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venerdì 6 ottobre 2017

Heartbeat Haiti: la nostra storia in battere e levare

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Tutto ciò che è vitale ha un suo Ritmo: 

il battito del cuore che ha una sua frequenza. 
La respirazione con il suo ritmo.
Il ritmo circadiano che regola il sonno-veglia.
I tamburi in chiesa che accompagnano le canzoni di Fan Fan.
Le urla dei bambini che coordinate sembrano creare una ballata in grado di buttare giù la chiesa. 

Quando al mattino appena sveglie entriamo nella chiesetta di Pendu veniamo inondate da un ritmo irresistibile. 

Tutti i nostri cuori si sincronizzano con quelli dei bambini sul ritmo quasi tribale dei bans di Christopher.
La nostra respirazione prende lo stesso ritmo perché tutti abbiamo bisogno della stessa energia per gridare forte come Dorsil cucini le sue Banan Pesè. 
Le mani quasi automaticamente iniziano a battere tutte insieme, senza che nessuno si metta d’accordo, il battito delle mani si coordina con quelle del vicino. 

Questa è quasi magia, e ad Haiti se ne intendono di magia.


Certi medici hanno appurato che il ritmo del cuore e della respirazione si possono sincronizzare con le note di certe musiche. 

Ma quando ad Haiti siamo in tanti a sincronizzare cuori, respiro e mani sulle stesse note che succede? 



Succede che Kay Chal!  

venerdì 4 settembre 2015

LIBANO: Le pagelle dei cantieristi

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Il cantiere è ormai finito da più di un due settimane. Abbiamo descritto le persone incontrate, i luoghi visitati e le emozioni provate. Ma i cantieristi? Siete curiosi di sapere come hanno affrontato quest’avventura?
Abbiamo deciso di “Pagellarci”, ed ecco a voi il risultato.



MARTINA: Partenza scarsa dal punto di vista alimentare. “No, thanks” è la sua risposta preferita quando qualcuno le offre del cibo. Ma non di solo pane vive l’uomo. Il duro e costante allenamento tempra la ragazza che a metà Cantiere già sorprende tutto il gruppo. Anguria, gamberetti, carne cruda, gelatina, pesca, tajine, curry sono le new entry della sua dieta quotidiana. Ormai non la ferma più nessuno. STOMACO D’ACCIAIO.

FRANCESCA: Il suo habitat preferito è la camera da letto e la sua esile figura è scolpita tra le piume d’oca del materasso. Le sveglie mattutine organizzate dalle compagne non funzionano: acqua e musica ad alto volume non le fanno neanche il solletico. Le montagne russe delle strade libanesi non la scuotono. I compagni si prendono gioco di lei. Ma non svegliatela: la metamorfosi in capa ultras del coretto la rende particolarmente aggressiva.
Pregio: maga dei palloncini e dei truccabimbi, conquista tutti con le sue doti artistiche. Chiedetele di fare il verso della scimmia, ma non di parlare in inglese.
(Da non dimenticare: “Hi! My name is Francesca. What’s your name?” “I’m Kate!”. “Ah! AIMCHEIT!” “No, my name is Kate!!” -.-‘’)
SANDRA MONDAINI. Per gli amici: GHIRO-GHIRINI.


DANIELE: Lo chiamavano Santa Pazienza. L’unico cantierista uomo. Cinque pazze isteriche da sopportare, doccia piena di capelli, discorsi su smalti, trucchi, vestiti, scarpe, ragazzi.
Lo zerbinaggio raggiunge livelli cosmici: “Danieleeee! Puoi prendermi quella tazza là in alto?” “Danieleeeee!!! Alza sto volume!” “Danieleeee! Spegni l’aria condizionata!”.
E’ stato portato all’esasperazione.  Migliore amica del cantiere: la settimana enigmistica (almeno lei non parla).
Durante il servizio non c’è tregua.
Tentativo 1: braccialetti. Fallito.
Tentativo 2: origami. Fallito.
Tentativo 3: smalto. Assente.
Tentativo 4: relazioni umane. 10+. Il suo fascino conquista piccole promesse calcistiche e anziane pilastri degli Shelter. 1 a 1 palla al centro. RAIMONDO VIANELLO.


SAMANTHA: La Baby Girl del gruppo. Partita in quinta mangiando doppia porzione di pasta-plastica dell’aereo. A terra il caldo libanese e l’odore di pattume nelle strade le chiudono lo stomaco. Non ha gorgogliato per quattro giorni. Il profumo del taboulleh, il sapore dello zaatar e la consistenza dell’hummus la rimettono in sesto. Manca solo Ciccio.
Ballerina nata, la competizione ce l’ha nel sangue. Gli occhi teneri dei bimbi incontrati non l’hanno fatta sciogliere, le gare le ha vinte sempre lei. Ha perso però l’unica sfida importante, quella contro Diego, il topo domestico. Oltre a disagi alimentari, si aggiunge l’insonnia.
QUANDO IL CONIGLIO DORME I TOPI BALLANO.

BENEDETTA: Sembrava una ragazza normale. Qualsiasi presunta parvenza di normalità è scomparsa con il primo sabato sera libanese. Da lì non si è più ripresa. Contare 918 fiori di carta le ha fatto dare i numeri. I Sali minerali faticavano a raggiungere il fabbisogno energetico minimo.
La mancanza delle pere Williams e di carote dell’orto del nonno sono state sostituite per tre settimane da patatine fritte, Pepsi e Nutella. Nemmeno il cetriolo è riuscito a conquistarla.
Il suo cuore è però stato rapito dalle sfumature della realtà locale e dai mille fili e braccialetti che le hanno regalato le donne conosciute agli Shelter. CIBO PER TUTTI.    

VALENTINA: Sente fin da subito sulle spalle la responsabilità di un tirocinio universitario quanto mai impegnativo. Ci mette fin da subito anima e corpo lasciandoci ben presto gran parte del corpo tra i vari WC del Libano.
Stringe i denti e non solo, ma da Tiro a Batrun non c’è Dissenten che tenga. Una dieta ferrea a base di patate e patate la costringe a rinunciare al desiderio di assaggiare le prelibatezze locali. I rimedi della nonna la rimettono in sesto.
Riprende presto il ruolo di promoter di giochi da tavola per allietare il gruppo. In prima linea sul fronte riesce subito a conquistare la simpatia delle ragazze degli shelter.  Da Misscappalacacca a Misscalpo. INARRESTABILE

STEFANO: Se fosse un animale? Sarebbe un orso. Se fosse un colore? Sarebbe azzurro. Se fosse un lavoro? Sarebbe un taxista. Se fosse una lettera? Sarebbe una ÈÈÈÈ. Se fosse uno sport? Sarebbe il calcio. Se fosse una parte del corpo? Sarebbe la pancia. Se fosse una città? Sarebbe Brescia. Se fosse una bevanda? Sarebbe la limunada ma nana. Se fosse un hobby? Sarebbe il narghile. Se fosse un frutto? Sarebbe il limone.
Convocato in campo per fare il coordinatore. Per tre settimane ha pensato di essere in grado di sopportare i suoi cantieristi; tra giochi e canti la missione è fallita.
La sua tana è il divano. Ma spodestato, la sua roccaforte è ancora in mano nemica.  Ama la movida beirutina, nei beach party è il re della panchina. La mossa del Kebab conquista i cuori delle ragazze libanesi. Ma solo le cantieriste hanno fatto breccia nel suo cuore. Coccolato per tre settimane, ora la pacchia è finita. TETONE ORSONE FIFONE.

ANNA: Entra in campo verso la fine del cantiere e si adatta subito al gruppo. Carica, partecipa a tutti giochi proposti, dimostrandosi combattiva. Nulla la spaventa, neanche Diego. Il cantiere a Cipro ha fatto da allenamento; impugna lo spazzolone e riconquista il bagno con tenacia e coraggio, ma senza trovare il nostro topo.  L’EROE 

Questo è quello che ha caratterizzato il nostro cantiere: 8 persone diverse, ognuna con le sue qualità e le sue debolezze, ma che insieme hanno saputo creare un gruppo affiatato e fenomenale.
Ed è stato proprio questo il nostro ingrediente segreto (e di tutti i cantieri del resto): l’essere diversi, l’essere degli sconosciuti ma allo stesso tempo essere giovani ragazzi/e che condividono un esperienza unica e irripetibile che, in qualche modo, cambierà loro la vita, la scuoterà e gli farà conoscere nuovi orizzonti.. nuove emozioni!

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Cantieristi Lebanon

mercoledì 19 agosto 2015

BOLIVIA: INDOVINA CHI!

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sei sempre nei miei sogni!
Ti aspettiamo ogni mattina al nostro risveglio

Quando arrivi per pranzo la tua presenza è uno spettacolo

A cena ci coccoli con dolcezza

Prima di andare a dormire sei più atteso del bacio della buona notte

Sei il protagonista indiscusso dei nostri sogni

Poi si sa….scuro è meglio!!!

Ognuna di noi lotta quotidianamente per conquistarti

Come faremo senza di te al nostro ritorno?

Le relazioni a distanza sono troppo complicate

Sei il miglior compagno che ogni donna vorrebbe avere

Con te è sempre un colpo di fulmine

L’ansia di incontrarti ci provoca le farfalle nello stomaco

È un sentimento profondo e insaziabile






SOLO TU E SEMPRE TU… DULCE DE LECHE!
TI AMIAMO