giorno colmo di felicità
le imbarcazioni dei conquistatori allontanarsi per sempre.
Saranno nostri l’oro e le piume
il cacao e il mango
l’essenza dei sacuanjiocges.
Chi ama non muore mai.

...lo Sce regala anche questo :) !

lunedì 21 febbraio 2011

Scherzi boliviani

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...ed ecco come Davide è stato accolto al suo arrivo in Bolivia....quella murata dai giornali era la porta della sua camera! =)
Grazie per la settimana passata insieme!

Gerry Scotti

1 commento:
Invito il lettore a non andare subito a guardare la soluzione alla fine del post.

Scenario: rientri in casa e scopri che gli operai che stanno lavorando nel giardino di fianco hanno rovesciato la malta sui tuoi vestiti stesi ad asciugare...la tua reazione è:

a) fa niente siamo tutti fratelli

b) ne approfitti per rifarti il guardaroba

c) ti incazzi come una iena farneticando in inglese e poi scopri che parlano solo kiswahili

non finisce qui...

Dopo aver trovato un traduttore scopri che per richiamare l'attenzione di un eventuale persona presente in casa hanno tirato delle pietre verso porte e finestre..

a) fa niente siamo tutti fratelli

b) ne approfitti per rifare gli infissi

c) ok, questa era meglio non farsela tradurre...

infine...

Tutti ti chiedono scusa facendoti sentire arrogante:

a) ci mancherebbe altro

b) cacchio adesso sembro il solito bianco

c) sono io o sono loro ad approfittarsi degli stereotipi?!

Soluzione:

Alla fine ci scambiamo il numero di telefono, e facciamo amicizia con loro che cercano di salutarmi in italiano e io di salutarli in swahili...anche questo è scambio culturale...

ps: alla lavanderia chi glielo spiega?

domenica 20 febbraio 2011

Pioggia

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eh,si, a quanto pare anche in Kenya piove, e non poco! ma solo nei giorni in cui Maurizio si trova a Nairobi, perchè ha iniziato esattamente il giorno in cui è arrivato (per la gioia dei locali perchè la pioggia benedice il visitatore) ed ha smesso la notte in cui ha preso l'aereo per tornare in Italia...
Ora il sole splende in cielo e allieta le nostre giornate, accompagnato da un venticello fresco che ci fa dimenticare i 40 gradi!