giovedì 9 agosto 2012

Addio, ciao ciao, auf wiedersehen, goodbye…

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(Libano, 12° giorno di cantiere)
 

Questo per la nostra équipe è l’ultimo giorno di attività al Rifugio! Già al mattino salutiamo i bambini, che partono in colonia. Sono tutti molto teneri, anche quelli che in queste due settimane si sono mostrati più discoli, e ci abbracciano, ci danno bacini e ci dicono frasi semplici ma sincere, tipo “I’ll miss you!”. Dopo la partenza dei piccoli continuiamo con le attività per le donne, facendo fare loro altre decorazioni per il “dîner du gala” di stasera. Senza i bambini il Centro è decisamente più tranquillo. Nella pausa post-pranzo abbiamo il tempo di preparare un album-ricordo del nostro soggiorno al Rifugio, da regalare allo staff perché lo conservi, pieno di foto, scritte, pensieri, colori… Nel pomeriggio ultima lezione di ginnastica e poi un momento di festa: alcune donne presentano canti e danze tipiche dei loro paesi (Filippine, Nepal, Etiopia) e in particolare il gruppo filippino contribuisce a creare un’atmosfera molto gioiosa, perché invita il pubblico a provare la loro danza nazionale. Essa consiste nel saltellare dentro e fuori da dei bastoni di bambù posati per terra,  che vengono aperti e chiusi al ritmo di una canzone. Parecchie donne accettano la “sfida” e provano questa danza, cosa che facciamo anche noi volontari e due fra le responsabili del Centro, in mezzo all’ilarità generale. A un certo punto il pubblico comincia ad acclamare a gran voce M. ed E., i due membri dello staff presenti, perché facciano anche loro un’esibizione. Dopo vari tentativi di fuga, le due eseguono un canto e una danza e il tripudio è generale! In questo clima festoso noi volontari e le donne ci mettiamo all’opera per preparare il nostro “dîner du gala”, applicando le decorazioni create fra ieri e oggi. Il risultato è veramente delizioso e si comincia a mangiare. Noi giriamo fra i tavoli durante e dopo la cena per dedicare un sorriso, una parola e un abbraccio a quelle ragazze che ormai per noi hanno volti e nomi familiari. Sappiamo che è l’ultima sera che passiamo con loro e vogliamo godere di ogni istante. Prima di andare a letto abbiamo la riunione conclusiva con il direttivo del Centro, durante la quale facciamo un bilancio della nostra esperienza lì. Siamo tutti molto soddisfatti e lo staff ci fa i complimenti per essere riusciti a coinvolgere le donne nelle attività, cosa non scontata. Noi invece ringraziamo loro per averci voluto coinvolgere fin dall’inizio su una base paritaria, quasi considerandoci parte della loro squadra. Domani dovremo alzarci presto, quindi a nanna!

Elisa

GIBUTI: HOT MOVIE 1

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Titolo:
PASTEK E CIPOLLE

Location:

Dejebuti, rovente località africana su la mer, funzione grill sempre attiva, ventola rotta in funzione ON, temperatura massima non regolabile, chiamare solo dopo orario Ramadan, referienziati, no perditempo, no eschimesi, solo fulminati, chiedere di Tom.

Durata:

12672 minuti c.a + contenuti speciali

Regia:

Tenente Daaan (le chef); l'Uomo Nero; Lingegner; l'Enphantery; Risiebisi

Attori Principali:

L'Arcieveque (l'Arcivescovo): una vita dedicata alle terre del Corno d'Africa; se non ci credete, vedere ici. Che altro dire, chapeau!

Tom: passaporto neozelandese, origini italiane, pronuncia alla Dan Peterson, si accende a comando, entusiasmo contagioso. This is Tom – Tom is on the stone, 65 anni e non sentirli, futuro diacono della diocesi di Gibuti. Appassionato di grwandi sassi su letto di lava. Già voce narrante del famoso documentario “Eia, Siete mai stati a Brwescia?”

Pere (Emilio) Marc: Born in the Usa, 16° di 17 brothers and sisters, è lui il famigerato cameraman delle avventure di Bear Gylls, ma non solo. Elettricista, idraulico, meccanico, falegname, diversamente amante della natura, mimo, sudore garantito, maratoneta ma anche centometrista. Professione: un metro e novanta di Prete.

Attori non protagonisti:

Pilibbo: Il grande escluso. Casco bianco del Centro Caritas per bambini di strada, esasperato, affaticato, sempre alla ricerca di benevolles (volontari), in eterna competizione con i 22 marines quotidiani e gli ostacoli della faticosa realtà africana. Per i bimbi di Gibuti, se sei un bianco, sei Pilibbo.

Er Cipolla: Vive nell'ombra, identità sconosciuta, voce non pervenuta. Manifestazioni della sua presenza: zaffate di sandwich alla cipolla.

To be continued, che la regia est très fatiguè


bonne nuit

mercoledì 8 agosto 2012

Taglia e cuci che ti passa!

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(Libano, 11° giorno di cantiere)
Oggi laboratorio di sartoria! Aiutiamo le donne a decorare le loro t-shirt con pezzi di stoffa, bottoni, nastri, mentre i bambini disegnano fiori o fabbricano braccialetti di perline. Il lavorio è intenso e tutti sono molto impegnati nell’attività. La cosa bella è che le donne prendono molto sul serio questo lavoro e lo continuano autonomamente anche nella pausa post-pranzo. Nel pomeriggio si prosegue con la creazione di decorazioni per la tavola e per lo spazio dove di solito mangiamo, che utilizzeremo domani sera per organizzare una cena speciale chiamata “dîner du gala”. Siccome le donne sanno che tra un paio di giorni ce ne andremo, quando ci troviamo a tu per tu con loro ci tengono a dirci quanto ci siano grate per quello che abbiamo fatto per loro in queste due settimane. Ci dicono che abbiamo portato loro allegria e che abbiamo spezzato la monotonia delle loro giornate, anche solo con la nostra presenza disponibile e sorridente.È molto bello per noi sentirci rivolgere queste parole, perché ci fanno capire che, nonostante non abbiamo certo apportato cambiamenti rivoluzionari nelle loro vite, alle donne del Centro abbiamo donato qualcosa di speciale, qualcosa che per loro ha significato tanto. Tutto questo ci ripaga di ogni fatica e realizziamo che in realtà abbiamo ricevuto almeno tanto quanto abbiamo donato, se non di più.
 
Elisa

CENTRO O PERIFERIA??

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Siamo partiti un po’ pronti a tutto..verso la cosiddetta “periferia”, che isola ed emargina..

Pronti al caldo..(vero Mirella??).. alle api, ai sassi e alla scoppiettante energia di decine di bambini che giocano da anni in un piccolo campo Rom…

Chi si aspettava però la gioia e tutti quegli abbracci? Quei sorrisi sdentati e poco curati che ci chiedevano solo di tornare, per giocare ancora un po’ insieme…

Ma siamo dovuti tornare nel nostro “centro”, Firenze o Milano che sia, in cui non possiamo più giocare scalzi, in cui c’è poco spazio..In cui c’è spazio solo per chi decidiamo noi…

Curiosità Ordinarie aSsolutamente Tipiche Utilizzate quotidianaMente quI

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In una torrida giornata di fine luglio Tante Rumorose Auto Sul Passo pOssono Rubarti Tutti i passaggI, ma Comunque Ogni Sera Tutti Usano Mangiare tardI, poiché come dice il detto, “cu manci a patate un more mai”, ma ciò non succede se usi il motore come Marianna (vietato pagare l’assicurazione obbligatoria per legge). Se invece usi i mezzi pubblici, ricordati Come Omettere Serenamente di Timbrare Un Minimo bIglietto, ma se sale il controllore puoi scappare tranquillamente premendo il pulsante di emergenza.
Se poi passi per il quartiere di Ballarò, Oh Dio miO, oRa svEngo! Ovviamente Devi Odorare peR capIre Ciascun palermitanO che riSpetta tuTti gli aUtoctoni Meritevoli amicI ma fai attenzione al vicino cattivo, perché il proverbio dice “atta casi mancia u soattino, viri chi fa cu u vicino”.


Rosita dice che l’Odore Di lavOro Rompe i prEgiudizi ma a me sembra tanto che siano Momenti Odierni Di Ironia Dovuti Interamente Da Improvvisi Raptus Euforici, perché il detto dice che “arma e camisa l’avemo divisa”.


La sera con il suo spiccato italiano Oliur ci ricorda che Troppi Rumori cAratterizzano queSto Paese. InOltre è paRticolarmente forTe l’Inquinamento, concludendo con un “ammuninne, vuoi tatuaggio??”. Dicendo poi di essere tutti libero sotto la gonna, ci regala un prezioso consiglio, ossia di non attraversare frettolosamente la strada perché “jatta prisciulusa fici i jattereddi ordi”, in quanto il Traffico Rispecchia lA Società Palermitana Ovvero Il caos olTremIsura, e con un colpo di sottana torna a vendere tatuaggi, senza perdere la sua Occasione Di Odorare Diverse Etnie e senza Ostentare Davanti a Odori paRticolarmente Imbarazzanti.


A questo punto giunge Mario che offrendo a Oliur una stigghiula lo ammonisce: “Oliur! Nutri ci siemo rotti gli scatoli della tua gonna! Attento, che “agneddo e sucu e fiurù u vattìo!”", dimostrandoci ancora una volta di essere chinu di saggezza.


Dato che capa a casa quanto vuole u patrone, decidiamo di andare a casa di Mario, Oltrepassando siculamente Dentro Ogni pensieRo Ingiustificato e pRovando a Odorare Rompendo gli schEmi. Passando per la vucciria una monachella ci ricorda che l’insalata non è condita. Nel frattempo, solo i cavalli potranno bere Zibibbo e mangiare marzapane in Piazza Maggione durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.


Queste sono solo alcune delle Curiosità Ordinarie aSsolutamente Tipiche Utilizzate quotidianaMente quI.

martedì 7 agosto 2012

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Viaggiare insieme è come un tango
come strade che si incrociano
un po' d'asfalto
un po' di fango per due vite che si sfiorano..... Cercano

viaggio verso qualche cosa che è già dentro di noi
dentro gli sguardi e dentro le parole
siamo passeggeri e nn so ancora dove

parlare insieme è come un viaggio
è come suono della nostra libertà
da qualche parte in cima all'everest
un passo dopo l'altro in avanti


 Natalia

Cotto e Mangiato -ricetta dal Nicaragua-

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Prendi quattro ragazze (una mora, due bionde e una rossa) e mischiale con un seminarista barbuto (che è sempre piaciuto!). Raccogli tutti gli ingredienti e ponili in una grande terrina all'aeroporto di Linate.

Lascia riposare per due ore, shakera a Heathrow al suono di “you have to run!!!!” e poi riponi il tutto su un volo di 9 ore e mezza direzione U.S.A.

Aggiungi un pizzico di controlli alla dogana e togli un hukulele di troppo, lascia in posa per 4 ore e sforna il tutto nel caldo nicaraguense.

Ecco la ricetta per avere 5 cantieristi pronti per mettersi all'opera!!!!!


Bea, Giulia, Sandy, Miki, Nico

Lebanon 2012 – The REAL Olympic Games!

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(Libano, 10° giorno di cantiere)

…E mentre a Londra impazzano le Olimpiadi “serie”, oggi qui al Rifugio facciamo furore con i nostri Giochi Olimpici, che vedono sfidarsi quattro squadre! Questi giochi coinvolgono sia le donne, sia i bambini, e si passa dalla corsa nei sacchi alla gimcana con in mano racchetta e pallina in equilibrio, dal doversi far passare una stessa corda nei vestiti fra membri di una squadra al dover riempire d’acqua una bottiglia con un bicchiere bucato. C’è tanta competizione e tanto divertimento per tutti, ma i bambini si mostrano particolarmente indisciplinati e ci fanno un po’ impazzire. Questa cosa ci dispiace, perché proprio nei giorni scorsi avevamo notato vari progressi nei bambini: conoscendoci, acquistando fiducia in noi, avevano imparato ad essere un po’ più obbedienti, a volte perfino seri! Oggi invece sembrano essere un po’ fuori controllo, ma nonostante ciò, riusciamo a portare a termine i nostri Giochi Olimpici e a cena proclamiamo la squadra vincitrice, composta da un gruppo di donne malgascie e nepalesi. L’annuncio viene accolto con un’ovazione mega-galattica delle trionfatrici, che sono davvero felicissime: vittoria!


Elisa

lunedì 6 agosto 2012

UNA SOLA BOCCA, DUE ORECCHI

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Avere nelle scarpe la voglia di andare, avere negli occhi la voglia di guardare, avere nel cuore la voglia di amare, avere nella gola la voglia di gridare e invece restare prigionieri di un mondo che ci lascia soltanto sognare, solo sognare…”.

Si gioca

Le parole di questa canzone ci toccano profondamente, ma è vero che riusciamo ad uscire dalle celle dove siamo rinchiusi solo sognando? Fernando ci ha spronati a prendere in mano la lima per rompere queste catene che ci tengono legati al mondo di inutilità e superficialità. Come? Prendendo il largo per far cessare quel formicolio che sentiamo nei nostri piedi rinchiusi nelle scarpe. Abbiamo rincorso Checco con il suo corpo magrolino e Sara con le sue belle guanciotte per Piazza Santa Maria Novella tra un gioco e l’altro, tra gli sguardi dei turisti. Abbiamo riscoperto cosa significhi correre scalzi grazie a Rocco, Martin, Angelica, Cristian che vivono emarginati dalla società in un campo rom. Sembra che sotto i loro piedi abbiano una speciale gomma che non gli faccia mai sentire dolore. Potremmo prendere questa “gomma” per cancellare tutte quelle cose che nel nostro mondo ci abbagliano facendoci distogliere l’ attenzione dai veri valori. Siamo attratti dalle stupidaggini dorate che alla fine non ci lasciano nulla se non un vestito o un paio di scarpe in più nell’armadio. Smettiamola di rincorrere mode e costumi… I nostri occhi hanno incontrato occhi che hanno voglia di esplorare, imparare, cambiare, avere una seconda opportunità, sguardi di gioia, di dolore, di ringraziamento. Occhioni giganti come quelli di Checco, nerissimi come quelli di Claudio e piccoli come quelli di Rocco. Utilizziamo questa “gomma” per cancellare quei brutti stereotipi che la società ammalata vuole trasmetterci a tutti i costi. Abbiamo incontrato stili di vita diversi dal nostro, ma persone come noi con nel cuore tanto amore da dare e da ricevere. Anche da noi. Impariamo da Makia e Liliana a urlare ai giovani come noi di avere il coraggio di entrare dalle porte strette, che ci costano più sacrifici, ma che ci regaleranno molto di più di quello che quotidianamente possiamo trovare imboccando porte spalancate. Impariamo ad ascoltare di più e a parlare di meno. Una bocca e due orecchi il Signore ci ha donato, un motivo ci sarà…

Operazione piazza occupata..

Siamo di ritorno per Milano con una voglia ancora più grande di continuare a trasmettere ciò che abbiamo dato facendo tesoro di quanto abbiamo ricevuto.

Daniele

Let’s twist again!

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(Libano, 9° giorno di cantiere)

Le attività riprendono secondo uno schema poco consueto: stranamente, i bambini sono svogliati e distratti e non hanno per niente voglia di giocare. Le donne invece si mostrano entusiaste e impazienti di essere coinvolte in attività “movimentate”. Facciamo con loro varie partite a “Twister”, che le ragazze sono particolarmente brave a giocare grazie alla loro flessuosità e capacità di mantenersi in equilibrio, ma ciò che più conta è che tutte si divertono un mondo! Eppure sappiamo dalla viva voce delle interessate che a volte i loro sorrisi mascherano delle tristezze profonde… Come avevamo già avuto modo di notare, le ragazze amano mescolarsi fra di loro e passare del tempo insieme, a prescindere dalle etnie e dalle nazionalità. Fa veramente un bell’effetto girarsi e vedere, tutte sedute intorno a un tavolo a ridere e a scherzare, una filippina, una ghanese, una nepalese e un’afghana… Un’altra cosa, insolita e bella allo stesso tempo, caratterizza le donne del Centro: tutte si prendono cura dei bebè di tutte, senza distinzioni, senza baruffe e senza gelosie. È perfettamente normale qui trovare una donna filippina che si coccola e si spupazza una piccola africana, ad esempio, e pensiamo che questa sia una stupenda e… involontaria “lezione di vita”!



Elisa