mercoledì 1 marzo 2017

Mărțișor

Si dice che Nona Dochia (la figlia del re Decebal di qui si è innamorato Traian, conquistatore della Dacia) abbia avuto un figlio di nome Dragobete, che si sposò contro la sua volontà. Un giorno mandò sua nuora a lavare la lana nera nel fiume e le disse di non tornare a casa finché la lana non fosse diventata bianca. La ragazza provò a lavare la lana finché le sue mani sanguinarono, ma la lana rimaneva sempre nera. Disperata, cominciò a piangere e Gesù, impressionato del dolore della fanciulla, apparve davanti a lei e le disse di lavare la lana con un fiore rosso offerto da lui. Ringraziandolo, si mise a lavare la lana guardando con stupore come diventava bianca. Felice, si infilo il fiore tra i capelli, ritornò a casa e raccontò quanto accaduto alla suocera, ma essa si arrabbiò accusando sua nuora che Marțisor (così chiamò la ragazza Gesù, non sapendo chi fosse) era il suo amante. Dopodiché Dochia andò vestita con 12 cappotti, verso il monte con le pecore, essendo convinta che la primavera era arrivata visto che Martisor aveva potuto cogliere quel fiore e dontato alla nuora. Salendo, con quel caldo, lei si tolse una alla volta i suoi cappotti fin quando rimase senza. Il tempo cambiò: cominciò a nevicare e a gelare. Dochia congelò con le sue pecore, trasformandosi in roccia.

Questa e solo una delle leggende che raccontano di Marțisor, una tradizionale festa romena che celebra l’inizio della primavera corrispondente al primo marzo e dura per tutto il mese.
Una festa che non solo rappresenta l arrivo della primavera ma anche di rinascita, di speranza e di amore.



 P.S. Avrei voluto farvi vedere gli occhi e la faccia di Victoria quando mi ha raccontato questa leggenda

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