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lunedì 20 ottobre 2014

SCATTA IL CANTIERE: PRIMI PIANI

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1° classificato
I colori fanno la forza, Valentina Carozzi (Libano)


2° classificato

In fondo in fondo, saltar la mosca al naso,
Daniele Maldera (Gibuti)

3° classificato ex aequo
Occhi da leone, Matteo Passafaro (Moldova)

3° classificato ex aequo

Piti, Francesco Canella (Haiti)

martedì 23 settembre 2014

Haiti....mesi anpil!!!!

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Non fai in tempo ad atterrare
e già ti senti soffocare.....
Sei sudato tutto il dì
ma felice di esser qui!!!!
E se il creolo non sai parlare
non ti devi preoccupare....
di certo Fanfan te lo saprà insegnare!!!
  
Tra canti, balli e divertimento
la fatica si scorda in un momento.
Abbracci e sorrisi a tutte le ore
son queste le cose che ci rimangon nel cuore!!!!
E anche se da un mese siamo partiti
sarà difficile dimenticare Haiti!!!!

-Cantieristi 2014-

venerdì 29 agosto 2014

Haiti: stare in punta di piedi

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Ci sono tanti modi di “stare”. E le Piccole Sorelle del Vangelo hanno il loro stare a Citè Okay. Uno stile discreto di presenza, di accompagnamento (e non di imposizione), di collaborazione con la gente locale (e non di direzione), oltre che di rispetto profondo per quelle che sono le tradizioni e persino i cliché di Haiti. Esempio: la festa finale del Kan dètè è stata un susseguirsi di singole esibizioni di balli e canti da parte dei bambini più talentuosi. Noi avremmo voluto far festa e giocare con tutti i bambini, anziché farli assistere a uno spettacolo da seduti, ma in Haiti è questa la festa, si fa così. E i bambini si sono divertiti comunque: si sta seduti per ore a guardare qualcuno danzare, se si sogna il proprio turno!
Non per forza le Piccole Sorelle condividono la scelta finale, ma la rispettano: la decisione presa insieme ha la precedenza, proprio perché discussa da tutti.

La presenza “in punta di piedi” della Comunità di Charles de Foucault ha formato un gruppo di animatori volontari che a Kay Chal trovano un luogo dove si sentono importanti e possono esprimersi. E’ strano a pensarci bene, perché diversi di loro a volte non hanno neanche la possibilità di mangiare, ma dedicano il loro tempo ai progetti del centro.
Sempre per far crescere la comunità, le Piccole Sorelle investono molto nella cultura, all’interno di Kay Chal: andando “contro” la mnemonicità del sistema di apprendimento haitiano. A Kay Chal il canale preferenziale dell’educazione,  della conoscenza e dell’apertura culturale non è altro che l’esperienza. È qui che si inserisce anche la nostra avventura: abbiamo condiviso con 6 animatori l’esperienza di un campo estivo a Mole st. Nicolas, nel nord dell’isola. Per alcuni è stato il primo vero viaggio, ricco di novità, sorprese e sorrisi. E anche se per loro è stata un prima volta e per noi un’ennesima, l’entusiasmo, la voglia di fare e di mettersi in gioco sono state le stesse per tutti.

Sarà anche uno stile “in punta di piedi”, ma le orme che lascia si vedono eccome!




P.S.
Oh Davide, per salutarti
abbiamo un altro poema da dedicarti!!
quattordici ore da sardine abbiamo passato
ma il bus in un paradiso ci ha poi lasciato!
per prepararci al viaggio non ci siamo fatti mancare nulla:
una stanza con muri di rhum ci ha fatto da culla.




Stefania, Francesco, Elena, Letizia, Marta


sabato 23 agosto 2014

Haiti: la consolazione di Dio

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Haiti - Caraibi 2014

Wilky ha visto il mare per la prima volta a 21 anni, eppure vive a 10km dalla spiaggia.
Jerline è una bambina schiava.
Stanley non mangia da due giorni.
Jonas trasporta le armi.
La famiglia di Eligio ha un sacco di maiali. Ma che mangiano nella discarica.
Un mamma spinge una bimba sulla strada, verso di noi “prendetela, io non me ne faccio niente!”, grida.
Ridel si lava le gambe con l’acqua sporca del bucato: non c’è quasi mai l’acqua della città.
Kiki si aggiusta le infradito con un chiodo, non si possono ancora buttare.
Jimmy ha 17 anni e fa la quinta elementare.
Augustin (11 anni) è lo schiavo di suo fratello (12 anni).
A marzo Mary aveva due figli in braccio, adesso ne ha uno perché “li te mouri” .




-I presidenti di Francia, Stati Uniti e Haiti hanno la possibilità di incontrare Dio e di fargli una domanda. Il primo a parlare con Dio è il presidente degli USA… “Signore, vorrei sapere una cosa: per quanti anni ancora durerà l’egemonia degli Stati Uniti!”, e Dio gli risponde “mmm, fammi pensare… direi ancora 50 anni”. Il presidente scoppia a piangere: “ma come?!? Lavoriamo da un sacco di tempo per questa cosa, non è possibile!!!” e se ne va disperato.
Il secondo a farsi avanti è il presidente della Francia, che chiede: “Quanto tornerà lo splendore del Grande Impero Francese??”. Anche questa volta Dio ci pensa un po’: “vediamo… direi tra 300 anni!”. Il francese scoppia in lacrime: “non è possibile!! No, ci tenevo tanto, il nostro governo lavora molto per questo, e invece…” e se ne va.
Per ultimo resta il presidente di Haiti: “Signore, da te vorrei sapere quando Haiti avrà la corrente e l’acqua per tutti, le strade e queste cose da Paese normale insomma!”. Dio ci pensa un attimo…Poi scoppia a piangere disperato! E il presidente: “ma no Signore, su su, coraggio! Ci siamo abituati!”-
                        (barzelletta di un amico haitiano)

Nonostante tutto, ci sanno anche scherzare su.


P.S.
Caro Davide, anche questa volta pericolo scampato!
Sulla mano di Leti un insetto si è posato,
ma meno male che non ha morsicato
in 24ore ci avrebbe lasciato…




martedì 12 agosto 2014

Haiti: il Dizionario dei CONTRASTI

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Una settimana è poco, giusto il tempo di assaggiare Haiti e i suoi contrasti profondi, e per imparare qualche parola ed il suo significato. Ad esempio Haiti vuol dire “Paese delle montagne”, ma è anche la “Perla dei Caraibi”… Qui spesso le parole significano più cose, a seconda di chi le pronuncia. Da un lato le Citè, dall’altro chi le Citè non le ha  forse mai viste, o che magari ne ha sentito parlare attraverso il suo megaschermo al plasma. Un’altra Haiti, rispetto a quella che stiamo imparando a conoscere.
Per questo vi presentiamo le prime parole de “ IL DIZIONARIO DEI CONTRASTI”:

ACQUA:
Per molti significa portare il secchio sulle spalle e camminare, oppure caricare una carriola di taniche piene… Perchè molto spesso manca, e quando c’è è preziosa e difficile da utilizzare.  Ma per l’Altra Haiti vuole dire ghiaccio per lo champagne o anche una piscina.
 

CIBO:

vuol dire riso e fagioli o fagioli con riso: se va bene per tanti è l’unico pasto della giornata. Ma per l’Altra Haiti vuol dire piatti straboccanti e un ricco buffet.


 


SPAZIO:
---parola non disponibile--- nell’intricato labirinto dei corridoi delle Citè tra una casa e l’altra ci sono dai 40 cm al metro di distanza. E basta. Ma per L’Altra Haiti siamo pur sempre ai Caraibi, tra spiagge e palme.




 
CAPELLI:
Vuol dire crespi, con treccine cucite, perché così si riescono a lavare meno, e “all’insù” (la Natura li ha fatti così, perché fa caldo). Ma per l’Altra Haiti significa lisci con piastra, parrucca in stile Raffaella Carrà, “all’ingiù” (L’Occidente li ha fatti così, perché è di moda).

 

Speriamo che sia un dizionario di cui saranno stampate poche edizioni e di cui poco a poco potremoo fare a meno. Preferiamo i dizionari in cui una parola ha un significato soltanto. A prescindere da chi la pronuncia.


Letizia, Francesco, Stefania, Elena e Marta

P.S.
Caro Davide, che piacere sentirti,
ma c'è una cosa che dobbiamo dirti!
non ti vogliamo certo allarmare,
ma in 300 son riusciti a scappare,
forse il messaggio ti sembrerà oscuro, 

ma poi Marta spiegherà di sicuro...

mercoledì 6 agosto 2014

Haiti: 1, 2, 3... Kan d'etè!

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E’ finita bene. 

Non abbiamo perso voli o cose del genere, anche se Marta (la nostra coordinatrice, per intenderci) ha deciso di deliziarci con una capriola fuori dal’aeroporto di New York, causata, secondo fonti non governative, da una rampa per il carico dei bagagli di un taxi…

Port-au-Prince ti accoglie con una sberla di caldo abbastanza decisa, ma per fortuna ci accolgono anche le Piccole Sorelle Vanna e Luisa, ben più ospitali del clima estivo dei Caraibi!
Per pranzo siamo invitati nella loro comunità, per arrivarci si caricano i bagagli su una Jeep e via, sulle strade sterrate o dissestate, tutte bianchissime, della capitale haitiana. La polvere e il sole rendono il percorso davvero abbagliante, si fa fatica a tenere gli occhi aperti senza occhiali scuri…

Ci si butta quasi subito sull'attività delle prossime due settimane, ovvero il “Kan d’etè” (Campo estivo) organizzato per i ragazzi di Citè Okay. Ci sono ancora un po’ di cose da sistemare, e subito lunedì si fa una riunione con gli animatori di “Kay Chal” che appoggeremo in queste settimane. 

Le cose su cui confrontarsi sono davvero molte, anche perché è la prima volta che si riesce a fare un campo in stile oratorio feriale da queste parti. 


La giornata è lunga, ma alla fine siamo tutti pronti a iniziare l’avventura del Kan d’etè

E così è: pronti, via! Alle 8 (in teoria) ci si ritrova per incominciare, perché dopo un momento di riflessione e presentazione alle 9.30 (in teoria) si inizia coi giochi  e le attività, fino al pranzo delle 12.00 (in teoria), a seguire giochi liberi e conclusione alle 14.00 (in teoria). 

Però, siccome tutto è filato liscio, delle attività, degli spazi e del “bel bagaj” vi racconteremo un’altra volta! 

Per ora vi regaliamo qualche foto.


Nel frattempo, un “caloroso” saluto da
Elena, Letizia e Francesco (oltre che dalla sopravvissuta Marta)


P.S.
“Un giretto a New York volevamo fare,
ma caro Davide non ti crucciare,
che anche l’aereo siamo riusciti a pigliare!”

giovedì 19 settembre 2013

Nicaragua- La semana della descapacidad

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19-25 agosto, il Guis apre le porte e spiega le ali! sette giorni per divertirsi e divertire, coinvolgere le famiglie, sensibilizzare la comunità al rispetto dei diritti del disabile e favorirne l’integrazione.

Le proposte sono tante, i ragazzi che frequentano il centro sono entusiasti, e forse lo siamo ancora di più noi, volontari e profe, che dobbiamo cimentarci in giochi e svariate performance.

Il primo grande evento della settimana è la “mañana deportiva”. La mattinata inizia con due partite del Guis contro Redes, prima calcio e poi basket. le squadre appaiono molto variegate; ragazzi, profe nonché i mitici direttori si sfidano. E anche se il motto è “l’importante è partecipare” alla fine tutti vorrebbero vincere e sebbene lo scontro non sia proprio equo, nessuno vuole mollare! Alla fine redes vince entrambe le partite ma i nostri ragazzi sembrano più che soddisfatti.

Segue una miniolimpiade con percorso ad ostacoli e bandiera. la mattina si conclude con una bella medaglia (di carta!!!) per tutti.

 
 
 
 
 
Alle fatiche sportive segue una bella gita al mare, destinazione Pochomill, sull’oceano pacifico.

un, due, tre e…splash! Neanche il tempo di arrivare e siamo già tutti in mare, i bambini e i ragazzi con un misto di euforia e paura si lanciano sulle onde. Dopo un leggerissimo pranzo nica (riso, pollo fritto, fagioli, insalatina e pane…) non può mancare la classica gara di castelli di sabbia. non ci sono palette e secchielli, ma questo non sembra essere un grande problema; mani e bicchieri sono sufficienti per costruire fortezze.


 La settimana procede con il circo. per l’occasione vengono in nostro aiuto due pagliacci, i ragazzi di una scuola di danza moderna e di un gruppo di balli folkloristici. Anche i profe e il direttore diventano clown e attori per un giorno...e il divertimento non manca tra sketch, spettacolini, e danze.
 
 
  

Proprio perché è una settimana speciale il centro rimane aperto anche domenica per la convivencia familiare. Vengono proposte tante attività per grandi e piccini, anche noi pensiamo a un paio di laboratori: “disegna il guis con gli elementi naturali” e “costruzione di maracas” , e un improvvisato ma molto, molto gradito stand dove si colora (…eh sì, un’attività che per noi e i bambini italiani potrebbe essere priva di qualsiasi attrattiva, noiosa,  diventa, forse perché inusuale, una delle più apprezzate). Anche i genitori si impegnano e alla fine diventano nostri maestri nel decorare gli strumentini. La mattinata si conclude con un pranzo tutti insieme. E così assaggiamo un’atra specialità nica: il riso alla valenciana, què rico!!!



 
 


martedì 17 settembre 2013

NICARAGUA- Ti accorgi di essere in Italia quando…

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•             La gente ti saluta dandoti la mano, non ti abbraccia!


•             Se l’appuntamento è alle 8.00, e tu arrivi alle 8.05… sei in clamoroso ritardo!

•             Ti ritrovi con la carta igienica in mano mentre cerchi un cestino che non c’è…


             Sali sul Bus e regna il silenzio, né musica né strombazzi casuali né qualcuno che ti chiede “donde vàs?”


•             Crisi di astinenza da “frittino quotidiano”


•            Se vai in giro da sola, sei in giro da sola; se in Nica vai in giro da sola, sei in giro con tutti gli altri  che sono in giro da soli…

•             Quando senti le mamme urlare: “tesoro non correre”, “tesoro ti fai male”, “tesoro stammi vicino”…

•             Quando ti viene l’istinto di “fare un salto alla Venta”, ma poi ti accorgi che la Venta  è l’Iper!

•             Quando le 19.00 sono pomeriggio tardi, non notte!


•             Quando sul Bus devi prenotare le fermate con un… pulsantino!

•             Noti i cani, ciccioni all’inverosimile…

•             Assolutamente No il bagno dopo mangiato…

•             Le persone camminano a velocità supersonica con lo sguardo perso nel vuoto e tu cerchi disperatamente di incontrare gli sguardi altrui senza grande successo

•             La zia ti dice: “ma sei dimagrita?” (????)


•             Ti mancano il riso e fagioli di Chayo

•             Per strada, sull’autobus, ovunque, non vedi  venditori.

•             Abbiocco post pranzo: ma L'AMACA dov'è?????????

•             I clacson non sono suonati ritmicamente come per produrre qualche melodia.

•             L'unico colore che vedi è il grigio, non il verde, il giallo degli autobus, l'azzurro, il rosa, l'arancione che accendono le pareti delle case.

•             Non trovi i venditori che ti lanciano sugli autobus i sacchettini riempiti d'acqua.


•             Se l'autobus o i tram fossero pieni nessuno si offrirebbe di tenere il tuo zaino sulle proprie gambe, e nessuno si stringerebbe per far posto anche a te.

•             La sera devi tirare giù le tapparelle prima di andare a dormire.


•             Non c'è bisogno di regolare il ventilatore per la notte.


•             Prima di addormentarti non pensi agli scorpioni.





...Poi ti accorgi di essere stata/o in Nicaragua quando…


•             Non sopporti più la frase: “Dai, sbrigati che siamo in ritardo!”

•             Ti sei appena svegliata ma l’ora del tuo cellulare segna ancora le 00.47...


•             L’odore di bruciato sprigiona grandi ricordi

•             Il Clacson diventa lo strumento più utilizzato in macchina

•             La doccia calda… il paradiso!

•             Mentre gli altri si disperano tu pensi: “Qué pasa?”…

•             Sorridi a sconosciuti, così d’istinto!

•             Quando senti dire “Centro America” parte il brivido!

•             Nell’affresco dietro l’altare della chiesa cerchi Che Guevara e Sandino

•             Entri in casa e la prima cosa che fai è mettere della musica

•             Guardi il cielo ed è azzurro, solo azzurro. Niente arancione, giallo, blu o viola…

•             Sali sull'autobus e se è mezzo vuoto e trovi subito posto  a sedere non sei contento, senti la   mancanza di pance e sederi altrui addosso!


•             Camminando per le strade ti senti invasa dal silenzio...niente venditori che urlano, niente musica, nessuno che si ferma a parlare con gli sconosciuti.

•             Cominci ad ascoltare musica a cui non hai mai pensato prima.


•             Ti accorgi che un cantiere, almeno un po', ti cambia. Ed è bello così!

venerdì 6 settembre 2013

Nicaragua- Le avventure del cuzuco Armageddon (seconda puntata)

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Ebbene sì, sono tornato a casa... Ma un pezzettino del mio cuore (sempre che i rudi armadilli ne abbiano uno) è restato in Nicaragua... Non poteva essere altrimenti, ne ho passate davvero di tutti i colori!!
 
 
Ho viaggiato nei modi più improbabili...


... e visitato il luoghi più spettacolari (qui sono ritratto in versione "La Leggenda del Cuzuco sull'Oceano")!

 


Sono stato sgridato, è vero...
 

















...ma sono stato anche COCCOLATO!

Ho scoperto l'esistenza del celeberrimo "porcocane"...

 
... e dell'olio insacchettato!!
 
Poi ho anche cacciato: granchi...

...scorpioni...
 
...e cocchi. Modestamente, ho un fiuto infallibile!!
          
 
Sono stato anche un Fruit Ninja...
 
... oltre che un grande imitatore del generale Rommel
Certo, qualche scappatina (puntualmente paparazzata da cantieristi e coordinatrici)...
 

...ma alla fine eccoci qua, tutti insieme appassionatamente :D
P.S. qui il gruppo è un po' "allargato", ma ci sono anch'io!
 
 
FINE (?)
Adiòs, Armageddon