martedì 18 gennaio 2011

E partiva l'emigrante....

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Ad esempio a me piace la strada, col verde bruciato, magari sul tardi…..
…."magari" a me piace, come concetto, come idea, come parola jolly che dici quando non hai proprio una risposta o quando hai tutto in testa ma non riesci a dirlo. Come quando ti chiedono -ma se ti prendono e poi parti? Io rispondo -Magari! e poi magari parti davvero e magari parti per un anno e poi magari non te l’immaginavi per niente che fra tutti quanti avrebbero scelto te. E poi magari pensi agli amici da salutare, alla valigia da fare, alle cose da portare e magari realizzi che tutto il tuo mondo dentro una valigia non ci sta e che ci sono scelte da fare e che scegli quello che ti piace e a me piace leggere, ma il peso della cultura un check-in non lo regge e magari pensi ad altro che devi portare e che magari non ti piace e a me non piace la novalgina , ma so che quella dovrò portarla. E magari potessi portare anche tre amici stretti stretti in una valigia, che magari occuperebbero i vuoti che non si riempiono e i sorrisi che ti mancano, ma magari porterò un pc che non mi piace tantissimo, ma che sicuramente mi servirà molto. Magari porterò anche pazienza e allegria, che sicuramente potrebbero servirmi, arroganza e presunzione le lascio a casa che occupano troppo spazio e poi litigherebbero con voglia di stupirsi e curiosità. Magari, ad esempio, a me piacerebbe riuscire a far vedere le cose che io vedo e guardare con altri occhi e poi questa incontinenza comunicativa che mi piace come concetto, ma che forse rischia di inondare troppo….
……Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me……ma, magari, anche no!


sempre in cammino...

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Ciao! Mi chiamo Elisabetta, sono una persona aperta, curiosa, che ama superare i propri limiti, il mio cammino mi porta in Nicaragua perché spero di spostare ulteriormente i miei confini.
Ricerco un confronto tra culture, tra persone, sono animata da una sete di conoscenza, di scambio con l’altro, perché credo che da qualsiasi persona si possa imparare qualcosa, anche dalle persone apparentemente più semplici, in quanto spesso sono le persone più autentiche, prive di filtri imposti da chi vuole appartenere pienamente alla società moderna.
Credo che questo anno mi regalerà molte difficoltà, che mi serviranno per mettere in discussione il mio modo di essere e mi creeranno contrasti e trasformazioni che indurranno ad un cambiamento.
La mia voglia di partire rappresenta la mia voglia di mettermi in gioco, di condividere le problematicità, le insicurezze, le incertezze e le paure che subiscono le persone in mondi meno “fortunati” del mio, credo che dalla sofferenze si possa imparare molto.
Come dice Fabrizio De Andrè in Via del Campo:

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Eccomi qui!

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Ciao a tutti!! Io sono Paola, Baola per gli amici....sono stati gli “arabi” a ribattezzarmi così: nel loro alfabeto infatti non esiste la lettera “p”...Voi direte: “bè, Baola non è così male!”...Ma provate un pò ad aprire il dizionario italiano-arabo/arabo-italiano e cercate “baol”....siete curiosi di conoscere il significato??...non so neanche se si può scrivere in un blog, ma ve lo dico lo stesso......vuol dire....pipì!!! Tra l'altro anche accostando le mie iniziali (Paola Pazienti) si ottiene un analogo risultato...pp..pipì!!! Comunque, vi starete chiedendo il perché di questa strana digressione etimologica...in realtà era un semplice modo per presentarmi e per parlare un po' di una delle mie passioni: l'arabo! Ho infatti studiato lingue orientali a Roma. Questa scelta è stata davvero fondamentale per me...mi ha permesso di viaggiare, conoscere un'altra cultura e nuove persone, confrontarmi con un mondo molto lontano dal nostro!!

Ora mi ritrovo qui, di nuovo pronta per un altro viaggio! Partirò a fine mese per la Giordania insieme a Yuri, il mio futuro compagno di sventure arabe!! Ma questa volta, però, le cose sono un po' diverse....non sarà il solito viaggio di studio o il solito stage...è un anno importante, un anno che mi sono presa per riflettere e capire quello che voglio davvero fare “DA GRANDE” !!!!!!!

Per ora è tutto!! E come direbbero i miei soliti amici arabi, INSHALLAH!!!

Passo e chiudo,

Baola

Buongiorno signori..

2 commenti:
Chi sono io?
Bhè.. io sono frutto di quella che chiamo una “generazione di cuori” : ironici nel dramma e generosi di nascita.
Per decifrarmi avresti dovuto vivere i miei sorrisi e le mie lacrime.
Per interpretarmi avresti dovuto conoscere le personalità che mi hanno cesciuta, ma tu stai ancora imparando a conoscermi , quindi potrei dirti che..

Se ti definisci “genio e sregolatezza”.. bhè!!in me troverai poco genio, ma molta sregolatezza...ad ogni modo si potrebbe essere amici.

De Andrè intonava: “ Umbre de muri muri de mainè dunde ne vegnì duve l'è ch'anè” ( Ombre di facce, facce di marinai, da dove venite, dov'è che andate).. E dov'è che vado io?
spesso mi soffermo a pensare se le mie partenze siano da definirsi (più propiamente) viaggi oppure fughe .. sta di fatto che difficilmente respingo la pulsione di "andare"..

“ Ricorda sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”... Vivi, sbaglia, impara e aiuta... così scriveva Neruda e così io voglio vivere..

Eccomi..

2 commenti:
"Borsa..costume…forcine…lacca..scaldamuscoli…ed eccomi entrata..penombra….- e uno due tre..via via leggere…stendi il piede…tira quelle ginocchiaaaaaaaa-….un camerino, i volti di sempre, le mie compagne..si ride si scherza….si inziai il riscaldamento…gli sguardi….l’odore della pece…- oh cavoli non mi ricordo cosa c’è dopo quel pezzo li?-c’è la diagonale… ma no che dici?!non c’era all’8 il pas de chat? -…rumore.. agitazione..musica…si prova.. posizioni….. luci..l’audio….voci…...abbracci…sorrisi…è il momento!
ci si allaccia le scarpette…quel nastro avvolge la tua caviglia e da li senti salire l’energia per tutto il corpo…il tutù…un sogno…si prova una leggerezza insipiegabile a parole…l’eleganza per eccellenza…………...BUIO………...nonostante tu possa percepire le tue compagne…sentire le loro vibrazioni dai pori della pelle….…eccoti li……..…SOLA…..su quel palco consumato…ti concentri sul tuo respiro…si fa affannoso………il cuore….un unico battito…”vorrei che tutto fosse perfetto, vorrei raggiungere i risultati tanto attesi dopo il duro lavoro…ma soprattutto vorrei riuscire a trasmettere forze, energia,emozioni a chi mi guarda..”…luci..il sipario rosso si apre…uno sguardo si eleva per una frazione di secondo….…..gli applausi….e…. ci sei solo tu…con le tue mille paure…difficoltà…attimi di vita..gioie….lasciatele scorrere dentro…affrontale…e balla….”

Questo momento è forse ciò che più mi rappresenta, il modo in cui affronto la vita e come affronterò questo nuovo anno…momenti di svago e divertimento in sala, momenti di lavoro e fatiche dietro le quinte e momenti di azione sul palco….condividendo una parte dello Spettacolo della mia vita..




Bolivia all'arrembaggio!

3 commenti:
Nome: Piera
destinazione: Bolivia
stato: all'arrembaggio!
pensieri: aiuto che ansiaaaa!

eccomi qua, pronta per partire...pronta…ancora non lo so…la mia testa si! Si, vola già in Bolivia ma si ferma un po’ troppo sulle nuvole per poter riuscire a realizzare veramente quello che sto vivendo.
E mi vengono in mente le parole di una canzone di Jovanotti , "La linea d'ombra"...



La nebbia che io vedo a me davanti, per la prima volta nella mia vita mi trovo a saper quel che lascio e non saper immaginare quello che trovo..



Cavoli la partenza è tra pochissimo e sei qui, in mezzo ai volti di persone che da sempre hanno accompagnato la tua vita…ah i saluti, la parte per me più difficile, per cui ho sempre un rigetto e in questo momento ancora di più…e cosa mi aspetta? un viaggio, un percorso, una crescita e soprattutto volti nuovi, persone da conoscere e ascoltare, che accompagneranno questo mio lungo anno…e ti fai mille domande, mentre armeggi tra le valigie, le vaccinazioni da fare, ma questo è da portare? Ci viediamo prima che vai via??? cavoli in mezzo alla confusione della tua stanza ( e della tua testa!), ti rendi conto che il momento è arrivato…la Bolivia mi aspetta e io? Io sono pronta? Ommioddiooo che ansia!

Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà
difficile da interpretare ma bella da esplorare
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione
dove sarò al riparo dal prossimo monsone

mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare
studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò
levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione!


E dunque allora, io sono pronta! leviamo l’ancora e via, all’arrembaggio! Pronti ad esplorare e curiosi nel conoscere, decisi a mettersi in gioco, a fare, disfare, carichissima!
..ed io, ecco qui, ci metto anche la faccia! =)

Non per caso

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Il servizio civile all'estero non viene per caso. Lo insegui per anni interi, riempiendo l'attesa con l'immaginazione.

Per arrivare a scrivere su questo blog i sedici membri del gruppo di cui faccio parte hanno superato selezioni in cui si sono confrontati con decine di aspiranti. Oggi, a due settimane dalla partenza, li attende in confronto più atteso: quello con loro stessi.

Amo pensare che il blog dei volontari in servizio civile nasca con questo scopo: raccogliere brandelli di vite vissute non per caso.

Inseguo Beirut da anni. Lascerò che sia lei a descrivermi, attraverso questo blog. Io, da parte mia, proverò con questo blog a descrivere Beirut.
Buona Lettura!
Paolo Martino

RDC

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Dunque… abbiamo appena vagliato le possibilità di partenza con Maurizio e Benedetta.

Entro il 4 febbraio sarò a Kindu, Repubblica Democratica del Congo. Manca davvero poco…

Ah! Già.. io sono Olivia e mi preparo a un anno di vita nel cuore dell’Africa.

Il mio umore cambia alla velocità della luce in questi ultimi giorni di formazione qua a Milano. Certo, ho scelto io di partire e sono entusiasta di questa nuova avventura, ma le emozioni che mi trovo a vivere in questi giorni sono così diverse e contrastanti che a volte ne vengo sopraffatta. Mi mancheranno le persone che lascio sparpagliate in giro per l’Italia e spero di ritrovarle tutte al mio rientro.

Ci sono ancora molte domande alle quali non ho una risposta. Tutto si definirà e prenderà forma strada facendo. Che curiosità e che voglia di riempirmi gli occhi di un universo assolutamente nuovo per me.

Così ci siamo, un nuovo viaggio inizia e il mio cammino continua. Chissà dove mi porterà e cosa mi regalerà quest’anno così intenso che mi aspetta.

Poche parole per ora, un saluto a chi rimane e ai compagni di sce che partiranno per altre destinazioni.

E una citazione di Kerouac che ci sta sempre bene prima di una partenza…

“Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita...”

Olivia

Cominciò così.....

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È giovedi sera. La qual cosa promette bene. Festa, amici, alcool e cosi via. È la dimensione che mi serve, quella in cui più mi trovo a mio agio. Risate, battute, imitazioni, e quell’insana voglia di essere al centro dell’attenzione. Diceva De andrè che se sai suonare ti tocca farlo e ti piace lasciarti ascoltare. Si può dire la stessa cosa per chi sa sparare stronzate? Io lo dico per me, ognun per sé e dio per tutti. Ma questo giovedì sera sono tutti troppo impegnati per immergersi nel mondo dionisiaco delle stupidaggini dette a mitragliatrice. Quello esce con la ragazza, quell’altro con la si spera futura ragazza, quell’altro ha l’esame domani, quell’altro ha l’influenza. Grande. Mi tocca la serata a casa. O forse no. Suona il cellulare, la prima volta. Niente casa, stasera, si va a Terzigno dice Daniele. Bè, poco male, nutrirò la parte socialmente impegnata dei miei neuroni stasera. Ma allora è vero che vuoi somigliare a Che Guevara e Don Chisciotte. Carichiamoci un paio di birre, non si sa mai che riusciamo a fare questo e quello. Che posto strano, Terzigno. Ci sono stato una volta in vita mia, era il matrimonio di un amico di famiglia, avevo si e no dieci anni e cavolo, mi annoiai a tal punto che rimpiansi di non essere a scuola. Le camionette della polizia. Non quella che definirei un’immagine che mi ispira. Sapete, ricordi poco gioiosi, cariche, lacrimogeni e manganelli. Il mio immaginario è colonizzato da brutte esperienze col potere e chi lo rappresenta, in una declinazione tipicamente meridionale. Pulcinella, De filippo, Troisi. Non immaginavo ci fosse tanta gente a Terzigno. Conosco anche un ragazzo di Roma, e poteva mai non parlarmi di Totti? Oddio, ma quando lo capiranno che è un ex-giocatore oramai? Poi c’è Maria. Avrà 50 anni o poco più. Occhi scuri e tristi, come la terra in cui vive. Non ci vivono più il marito e due figli. Anzi non vivono proprio più. Morti. Tutti per cancro. Vive vicino alla discarica. Gennaro, ne avrà 70. Lui ha perso un figlio e un nipote. Amen. Vive vicino alla discarica. Salvatore. Già operato due volte, non ha molte speranze di farcela. La moglie non lo piangerà, Iei è già morta. Vive vicino alla discarica. I volti, i nomi, le storie. Mi sa che le birre rimarranno in macchina. La rabbia, che mi sale. La stessa che mi saliva nelle baraccopoli di Dakar, nelle periferie del Cairo, negli orfanotrofi del Mali, luoghi dove sono fioriti imperi e da dove oggi parte un’umanità triste, che sparge i suoi figli in giro per il mondo come una ferita che non si rimargina mai. Quanti pensieri confusi nella mia testa. Adesso tutto sembra più piccolo, la voglia di festa del giovedì sera, le mie passioni, il cinema, la musica, i libri. Smarrimento. Ecco la parola giusta. Ma non c’è tempo per ritrovarsi. Arriva la polizia, arriva la risposta alle richieste di giustizia, arrivano le fughe precipitose, i blocchi, il sangue. Cosa ne è di Maria, di Giuseppe, di Salvatore? Chi ascolta il loro lamento? Chi tenta di sorridere quando ti raccontano degli aneddoti dei loro cari scomparsi? L’importante è l’ordine pubblico, l’essere umano e l’individuo vengono stuprati dagli ordini dall’alto, cosi come a Dakar, Il Cairo, Bamako. E poco importa se loro cercano di arrivare da noi in fuga dall’orrore, sono solo numerini per i dati rassicuranti del sorridente ministro dei temporali. Che notte. Pensare che avevo programmato di bere, ridere e giocare. Ma la vita è anche questo, ed è questo che mi piace fare, starci dentro, altrimenti il senso si perde. È già l’alba. Ovviamente sono illeso, a scappare sono sempre stato il numero uno, da piccolo ad acchiapparello ero un mago, per chi sapesse come si gioca. La gente ritorna alle loro case e ai loro innumerevoli lutti sovrapposti. Torniamo a Napoli. Di prima mattina a Mergellina, ti puoi quasi dimenticare di tutto il resto, ecco cosa mi riempie e mi da la forza. La bellezza. Non c’è foschia e vedi Capri che sembra la puoi toccare. Quella laggiù è Procida? La bellezza ci aiuta, la bellezza è nelle strade, la bellezza è in Maria e Gennaro, nelle persone, nello stare vicino a chi ha bisogno. Torniamo a casa va. Venerdì mattina. Ottimo momento per dormire. Serranda chiusa, pigiama e russata libera. Cado subito in dormiveglia. Il cellulare. Suona la seconda volta. Ma come avrò fatto a dimenticarmi di spegnerlo? Chi sarà che rompe alle 10 del mattino? Caritas. Sono stato selezionato. Giordania. Stupendo, questa sì che è una notizia. Stasera si festeggia. E mi toccherà pure offrire.

martedì 11 gennaio 2011

Il dramma di Haiti

1 commento:
Michela De Paola di "Di Tutto Un Podcast" (trasmissione podcast di opinioni, considerazioni, osservazioni e racconti del mondo che ci circonda) ha intervistato Stefania Cardinale, operatrice di Caritas Ambrosiana al ritorno da una missione ad Haiti.
Il podcast è ascoltabile e scaricabile qua e l'intervista a Stefania inizia al minuto 38 della registrazione.

La foto è di Stefania Cardinale