domenica 30 gennaio 2011

Pronti, si parte!!

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E cosi' si avvicina il fatidico giorno della partenza...Sembrava cosi' lontano ed invece eccolo qui che mi piomba addosso quasi all'improvviso.
Vorrei avere ancora qualche giorno per sistemare le ultime cose e salutare tutti. Invece no, bisogna fare le valigie, chiudere tutto e andare.
Amman e' li' ad aspettarmi, e io di certo non mi faro' attendere!
A tutti voi, miei cari SCErvellati 2011, vi auguro un buon viaggio!
Dai, che a Marzo ci si rivede tutti appassionatamente a VillapUzzone!! ùùùùùùùùùù!!
P.S. E contravvenendo al punto 11 del post "come scrivere sul blog", vi lascio con questa citazione:
Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto.
Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro.
Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

Impara la tua direzione da gente che non ti somiglia

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Ecco, la partenza!

Sono in quella che era la mia camera…ora è una stanza vuota, solo 2 valige pronte ad essere portate via.

Guardo i muri bianchi, da cui ho dovuto staccare (mannaggia a chi vuole imbiancare mentre sono via!) tutte le foto, le frasi, le canzoni, le cavolate fatte con gli amici, le poesie, i fiori…cavoli che triste questo bianco…

ma tutto quello che c’era lo porto via con me, le frasi, gli amici, i colori, i fiori, le poesie, le lacrime e le risate fatte con il cuore…

e questo bianco che ora sembra così triste..beh aspetta solo di essere di nuovo riempito!

Bolivia arrivoooooooooooooooo!

SCErvellati vi abbraccio fortissimo e in bocca al lupo a tutti...per voi questa canzone...

sabato 29 gennaio 2011

Cotton Eyed Joe Rednex Original Version

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..oggi sarà la giornata dei preparativi, della valigia...ed ecco che mi ritrovo qui..in camera mia immersa nella musica a fissare delle foto....e le mille persone che ti dicono..."che bello...che invidia...che fortuna"...uhmmm sapete che vi dico...è proprio vero siamo fortunati!! Ma son anche dell'idea che ciascuno può aiutare il suo destino..a seconda delle scelte che fa giorno dopo giorno...quindi è con un bel sorriso che vi e ci auguro un anno ricco di scosse all'anima e tanto calore umano..e con questa canzone SCErvellati..vi immagino ognuno sulla propria strada..ma uniti nel mondo..:-)
..ovviamente la canzone è una delle mie preferite e a breve metterò anche un bel video sul passo da vero cow-boy da fare per ballarla..ahaha anzi lo insegnerò anche alla mia socia e la obbligherò a fare il veideo con me..
..bè da cuoricino beach è tutto..vi stritolo...

giovedì 27 gennaio 2011

On the road again

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In partenza. Ancora una volta. Adesso verso casa, solo per pochi giorni. Giusto il tempo di preparare le valigie per una nuova destinazione. Stavolta molto lontano: Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Il treno ha già lasciato la stazione di Milano. Cerco qualcosa di malinconico tra i files audio, una colonna sonora che si accordi al mio stato d’animo. Che bella la malinconia, restituisce alle partenze tutto il loro senso. Perché nessuno di noi sta fuggendo. E nessuno di noi parte a cuor leggero. È davvero difficile lasciare le persone e i luoghi che ami. Mi pare che ogni partenza apra una nuova ferita. Poi, col tempo, quella ferita si cicatrizza e si riempie di significati. Diventa parte di te, racconta la tua storia e resta a ricordo dei volti, dei paesaggi, degli incontri e delle esperienze vissute.

…tra una settimana a quest’ora, dopo tre lunghi giorni di viaggio, sarò a Kindu…


E ai miei compagni dedico questa canzone!


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Ciao ragazzi!
Volevo augurare buon viaggio e, soprattutto, buona avventura a tutti!
Un grande abbraccio,
Anne

domenica si avvicina! e Nairobi anche!

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ragazzi, citando Piera: CHE ANSIA! e ho solo messo in vista le cose da mettere in valigia...
toto scommesse su cosa ci dimenticheremo?
Purtroppo oggi non sono riuscita a salutare tutti, in particolar modo ho perso Davide e Sergio nei meandri della Caritas! allora eccomi qui a mandare un grande abbraccio anche a voi!


e ancora un grande abbraccio e un bacio a tutti i "compagni di viaggio", oggi è stata già una prova salutarvi (niente lacrime, sono stata brava!) ma che bello pensare che quando ci risentiremo saremo sparsi per il mondo! quindi mi raccomando, teniamoci in contatto, non voglio sentire solo Baola (eheh)!


buon viaggio a tutti!

Nica 1 Nica 2

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Eccoci, ultimo giorno in Caritas. Ieri abbiamo salutato Nica 1 e Nica 2 e noi ultimi SCE siamo qua ancora per poco. Cerco di organizzare un pranzo di saluto con gli SCE che incontro negli uffici e nei corridoi.
Allora auguro ai nicaraguensi un buon viaggio e uno splendido inizio d'avventura!!!
Ragazzi.....ci siamo!!!!! Taaaaaaac!!!

martedì 25 gennaio 2011

Non a noi

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È che suonava bene anche come editoriale della newsletter, e quindi poi ho lasciato la missione a mezz'aria, ma ora è giusto che sto post torni a ricoprire il posto per cui era stato concepito, pur se in ritardo.



“Come se ogni pensiero che immaginavi nella mente fosse così intelligente che ti sembrava un crimine non condividerlo”.

Il New Yorker definisce i dialoghi di Aaron Sorkin per “Social network” “i migliori ascoltati dai tempi di Ben Hect e Preston Sturges”. In questi giorni ho trovato anche molto bellini i dialoghini de “La prima cosa bella”, ma riconosco che la frase che il babbo di fb si sente sparare dalla ex folgora.

Isole Andamane, ragazzi. Tappa breve, umida e sedentaria. Breve, umida e sedentaria. Aggettivi che non fanno onore a Port Blair e neanche ai nostri partner in loco. Ma tiro dritto, perché altrove voglio andare.

Una delle sensazioni più marcate è stata quella di sentirsi disegnati addosso i panni dei benefattori. Però è quello che è successo. Nella stanza di un'abitazione costruita dopo lo tsunami. Noi seduti su sedie. 50 donne indiane a terra, a raccontarci delle loro esperienze nei gruppi di mutuo auto aiuto cui appartengono.

Quand'ecco che una di loro prende la parola e noi non capiamo nulla delle sue accorate frasi fino a quando la traduttrice non ci sintetizza in inglese: "Vuole ringraziarvi personalmente per il bene che state facendo arrivando qua da così lontano a supportarle. Lei non avrebbe mai immaginato che potesse capitarle una cosa simile nella sua vita e non capisce perché voi lo facciate, ma vuole ringraziarvi".

Capisco che necessito di corsi di formazione per potere accogliere ringraziamenti affini senza desiderare di smaterializzarmi. Forse dovrebbe esistere una controfigura, agli antipodi del sempre buon Benjamin Malaussene (professione: capro espiatorio), qualcuno capace di rimanere lì, impassibile e sorridente, salvatore servitore e quelle cose lì. No perché, non faccio per dire, quando la ragazza del collegio c’indirizza un ringraziamento che sa di: “Prima di venire qui non sapevo che le donne avessero dei diritti, grazie a voi l’ho imparato”, a me viene da pensare ai coriandoli, ai paguri e a Houdini. Troppo imbarazzato e a disagio per accogliere dei grazie che mi spettano fino ad un certo punto.

Invece, a sorpresa, rimango lì serio e compiaciuto. Perché so cosa dire. In India, come in Nicaragua, come in Moldova o in Congo. Sappiamo cosa dire.

"Non siamo noi. Chi ha deciso di aiutarti sono loro, gli abitanti della nostra Diocesi".

Sarebbe stato un crimine non condividerlo?

venerdì 21 gennaio 2011

Come scrivere sul blog

7 commenti:
Martedì abbiamo visto molto rapidamente come scrivere un post sul blog. Ho trovato un bel vedemecum semi serio scritto da Simone Sellerio che non solo merita di essere letto ma penso debba essere rilanciato. 
La sfida? Arrivare al numero 56 dell'elenco grazie a un'aggiunta da parte di tutti i redattori di questo blog. Secondo me ce la si può fare!
Aggiungete e date sfogo alla vostra creatività.
Chi comincia?

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi. 

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario. 

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata. 

4. Esprimiti siccome ti nutri. 

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc… 

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso. 

7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione. 

8. Usa meno virgolette possibili: non è "fine". 

9. Non generalizzare mai. 

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton. Ok? 

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu." 

12. I paragoni sono come le frasi fatte. 

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s'intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito). 

14. Solo gli stronzi usano parole volgari. 

15. Sii sempre più o meno specifico. 

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive. 

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale. 

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. 

19. Metti, le virgole, al posto giusto. 

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile. 

21. Se non trovi l'espressione italiana adatta non ricorrere mai all'espressione dialettale: peso e! tacòn del buso. 

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono "cantare": sono come un cigno che deraglia. 

23. C'è davvero bisogno di domande retoriche? 

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe - o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento - affinché il tuo discorso non contribuisca a quell'inquinamento dell'informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media. 

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia. 

26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile. 

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi! 

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri. 

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili. 

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l'autore del 5 maggio. 

31. All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo). 

32. Cura puntiliosamente l'ortograffia. 

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni. 

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve. 

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione. 

36. Non confondere la causa con l'effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato. 

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni. 

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures izomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva - ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica - eccedano comunque le competente cognitive del destinatario. 

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che. 

40. Una frase compiuta deve avere".

Responsabili

2 commenti:
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