Nonostante problemi di connessione, anche l'Etiopia arriva a scrivere sul blog...
e ovviamente lo facciamo con tanto... RUMORE!!!
Riascolta
Un
Momento
Ogni
Rumore
Estraneo
Riscopro
Un
Mondo
Oggi
Rinasco
Etiope!
lunedì 5 agosto 2013
Anche l'Etiopia c'è
Nonostante problemi di connessione, anche l'Etiopia arriva a scrivere sul blog...
e ovviamente lo facciamo con tanto... RUMORE!!!
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Rumore
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Mondo
Oggi
Rinasco
Etiope!
e ovviamente lo facciamo con tanto... RUMORE!!!
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Oggi
Rinasco
Etiope!
venerdì 2 agosto 2013
Li vuoi quei Kiwi? Quali Kiwi? Quei Kiwi! News mombasiane!!!
Sai
toccarti l'orecchio sinistro con la mano destra? Avanti, prova!
Fortunatamente
i criteri di ammissione alla scuola primaria keniota sono cambiati dagli anni
'60.
Al termine di una giornata trascorsa tra i bambini del Rescue Center di
Mombasa e tra i vari turbolenti spostamenti nel traffico cittadino, ci
ritroviamo a riflettere insieme a Brother John, direttore di Caritas Mombasa,
sul sistema scolastico-educativo locale.
E' grazie a lui che quotidianamente riusciamo a confrontarci su ogni questione e ad addentrarci sempre di più nelle numerose realtà con cui veniamo in contatto.
Ormai da una decina di giorni il nostro tempo è infatti scandito tra visite a centri scolastici, professionali, sanitari, sociali e testimonianze di persone che operano all'interno di progetti più o meno collegati a Caritas Mombasa.
| Do you know Picasso? |
Nonostante
la rituale stanchezza di fine giornata, l'entusiasmo, la voglia di conoscere
nuove dimensioni e di mettersi in gioco crescono sempre di più! E poi non
preoccupatevi... siamo in buone mani!!!
giovedì 1 agosto 2013
La scatola dei desideri [Moldova]
Caro
Genio della Lampada io desidererei...
Avere
uno "scuter" e un "aifon"
Viaggiare
fino a Mosca
Avere
molti soldi
Che
si organizzassero ancora i cantieri a Feteşti
Essere
felice
Una
"Cavasachi"
Giocare
meglio a calcio e andare meglio a scuola
Che
il cantiere duri di più
Un
tablet, un aereo, un IPhone 5
Una
bicicletta
Molto,
ma prima di tutto vorrei essere sano. Il signore mi aiuti
Che
l'anno prossimo tornino i volontari italiani
Viaggiare
come Aladin
(Disegna la Torre Eiffel)
Che
la mia famiglia sia sana
Giocare
a calcio molto bene
(Disegna una mela)
Andare quest'anno al mare in Turchia e starci un mese
Un
fratellino perché ho una sorella più grande
Essere
felice, ma insieme ai miei genitori
Che
nella mia famiglia ci sia soltanto del bene
Che mio fratello mio insegni a guidare la macchina e che mi porti
a Vadul lui Voda (sul fiume) e che mi faccia Odnoklassniki (n.d.r. Facebook russo)
Per prima cosa essere sano e
quando sarò grande essere il più conosciuto pittore e avere tanti tanti libri
Avere una bella carriera,
ma come prima cosa vorrei molta salute e felicità e non vorrei mai perdere la fede
Avere molta salute e domani vorrei andare con la mia mamma su per la salita al laghetto
Vorrei
che tornasse la mia mamma dalla Francia
Diventare
un calciatore
Una
bicicletta, andare al mare e avere una bella carriera
Un
quad
Una
bicicletta, andare a mangiare la pizza, andare in vacanza
(Disegna una jeep)
Essere grande per andare in montagna
Che
la mia famiglia sia felice per tanto tempo
Molti
anni, molti soldi
Viaggiare
come Aladin
Che
mi porti dalla mia mamma in Francia
Prendere
solo 10 a scuola
Che
la mia bambola grande parli
Un
IPhone 6 e la tv satellitare
Che
papà torni a casa
Un
compleanno perfetto
100
Lei (6 euro)
Un
trattore cingolato
I
bambini di Feteşti
alle
10:42
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vorrei volare
venerdì 26 luglio 2013
Prime diapositive da Mombasa
Istantanee in arrivo dalle nostre cavie del Cantiere sperimentale in Kenya.
Dalle prime foto risultano subito evidenti i devastanti effetti collaterali della profilassi antimalarica.
Speriamo bene...
lunedì 24 giugno 2013
AYITI, PALESTRA DI VITA
Non mi manchera’
il “blanc” costante urlato per strada, come se non fossimo altro che quello…
Mi manchera’ lo sperimentarmi ogni giorno per entrare
in relazione con persone cosi’ diverse da me.
Mi manchera’ la sfida quotidiana e il mettersi alla
prova costante.
Non mi
mancheranno il fango che sommerge ogni cosa o la polvere che ti entra nei
polmoni…
Mi manchera’ l’accettare ogni giorno con cio’ che portera’,
senza troppe pretese o troppa premura.
Non mi
mancheranno le continue richieste di soldi a qualsiasi livello di relazione…
Mi mancheranno
tutti gli interrogativi e le riflessioni
che queste richieste facevano nascere in me.
Non mi manchera’
il grigio di Port-de-Paix o la spazzatura in cui sguazzano i maiali…
Mi mancheranno
gli arcobaleni, la Tortuga di fronte ogni mattina e la luna e le stelle la notte.
Non mi
mancheranno le camminate sotto al sole o i viaggi in mototaxi saltando e
slittando…
Mi manchera’ la sensazione di “avercela fatta” ogni
volta che si concludevano.
Non mi manchera’
il caldo soffocante di quest’isola o la sensazione di essere sempre sudati…
Non mi
mancheranno i momenti difficili, che ti fanno pensare di mollare tutto…
Mi manchera’ il cambiamento costante e continuo che ho
sentito dentro di me.
Non mi manchera’
il pregiudizio incessante nei miei confronti…
Mi mancheranno le
riflessioni condivise con persone
cosi’ diverse da me, forse poi non cosi’ distanti.
Mi manchera’ il ragionare insieme e il tentativo
costante di spronarli a lavorare per una Haiti migliore.
Non mi manchera’
il muro di un colore della pelle diverso…
Mi manchera’ il
loro affetto dimostrato nei modi
piu’ diversi e cosi’ differenti dai nostri.
Mi mancheranno
soprattutto le persone che in questo contesto cosi’ complicato ci sono nate e
ci vivono, quelle persone che continuano a lottare
per una Haiti migliore, sapendo quanto sia difficile.
Queste esperienze
riempiono e cambiano la vita di qualsiasi persona, io spero di conservare come
un dono prezioso tutto cio’ che ho
potuto imparare in questi due anni in un contesto cosi’ diverso.
Ringrazio Caritas
Ambrosiana per avermi dato la possibilita’ di mettermi alla prova un’altra
volta, contenta del cammino fatto
insieme a loro e per loro. Questo, sicuramente, mi manchera’.
domenica 23 giugno 2013
Nicaragua come Turchia?
Dopo OccupyGezi, OcupaINSS
cronaca da Managua
Tutto comincia lunedì, quando alcune decine di anziani iniziano una protesta pacifica davanti all'INSS, equivalente nica del nostro istituto per la previdenza sociale, per richiedere al goveno l'istituzione della pensione minima di anzianità.
![]() |
| Pensione minima ADESSO! oggi noi, domani voi |
Il governo riconosce la legittimità della richiesta che ormai da anni porta avanti l'UNAM, Unidad Nacional del Adulto Mayor, ma spiega che le condizioni economiche in cui versa l'istituto di previdenza sociale non permettono di affrontare tale spesa.
Attraverso le fonti di comunicazione istituzionali afferma inoltre che la protesta degli anziani è manipolata dalla destra all'opposizione e chiude il dialogo con i manifestanti.
Fin da subito, gli anziani denunciano aggressioni fisiche da parte degli addetti alla sicurezza dell'istituto e in seguito da parte della stessa polizia nazionale.
Vengono bloccate le strade d'accesso alla zona, impedito l'avvicinamento ai mezzi di comunicazione, tagliata l'acqua potabile all'edificio.
Attraverso facebook e twitter si mobilitano altre fasce della popolazione, soprattutto giovani, in appoggio alla rivendicazione degli anziani e soprattutto contro le violenze della polizia, nasce OCUPA INSS.
Diversi studenti si organizzano per portare assistenza medica e medicinali agli anziani in protesta e ci si mobilita per la raccolta di viveri, acqua, materassi ma il cordone della polizia impedisce l'approvigionamento dei manifestanti.
La tensione aumenta così come gli scontri tra polizia e manifestanti, con alcuni feriti e arresti.
![]() |
| poliziotto sono tuo padre, non mi picchiare |
Giovedì mattina un gruppo di manifestanti e alcuni rappresentanti del Cenidh (Centro nicaraguense per i diritti umani) riescono a superare il blocco e si ritorna ad un relativo stato di calma. I manifestanti annunciano comunque che la protesta, totalmente apartitica, seguirà ad oltranza. Ci si organizza per la presenza continuativa anche notturna e c'è anche il sostegno di diversi artisti che venerdì sera improvvisano un concerto in appoggio alla manifestazione, ormai diventata una protesta sociale contro le violenze della polizia e la tacita repressione del governo.
I fatti più gravi si verificano nella notte tra venerdì e sabato. I manifestanti che passavano la notte presso l'INSS denunciano alle 4 del mattino l'attacco di un gruppo di circa 200 di persone, con i volti coperti e le magliette della Gioventù Sandinista, sezione giovanile del partito di governo. Gli assaltatori, trasportati da quattro camion del Comune di Managua, e appoggiati dalla polizia intimano ai manifestanti di buttarsi a terra, allontanano i manifestanti giovani e anziani con la forza, malmenandoli e minacciandoli, derubandoli di tutto, dai telefoni cellulari, alle scarpe, ai pantaloni, distruggendo l'accampamento, il punto medico allestito e le auto nei dintorni. La gente si disperde o si nasconde nei dintorni
Nella giornata di oggi, sabato, la notizia dell'accaduto si diffonde pian piano attraverso la rete e i social network, con le testimonianze e le denunce dei presenti, poche foto e video dell'accaduto, molta rabbia. Diversi anziani rimangono presidiando l'INSS , durante la giornata non si ripetono incidenti, ma la zona rimane controllata dalla polizia e dai sostenitori del governo.
Per chi come me è spettatore di tutto questo la giornata passa alla ricerca di notizie certe e non strumentalizzate tra gli amici e su internet. La rete chiama alla mobilitazione, ci si raduna alla Cattedrale vista l'impossibilità di arrivare all'INSS. Anche la Chiesa Cattolica appoggia la protesta, visitando i manifestanti e afferma che si è vissuto un episodio di terrorismo di stato. La notizia si diffonde anche fuori dal Paese: EL PAIS; BBC;
Poco fa la UNAM ha sospeso la protesta per la notte per evitare altri incidenti, annunciando che si proseguirà domattina. Mosignor Silvio Báez, vescovo ausiliario di Managua, ha aperto le porte della Cattedrale ai manifestanti per evitare incidenti nella piazza. È stata anche sospesa la messa delle 8:00 invitando tutti a partecipare a quella delle 11:00, in appoggio ai manifestanti.
E domani, vedremo.
Buonanotte Italia.
giovedì 6 giugno 2013
A 3 anni dal terremoto, 2 mesi dopo la consegna delle case agli sfollati, 1 persona ricomincia a vivere
A 2 mesi dalla consegna
chiavi delle ultime abitazioni costruite per gli sfollati del terremoto giunti
nella regione haitiana del Nord-Ovest, siamo andati a trovare Madame Carouliot
nella sua nuova casa e le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza del
terremoto: di seguito un breve sunto delle sue parole.
Il 12 gennaio 2010, sono
rientrata a casa ed ero con mia figlia quando tutto è cominciato a caderci
addosso: dopo la scossa le ho detto di inginocchiarsi con me per chiedere
perdono a Dio per ciò che avevamo fatto e che aveva causato la punizione che ci
aveva inviato. Poi però mi sono accorta che tutti erano nella nostra stessa
situazione e che era accaduto qualcosa di diverso, di generalizzato.
Moltissimi americani ci hanno aiutato in quei giorni: io avevo una gamba dolorante a causa dei colpi presi da ciò che mi era caduto addosso nella mia casa prima di riuscire ad uscire. Una ragazza straniera si è presa cura di me trasportandomi all’ospedale e trovandomi un tavolo su cui sdraiarmi visto che non c’erano letti liberi disponibili. Ha anche pagato le cure di cui necessitavo visto che non essendo grave avrei dovuto farvi fronte di persona. In ogni caso la gamba mi fa male tuttora.
Sono tornata nel mio paese natale dove mio nipote mi ha permesso di abitare nella vecchia casetta di sua madre (un edificio in pietra piuttosto fatiscente) ed ora cerco di mantenermi coltivando di persona la terra intorno alla casa che mi è stata donata od allevando pochi capretti o galline che poi rivendo.
Moltissimi americani ci hanno aiutato in quei giorni: io avevo una gamba dolorante a causa dei colpi presi da ciò che mi era caduto addosso nella mia casa prima di riuscire ad uscire. Una ragazza straniera si è presa cura di me trasportandomi all’ospedale e trovandomi un tavolo su cui sdraiarmi visto che non c’erano letti liberi disponibili. Ha anche pagato le cure di cui necessitavo visto che non essendo grave avrei dovuto farvi fronte di persona. In ogni caso la gamba mi fa male tuttora.
Sono tornata nel mio paese natale dove mio nipote mi ha permesso di abitare nella vecchia casetta di sua madre (un edificio in pietra piuttosto fatiscente) ed ora cerco di mantenermi coltivando di persona la terra intorno alla casa che mi è stata donata od allevando pochi capretti o galline che poi rivendo.
alle
20:27
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America Latina,
Giuseppe B,
Haiti
martedì 4 giugno 2013
Cantieri 2013: partiti!
Abbiamo un solo pensiero in testa:
I Cantieri della Solidarietà!
Domenica 2 giugno, in quel del Giambellino, 71 valorosi giovani (e qualche armadillo in incognito) si son dati appuntamento per iniziare il percorso di formazione pre-partenza.
Dove li spediamo quest'anno?
Libano, Gibuti, Etiopia, Moldova, Perù, Bolivia, Nicaragua, Teggiano e Agrigento.
Cosa pensano di combinare?
Ve lo raccontano loro qui sotto...e...grazie a don Roberto, don Orazio e Francesca per averci aiutato a chiarire le idee, a don Renzo per la splendida accoglienza nella parrocchia S.Curato d'Ars e al mitico coro parrocchiale per la gradita sorpresa!
Libano
Gibuti
Etiopia
Perù
Bolivia
Nicaragua
Teggiano
Agrigento
venerdì 31 maggio 2013
Haiti: diario della prima settimana di Francesco e Melissa
Scalo a Miami
Sabato 25 maggio 2013
Francesco: "in coda al semaforo ho bevuto un sacchetto di acqua. Bienvenue en Haiti!"
Domenica 26 maggio 2013
Francesco: "da Port-au-prince a Port-de-paix, autostrada nazionale di Haiti, 230 km in 7 ore. ultimo 80 km di sassi. robe da matti."
Mercoledì 29 maggio 2013

Francesco: "3 giorni sull'isola della Tortuga: bambini che vanno a scuola a dorso d'asino e donne che stirano con ferro da stiro a carbone: il tempo qui si è fermato."
Giovedì 30 maggio 2013
Francesco: "mi alzo alla mattina, alle spalle le colline, di fronte l'oceano."
Venerdì 31 maggio 2013
Francesco: "nel Far West di Haiti. se sulla Tortuga il tempo si è fermato, qui Dio si è dimenticato di questo posto."
Foto e Galleria Fotografica su Flickr di Melissa Razzini
Sabato 25 maggio 2013
Francesco: "in coda al semaforo ho bevuto un sacchetto di acqua. Bienvenue en Haiti!"
Domenica 26 maggio 2013Francesco: "da Port-au-prince a Port-de-paix, autostrada nazionale di Haiti, 230 km in 7 ore. ultimo 80 km di sassi. robe da matti."
Mercoledì 29 maggio 2013

Francesco: "3 giorni sull'isola della Tortuga: bambini che vanno a scuola a dorso d'asino e donne che stirano con ferro da stiro a carbone: il tempo qui si è fermato."
Giovedì 30 maggio 2013Francesco: "mi alzo alla mattina, alle spalle le colline, di fronte l'oceano."
Venerdì 31 maggio 2013Francesco: "nel Far West di Haiti. se sulla Tortuga il tempo si è fermato, qui Dio si è dimenticato di questo posto."
Foto e Galleria Fotografica su Flickr di Melissa Razzini
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