mercoledì 9 marzo 2011

Una mimosa per traverso

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“… Donna,
non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini,
che sempre ti fanno bella con i cuori
...”





e talvolta con le botte...





Chisinau- Italia- Mondo , 8 Marzo 2011



Un Inno alla donna, alla madre e alla figlia..




Non c'era uomo, oggi in Chsinau, che non ergesse un fiore fra le mani : un pensiero per l'amata consorte, un offerta al cuore.




“Un giorno di tregua”! Penso io.. ( e domani, un'altra volta in trincea)




Perché dati alla mano: almeno due di questi uomini armati di tulipani dovrebbero fare i conti con la propria coscienza...




E come ogni accadimento avverso, “tutto il mondo è paese”, perché “i panni sporchi” se li lavano casa un po' tutti ( perdonate l'apoteosi di proverbi).




Lo so che oggi avrei dovuto scrivere il report (in parte l'ho fatto), ma l'impaziente voglia di cercare notizie a riguardo mi ha fatto perdere la cognizione del tempo; e .. cerca cerca.. e cerca cerca.. non ho poi trovato così tanto..




Le ho provate proprio tutte ( e non voglio citare una famosa pubblicità), ho anche creduto potessere esistere una qualche associazione filo- femminista moldava dalla quale poter iniziare la mia ricerca, ma niente, solo qualche rimando a siti pornografici...




Non ho trovato articoli sul genere, ma ho scoperto che il comune ha regalato una rosa ad ogni donna della giunta … (e il debito pubblico?)




Forse allora, se non si parla del problema, il problema non sussiste??



“Nel tuo corpo ti porti,
come nessun'altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della liscriminazione, dell'oppressione...”

martedì 8 marzo 2011

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Carnevale in Cochabamba..tutto ebbe inizio secondo la mitologia quando:





" Pachacamac dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. Come in altri miti andini, il padre morì oppure, secondo altre leggende, sparì in mare o rimase prigioniero di un incantesimo in un'isola del litorale.
Pachamama rimase vedova e sola con i suoi figli. Sulla Terra regnava l'oscurità. In lontananza videro una luce che seguirono salendo montagne, attraversando lagune e combattendo contro mostri.
Infine arrivarono in una grotta conosciuta come Waconpahuin, abitata da un uomo chiamato Wakon. Questi aveva sul fuoco una patata e una pentola di pietra. Chiese ai due figli di Pachamama di andare a prendere l'acqua. I due tardarono e Wakon tentò di sedurre Pachamama. Vistosi rifiutato la uccise, divorò il suo corpo e mise i resti in una pentola.
I due gemelli tornarono e chiesero della madre. Wakon non raccontò nulla e disse loro che sarebbe tornata a momenti, ma i giorni passavano e la madre non tornava.
Huaychau, uccello che annunciava l'alba, ebbe compassione dei due gemelli e raccontò cosa successe alla loro madre mettendoli in guardia del pericolo che correvano rimanendo con Wakon. I bambini legarono i capelli di Wakon, che nel frattempo dormiva, ad una grossa pietra e scapparono in fretta e furia.
Incontrarono una volpe, Añas, che dopo aver chiesto loro perché scappavano e dove stessero andando, li nascose nella sua tana. Nel frattempo Wakon si liberò e si mise in cerca dei gemelli. Incontrò dapprima vari animali a cui chiese se avevano visto due gemelli, ma nessuno seppe aiutarlo. Incontrò, infine, Añas. Questa gli disse che i bambini erano in cima ad una montagna e che avrebbe potuto, una volta in cima, imitare la voce della madre in modo che i bambini uscissero allo scoperto.
Wakon si mise a correre affannosamente verso la cima e non si accorse della trappola che nel frattempo l'astuta volpe Añas gli aveva teso. Wakon cadde da un burrone e, morendo, causò un violento terremoto.
I gemelli rimasero con Añas che gli alimentava con il suo sangue. Nauseati chiesero se poteva andare a raccogliere qualche patata. Trovarono un'oca (Oxalis Tuberosa, un tubero simile alla patata) assomigliante ad una bambola. Giocarono con essa, ma si ruppe un pezzo. I bambini smisero di giocare e si addormentarono.
Nel sonno la femmina sognò di lanciare il suo cappello in aria e che questo rimanesse sospeso senza ricadere. La stessa cosa accadeva, nel sogno, ai suoi vestiti. Una volta sveglia raccontò il sogno al fratello. Mentre i bambini si domandavano il significato del sogno, videro in cielo una corda lunghissima. Incuriositi si arrampicarono e salirono.
Alla cima della corda videro il loro padre, Pachacamac, impietosito per le loro disavventure. Riuniti al loro padre, vennero trasformati nel
Sole (il maschio) e nella Luna (la femmina).
Per quello che riguarda Pachamama, essa rimase sempre in basso, assumendo la forma di un imponente nevaio chiamato, anche oggi, La Viuda (la vedova).






da allora la Pachamama è rimasta un personaggio importante nella cultura soprattutto Aymara, tantè che viene considerata come la madre che ci protegge e ci porta il cibo per vivere; secondo gli indigeni quindi, se non la si ringrazia l'anno sarà segnato dalla sfortuna per i raccolti per inondazioni o siccità. Il ringraziamento non avviene solo tra i contadini ma anzi in città, case e centri commerciali affinchè la Pachamama possa portar loro il meglio per il nuovo anno.


Entrando più nel rito in sè -la Ch'alla- si adorna il luogo con palloncini e stelle filanti, si mette nel mezzo della sala del carbone ardente e legno(Koa) sopra il quale viene posto il feto di lama, come sacrificio alla Madreterra per poi aggiungerci fiori, frutta e tutto ciò che più si desidera durante l'anno quindi anche soldi o dolci; si inizia il tutto rovesciando prima un pochino di Chicha( bevanda leggermente alcolica data dalla fermentazione non distillata del mais o di altri cereali) e subito dopo di birra ai quattro angoli attorno alla Koa prima in senso orario e poi in senso antiorario ciò che avanzi del bicchiere o lo bevi o lo getti sopra "la mesa" preparata per la MadreTerra.


Una volta che tutti hanno terminato gli si da fuoco, la cosa più importante è che il fumo prodotto entri direttamente nella casa o nell'ambiente di lavoro perchè è il fumo stesso a purificare e portare positività per il nuovo anno!

e noi avendo Ch'allato..bè non ci si può che prospettare un anno a dir poco spettacolare!

[OT] Davide ad Haiti 2 - Una scuola per i bimbi di Thomazeau

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8 marzo ad Haiti. La festa della donna non trova eco a queste latitudini.

Accompagnati da suor Isabel Sola, religiosa spagnola della congregazione di Gesù Maria, e da altre 3 donne, stamattina ci rechiamo a Joineau, un piccolo villaggio del municipio di Thomazeau, 35 km ad est della capitale Port-au-Prince, ancora meno dalla frontiera con la Repubblica Domenicana.

Suor Isa lavora qui da anni, il suo intervento è particolare: non apre centri, scuole o ospedali che verranno gestiti da lei e dalla sua congregazione religiosa, bensì nella zona dove è presente supporta e rafforza alcuni interventi socio-educativi già esistenti o in embrione.

E’ quanto è successo nell’incontro a Joineau con la comunità locale, un villaggio di circa 4.000 abitanti senza una scuola materna. Ad Haiti lo Stato riesce ad occuparsi solamente del 10% dei bambini della scuola elementare e media mentre non realizza alcun intervento con i bimbi più piccoli.

Dall’incontro tra suor Isa e gli operatori di Caritas Italiana presenti a Port-au-Prince è nato così questo progetto, che mira a costruire una scuola materna che accoglierà circa 120 bambini da 3 a 6 anni. La scuola sorgerà a fianco della piccola chiesa della comunità e sarà aperta a tutti i bambini della zona, in particolare a quanti hanno perso i genitori durante il terremoto. Suor Isa, che visita periodicamente le comunità della zona, ha già cominciato un percorso di formazione per gli insegnanti della scuola, perché possano accogliere nel modo migliore i piccoli che frequenteranno la scuola di Joineau.

Abbiamo così deciso di sostenere l’intero progetto. I lavori dovrebbero cominciare a settimane e nel giro di 4-5 mesi questi bimbi potranno giocare e imparare in uno spazio adeguato.

Davide

Mentre...Anna da Chisinau

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Prima puntata di Mentre in onda dal lunedi al venerdi dalle 15 alle 16 su TV2000, visibile sul digitale terrestre e sul canale 801 di sky.



Ricordo ai lettori del blog che giovedi 10 Martina sarà ospite della trasmissione in diretta dal Nicaragua e venerdi 11 Emanuele da Nairobi.

lunedì 7 marzo 2011

[OT] Davide ad Haiti 1 - Ayiti cherie

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Dopo quasi un anno dalla mia prima visita ad Haiti eccomi nuovamente in questa terra martoriata continuamente dalle emergenze e che non riesce a trovare pace e stabilità.

Il volo che atterra all’aeroporto Toussaint Louverture augura a tutti quanti il benvenuto in “Ayiti cherie”, nella cara Haiti. Un’orchestrina locale griffata Western Union allieta le persone in coda per sbrigare le pratiche doganali. Nonostante questo il clima è tutt’altro che disteso, si respira un’aria pesante.
Recuperiamo il bagaglio e, sotto un sole cocente, passiamo sotto una lunga tettoia dove una folla di facchini si propongono di aiutarci a trasportare i nostri bagagli. Incontriamo subito Fidel, collaboratore di Caritas Italiana a Port-au-Prince, che ha il compito di portarci (o scortarci) fino a casa.

Lentamente, nel solito traffico del centro capitalino, attraversiamo strade devastate, qualcuna in costruzione, tutte quante discariche maleodoranti a cielo aperto frequentate da capre che cercano qualcosa da mangiare.

Ovunque, ai bordi, ritrovo le tendopoli che avevano riempito i miei occhi nel precedente viaggio. Sono ancora tantissime, però meno affollate. Anna e Davide la sera ci spiegano che in tanti alla fine hanno accettato di essere trasferiti nei nuovi campi al nord della città, come Corail Cesse-Lesse; altri ancora, passata la paura del terremoto, sono rientrati nelle loro case che seppur danneggiate sono state dichiarate abitabili. Ma ancora tanti, tanti davvero, vivono nei campi cresciuti come funghi subito dopo il terremoto.

Le elezioni sono alle porte. Si riuscirà a breve a ristabilire una situazione di parvente normalità, che potrebbe facilitare il lentissimo processo di ricostruzione?

Davide

sabato 5 marzo 2011

Dall'altro lato della barricata

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In principio era il Bip. Un lancinante, irritante bip. Poi c'era il secondo. E poi il terzo e così via. Ma non era mai prima del ventesimo bip che realizzavo quanto stava accadendo. Era la sveglia che gracchiava. Andava da sè che le mie suppliche della sera precedente non si erano avverate. La Juventus non mi aveva chiamato per giocare al fianco di Del Piero, il Vesuvio non aveva seppellito la mia scuola con una eruzione chirurgica, Masaniello non era tornato in vita per guidare una rivolta che mi avrebbe reso impossibile attraversare la città e raggiungere la mia classe.

Subito dopo cominciava l'affannato rituale descritto magistralmente nel primo Fantozzi di Caffelatte con pettinata incorporata e autobus da prendere al volo. Alla fine delle mie tribolazioni c'era però un premio ad attendermi. Il simil-sonnellino della prima ora da consumarsi rigorosamente all'ultimo banco (salvo improvvide interrogazioni).

Eh già perchè, scusate la digressione, ma se qualcuno non lo sapesse, il mondo si divide in due categorie. Quelli dei primi banchi, e quelli degli ultimi. Non ho niente contro di voi che starete leggendo e vi ricorderete di quando eravate seduti a 20 cm dalla Prof. adorata, delle vostre mani alzate sempre pronte a rispondere, di tutti i commenti interessati che facevate alle lezioni. Alla fine lo so che siete come tutti quanti gli altri e non meritate disciminazioni. é solo che senza di voi la scuola sarebbe un posto migliore. L'importante è che ne siate coscienti.

Tornando a noi, tutto quanto descritto sopra rispetto alle mie traumatiche sveglie dei tempi in cui ero un alunno non è cambiato di una virgola adesso che tra le varie cose del mio Servizio Civile lavoro come insegnante di inglese affiancandomi alle professoresse di ruolo. Unica piccola differenza, ahimè alla prima ora non posso schiacciare il pisolino. Ma è una esperienza davvero bellissima, credo che dovrebbe essere un diritto inalienabile di ogni alunno avere da grande una esperienza come professore...

Ogni ora accade qualcosa che mi riporta alla mente gli irripetibili anni passati in classe. L'altro giorno mi è capitato per caso di guardare sotto un banco, e che tuffo al cuore! avevo dimenticato che anche ai miei tempi c'era una piccola mensoletta con gomme appiccicate, fogli stracciati, la merenda per la pausa e quant'altro...

E i lanci di oggetti mentre la prof. è di spalle? Modestamente posso vantare più di un bernoccolo sulla testa di miei compagni di classe grazie alla mia precisione... e le battute fatte durante le interrogazioni che fanno infuriare l'insegnante? e le risse estemporanee mentre la prof scrive alla lavagna ed è girata di spalle? e la follia nei due minuti tra la fine di una lezione e l'inizio dell'altra? e le risate incontrollabili, che proprio perchè non puoi ridere, ridi sempre di più in faccia alla prof.?

Molte volte mi verrebbe voglia di sedermi con loro anche solo per cinque minuti e unirmi ai loro divertimenti. Ma non si può, a ognuno il suo tempo, e torno nel mio ruolo dettato dall'età che ho oggi. Quindi d'ora in poi chiamatemi, per usare un termine arabo, "O'Prufessore"

venerdì 4 marzo 2011

Casa...

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Oggi continuo a pensare a tutto quello che ho lasciato a casa.

Alla mia famiglia, a chi sta bene e a chi in questo momento soffre, a tutto l’affetto che mi ha sempre dimostrato e alla sua capacità di affrontare momenti felici e momenti difficili.

Ai miei amici e le persone a cui voglio bene. Chissà come procederanno i piccoli passi per l’acquisto di una casa, chissà se quest’anno scopriranno qualche altro nuovo gioco in scatola, chissà come coloreranno il lettino del loro bimbo! Mi chiedo come andranno i viaggi per le persone in partenza, chi per qualche settimana a Tokyo, chi per qualche anno a Philadelphia, o Harvard, o…. Mi chiedo se i film al cineforum saranno belli, o se calerà l’abbiocco! E soprattutto: quanti uomini in divisa vedranno quest’anno???

E la squadra? I riti scaramantici in panchina sortiranno i loro effetti?!? Quali insetti troveranno nello spogliatoio? E il Seregno 1? Ah, giusto per informazione, qui al gioco “principi e principesse” hanno vinto le donne!!!

Penso ai miei colleghi e ai miei alunni: mi mancano le gag in aula professori, le gare in macchina da una scuola all’altra, i percorsi insieme per raggiungere le classi, la pizzetta nell’ora buca prima che suoni l’intervallo che almeno non c’è la ressa, le forbici ritirate, i cellulari ritirati, i bigliettini ritirati, il tappeto rosso, i fiori.

Varrà la pena aver lasciato tutto questo?

Poi penso all’appartamento sociale, dove sono ospitate 6 ragazze orfane. Quali legami affettivi hanno loro? C’è qualcuno su cui possano fare affidamento e che dia loro affetto? Hanno qualche momento di svago, in cui possano divertirsi e insieme scoprire nuove abilità? Quando mi hanno chiesto di vedere le foto dei miei familiari e dei miei amici, mi sono sentita in imbarazzo: cosa hanno loro di tutto ciò, di tutto quello che a me di casa manca?

Sì, allora forse vale la pena essere qui.

giovedì 3 marzo 2011

-7+1+2=2000

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Grandi novità dal mondoSCEcaritas!

Lunedì 7 marzo, in diretta da Chisinau via skype, Anna e Elisa saranno le prime ospiti della trasmissione MENTRE , visibile sul canale TV 2000 e in streaming sul web.
Dalle 15 alle 16 (ora italiana), daranno il via alla settimana dedicata alle testimonianze dei giovani che hanno deciso di dedicare un anno della propria vita impegnandosi in un progetto di servizio civile all'estero.

Giovedì 10 (stessa ora) passeranno il testimone ai 4 nica che, fuso permettendo (-7), disegneranno uno spaccato di Nueva Vida-Managua.

Venerdì 11, Ema e Simona, ospiti nella dalla sede del “New People Media Center” dei Missionari Comboniani a Nairobi, chiuderanno la settimana in bellezza.

Salutiamo anche Davide che, insieme a Matteo, ex volontario SCE in Chapas, sono in partenza per Haiti. Davide nelle prossime 2 settimane monitorerà i progetti sostenuti da Caritas Ambrosiana e valuterà la fattibilità degli interventi futuri.
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mercoledì 2 marzo 2011

Primavera sotto zero..

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Se per il resto del mondo la venuta della Primavera è datata 21 Marzo..

La Moldova gioca in anticipo, gareggiando sola dal primo del mese
E non importa che le temperature siano ancora rigide, non importa che esista una cosa chiamata equinozio..

Oggi è un giorno di festa qui a Chisinau!


Le strade si sono colorate di bianco e di rosso, i colori dei Mărţişor (piccolo Marzo): due semplici nastri che uniti diventano un "monile". Si regalano a tutte le persone di cui si ha stima, per le quali si prova affetto, appuntandole sui loro giubotti.


L'ultimo giorno del mese, ognuno appenderderà i suoi Mărţişor ad un albero da frutto esprimendo un desiderio...



" C’era una volta... un momento in cui il Sole, incarnato in un giovane uomo, aveva l'abitudine di scendere sulla terra per ballare la hora nei villaggi. Un giorno, un drago invidioso, lo rapì nascondendolo nei sotteranei del suo castello.


Allora, gli uccelli smisero di cantare ed i bambini di sorridere.


Nessuno aveva il coraggio di affrontare il drago, ma un giorno, un giovane coraggioso decise di cercare sole. Appena si sparse la notizia in molti scelsero di seguirlo nel viaggio alla ricerca di Sole.




Il viaggio durò tre stagioni: Estate, Autunno ed Inverno.

Nel corso dell'ultimo giorno d'inverno
, il giovane riuscì finalmente a trovare Sole e dopo una lunga battaglia contro il drago, lo liberò.




La natura riprese allora il suo corso e le persone ricominciarono a sorridere.




L'eroe, che aveva salvato Sole, non riuscì però a rivedere la primavera: il sangue caldo delle sue ferite cadeva sulla neve che ormai si stava scogliendo, nello stesso momento fiori bianchi sorgevano dal terreno (bucaneve).




Quando l'ultima goccia di sangue cadde sull'immacolata neve, il giovane morì, felice di aver dato la vita per uno scopo tanto nobile..."




FELICE PRIMAVERA!