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giovedì 21 giugno 2018

Prossima Fermata: Nairobi

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Milano, 17 giugno 2018

Giorno 0: Pronti, partenza, via!

Oggi è il giorno che stavamo aspettando e la nostra grande nave Pamoja è finalmente in (aero)porto. Tutto è pronto per il viaggio. Forse c'è il sole, o forse no...è difficile scorgerlo dall'oblò.
Il mare sembra in burrasca, ma siamo certi che arriveremo alla meta. 
Con il nostro equipaggio, metterci in mare non fa più paura. I nostri capitani, Alice e Giacomo, ci hanno aiutato a preparare il necessario e sono pronti a fare ed essere tutto ciò di cui ci sarà bisogno: timonieri, guide, psicologi, medici...saranno perfino pronti a cedere la doccia e il bagno!
Ognuno di noi altri 8 porta qualcosa di suo, e anche se sembriamo messi insieme senza un criterio, siamo fiduciosi di riuscire a funzionare bene come squadra:

  • Camilla - La marinaia curiosa
  • Elisa - Il bardo di bordo
  • Enrico - Il semplice mozzo
  • Francesca - La cambusiera sorridente
  • GiuliaM - La giocoliera e fotografa di bordo
  • GiuliaV - La carpentiera 
  • Sara - La giullare di bordo
  • Silvia - La cuoca tuttofare

Abbiamo caricato sul ponte anche i topi da slitta, perché non possono mancare in caso di necessità. 
Nella stiva abbiamo stipato tutti gli oggetti che non possono rimanere in Italia: la chitarra, l'ukulele, (Enrico ricordati il passaporto!), sapone di Marsiglia in gran quantità, Pussa Via Zanzara! e viveri, acqua e altri "rimedi" per sopravvivere alla traversata.

E dato che questo viaggio non è come tutte le altre partenze, non possono mancare in stiva anche il bagaglio delle proprie esperienze passate, accompagnate da ascolto reciproco e collaborazione tra i membri del gruppo, dalla comprensione, dalla voglia di mettersi in gioco e dalla pazienza di sapersi imperfetti accettando l'imperfezione altrui; e, ancora, troviamo un angolino della nave in cui far spazio alla sincerità e alla solidarietà che servono per essere punti di riferimento e di appoggio per tutti gli altri membri dell'equipaggio. 

In questo giorno che speriamo essere di sole (ma potrebbero esserci le nuvole, vi giuriamo che non si capisce dal tavolo attorno cui siamo seduti intenti a mettere giù questi pensieri), abbiamo iniziato a spiegare le vele, al grido di PAMOJA SI PUÒ! 
Il viaggio vero sarà lungo (quasi 11 ore), ma siamo pronti. E abbiamo davvero, davvero voglia di partire.

Non ha senso aggiungere altro, per ora. Questo diario, come questo viaggio, è appena all'inizio.

Cantiere Nairobi


Hebu twende pamoja


lunedì 3 luglio 2017

Cantiere Haiti: CAPITOLO 1

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La nostra formazione



Il caldo tropicale di Melegnano
ci introduce al clima Haitiano,
che prima di questa giornata
era l'unica cosa da noi immaginata.

Nonostante "abbandonate" dai nostri coordinatori
sono venuti in nostro aiuto tre salvatori
Matteo, Letizia e Stefania i loro nomi.

Della doccia in un fiume ci hanno parlato
cosa che noi mai avremmo sognato!
Nel fiume faremo anche il bucato
per rendere tutto lindo e profumato.

Port au Prince, Mare Rouge e Pendu visiteremo
dove altri animatori Haitiani incontreremo
e con loro tante attività organizzeremo!

Ma Haiti a noi un' altra sorpresa regalerà
Silvia e Federico ci presenterà!
"nou pral ekri yon liv"* sapete cosa vuol dire?
studieremo il creolo e in qualche modo proveremo a farci capire!

Di scrivere un libro tutto in rima saremmo fieri,
ma non siamo mica Dante Alighieri!!


Margherita, Dana, Giulia, Giorgia

*scriveremo un libro



martedì 29 settembre 2015

Libano: dalla Brianza al campo profughi

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Le domande prima della partenza...

"Vai in Libano? Ma che coraggio, non hai paura della guerra lì vicino?"

"Libano, Libano.. è dove c'era Gheddafi, no?"

"Ma che brava che sei, che vai ad aiutare i poveri!"

Ma io, in realtà, che ci vado a fare in Libano?
Cosa mi ha spinto a fare questa scelta? E se non mi trovassi bene? E se dopo una settimana già avessi voglia di scappare? E se i bambini mi facessero impazzire? E come farò a relazionarmi con donne che sono state vittime di violenze e abusi. Io, che ho vissuto una vita sugli allori?

Insomma, tutte preoccupazioni che ogni tanto mi ronzano in testa dopo che amici, o chiunque sia di passaggio, mi riempiono di domande sulla mia prossima partenza.
La realtà è che l'entusiasmo è più forte della paura, che la curiosità prende il posto dell'insicurezza e che la voglia di partire, come sempre, inibisce ogni timore.

Perché l'unica certezza che mi porto dietro è che là fuori c'è una bellezza tanto spaventosa quanto attraente, per la quale vale la pena di affrontare tutte le paure.


martedì 28 luglio 2015

Moldova: IO PARTO MA...

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Maggio 2012. Arese, Liceo Falcone Borsellino.
Cogestione. Incontro con "Medici con l'Africa - CUAMM".
Foto dell'Africa, racconti di una terra lontana, di un mondo così lontano. Storie di uomini e donne che hanno deciso di mettersi a servizio, a disposizione, spendendo il loro tempo, le proprie risorse e capacità per gli altri. Storie di medici, idraulici, elettricisti, uomini comuni. Lavoro duro, fatica, sudore, difficoltà. PARTENZA, perché di questo si tratta.

Oggi. Luglio 2015. Rho, camera mia.
Sulla porta, tra una frase e l'altra, riscopro quel brano datoci all'incontro del CUAMM tre anni prima. Una frase attira la mia attenzione: "io parto, ma tu non restare".
Io sto partendo: la valigia è aperta sul letto, abiti sparsi per la stanza in attesa di una collocazione. E proprio ora che io parto, quelle parole mi risuonano forte in testa. Proprio ora che tento, non riuscendoci, a infilare tempere, vestiti e giochi in questo spazio ristretto che è la mia valigia, mi rendo conto che partire va ben oltre a tutto questo. Partire non è l'atto fisico di prendere il "volo", ma è tutto e molto di più.
E' una questione di TESTA: tenere la mente aperta per lasciare entrare l'altro e il suo mondo senza però dimenticare sé stessi e cosa ci ha portati fin qui.
E' una questione di CUORE: essere pronti ad amare, a voler bene, a stringere forte in un abbraccio, a lasciarsi emozionare, a donarsi e mettersi a servizio.
E' una questione di MANI: costruire castelli di Lego, sporcarsi con le tempere, stringere la mano di un nuovo amico o dell'amico di una vita.
E' una questione di PIEDI: mettersi in cammino, camminare verso l'alto e verso l'altro, giocare a pallone, andare lontano o restare vicino.
E' una questione di OCCHI: guardare oltre la superficie delle cose, vedere le differenze e farne un punto di forza, scorgere la gioia sul volto della gente.
E' una questione di BOCCA: parlare di cambiamento, condividere le idee, raccontare i propri sogni e la propria storia.
E' una questione di ORECCHIE: ascoltare i consigli e le opinioni, sentire i rumori che ci circondano, apprezzare il silenzio e gioire del rumore della vita.
Se partire non è solo questione di una valigia, quest'estate non parto solo io e i miei amici cantieristi, ma parti anche tu, si, proprio tu, tu che in questo momento sei sdraiato ancora nel letto aspettando che la giornata abbia inizio, tu che forse sei già in ufficio o al tavolo di una biblioteca, tu che quest'estate non hai ferie e non partirai nemmeno per un breve viaggio.
Io parto, ma tu non "restare". Lascia stare la valigia, metti in moto la tua testa, il tuo cuore, le tue mani, i tuoi piedi, gli occhi, la bocca, le orecchie. "Partiamo insieme verso il mondo, la vita, il significato, la gioia. Chi cammina già vede sorgere l’aurora."
Buon viaggio, buona vita! (Share the love!) ;)


Giu :)