mercoledì 9 novembre 2016

Scatta il cantiere 2016: sconfinare

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Presentiamo ora le foto che hanno into nella categoria SCONFINARE!


1° CLASSIFICATO

Bianco, nero, gialli! - Haiti - Francesco Canella


2° CLASSIFICATO

Finestre - Georgia - Jessica Fuschillo


3° CLASSIFICATO

Hamdulillah è già venerdì - Marocco - Caterina Verzotti


4° CLASSIFICATO

Gli stessi colori - Kenya Mombasa - Elena Caselli

Potrei dirvi … invece vi dirò

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Prima di partire immaginavo di arrivare ad Haiti e iniziare subito a scrivere un sacco di pagine, di getto, colto dalle emozioni e dalle sorprese.
Invece eccomi qui, a una settimana esatta dalla mia partenza, a buttar giù queste prime righe, prime riflessioni e pensieri di un anno che prevedo sarà intenso, difficile, forte, bello.
Bhè, per cominciare potrei dirvi molte cose su Haiti, su ciò che ho visto e sentito, sugli odori respirati …
Potrei dirvi che dall’aereo in fase d’atterraggio non si vedevano altro che baracche e i tetti di lamiera luccicavano come stelle, solo situate dalla parte sbagliata del cielo. Invece vi dirò quanto sia bello il manto blu che mi culla prima di addormentarmi, con migliaia di astri che mi sfiorano.
Potrei dirvi di come l’odore di smog impregna le strade di Port au Prince. Invece vi dirò come sono affascinanti i tap tap in corsa, gremiti di gente, colorati e dipinti con passione da diversi artisti, raffiguranti Messi, Cristiano Ronaldo e l’immancabile Gesù.


Potrei dirvi di come sia stato macabro, inquietante e strano essere in un cimitero, unici bianchi, durante la festa dei morti (degli spiriti!direbbe un vodooista per bene) e osservare, sperando invano di non dare nell’occhio, i rituali vodoo. Invece vi dirò quanto sia stato bello e interessante entrare in questo spaccato di tradizione e religione, sentirsi testimoni di qualcosa di unico al mondo, speciale.

Potrei dirvi di come sia stato claustrofobico entrare in Citè Jeremie, la bidonville vicina a Kay Chal, di come siano sporchi e vissuti i suoi vicoli. Invece vi dirò come sia stato impattante entrare e vedere tutti questi bambini che correvano e salutavano  con grandi sorrisi il loro animatore, che ci accompagnava.
Potrei dirvi di come gli haitiani spesso sulla strada siano scorbutici. Invece vi dirò come a un sorriso accennato rispondano sempre con un sorriso ancora più grande, con dei denti bianchissimi e ben curati, dimenticando la smorfia precedente.

Potrei dirvi di come sia un peccato vedere suor Luisa vivere in casa da sola mentre porta avanti la sua missione.  Invece vi dirò come sia fantastico e ispirante vedere la sua energia, l’amore che emana, i suoi sorrisi.
Potrei dirvi di come gli haitiani siano un popolo difficile, con delle prospettive difficili. Invece vi dirò come, durante la messa della misericordia allo stadio nazionale, l’arcivescovo abbia ispirato la gente per un futuro migliore, un popolo che ha voglia di riscatto, che lo applaudiva con forza, che ballava, tutti assieme, cantando il “magnificat”, con un’energia tale da mettermi la pelle d’oca, scottati da un sole cocente.

Potrei dirvi di come la gente qui viva in uno stato di povertà degradante, di come alcuni ragazzi che incontro ogni giorno a Kay Chal non riescano a godere di un pasto quotidiano. Invece vi dirò di come un ragazzino di 17 anni , seppur con poche energie, seppur non sempre abbia cibo, seppur non abbia una famiglia alle spalle che lo segue, ogni pomeriggio si rechi al centro per fare l’animatore, aiutare i più piccoli, insegnar loro a fare qualche braccialetto, essere un esempio, un fratello maggiore.

Infine, potrei semplicemente concludere e  dirvi come Haiti sia un paese devastato, povero. Invece vi dirò che Haiti è un paese bello, ricco, e io sono contento di essere qui.

  Fede

martedì 8 novembre 2016

Scatta il cantiere 2016: ecco i confini

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Oggi presentiamo le fotografie vincitrici nella categoria: ECCO I CONFINI!


1° CLASSIFICATO

Speranze - Kenya Mombasa - Elena Caselli


2° CLASSIFICATO

Neighbourhood and Atlas- Marocco - Federica Rossi


3° CLASSIFICATO

Anse a pitre - Haiti - Matteo Bodini


4° CLASSIFICATO

Discarica - Nicaragua - Chiara Fiorito


lunedì 7 novembre 2016

Scatta il cantiere 2016: primi piani

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Ecco a voi le foto premiate per la categoria PRIMI PIANI!


1° CLASSIFICATO

Primo piano - Haiti - Marta Landoni


2° CLASSIFICATO

Profondità - Kenya Mombasa - Elena Caselli  


3° CLASSIFICATO

Ragazza con biscotto - Moldova - Silvia Brambilla


4° CLASSIFICATO

Della divisa me ne infischio - Bolivia - Francesca Radaelli


5° CLASSIFICATO

Primo piano - Haiti - Marta Landoni

sabato 5 novembre 2016

Soltanto un uomo, incredibilmente umano

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Ore 3.50 atterriamo all'aeroporto di Nairobi.
Qualche pratica per il visto, prendiamo i bagagli e via.
Joseph ci accoglie e ci accompagna a casa.
Un pensiero mi accompagna da Milano: blatte, zanzare, insetti...

Già, non ve lo aspettavate. E ora state pensando che ci faccio in Africa se il mio unico pensiero sono le blatte.
Lo so, può sembrare così.
Ma nella vita si impara sempre, forse dalle cose faticose più che da quelle semplici, da quelle negative più che da quelle positive.
E quindi ho ripensato a quel libro che narra la storia di una persona che ha contribuito al cambiamento della mia vita, avvenuto più o meno un anno e mezzo fa a Scutari.
Quella persona è Padre Gianfranco Testa, un missionario della Consolata che nella vita le ha viste e provate tutte, eppure non ho mai conosciuto una persona così umile.
Soltanto un uomo, intitola lui. Incredibilmente umano, aggiungo io.

«Nel centro della stanza c'era un tavolo con un mucchio di libri, fogli sparsi, appunti... Avrei dovuto riorganizzare l'archivio parrocchiale.
Dietro una tenda c'era il gabinetto: un water fissato con cemento al suolo, nell'angolo una piccola conca con dell'acqua e una zucca tagliata per metà, utile per rovesciarmi l'acqua e fare la doccia.
Le pareti erano scrostate, pulite per quanto era possibile. Scorsi poi un enorme rospo che, alla mia vista, per togliere a me ogni tentazione aggressiva, cominciò a gonfiarsi minaccioso. Era la sua difesa.
Due piccole finestre con gli scuri fatti di assi. Avevo aperto la porta che dava sulla strada per avere un po' di luce e per far entrare un po' di aria.
Mi stava prendendo la delusione. Mi fermerò per davvero alcuni anni?
Si affacciò alla porta un bambino, si guardò intorno, mi vide, mi salutò appena. Avrà avuto sei o sette anni. Esplorò la stanza, tirò la tenda, esaminò il water, la piccola vaschetta con l'acqua e poi venne verso di me con la faccia compiaciuta.
“Che bello, qui” mi disse.
Mi vergognai di me stesso. Ringrazierò per sempre quel bambino. Mi ha insegnato a vedere.»

Tratto da E poi soltanto un uomo di Gianfranco Testa (Araba Fenice Editore, 2011)

Fonte immagine: http://www.arabafenicelibri.it

venerdì 4 novembre 2016

Scatta il cantiere 2016: confine?

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Come ogni anno ritorna il concorso fotografico che premia le migliori foto scattate dai nostri cantieristi! Nei prossimi giorni caricheremo tutte le foto vincitrici, divise per categoria. Iniziamo oggi con la categoria: CONFINE?



1° CLASSIFICATO

Passaggi di porte - Marocco - Federica Rossi 

2° CLASSIFICATO

Churchkhela - Georgia - Sara Pelanda

3° CLASSIFICATO

La mano creatrice - Marocco - Beatrice Tagliabue

 4° CLASSIFICATO

Passeggiando - Kenya Nairobi - Anna Valsecchi

5° CLASSIFICATO

Non so cosa leggere - Marocco - Beatrice Tagliabue