martedì 20 giugno 2017

Cantiere Milano: questa era la premessa al nostro romanzo...

Cara mamma, oggi, 27 maggio 2017, sono stato concepito, qua però è tutto buio, sento solo il battito del tuo cuoricino e la musica che ascolti quando cerchi un po' di pace dopo una giornata di lavoro. Piano piano sto crescendo (e anche a me piacciono i Nirvana) e mi diverto un sacco a nuotare nel tuo pancione, non so se senti i miei calcetti. Oggi ho sentito te e papà fantasticare sul mio nome e sul mio futuro. Se mi senti, mi piace molto il nome proposto da papà, però io suggerirei il nome Stella: mi piacerebbe venire al mondo per portare un po' di luce e "spendere la mia vita per gli altri". Oggi ti ho sentito mentre suonavi al pianoforte uno dei tuoi spartirti preferiti: sei proprio come una matrioska, ogni giorno da scoprire.
Ogni giorno assaggio cose nuove, tutte che mi piacciono, non vedo l'ora di venire al mondo per conoscere gente nuova, per lasciarmi arricchire dagli altri, per conoscere meglio me stesso ma anche gli altri. Ti prometto che sarò disponibile all'ascolto e al rapporto empatico nella piena accettazione dell'altruità. Cercherò di mettere da parte i miei egoismi e pregiudizi, riconoscere l'altro nella sua singolarità specifica, valorizzandolo uomo, donna, crederete o non credente che sia.
So che tu mi sarai accanto, mi aiuterai, mi mi stringerai e mi terrai la mano. Cammineremo insieme sull'asfalto di questa Milano... "mani, prendi queste mie mani, fanne vita, fanne amore, braccia aperte per ricevere chi è solo; cuore prendi questo mio cuore, fa' che si spalanchi al mondo, germogliando per quegli occhi che non sanno pianger più"




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