domenica 13 ottobre 2013

isole.

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Lampedusa è un'isola in mezzo al Mar Mediterraneo.

Haiti è un pezzo di isola in mezzo al Mar dei Caraibi.

Lampedusa è la destinazione di centinaia di migranti che dall'Africa cercano di entrare in Europa.

Haiti è la partenza di centinaia di Migranti che dall'America cercano di entrare in America.

Il Mar Mediterraneo è la tomba di migliaia di migranti.

Il Mar dei Caraibi è infestato dagli squali, quindi più che tomba è un banchetto.

Un detto siciliano dice: A megghiu parola è chidda ca nun si dici. 

Un detto haitiano dice: "Pito mouri anba nan reken pase mouri grangou", meglio essere mangiati dagli squali che morire di fame.

In Italia c'è ancora la legge Bossi-Fini.

Da Haiti moltissimi scappano nella vicina Repubblica Dominicana dove ci sono leggi severissime per gli immigrati, specialmente se haitiani. 

A Lampedusa c'è il CIE.

In Repubblica Dominicana ti discriminano e ti riempiono di botte appena possono se sei haitiano.

L'Italia è un Paese "unito" dal 1861.

L'America è stata "scoperta" oggi di 521 anni fa e Cristoforo Colombo è sbarcato ad Haiti. 

L'immigrazione clandestina è nata quel 12 ottobre 1492.

Oggi combattiamo l'immigrazione clandestina.

Conosco italiani che sono emigrati in America per cercare lavoro.

Conosco un haitiano che è andato da Haiti alle Bahamas su un barcone senza motore. per cercare lavoro.

Conosco storie di migranti.


Conosco migranti. 

Sono migrante.

venerdì 11 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Tagga l'armadillo"

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Lo sport ufficiale dell'anno.
L'hanno messo in frigorifero, a pascolare insieme alle mucche, a lottare con uno scorpione.
Ha giocato, condiviso, ha ascoltato storie, si è commosso e ha saputo sorridere davanti alle difficoltà.
E' l'amico che tutti vorremmo: ascolta silente le difficoltà e sa stare in disparte quando serve...

Per i risultati del concorso quantitativo rimandiamo alla visione delle foto che si trovano nel profilo FB  di Scheletri www.facebook.com/scheletri.nellarmadillo

La commissione, commossa per la partecipazione di critica e pubblico, ha deciso di premiare la foto più simpatica. Ecco la classifica:

1° classificata
Marco Povero (Moldova) - ritira il premio...il cupido ritratto
(alias Mariarosa Bettiga)

2° classificata
Marco Povero (Moldova)

3° classificata
Daniele Maldera (Gibuti)

giovedì 10 ottobre 2013

Scatta il Cantiere: Primi piani

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1° classificata
La palla è mia e decido io..., Daniele Maldera (Gibuti)


2° classificata
Sorrisi contagiosi, Anna Pulici (Libano)


3° classificata  - ex aequo
Chiedimi se sono felice, Andrea Bianchessi (Etiopia)


3° classificata  - ex aequo
Lezioni di vita, Desiree Luini (Gibuti)


3° classificata  - ex aequo
Battaglia di tempera, Marco Povero (Moldova)

mercoledì 9 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Se ognuno fa qualcosa"

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"Se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto"
[Padre Pino Puglisi]

Il tema dell'anno, l'essenza del Cantiere. Ecco i vincitori.

1° classificata
La gioia in un palmo, Chiara Colombo (Bolivia)





2° classificata
Salvataggio, Marta Galimberti (Teggiano)



3° classificata
Insieme si fa meno fatica, Letizia Arosio (Moldova)

martedì 8 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Contesto"

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Oh, cosa hai capito? Tutti sereni, nessun contestatore: sono i luoghi del Cantiere!

1° classificata
La Chureca, Anna Dighera (Nicaragua)


2° classificata
La fatica di vivere, Letizia Scaccabarozzi (Perù)


3° classificata - ex aequo
A La Paz come i pazz, Lorenzo Lunati (Bolivia)


3° classificata - ex aequo
L'amore allo shelter, Anna Pulici (Libano)

lunedì 7 ottobre 2013

Scatta il Cantiere 2013: "Attività"

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Archiviata l'edizione duemilaetredici del Cantieri della Solidarietà, pubblichiamo le foto vincitrici del 7° Concorso fotografico "Scatta il Cantiere", del 1° concorso bloggistico quantitativo "Mi piaci un bel post!" e del 1° concorso FB "Tagga l'armadillo".
Un post al giorno, per non intasare troppo.
E visto che quest'anno abbiamo anche dato una svecchiata ai premi, presentiamo con orgoglio il nostro dono TecnOntologico destinato agli abilissimi vincitori!!!

 


1° classificata

Tiro al cantierista, di Marco Povero (Moldova)

2° classificata

Lasciamo il segno, di Marta Galimberti (Teggiano)

3° classificata

Artisti per un giorno, di Eleonora Pisano (Nicaragua)


giovedì 19 settembre 2013

Nicaragua- La semana della descapacidad

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19-25 agosto, il Guis apre le porte e spiega le ali! sette giorni per divertirsi e divertire, coinvolgere le famiglie, sensibilizzare la comunità al rispetto dei diritti del disabile e favorirne l’integrazione.

Le proposte sono tante, i ragazzi che frequentano il centro sono entusiasti, e forse lo siamo ancora di più noi, volontari e profe, che dobbiamo cimentarci in giochi e svariate performance.

Il primo grande evento della settimana è la “mañana deportiva”. La mattinata inizia con due partite del Guis contro Redes, prima calcio e poi basket. le squadre appaiono molto variegate; ragazzi, profe nonché i mitici direttori si sfidano. E anche se il motto è “l’importante è partecipare” alla fine tutti vorrebbero vincere e sebbene lo scontro non sia proprio equo, nessuno vuole mollare! Alla fine redes vince entrambe le partite ma i nostri ragazzi sembrano più che soddisfatti.

Segue una miniolimpiade con percorso ad ostacoli e bandiera. la mattina si conclude con una bella medaglia (di carta!!!) per tutti.

 
 
 
 
 
Alle fatiche sportive segue una bella gita al mare, destinazione Pochomill, sull’oceano pacifico.

un, due, tre e…splash! Neanche il tempo di arrivare e siamo già tutti in mare, i bambini e i ragazzi con un misto di euforia e paura si lanciano sulle onde. Dopo un leggerissimo pranzo nica (riso, pollo fritto, fagioli, insalatina e pane…) non può mancare la classica gara di castelli di sabbia. non ci sono palette e secchielli, ma questo non sembra essere un grande problema; mani e bicchieri sono sufficienti per costruire fortezze.


 La settimana procede con il circo. per l’occasione vengono in nostro aiuto due pagliacci, i ragazzi di una scuola di danza moderna e di un gruppo di balli folkloristici. Anche i profe e il direttore diventano clown e attori per un giorno...e il divertimento non manca tra sketch, spettacolini, e danze.
 
 
  

Proprio perché è una settimana speciale il centro rimane aperto anche domenica per la convivencia familiare. Vengono proposte tante attività per grandi e piccini, anche noi pensiamo a un paio di laboratori: “disegna il guis con gli elementi naturali” e “costruzione di maracas” , e un improvvisato ma molto, molto gradito stand dove si colora (…eh sì, un’attività che per noi e i bambini italiani potrebbe essere priva di qualsiasi attrattiva, noiosa,  diventa, forse perché inusuale, una delle più apprezzate). Anche i genitori si impegnano e alla fine diventano nostri maestri nel decorare gli strumentini. La mattinata si conclude con un pranzo tutti insieme. E così assaggiamo un’atra specialità nica: il riso alla valenciana, què rico!!!



 
 


mercoledì 18 settembre 2013

Le 3 P.

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Stavo cercando ancora lavoro in Africa, dopo aver lavorato qualche anno tra Kenya e Zambia, ero pronto a tutto (o quasi) e mi dicevo: "dovunque, ma non in posti pericolosi, non ad Haiti", commettevo l'errore di mettere questo paese sullo stesso piano della pericolosità di Mali, Somalia, Congo. 

Tempo qualche giorno e ricevo la proposta di Caritas Ambrosiana, non per l'Africa, ma per Haiti, un pezzo di Africa in America. Non potevo rifiutare. 

Ed ora eccomi qui, in questo Paese incredibile. 

Ed eccomi qui, a lavorare con Caritas Ambrosiana, nel nord-ovest del Paese, dove seguiamo tra gli altri progetti un progetto con la Caritas Diocesana per il rafforzamento delle singole Caritas Parrocchiali, per cercare di cambiare la mentalità di fare cooperazione, per far sì che le idee progettuali e i bisogni della popolazione vengano dal basso, dalle comunità locali, dalle associazioni di base, dalle parrocchie, e non calati dall'alto, come molte volte, troppo spesso, succede in progetti di cooperazione internazionale. 

Un progetto grosso, ambizioso, nato qualche mese fa, che sta avanzando lentamente, piano piano, con i suoi tempi, con le sue idee, con le sue modalità, con i suoi imprevisti, con la sua cultura, proprio come tutta la vita quotidiana haitiana. 

Pazienza. Pazienza e Pazienza. tutti quelli che ho incontrato per la prima volta qui ad Haiti mi dicevano così. 

Per vivere "bene" ad Haiti ci vogliono le 3 P. 

Dopo 4 mesi qui su questa isola, o meglio in questa parte di isola, mi sono reso conto che è proprio vero. 

Andavo cercando l'Africa, ho trovato l'America!

martedì 17 settembre 2013

NICARAGUA- Ti accorgi di essere in Italia quando…

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•             La gente ti saluta dandoti la mano, non ti abbraccia!


•             Se l’appuntamento è alle 8.00, e tu arrivi alle 8.05… sei in clamoroso ritardo!

•             Ti ritrovi con la carta igienica in mano mentre cerchi un cestino che non c’è…


             Sali sul Bus e regna il silenzio, né musica né strombazzi casuali né qualcuno che ti chiede “donde vàs?”


•             Crisi di astinenza da “frittino quotidiano”


•            Se vai in giro da sola, sei in giro da sola; se in Nica vai in giro da sola, sei in giro con tutti gli altri  che sono in giro da soli…

•             Quando senti le mamme urlare: “tesoro non correre”, “tesoro ti fai male”, “tesoro stammi vicino”…

•             Quando ti viene l’istinto di “fare un salto alla Venta”, ma poi ti accorgi che la Venta  è l’Iper!

•             Quando le 19.00 sono pomeriggio tardi, non notte!


•             Quando sul Bus devi prenotare le fermate con un… pulsantino!

•             Noti i cani, ciccioni all’inverosimile…

•             Assolutamente No il bagno dopo mangiato…

•             Le persone camminano a velocità supersonica con lo sguardo perso nel vuoto e tu cerchi disperatamente di incontrare gli sguardi altrui senza grande successo

•             La zia ti dice: “ma sei dimagrita?” (????)


•             Ti mancano il riso e fagioli di Chayo

•             Per strada, sull’autobus, ovunque, non vedi  venditori.

•             Abbiocco post pranzo: ma L'AMACA dov'è?????????

•             I clacson non sono suonati ritmicamente come per produrre qualche melodia.

•             L'unico colore che vedi è il grigio, non il verde, il giallo degli autobus, l'azzurro, il rosa, l'arancione che accendono le pareti delle case.

•             Non trovi i venditori che ti lanciano sugli autobus i sacchettini riempiti d'acqua.


•             Se l'autobus o i tram fossero pieni nessuno si offrirebbe di tenere il tuo zaino sulle proprie gambe, e nessuno si stringerebbe per far posto anche a te.

•             La sera devi tirare giù le tapparelle prima di andare a dormire.


•             Non c'è bisogno di regolare il ventilatore per la notte.


•             Prima di addormentarti non pensi agli scorpioni.





...Poi ti accorgi di essere stata/o in Nicaragua quando…


•             Non sopporti più la frase: “Dai, sbrigati che siamo in ritardo!”

•             Ti sei appena svegliata ma l’ora del tuo cellulare segna ancora le 00.47...


•             L’odore di bruciato sprigiona grandi ricordi

•             Il Clacson diventa lo strumento più utilizzato in macchina

•             La doccia calda… il paradiso!

•             Mentre gli altri si disperano tu pensi: “Qué pasa?”…

•             Sorridi a sconosciuti, così d’istinto!

•             Quando senti dire “Centro America” parte il brivido!

•             Nell’affresco dietro l’altare della chiesa cerchi Che Guevara e Sandino

•             Entri in casa e la prima cosa che fai è mettere della musica

•             Guardi il cielo ed è azzurro, solo azzurro. Niente arancione, giallo, blu o viola…

•             Sali sull'autobus e se è mezzo vuoto e trovi subito posto  a sedere non sei contento, senti la   mancanza di pance e sederi altrui addosso!


•             Camminando per le strade ti senti invasa dal silenzio...niente venditori che urlano, niente musica, nessuno che si ferma a parlare con gli sconosciuti.

•             Cominci ad ascoltare musica a cui non hai mai pensato prima.


•             Ti accorgi che un cantiere, almeno un po', ti cambia. Ed è bello così!