mercoledì 17 giugno 2015

Dal Principato di Monaco per una pasto solidale


Come ogni Paese presente in Expo, anche il Principato di Monaco ha celebrato il suo National Day. Martedì 9 giugno, per l'occasione, Sua Maestà il Principe Alberto II (senza la principessa Charlene e i piccoli gemelli) ha visitato Expo.
La mattina, prima della cerimonia istituzionale, in Edicola Caritas, a sorpresa, entrano due signori eleganti: si tratta dello chef del principe Alberto II, Christian Garcia e Gilles Bragard, segretario del Club des Chefs des Chefs, il gruppo degli chef dei capi di stato del mondo. 



Subito Lèa Delbes e Giovanni Agostoni, giovani del Servizio Civile impegnati in questi mesi presso il padiglione della Caritas, per la loro padronanza della lingua francese, vengono coinvolti nel dialogo. Lo chef e il segretario manifestano curiosità per l'organismo 'Caritas', una importante realtà che porta aiuto concreto a molte persone bisognose, informandoli del fatto che il 25 luglio, a Milano, è previsto un incontro del Club che organizzerà una cena di beneficenza.
Venuti a conoscenza della recente apertura del Refettorio Ambrosiano, nato dall’impegno della Diocesi di Milano e di Caritas Ambrosiana e dalle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del regista Davide Rampello, hanno mostrato interesse riguardo la possibilità di cucinare, in qualche occasione, anche per il Refettorio.
Il Refettorio Ambrosiano ha sede nel quartiere Greco, alla periferia nordest di Milano. Qui, una sala ormai in disuso, attraverso la Caritas, è stata ristrutturata e trasformata in un refettorio aperto alla solidarietà, recuperando il cibo avanzato a Expo e offrendolo alle persone più povere.
Per il primo periodo diversi tra i migliori chef del mondo, italiani e stranieri, ideeranno e prepareranno menu proprio a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno all'Esposizione Universale di Milano.
Christian Garcia e Gilles Bragard spiegano che hanno già sperimentato, con generosità, esperienze simili. Come l'anno scorso, quando avevano preparato una cena per le persone senza dimora in una parrocchia di New York.
Lèa e Giovanni, per meglio discutere di questa possibilità hanno così accompagnato i due illustri cuochi lungo il Decumano, raggiungendo il particolare padiglione del Principato di Monaco, quel giorno in festa. Un padiglione realizzato al 70% in materiali riciclabili e ricoperto per il 50% di verde, frutto di una riflessione sull'ecologia, il riciclo e il riutilizzo, che, al termine di Expo, diventerà un centro di formazione per la Croce Rossa Monegasca.
In questa bella giornata ricca di celebrazioni e festeggiamenti, l'attenzione era tutta sul Principe di Monaco che ha ricordato alcuni aspetti importanti della manifestazione Expo: “Expo Milano 2015 sta portando avanti un messaggio forte, affrontando con efficacia i problemi legati all'alimentazione e all'ambiente. Occorre collaborare a livello internazionale per cercare soluzioni condivise che possano portare a un reale cambiamento. In questo mondo siamo ormai tutti strettamente legati gli uni agli altri, perché siamo sempre più consapevoli che le nostre azioni hanno conseguenze globali” – ha affermato il Principe Alberto II.
“Expo 2015 aiuterà il mondo ad affrontare i problemi globali” – ha detto con convinzione il sovrano, nella giornata nazionale del Principato di Monaco. In particolare... “Expo 2015 ci fa riflettere sul tema alimentare”.
Nel clima di festa, Lèa e Giovanni hanno incontrato Philippe Joannès, lo chef del ristorante del padiglione del Principato di Monaco, che si è mostrato molto interessato alla raccolta delle eccedenze per il Refettorio Ambrosiano e ha chiesto di avere i contatti per conferirvi anche gli avanzi del suo padiglione.
Nella speranza che si possa organizzare una giornata in cui anche gli chef del Principato di Monaco possano trasformare in piatti di alta cucina, grazie al talento e alla creatività, ciò che sarebbe destinato a essere gettato via, a favore delle persone in difficoltà... non possiamo che sorridere al pensiero che, come lo chef Bottura e molti altri, anche questi illustri chef vogliano restituire così un po' del loro successo, prestandosi per un'iniziativa di solidarietà. Ricordando le “anime fragili” ancora così numerose nella nostra città di Milano, ancora affamate di un po' di pane e dignità.

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