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martedì 23 settembre 2014

Haiti....mesi anpil!!!!

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Non fai in tempo ad atterrare
e già ti senti soffocare.....
Sei sudato tutto il dì
ma felice di esser qui!!!!
E se il creolo non sai parlare
non ti devi preoccupare....
di certo Fanfan te lo saprà insegnare!!!
  
Tra canti, balli e divertimento
la fatica si scorda in un momento.
Abbracci e sorrisi a tutte le ore
son queste le cose che ci rimangon nel cuore!!!!
E anche se da un mese siamo partiti
sarà difficile dimenticare Haiti!!!!

-Cantieristi 2014-

venerdì 29 agosto 2014

Haiti: stare in punta di piedi

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Ci sono tanti modi di “stare”. E le Piccole Sorelle del Vangelo hanno il loro stare a Citè Okay. Uno stile discreto di presenza, di accompagnamento (e non di imposizione), di collaborazione con la gente locale (e non di direzione), oltre che di rispetto profondo per quelle che sono le tradizioni e persino i cliché di Haiti. Esempio: la festa finale del Kan dètè è stata un susseguirsi di singole esibizioni di balli e canti da parte dei bambini più talentuosi. Noi avremmo voluto far festa e giocare con tutti i bambini, anziché farli assistere a uno spettacolo da seduti, ma in Haiti è questa la festa, si fa così. E i bambini si sono divertiti comunque: si sta seduti per ore a guardare qualcuno danzare, se si sogna il proprio turno!
Non per forza le Piccole Sorelle condividono la scelta finale, ma la rispettano: la decisione presa insieme ha la precedenza, proprio perché discussa da tutti.

La presenza “in punta di piedi” della Comunità di Charles de Foucault ha formato un gruppo di animatori volontari che a Kay Chal trovano un luogo dove si sentono importanti e possono esprimersi. E’ strano a pensarci bene, perché diversi di loro a volte non hanno neanche la possibilità di mangiare, ma dedicano il loro tempo ai progetti del centro.
Sempre per far crescere la comunità, le Piccole Sorelle investono molto nella cultura, all’interno di Kay Chal: andando “contro” la mnemonicità del sistema di apprendimento haitiano. A Kay Chal il canale preferenziale dell’educazione,  della conoscenza e dell’apertura culturale non è altro che l’esperienza. È qui che si inserisce anche la nostra avventura: abbiamo condiviso con 6 animatori l’esperienza di un campo estivo a Mole st. Nicolas, nel nord dell’isola. Per alcuni è stato il primo vero viaggio, ricco di novità, sorprese e sorrisi. E anche se per loro è stata un prima volta e per noi un’ennesima, l’entusiasmo, la voglia di fare e di mettersi in gioco sono state le stesse per tutti.

Sarà anche uno stile “in punta di piedi”, ma le orme che lascia si vedono eccome!




P.S.
Oh Davide, per salutarti
abbiamo un altro poema da dedicarti!!
quattordici ore da sardine abbiamo passato
ma il bus in un paradiso ci ha poi lasciato!
per prepararci al viaggio non ci siamo fatti mancare nulla:
una stanza con muri di rhum ci ha fatto da culla.




Stefania, Francesco, Elena, Letizia, Marta


sabato 23 agosto 2014

Haiti: la consolazione di Dio

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Haiti - Caraibi 2014

Wilky ha visto il mare per la prima volta a 21 anni, eppure vive a 10km dalla spiaggia.
Jerline è una bambina schiava.
Stanley non mangia da due giorni.
Jonas trasporta le armi.
La famiglia di Eligio ha un sacco di maiali. Ma che mangiano nella discarica.
Un mamma spinge una bimba sulla strada, verso di noi “prendetela, io non me ne faccio niente!”, grida.
Ridel si lava le gambe con l’acqua sporca del bucato: non c’è quasi mai l’acqua della città.
Kiki si aggiusta le infradito con un chiodo, non si possono ancora buttare.
Jimmy ha 17 anni e fa la quinta elementare.
Augustin (11 anni) è lo schiavo di suo fratello (12 anni).
A marzo Mary aveva due figli in braccio, adesso ne ha uno perché “li te mouri” .




-I presidenti di Francia, Stati Uniti e Haiti hanno la possibilità di incontrare Dio e di fargli una domanda. Il primo a parlare con Dio è il presidente degli USA… “Signore, vorrei sapere una cosa: per quanti anni ancora durerà l’egemonia degli Stati Uniti!”, e Dio gli risponde “mmm, fammi pensare… direi ancora 50 anni”. Il presidente scoppia a piangere: “ma come?!? Lavoriamo da un sacco di tempo per questa cosa, non è possibile!!!” e se ne va disperato.
Il secondo a farsi avanti è il presidente della Francia, che chiede: “Quanto tornerà lo splendore del Grande Impero Francese??”. Anche questa volta Dio ci pensa un po’: “vediamo… direi tra 300 anni!”. Il francese scoppia in lacrime: “non è possibile!! No, ci tenevo tanto, il nostro governo lavora molto per questo, e invece…” e se ne va.
Per ultimo resta il presidente di Haiti: “Signore, da te vorrei sapere quando Haiti avrà la corrente e l’acqua per tutti, le strade e queste cose da Paese normale insomma!”. Dio ci pensa un attimo…Poi scoppia a piangere disperato! E il presidente: “ma no Signore, su su, coraggio! Ci siamo abituati!”-
                        (barzelletta di un amico haitiano)

Nonostante tutto, ci sanno anche scherzare su.


P.S.
Caro Davide, anche questa volta pericolo scampato!
Sulla mano di Leti un insetto si è posato,
ma meno male che non ha morsicato
in 24ore ci avrebbe lasciato…




martedì 12 agosto 2014

Haiti: il Dizionario dei CONTRASTI

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Una settimana è poco, giusto il tempo di assaggiare Haiti e i suoi contrasti profondi, e per imparare qualche parola ed il suo significato. Ad esempio Haiti vuol dire “Paese delle montagne”, ma è anche la “Perla dei Caraibi”… Qui spesso le parole significano più cose, a seconda di chi le pronuncia. Da un lato le Citè, dall’altro chi le Citè non le ha  forse mai viste, o che magari ne ha sentito parlare attraverso il suo megaschermo al plasma. Un’altra Haiti, rispetto a quella che stiamo imparando a conoscere.
Per questo vi presentiamo le prime parole de “ IL DIZIONARIO DEI CONTRASTI”:

ACQUA:
Per molti significa portare il secchio sulle spalle e camminare, oppure caricare una carriola di taniche piene… Perchè molto spesso manca, e quando c’è è preziosa e difficile da utilizzare.  Ma per l’Altra Haiti vuole dire ghiaccio per lo champagne o anche una piscina.
 

CIBO:

vuol dire riso e fagioli o fagioli con riso: se va bene per tanti è l’unico pasto della giornata. Ma per l’Altra Haiti vuol dire piatti straboccanti e un ricco buffet.


 


SPAZIO:
---parola non disponibile--- nell’intricato labirinto dei corridoi delle Citè tra una casa e l’altra ci sono dai 40 cm al metro di distanza. E basta. Ma per L’Altra Haiti siamo pur sempre ai Caraibi, tra spiagge e palme.




 
CAPELLI:
Vuol dire crespi, con treccine cucite, perché così si riescono a lavare meno, e “all’insù” (la Natura li ha fatti così, perché fa caldo). Ma per l’Altra Haiti significa lisci con piastra, parrucca in stile Raffaella Carrà, “all’ingiù” (L’Occidente li ha fatti così, perché è di moda).

 

Speriamo che sia un dizionario di cui saranno stampate poche edizioni e di cui poco a poco potremoo fare a meno. Preferiamo i dizionari in cui una parola ha un significato soltanto. A prescindere da chi la pronuncia.


Letizia, Francesco, Stefania, Elena e Marta

P.S.
Caro Davide, che piacere sentirti,
ma c'è una cosa che dobbiamo dirti!
non ti vogliamo certo allarmare,
ma in 300 son riusciti a scappare,
forse il messaggio ti sembrerà oscuro, 

ma poi Marta spiegherà di sicuro...