domenica 7 agosto 2011

Naso rosso da Don Bosco

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4/08/2011

Armati di matite e colori
siamo andati a rallegrare gli umori;
pagliacci coi volti decorati
cantando e ballando tutti colorati
tra palle, birilli e fucili artigianali
i bimbi sono stati eccezionali.
Niente urla, marachelle e maleducazione
tutto han fatto con ordine e precisione;
nulla han dato per scontato
perché sempre han ringraziato
con un Sawadee ci hanno salutato
e una cosa ci hanno insegnato:
basta poco per star bene
purché si faccia tutto assieme.

(notare il chiasmo alle righe 9-10)


naso rosso, non per il raffreddore

sabato 6 agosto 2011

Un libro per Kindu

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Cari lettori del nostro blog,

non so esattamente quanti siate e con quale frequenza ci leggiate, ma Sergio dice che abbiamo un nutrito gruppo di affezionati. Con questo post vorrei inaugurare un appuntamento fisso, una sorta di rubrica. Ma cominciamo dall’inizio…
Di me probabilmente sapete poco, a meno che non siate tra la schiera dei fortunati o sfortunati (dipende dai punti di vista…) che mi conoscono! Sapete poco perché fino ad oggi ho scritto poco. E più importante, sapete poco del luogo in cui mi trovo a svolgere il mio anno di Servizio Civile: Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Allora forse è meglio cominciare da ancora prima…

A otto anni dalla fine della guerra, la Repubblica Democratica del Congo si trova ancora in una situazione di grave crisi politica, economica e sociale. La maggior parte della popolazione vive di espedienti nell’impossibilità di far affidamento sui servizi che uno Stato dovrebbe garantire ai suoi cittadini. A tutt’oggi resta in vigore l’articolo 15 della Costituzione (che in realtà ne conta solo 14) ironicamente aggiunto dai congolesi stessi: “Débrouillez-vous!”, “Arrangiatevi!”.
Le conseguenze del regime cleptocratico di Mobuto e della guerra di spoliazione, che ha visto coinvolti i confinanti paesi africani e le potenze occidentali per il tramite delle multinazionali, sono ancora evidenti. La popolazione congolese ha subito due volte gli effetti del saccheggio vorace della propria terra: a livello materiale perdendo ogni diritto sulle proprie ricchezze che avrebbero potuto renderlo ampiamente autosufficiente e che avrebbero potuto garantirgli uno standard di vita dignitoso. A livello psicologico e morale abbattendo la frontiera tra lecito e illecito, banalizzando in un reiterarsi quotidiano l’ingiustizia e la corruzione e spegnendo lentamente le coscienze con l’arma della repressione.
Nelle regioni orientali del Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri perdurano gli scontri tra esercito regolare e gruppi ribelli facenti capo agli interessi di potenze interne, esterne e sovranazionali, che determinano una permanente situazione di instabilità politica. La popolazione locale soffre le devastanti conseguenze e neppure la missione ONU per il mantenimento della pace nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) riesce a tener fede al suo mandato di protezione dei civili. La violenza carnale continua ad essere usata in maniera intimidatoria nei confronti della popolazione come un’arma di lotta sia dai ribelli che dall’esercito congolese. Si stima che il numero delle vittime di questo genere di abusi durante lo scorso anno sia notevolmente superiore agli 11mila ufficializzati dalle Nazioni Unite.
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, che sono previste per il novembre di quest’anno, le associazioni in difesa dei diritti umani temono il ricorso eccessivo alla violenza, ad arresti e detenzioni arbitrarie e a sparizioni forzate. Gli arresti arbitrari di giornalisti e dirigenti dell’opposizione, la repressione delle manifestazioni politiche pacifiche e le minacce di morte contro i difensori dei diritti umani che sono state segnalate a partire da gennaio 2011 sollevano numerosi dubbi sulla possibilità di un democratico svolgimento delle elezioni. Il tentativo di attentato alla residenza del Presidente Kabila a Kinshasa, avvenuto nel mese di febbraio 2011, ha sicuramente alimentato il clima di repressione e controllo sulla popolazione e sui gruppi di opposizione politica.
Per quel che riguarda la regione del Maniema, la situazione che si percepisce a Kindu è di relativa tranquillità. Le conseguenze degli otto anni di guerra e l’inefficienza dello Stato sono evidenti a livello materiale nella carenza e nell’abbandono delle infrastrutture. Il livello di povertà della popolazione è elevato ma, grazie alla rigogliosa natura che fornisce sufficiente quantità di manioca (alimento base della dieta) e alla relativa situazione di sicurezza, la miseria non esplode evidente come nelle zone più urbanizzate. Ciò nonostante le difficoltà economiche e l’alto tasso di disoccupazione ostacolano la possibilità di accesso alle strutture sanitarie e scolastiche.


Dopo questa brevissima panoramica su un paese che è otto volte l’Italia e per la comprensione del quale si dovrebbero produrre pagine su pagine, vi riporto a un livello “micro”, quello di Kindu. Prima della partenza e in occasione dei due rientri che ho effettuato in Italia sono stata assalita dal panico per due ragioni: la prima molto banalmente e molto umanamente è quella del cibo. Per cui con la mia socia abbiamo infilato in valigia tutto ciò che ci è mancato durante i mesi a Kindu, dedicando tempo ed energia a impacchettare, sigillare e poi spacchettare e immagazzinare grandi quantità di cibo irreperibile a Kindu. La seconda, in un qual modo collegata alla prima perché sempre di alimenti si tratta, anche se di alimenti per la fantasia, è quella dei libri. Mi ricordo in fase di selezione quando chiesi ingenuamente: “Ci sono biblioteche e librerie a Kindu, vero?”. Potete immaginare la risposta…. Ovviamente a Kindu non ci sono né librerie, né biblioteche e così oltre al cibo nelle mie valige hanno trovato spazio anche molti libri. Ho già affrontato la realtà e so che prima o poi rimarrò a corto di letture, ma so anche che potrò contare sulla solidarietà degli altri espatriati con i quali si è avviato un pratico sistema di scambio di letture.
E a questo punto posso riprendere il discorso interrotto all’inizio del post: l’appuntamento fisso…. Da Kindu mi impegno a inviare recensioni sui libri che ho letto, leggo e leggerò durante questo periodo di Servizio Civile. Per il momento ognuno dei libri che ho letto, a prescindere dal contenuto e dalla tipologia, si è rivelato utile alla comprensione del mondo che mi circonda, mi ha fornito spunti di riflessione e mi ha aiutato a comporre i pezzi di una realtà altra da me. Senza le mie letture tutto ciò che vedo, sento, tutti i rumori, gli odori, i colori e i volti che mi circondano avrebbero perso parte del loro senso. E naturalmente mi chiedo: “Se non ci fosse stata letteratura, narrazione, fantasia nella mia vita, nella mia crescita, nella mia educazione, come sarei adesso?”. Certo la tradizione della narrazione orale è forte e vivissima qua a Kindu, ma quel luogo di riflessione, quello spazio speciale e riservato che si crea quando ci si immerge nella lettura e che stimola potentemente l’individuale capacità di analisi soffre se privato del supporto cartaceo. E così, metà per gioco e metà sul serio, lancio una sfida ai lettori del blog…. Per ogni libro recensito in cui vi ritroverete, che avete letto o del quale magari vi hanno parlato o che vi verrà voglia di leggere, provate a immaginare di non poter andare nella prima libreria vicina ad acquistarne una copia. Provate a immaginare la mancanza totale di accesso a un testo scritto, che non sia una fotocopia accartocciata e arruffata passata di mano in mano. E provate a pensare ai costi di un libro di testo…..dunque se Sergio ha ragione ci dovremmo aggirare attorno ai 20.000 accessi. Ce la facciamo a raccogliere qualche libro per Kindu? ... Ok, comincio io...

Ah! … PASSATE PAROLA …

Olivia



Per sostenere il progetto di raccolta fondi per l’acquisto di materiale librario destinato a riempire gli scaffali della futura biblioteca di Kindu, visitate la pagina:

dona ora con la tua carta di credito

Di seguito le altre modalità per effettuare la vostra donazione:

- conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
- conto corrente bancario presso l'ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN IT16 P 03512 01602 000000000578
- Tramite carte di credito donazione telefonica: chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30)

SANTA CLAUS IS COMING TO THAI

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02/08/2554 (anno thai)

Quanta delusione abbiamo provato quando ci hanno detto che Santa Claus non esiste? Quanto abbiamo cercato di smentire i disillusi?

Ebbene avevamo ragione! Santa Claus esiste! Esiste davvero!

Ed è un bambino dagli occhi di un nero profondo ed una risata travolgente.

Piccoli aiutanti di Babbo Natale

E come il più famoso portatore di regali anche lui ci ha donato qualcosa di molto speciale.

Assieme a lui tutti i bambini con disabilità del Camillian Centre. Ognuno ha mostrato la sua forza, la voglia di vivere, di farcela oltre tutto. E ci si accorge di quanto tutto può essere vissuto anche come un dono, una risorsa per crescere, andare avanti con il sorriso che ti illumina gli occhi.

Essere felici per la faccia sporca di borotalco e le mani di tempera, felici di condividere un tappetino blu per la fisioterapia (e picchiare –scherzosamente- Matteo per far ridere Santa Claus). Felici perché ci si confronta con i propri limiti e si creano opportunità.

Santa Claus

Queste e tante, ma tante davvero, altre cose ci portiamo nel cuore.

PER ASPERA AD ASTRA

giovedì 4 agosto 2011

La strada

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Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio..
Modena City Ramblers

PAESE CHE VAI...

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12 ore, 4 stati, 2 continenti…sembra l’itinerario per un tour intorno al mondo e invece vi stiamo semplicemente raccontando le tappe del nostro viaggio verso l’avventura Giordana. Chi avrebbe mai pensato di fare un salto in Lettonia per raggiungere il magico Medio Oriente? Ebbene si...il nostro volo ha preso proprio una brutta Riga! Dopo aver sorvolato le immense pinete del Nord Europa ed aver fatto un giretto per Beirut ed Amman eccoci finalmente arrivati nella desertica Zarqa.

Sapevamo che l’acqua poteva essere un problema ma non potevamo ancora immaginare fino a che punto.
Zarqa ci ha riservato fin dall’inizio moltissime sorprese tra le quali non potremo dimenticare quella annunciata dall’urlo di Paola “Siamo nella m…a!”. Immaginatevi durante un tranquillo pranzetto domenicale a base di pasta e di veder avanzare verso di voi un’onda anomala dall’ insolito colore e odore…che cosa avreste fatto? Noi ce la siamo data a gambe levate, lasciando il pranzo a metà e i bicchieri ancora pieni di Pepsi.
Insomma l’acqua non c’è mai e quando c’è, esce dai buchi sbagliati.
Ma non siamo i soli a dover affrontare queste avventure…al nostro fianco, o meglio sotto i nostri piedi e sulle nostre gambe, ci sono i nostri nuovi amici Scarafaggi – Bagarozzi!

Ma non pensate che la Giordania sia solo questa: lo scoprirete nei prossimi post!
Bye!

Thailandia, un inizio a fiori

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Takua Pa, 1° agosto 2011
Partire, stare e tornare... ma prima di tutto arrivare, e arrivare in punta di piedi, con gli occhi sgranati per la curiosità e il cuore pieno di aspettative. Arrivare, e per una volta non risparmiare nulla, nè un sorriso nè ogni altro gesto a chi ti accoglie e si prende cura di te.

Di fronte al sole del tramonto sull’oceano di Takua Pa, al nostro arrivo in Thailandia, spontanea e totale è la gratitudine per il lungo viaggio fatto, bello e intenso quanto la meta raggiunta, anzi di più perché condiviso con compagni di viaggio che sembrano il dono perfetto della Provvidenza nella tua vita. Arrivare e pian piano sentire come familiare ogni passo che fai, i luoghi e i volti che pian piano inizi a distinguere; arrivare per dire: “Ecco, io sono qui, pronto anche a sbagliare e ad imparare, pronto a guardarmi davvero e a ricominciare, pronto a cogliere negli altri quello che mi manca e a condividere quello che ho!".

E il tutto suggellarlo con fiori bianchi in un germoglio di cocco, simbolo dell’inizio di un’avventura che si presenta meravigliosa!



Gruppo Thai

mercoledì 3 agosto 2011

Piccoli

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Quando sono partita per questo cantiere avevo un sacco di domande… come sarà? Il mio aiuto potrà servire? Ma soprattutto, questa esperienza mi aiuterà ad approfondire una realtà di cui ho letto nei libri o sentito raccontare ma che non ho mai toccato con mani?


Adesso che mi trovo qui, dopo una settimana stando a contatto con dei bambini in un asilo nido, ho potuto verificare come sia difficile instaurare dei rapporti con loro perché sono abituati a vedere ogni giorno persone nuove, volontari che cambiano continuamente, e tendono a non fidarsi o a metterti alla prova per vedere quando tu adulto sia autoritario e imponi loro delle regole.


Nonostante questo, c’è la soddisfazione di vedere che questi piccolini, con un loro sorriso o una semplice carezza, ti riempiono il cuore di gioia, e ti rincorrono per non farti andare via una volta terminato il servizio.

                                                          
Deborah

martedì 2 agosto 2011

EPISODIO EPSILON

2 commenti:

Sveglia.


Cibo.


Viaggio in pulmino e arrivo a Belene.


Cibo.


Presentazione attivita` della Caritas locale.


Cibo.


Visita alle case per ritiro rifiuti organici.


(Nel mentre cibo)


Pranzo (chiaramente cibo)


Gita sul Danubio e bagno.


Cibo.


Scoppio del radiatore della barca ( no cibo, no party).


Messa.

Cena (ovviamente cibo)

Cibo

Diversità

1 commento:
Ognuno con la sua storia, le sue domande, speranze e aspettative, ci siamo trovati insieme qui, nell’altrove a due passi da casa: Palermo, tanto familiare, quanto sconosciuta. A scoprire che per trovare la diversità non serve andar lontano, basta guardarsi intorno. E mettersi al servizio.


Non sapevamo cosa ci aspettava, finché varcando il cancello de “Il Giardino di Madre Teresa” siamo stati assaliti dai suoi piccoli ospiti che ci hanno trascinati in un vortice in cui non c’è più stato tempo per pensare.


I bambini hanno il potere di assorbire le tue energie e il tuo cuore, sono uguali in tutto il mondo, e a Palermo, in un certo senso, sono “più uguali” che altrove. Qui i piccoli africani parlano palermitano o, vista da un’altra prospettiva, ci sono piccoli palermitani con la pelle color cioccolato!


Non è facile affrontare le ore torride e interminabili di liti e pianti in cui veniamo letteralmente frastornati dall’energia e dall’irruenza dei bambini che trascorrono le loro giornate nel “giardino”, ma qualche piccola conquista, due bambini che sotto i tuoi occhi fanno la pace, si prendono per mano o semplicemente giocano sereni qualche minuto danno la sensazione che stiamo facendo qualcosa per loro, anche se un piccolo gesto.


Milioni di parole possono essere spese… ma sarà per la prossima volta! Per ora i pensieri sono ancora confusi e caldi, la stanchezza offusca le poche idee con cui eravamo partiti e resta solo la certezza che la bellezza delle esperienze di dedizione che ci si stanno mostrando in questa città piena di contraddizioni non potrà essere dimenticata.


                                                          
Margherita

lunedì 1 agosto 2011

EPISODIO D

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( la vendetta dei “SEAT” )... da scriversi in realta` sith, ma da intendersi comunque “Si Esagera A Tavola”.
Prologo

Ci sono delle cose che verranno rivelate solo ai “poster” perche` ci sono molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perche` crediate” in quello che qui avviene.

Dopo un`ora e mezza passata a Zgalevo con i ragazzi del centro disabili, ci rechiamo in pulmino, facendoci anche fermare dalla polizia, presso delle cascate di cui non ricordiamo il nome. O meglio, potremmo anche ricordarlo, ma non lo facciamo perche` non siamo capaci di riscriverlo...

Per non saper ne` leggere ne` scrivere, il membro vecchio della compagnia, non capendo dove fosse il sentiero e quale fosse la meta (la cascata), prendeva l`iniziativa decidendo di far visita alla seconda vera attrazione del posto...il cassonetto della spazzatura. La seguente foto mostra una delle disordinate e scordinate fasi di esplmalchikaorazione condotte in quei della gradevolmente profumata meta.


Intanto i bulgari con noi condividenti la giornata, si aggirano con strani ed inspiegabili travestrimenti tipici locali.


Intervallo

Quali di queste frasi metteresti come didascalia alla foto seguente?

  1. sei veramente espressivo nella foto
  2. schiaccia quello in alto a sinistra
  3. Wei! Parte lo scherzo?!
  4. Tutte le precedenti in ordine casuale

Epilogo

Potremmo iniziare con “era una notte buia e tempestosa”...oppure potremmo cominciare cantando:

“Notte strana quasi lugubre
Senza luna, stelle, lucciole”

Potremmo impressionarvi con Jovanotti:

“Piove, senti come piove,
guarda come piove,
senti come viene giu`.
Hai visto che piove, senti come viene giu`,
tu che dicevi che non pioveva piu`...”

Ed invece, a cataclisma ben piu` che inoltrato, seduti nel Centro Caritas ed immersi in un cupo buio dovuto alla mancanza del`energia elettrica, una stridula voce dice con ritrovata intelligenza: “Ma noi abbiamo lasciato qualche finestra aperta?”

“Si` certo! Nella nostra camera!”

Silenzio

Silenzio

Silenzio

Tirate le sorti solo su Giuseppe, lo stesso veniva prescelto per compiere l`epica impresa di guadare il fiume che ormai scorreva al posto della strada che separava un tempo il Centro Caritas dai nostri alloggi. Giuseppe, urlando “Panta rei!”, si gettava con pochi dubbi in mezzo alla limpida fanghiglia.

Terminata l`impresa di chiudere tutte le finestre della nostra casa e rientrato alla base Caritas, la serata si svolgeva con Letizia.

A serata conclusa, rientriamo nei nostri appartamenti correndo illuminati dalla sola luce dei lampi dato che l`energia elettrica risultava non essere ancora rientrata dalla breve vacanza che si era ormai da qualche ora concessa. Noi, terminata la corsa ad ostacoli, e di sacchi dell`immondizia vestiti, ci accorgiamo dell`inutilita` dello sforzo or ora descritto visto che la pioggia, trovando le finestre chiuse, aveva deciso di venirci a trovare passando direttamente dal tetto.

Conclusione

(.)