giovedì 16 gennaio 2014

Numeri

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12.01.10.16.53.7.50.220000.300000.1000000.8000000000.

questi sono numeri.

ora mettiamoli in ordine con una logica. 

12.01.10, è una data, quella del terremoto in Haiti.

16.53, è l'ora esatta del sisma.

7, i gradi della scala richter del sisma.

50, i secondi che è durato il sisma.

220.000, i morti ufficiali.

300.000, i feriti ufficiali.

1.000.000, gli sfollati ufficiali.

8.000.000.000, i dollari di danni.

sono già passati 4 anni da questa tragedia immane che ha colpito l'isola, o meglio questa parte di isola, quella già più povera, più violentata, più disboscata e più densa.

nei giorni successivi al sisma, è arrivato il secondo terremoto, quello che ha portato i miliardi di dollari degli aiuti umanitari, scene da medioevo dell'assistenzialismo, dove elicotteri gettavano pacchi di viveri dall'alto e la gente sottostante che si ammazzava per recuperarli e prenderli per poter sfamarsi, o per poterli rivendere al mercato. 

dopo 4 anni i problemi dell'isola sono ancora enormi, i soldi che erano arrivati per la famosa "ricostruzione" hanno fatto una fine dubbia, tra "burocrazie" e lungaggini haitiane.

doveva essere eretto un monumento ai caduti, laddove c'era l'ufficio generale delle imposte, e ovviamente l'inaugurazione non c'è stata, il monumento non è ancora pronto.


è l'emblema di questa ricostruzione, che tarda ad arrivare, che non arriverà, che chissàquandoarriverà, ma quello che è importante ora in Haiti non è la "ricostruzione" fisica delle città distrutte, ma è la ricostruzione della società, dei diritti umani, dei diritti delle Donne e dei Bambini che vivono oggi il Paese e che sembrano non avere futuro.

Storie di Donne e Bambini, di Uomini, ma per molti, solo Numeri.



giovedì 2 gennaio 2014

All'arrembaggio?!?!

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“Para bailar la Bamba se necesita un poco de gracia, un poco de gracia.. […]. Baila Bamba, baila Bamba,[..] Yo no soy marinero, soy capitan, soy capitan..[..]”.
La tradizione vuole che questa canzone sia stata inventata dalla ciurma di un famoso pirata dei Caraibi e che Bamba fosse un ex schiavo, liberato e promosso al rango di cuoco di bordo dopo averli aiutati nella presa di Cartagena. 
Fino a quattro secoli fa leggende come questa, scorribande tra pirati e tesori nascosti rappresentavano lo scenario della Tortuga ma oggi, la leggendaria Isola dei Pirati, ha perso il suo fascino ed é diventata uno dei crocevia per il traffico di droga latino-americano, nonché punto di partenza per le carrette del mare che fuggono nei Paesi vicini in cerca di fortuna. 
Eppure raggiungere Latòti rimane ancora qualcosa di avventuroso, anche se durante la traversata (rigorosamente in barca a vela) non si rischia più di venire attaccati dai Bucanieri. Dopo quasi due ore in balia delle onde si raggiunge la sua costa e si rimane abbagliati da tanta bellezza. Qui il tempo si é fermato e l’unico segno di civiltà sono una manciata di motociclette e le  8 automobili che vi circolano.
Una di queste appartiene ai Frères des écoles chrétiennes, nostro partner nella realizzazione del progetto "Bibliothèque pour six écoles presbytérales de l’Ile de la Tortue”, conclusosi nell’ottobre 2013. Il progetto ha previsto la costruzione, l’ammobiliamento e la dotazione di libri in 6 diverse biblioteche per promuovere un nuovo metodo di apprendimento, basato sulla lettura e sullo “stimolo" della mente.
L’immagine più bella di questo duplice e breve viaggio non é però legata alle acque cristalline, né al parking bourrik e nemmeno alla splendida terra rossa ma al chiasso dei bambini che mi hanno accolto durante la visita nella scuola di La Vallée.
Solo un'ultima cosa: La Vallée si raggiunge solo via mare o solo via terra dopo un’ora di camminata nel letto di un fiumicciattolo in secca. 





martedì 26 novembre 2013

Il Cantiere di Fetesti non finisce qui

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Occhei la formazione, i progetti, le rendicontazioni.
Una missione però è anche viaggio, kilometri macinati a guardare il paesaggio e a chiacchierare ore e ore (e a me e Igor riesce piuttosto bene...). E' fermarsi per strada a recuperare borse piene di prodotti della terra da portare a casa: quelli comprati in capitale hanno un altro sapore.
E continuare a stupirsi perchè quella macchina appesa lassù, serve come richiamo per la  scuola guida (che si fa sullo sterrato, perchè qui le strade non è che siano proprio piene di incroci).


Parinte Igor ci aspetta da un po'. "Ho già stappato una bottiglia di vino, quando arrivate?".
In effetti sono le 14:30 e l'ora di pranzo è passata da un po'. 
Suo figlio si è appena svegliato ma non sembra essere intimorito da presenze straniere. Probabilmente il ricordo degli 11 + 2 cantieristi 2013 non è poi così lontano e la lingua italiana non così ostile.



E' felice parinte, e anche i volontari che oggi, come tutti i giorni, accolgono una ventina di bimbi a cui offrono un pasto caldo e un pomeriggio di compiti e giochi. 
I volontari sono una trentina, il più giovane ha 11 anni. Come il più vecchio degli ospiti del doposcuola.
Fa freddo a Fetesti e la casetta, piccola piccola, che accoglie i bambini, è poco illuminata, ma riscaldata da una bella stufa tradizionale appena rinnovata per prepararsi a combattere l'inverno. "Parinte, ma ci sono più volontari che beneficiari, che bello!"



"Si, Sergio. I volontari si turnano durante la settimana perchè c'è poco spazio e perchè per poter aiutare i più piccoli devono arrivare quando ancora non sono finite le lezioni al liceo. Turnandosi, perdono meno giorni di scuola. A dire il vero vorremmo accogliere più bambini, ce ne sarebbe bisogno, ma non abbiamo abbastanza risorse per dar da mangiare a tutti ogni giorno".

"Ragazzi, grazie per la bella esperienza di questa estate! Vi porto i saluti di tutti i cantieristi, ma proprio tutti!"
E vi cito uno ad uno. I loro volti si riempiono di sorrisi, ripetono i nomi dei volontari italiani senza dimenticar nessuno. Ringraziano. E vi mandano un bel saluto.



L'anno prossimo, a Fetesti, ci torniamo di sicuro!



lunedì 25 novembre 2013

(ancora) In Moldova con Matteo

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Stavolta la sveglia suona prima del solito. Il nostro aereo parte alle 7 da Malpensa e così capita di trovarsi a chiacchierare alle 4 del mattino con Guido a Cadorna.  Lui è preoccupato: gli omoni della vigilanza notturna della centrale stazione milanese, gli hanno intimato di non importunare i viaggiatori in attesa del primo treno x l'aeroporto. "Scusa! Guido non disturba. Guido ascolta la musica al telefono ma ora è scarico.  Se sali sul treno posso collegare il caricatore. Se salgo con te non mi cacciano: sei mio amico? Ti disturbo? Guido non disturba!"

L'aereo è mezzo vuoto e la signorina al check-in ci piazza quasi in prima fila: giornata fredda e cielo terso: Matteo mi può raccontare, con dovizia di particolari,  l'orografia dell'intero arco alpino.
Il monte Rosa,  il Verbano,  Varese e il Sacro monte,  Como, il monte Generoso,  Erba e i laghetti, Lecco, il Legnone e poi piú avanti, finalmente le dolomiti.
Turbolenze, biscottini e succo, turbolenze, atterraggio un po' lungo, che l'aereo deve fare inversione per imboccare la strada x il terminal e poi Oleg.  Siamo arrivati a casa!

Le porte della città ci accolgono ancora, imponenti, forse un po' opprimenti ma sempre a braccia aperte.

"Sergio,  fra 20 minuti iniziamo la prima plenaria.  Nell'attesa riguardiamo insieme il programma di questi giorni."


Igor sa che dobbiamo sfruttare ogni minuto possibile e poi ci invita a scendere in sala riunioni.



La multi ani Viktor! Quando un collega compie gli anni,  in Diaconia si fa festa, ci si siede intorno alla tavola e si condivide. Non solo le preoccupazioni, i progetti, le storie faticose degli ospiti dei servizi.
Si condivide e si ringrazia.  E poi si torna al lavoro.


Pronti? Via! 
Ora è tempo di iniziare: Matteo con l'equipe del Centro Maternale, io e Igor a fare il punto sui progetti.

domenica 13 ottobre 2013

isole.

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Lampedusa è un'isola in mezzo al Mar Mediterraneo.

Haiti è un pezzo di isola in mezzo al Mar dei Caraibi.

Lampedusa è la destinazione di centinaia di migranti che dall'Africa cercano di entrare in Europa.

Haiti è la partenza di centinaia di Migranti che dall'America cercano di entrare in America.

Il Mar Mediterraneo è la tomba di migliaia di migranti.

Il Mar dei Caraibi è infestato dagli squali, quindi più che tomba è un banchetto.

Un detto siciliano dice: A megghiu parola è chidda ca nun si dici. 

Un detto haitiano dice: "Pito mouri anba nan reken pase mouri grangou", meglio essere mangiati dagli squali che morire di fame.

In Italia c'è ancora la legge Bossi-Fini.

Da Haiti moltissimi scappano nella vicina Repubblica Dominicana dove ci sono leggi severissime per gli immigrati, specialmente se haitiani. 

A Lampedusa c'è il CIE.

In Repubblica Dominicana ti discriminano e ti riempiono di botte appena possono se sei haitiano.

L'Italia è un Paese "unito" dal 1861.

L'America è stata "scoperta" oggi di 521 anni fa e Cristoforo Colombo è sbarcato ad Haiti. 

L'immigrazione clandestina è nata quel 12 ottobre 1492.

Oggi combattiamo l'immigrazione clandestina.

Conosco italiani che sono emigrati in America per cercare lavoro.

Conosco un haitiano che è andato da Haiti alle Bahamas su un barcone senza motore. per cercare lavoro.

Conosco storie di migranti.


Conosco migranti. 

Sono migrante.

venerdì 11 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Tagga l'armadillo"

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Lo sport ufficiale dell'anno.
L'hanno messo in frigorifero, a pascolare insieme alle mucche, a lottare con uno scorpione.
Ha giocato, condiviso, ha ascoltato storie, si è commosso e ha saputo sorridere davanti alle difficoltà.
E' l'amico che tutti vorremmo: ascolta silente le difficoltà e sa stare in disparte quando serve...

Per i risultati del concorso quantitativo rimandiamo alla visione delle foto che si trovano nel profilo FB  di Scheletri www.facebook.com/scheletri.nellarmadillo

La commissione, commossa per la partecipazione di critica e pubblico, ha deciso di premiare la foto più simpatica. Ecco la classifica:

1° classificata
Marco Povero (Moldova) - ritira il premio...il cupido ritratto
(alias Mariarosa Bettiga)

2° classificata
Marco Povero (Moldova)

3° classificata
Daniele Maldera (Gibuti)

giovedì 10 ottobre 2013

Scatta il Cantiere: Primi piani

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1° classificata
La palla è mia e decido io..., Daniele Maldera (Gibuti)


2° classificata
Sorrisi contagiosi, Anna Pulici (Libano)


3° classificata  - ex aequo
Chiedimi se sono felice, Andrea Bianchessi (Etiopia)


3° classificata  - ex aequo
Lezioni di vita, Desiree Luini (Gibuti)


3° classificata  - ex aequo
Battaglia di tempera, Marco Povero (Moldova)

mercoledì 9 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Se ognuno fa qualcosa"

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"Se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto"
[Padre Pino Puglisi]

Il tema dell'anno, l'essenza del Cantiere. Ecco i vincitori.

1° classificata
La gioia in un palmo, Chiara Colombo (Bolivia)





2° classificata
Salvataggio, Marta Galimberti (Teggiano)



3° classificata
Insieme si fa meno fatica, Letizia Arosio (Moldova)

martedì 8 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Contesto"

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Oh, cosa hai capito? Tutti sereni, nessun contestatore: sono i luoghi del Cantiere!

1° classificata
La Chureca, Anna Dighera (Nicaragua)


2° classificata
La fatica di vivere, Letizia Scaccabarozzi (Perù)


3° classificata - ex aequo
A La Paz come i pazz, Lorenzo Lunati (Bolivia)


3° classificata - ex aequo
L'amore allo shelter, Anna Pulici (Libano)