lunedì 6 agosto 2012

Let’s twist again!

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(Libano, 9° giorno di cantiere)

Le attività riprendono secondo uno schema poco consueto: stranamente, i bambini sono svogliati e distratti e non hanno per niente voglia di giocare. Le donne invece si mostrano entusiaste e impazienti di essere coinvolte in attività “movimentate”. Facciamo con loro varie partite a “Twister”, che le ragazze sono particolarmente brave a giocare grazie alla loro flessuosità e capacità di mantenersi in equilibrio, ma ciò che più conta è che tutte si divertono un mondo! Eppure sappiamo dalla viva voce delle interessate che a volte i loro sorrisi mascherano delle tristezze profonde… Come avevamo già avuto modo di notare, le ragazze amano mescolarsi fra di loro e passare del tempo insieme, a prescindere dalle etnie e dalle nazionalità. Fa veramente un bell’effetto girarsi e vedere, tutte sedute intorno a un tavolo a ridere e a scherzare, una filippina, una ghanese, una nepalese e un’afghana… Un’altra cosa, insolita e bella allo stesso tempo, caratterizza le donne del Centro: tutte si prendono cura dei bebè di tutte, senza distinzioni, senza baruffe e senza gelosie. È perfettamente normale qui trovare una donna filippina che si coccola e si spupazza una piccola africana, ad esempio, e pensiamo che questa sia una stupenda e… involontaria “lezione di vita”!



Elisa

Introducendo la Thailandia

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Don't cry for farang...baby! (Non piangere per l'uomo bianco...bambina!) → incontri traumatici per i bambini thai

Piantagioni di gomma → una delle coltivazioni più diffuse nel sud della Thailandia

Gamberetti in tutte le salse (piccanti) → fritti, lessi, piccanti, in brodo

Sister's velo inzuppato → nemmeno la bassa marea le ferma dal tuffarsi

Argilla → il fondo che sprofonda

Cascata → un pomeriggio facendo il bagno vestiti

Fish food → palline puzzose per attirare i brutti pesci

Pesci coi baffi → i brutti pesci

Shells → la soddisfazione del procacciarsi il cibo da sé

Bagno notturno → buttati che è morbido!

Cielo stellato → Orione trovato

Onde da “panico pa-panico pa-panico paura” → bagno notturno

Accordi arrandom e canto passpartout → Messa thai

Full pick-up → pickup italiano: massimo 5 posti con Mastercard. Pickup thai: 9 nel cassone + 4 nell'abitacolo con MasterThai. Appiccicarsi di sudore...non ha prezzo

Finta bassa marea → “Buttati che è bassa”....e non riemerse

Sabbia (anche negli spaghetti) → calcoli thailandesi

7-even → l'esselunga thailandese

Lattine → e la collezione aumenta...basta non schiacciarle

813 police → memorial tsunami park
 
Frog → la rana notturna
 
Acqua ai fiori → acqua profumata bevuta quotidianamente
 
 
COMING SOON

Prossimamente nei migliori cinema Thai:Notte brava a Takuapa, Il ritorno del father, Le gang della beach, Notte prima delle medie, 3 fast 3 fuoriuos: Thai drift.

Con la gentile partecipazione di: Zia Muslim Rosetta, Bimba Lama, Brunetta (anche se non era all'altezza), Zainetto Mi, Father Michael, Sister Rainbow, Father “Yao Ming” Suwat, Budric Monk, Mrs. My friend Sticuori.

LA RUBRICA DI “DU IU SPIK INGLISC E BIT”:
 
FORST LEXON
 
Where are you from? No

Can we go for a walk? No I haven't

I'm 27, and you? Yes

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Che poi, se ci pensi bene, siamo figli di papà anche noi......

BUONIIII....STIAMO SERENI.......NON LITIGHIAMO........PACIFICI EH.......TANTO ABBIAMO TEMPO......MUOVETE IL DERETANO!

domenica 5 agosto 2012

THERE'S NO WALL ANYMORE

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PS: se c'è qualcosa che non vi è chiaro....fatevi voi 2160 minuti di viaggio!


Salutiamo e ringraziamo padre Suwat e sister Su per la cena e, dopo che ci hanno mostrato le camere, gli auguriamo una buona notte! STOP

Finalmente giunti nella "terra del sorriso", troviamo Michael and Mr. Du-iu-spic-inglisc-e-bit ad accoglierci all'aeroporto di Phuket. STOP


La tratta Abu Dahbi - Pucket sembra interminabile. Facciamo solo in tempo a vedere il tramonto dall'aereo che ci ritroviamo immersi nelle tenebre thailandesi. STOP


Appena usciti dall'aereo che ci ha portato da Berlino ad Abu-Dahbi veniamo accolti da un caldo a dir poco asfissiante (che sia l'effetto dei cammelli degli sciecchi o gli sciecchi stessi ?!). STOP

E andiamo a Berlino (Beppe)! Alla domanda "Where are the pieces of the wall?", l'autoctona crucca risponde sorridendo: "There's no wall anymore". STOP



Sono le 7.00 di mercoledì 1 agosto e ci troviamo in quel di Malpensa. Dietro di noi...solo la signora con il cappello che, ignara della lunga attesa che avrebbe dovuto affrontare in nostra compagnia, si asciugava nervosamente la fronte colante. STOP

Al ritmo di: BUONIIII....STIAMO SERENI.......NON LITIGHIAMO........PACIFICI EH.......TANTO ABBIAMO TEMPO......iniziamo il nostro CanThai. STOP

<--- oirartnoc la ottel av tsop li etnemaivvo  <----

Volontariamente in pausa

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(Libano, 8° giorno di cantiere)

Oggi giornata di relax a Byblos! Byblos, in arabo Jbeil, è una cittadina molto turistica sul mare, in cui eravamo già stati qualche sera fa per mangiare al ristorante. Questa volta abbiamo l’occasione di girarla di giorno, sotto un sole luminoso e caldo. La mattina troviamo una chiesa, forse di rito maronita, dove partecipiamo a una Messa in lingua araba. È emozionante essere in piena terra araba e a maggioranza musulmana e poter comunque trovare dei cristiani come noi, che condividono la nostra stessa fede e che coraggiosamente la professano. Fuori dalla chiesa ci sono dei militari che presidiano il posto e la cosa fa un certo effetto. Dopo la Messa visitiamo il suk, anche se essendo domenica la maggior parte dei negozi sono chiusi, e un sito archeologico dove possiamo osservare rovine di varie epoche storiche, purtroppo tenute e conservate piuttosto male. Abbiamo una gran fortuna con i mezzi pubblici, perché riusciamo a prendere al volo l’autobus e poi il taxi che ci riportano a… “casa”. È stata una giornata di stacco, che ci voleva proprio: domani si ricomincia a lavorare!



 
Elisa

[da Misgana]

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05.08.2012
 
  
E poi basta un cielo stellato, una sedia sdraiata al contrario per avere i piedi e il naso in su’ per vivere un attimo di piena felicità!!

Non si rideva da giorni e, invece, in un abbraccio che faceva da cuscino eccoci, io, Ali (amica di mente e cuore), Luca e Marti a saziarci di 1 profonda e sana risata di fronte alla meraviglia degli astri notturni.
Forse è proprio vero: l’amore ti supera, l’amore ti sceglie e tu puoi ostinarti a non seguirlo e evitarlo ma lui è più forte e ora non riesco a non dirvi: VI VOGLIO BENE RAGA!!

FIIIIIIiiiii, se vi voglio bene
Fra!

sabato 4 agosto 2012

Un po’ donne, un po’ bambine…

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(Libano, 7° giorno di cantiere)
 


Le donne del Centro sono un po’ come delle bambine, semplici e pure di cuore, d’animo. Sono veramente dolci e affettuose e passare il tempo con loro è divertente e gradevole, anche solo quando si tratta di cantare o di fare dei giochi. È bello osservare come vengano spontaneamente a chiederci ad esempio di ballare: hanno tanta voglia di divertirsi e di passare del tempo in compagnia. Eppure a volte, tra una chiacchiera e l’altra, cominciano a parlare delle loro storie dolorose oppure si sfogano nei momenti di sconforto e in quei momenti non si può far altro che abbracciarle, asciugar loro le lacrime e promettere delle preghiere.

Elisa

venerdì 3 agosto 2012

Interculturalmente insieme

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(Libano, 6° giorno di cantiere)

Stando qui ci si rende conto di quanto le nostre aspettative sulle attività da fare al Rifugio siano troppo “occidentali”. Ad esempio, per la preparazione della “Giornata Interculturale” di oggi, nella nostra testa c’era uno schema preciso: dividiamo le donne in sei gruppi, diamo loro dieci minuti a testa in modo da starci in un’ora e assegniamo a tre gruppi un ballo e a tre gruppi un canto. Invece poi capiamo che qui le cose non funzionano in maniera così “preconfezionata” e che è meglio lasciare ampio spazio di iniziativa e libertà alle donne. Anche se non ne verrà fuori un “festival delle culture” degno di una diretta televisiva, ma qualcosa di molto più semplice e meno organizzato, sarà comunque una giornata speciale e piacevole! La mattinata trascorre serena tra la ginnastica per le donne e i giochi per i bambini. Poi chiamiamo tutti a raccolta per la preparazione del momento interculturale del pomeriggio ed è bello vedere che le donne rispondono positivamente all’invito, venendoci a chiedere del materiale di cartoleria per disegnare scritte e colorare fogli con cui ci presenteranno poi i loro paesi. Finalmente alle 17:30 si “aprono le danze” e ci riuniamo tutti nello spazio coperto dove di solito mangiamo per assistere alle presentazioni di ogni gruppo. Le donne si fanno avanti e ci parlano dei loro paesi. I lavoretti preparati da loro, con materiale semplice e “povero”, sono veramente bellissimi. Alcune donne hanno creato delle casette colorate in miniatura, altre hanno disegnato la cartina del loro paese con la bandiera, altre ancora hanno fabbricato oggetti con il cartone colorato. Alcuni gruppi ci mostrano danze e ci fanno ascoltare canti tradizionali, in un miscuglio stupendo di lingue e idiomi diversi. Anche noi presentiamo l’Italia, tirando fuori oggetti, che ci eravamo procurati prima di partire, da una scatola di cartone. Si tratta di cose tipicamente italiane come il caffè, la pasta, gadget legati al calcio, riproduzioni di quadri famosi… Il bello di questo momento interculturale è che tutti sono partecipi ed entusiasti, il clima è veramente gioioso e tutti i gruppi si sostengono reciprocamente con applausi e cori. La parola che viene spontanea alle labbra è “solidarietà”, che travalica le provenienze e le origini diverse. Una volta che tutti i gruppi hanno terminato, si mette un CD di musica e ci si scatena nelle danze: ora non c’è più bambino e adulto, irakeno e italiano, bianco e nero: tutti i colori si confondono in un vortice di grande gioia di vivere e di puro divertimento!


 
Elisa

giovedì 2 agosto 2012

Pirati, all’arrembaggio!

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(Libano, 5° giorno di cantiere)

Oggi è il grande giorno: si comincia con le attività programmate! La mattina ci dividiamo in due gruppi che seguano rispettivamente le donne e i bambini. Le donne hanno la loro prima sessione di ginnastica, mentre i bambini giocano a “scalpo”, ribattezzato per l’occasione “tail”. La fisicità di “scalpo” sormonta ogni difficoltà linguistica e il gioco riesce, allo stesso tempo la lezione di ginnastica riscuote molto successo di pubblico e tanto entusiasmo! Poi si preparano i bambini per il gioco pomeridiano vestendoli e truccandoli da pirati mentre con le donne si continua a ballare e a cantare. Con i bambini non è facile perché c’è da tenere a bada i più scatenati, ma il risultato finale è delizioso, con tanti piccoli pirati e piratesse che girano per il cortile. Poi pranzo, pausa e alle 17 si ricomincia con la caccia al tesoro per i bambini e con una sessione di pittura per le donne. Alle donne facciamo fare tanti disegni colorati su dei pannelli di metallo attaccati al cancello del Centro. Ciò che colpisce è la partecipazione numerosa e interetnica: le donne dei diversi paesi collaborano fra loro per dipingere i vari pannelli e tutte sono molto contente di lavorare insieme artisticamente! I bambini sono scatenatissimi nella caccia al tesoro, entrambe le squadre sono assolutamente determinate a vincere e i piccoli corrono ovunque, velocissimi e urlanti, per trovare i numerini nascosti. Una riflessione ci colpisce, sia per le donne, sia per i bambini del Centro: bastano giochi e intrattenimenti molto semplici perché si divertano tutti da morire! Gli ospiti del Rifugio aspettano con ansia le nostre proposte e sono pronti a buttarsi a capofitto nella ventata di novità che noi, con le nostre attività, portiamo nelle loro vite. Anche noi capiamo che l’importante non è tanto che un gioco riesca, che vengano rispettati ai minimi dettagli i regolamenti e che riusciamo a incastrare perfettamente gli orari: dobbiamo pensare soprattutto a divertirci con gli ospiti del Centro e a venire incontro alle loro esigenze con semplicità.


Elisa

[da Misgana]

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WOLISSO, 2 AGOSTO 2012

L'ETIOPIA, LA TERRA CHE MI STA TRASMETTENDO UNA MACEDONIA DI EMOZIONI FORTI, COME UN URAGANO NEL CUORE IN MANIERA IMPROVVISA E DISORDINATA.
I SORRISI. QUI OGNI PERSONA MI SORRIDE GUARDANDOMI NEGLI OCCHI. UN SORRISO DENSO DI PIACERE CHE PUO’ SOLO SCALDARMI IL CUORE.


QUI SONO FELICE, NEL VERSO SENSO DELLA PAROLA, LE PERSONE , I BAMBINI, LE SUORE, I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO SONO RIUSCITI A FARMI DIMENTICARE TUTTI I PROBLEMI CHE AVEVO PRIMA DI PARTIRE.

GHECE E' UN ANGOLO DI PARADISO, GUARDAVO INCREDULA FUORI DAL FINESTRINO DELLA NOSTRA JEEP E VEDEVO SOLO VERDE, DISTESE IMMENSE DI NATURA E PICCOLE CAPANNE CHE SI CONFONDONO NELL'ENORME BELLEZZA DI QUESTA TERRA.
GRAZIE A TUTTI ©


MARTY ©



 

mercoledì 1 agosto 2012

Divertirsi semplicemente, semplicemente divertirsi

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(Libano, 4° giorno di cantiere)

Inauguriamo il mese d’agosto giocando con i bambini a “Un, due, tre… Stella!”, chiacchierando con le donne e scattando loro qualche foto. È incredibile vedere come questi bambini riescano a divertirsi con giochi molto semplici e viene spontaneo pensare ai bambini di casa nostra, sempre a caccia dell’ultimo modello di Playstation o di giochi di marca iper-sofisticati. È sorprendente anche vedere quanto sia facile e immediato l’approccio con le donne: anche se non ci conoscono e non sanno niente di noi basta un sorriso perché ti invitino a seder loro accanto, comincino ad abbracciarti e a ridere con te. Questo atteggiamento rende superabili le barriere linguistiche ma soprattutto ci si rende conto di quanto queste persone, donne e bambini, siano affamati di affetto e di attenzione, che sono naturalmente spinti a cercare in noi, lì apposta per loro. I bambini naturalmente richiedono molte energie e la difficoltà sta nel porre loro dei limiti e nel saper loro dire “Basta” al momento giusto. Nel pomeriggio, durante la riunione con lo staff, ci fa piacere vedere come le responsabili ci prendano molto sul serio, dando credito alle nostre idee e lasciandoci spazi per intervenire. Viene spontaneo pensare a quanto sia difficile gestire un Centro come questo, a quanto impegno richieda, ma N., M. ed E. sono donne forti e competenti nella loro professione. Più tardi si continua con giochi e chiacchiere e la sera usciamo tutti insieme a visitare un luogo santo per i fedeli cristiani libanesi, la città natale di San Charbel Makhlouf. Abbiamo l’opportunità di visitare la chiesa dedicata al santo eremita e ciò che colpisce è l’atteggiamento di preghiera intensa e silenziosa dei fedeli nella piccola chiesa di pietra, illuminata da una luce soffusa nella notte. Si percepisce un grande senso di pace e anche noi sostiamo qualche attimo in raccoglimento, radunando nuove forze per le attività dell’indomani.



Elisa