venerdì 21 marzo 2008

EASTER or SOUTHER?



Per Pasqua volevo offrire 1 contributo un po’ di spessore. Quindi mi faccio a lato e lascio parlare Tonino Bello, inoltratomi da Ema, Silvano Fausti e incollo un estratto dall’introduzione del libro “Inter-culture”, il terrorismo del denaro, che m’ha allungato dax. Se “Pasqua” nel mio dizionario interattivo della lingua inglese monopolizza il significato della parola “Easter”, “Souther” viene tradotto con “vento dal sud, specialmente nell’accezione di burrasca”. Per fedeltà al titolo, quindi, non posso andarci piano.

Tonino mostra una meta, un punto d’arrivo, una gratuità dal sapore d santità, propria d ki riesce a vedere come strutture d peccato (strutture di peccatoooo) crocifiggano quotidianamente molti di noi, talvolta mascherate da “forme di ricchezza”. E vengono invidiate, idoli che già ci possiedono nel momento in cui magnetizzano i nostri desideri. Nel 1995 Padre Silverio Farneti scriveva come dovesse ancora trovare un ateo tra gli Etiopi del Kambatta-Hadya. O uno psicologo, aggiungerebbe il tanzano Elio, accennando a qdo noi siamo gli idoli di noi stessi. Avevo detto che mi facevo da parte? Partiamo dagli ultimi, allora. E dal bello.
“Partire dagli ultimi, dai poveri: non è l’ultimo ritrovato della inesauribile furbizia clericale che cerca spazio sul mercato della popolarità. Una Chiesa povera, semplice, mite. Che sperimenta il travaglio umanissimo della perplessità e della insicurezza. Non una Chiesa arrogante, che vuole rivincite, che attende il turno per le sue rivalse temporali. Ma una Chiesa disarmata, che sa convivere con la complessità. Che lava i piedi al mondo senza chiedergli nulla in contraccambio, neppure il prezzo di credere in Dio, o il pedaggio di andare alla Messa alla domenica, o di una vita morale meno indegna e più in linea con il Vangelo”.


perché qua non è Pasqua? dove vado?
Appiccico Silvano, invece, qdo scrive della preghiera. Per come ne parla, per me illuminante.
“Ogni forma di meditazione e di preghiera, compresa quella liturgica, o è una ricerca del proprio piacere – c’è anche quello spirituale, oltre a quello fisico, intellettuale e del cuore! – o ha come fine quello di preparare e disporre la persona a rimuovere da sé ogni schiavitù, e così poter cercare e trovare la propria autenticità. Solo in questo modo ami davvero Dio e raggiungi quella verità in cui e per cui sei stato creato. Diversamente ogni tua pratica spirituale non è un atto di amore per l’altro. Ma un semplice farti solletico allo spirito, provare delle sensazioni che ti chiudono nel tuo io, invece di aprirti a Dio. Questo “autoerotismo spirituale” è scambiato da molti per vita spirituale. Pregare per le buone sensazioni che puoi ricevere dalla preghiera è come amare un altro per il piacere che ti dà. In realtà non ami l’altro, ma solo il tuo piacere nell’altro. Ma amare è piacere all’altro!”.
Poi un intervento + laico (ma non laido), che i laici sono Chiesa come i sacerdoti, per mischiare ulteriormente la fede con la realtà, nello specifico la realtà della cooperazione. Variegato ambito nel quale il servizio civile nazionale all’estero si muove, e così il settore internazionale di Caritas Ambrosiana.


mettersi in rete

"La cooperazione nasce dall'incontro tra persone, dal dialogo e dalla simpatia dei nuovi rapporti culturali e sociali che vi fanno seguito, dal voler condividere e partecipare a percorsi comuni di vita. La cooperazione non è una "forma anonima" di aiuto che governi e istituzioni possono offrire e scambiarsi in condizioni di emergenza. Il contributo originale e innovativo delle organizzazioni della cooperazione internazionale è rappresentato non dalla realizzazione del singolo progetto o dal soddisfacimento di un bisogno urgente, ma dal fatto che questi interventi costituiscano l'occasione d un incontro tra persone e famiglie, innestino rapporti d solidarietà, diventino un progetto comune capace di riprodursi e ampliarsi fino a coinvolgere altre persone, altre famiglie, altre comunità. Nella cooperazione nessuno aiuta nessuno, ma si impara a vivere insieme. Per queste ragioni la cooperazione richiede tempo, e nella cooperazione non si cambiano progetti e paesi, così come non cambiano facilmente gli amici".

And so, “Good Souther”, readers. E guardiamo in basso. E dentro.


pa

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