giovedì 16 giugno 2016

Bolivia: dalla parte dei discapacitados

Negli ultimi tempi in Bolivia la situazione dei discapacitados si sta facendo complessa:
sono state organizzate manifestazioni e blocchi stradali (bloqueos), persone con discapacitad e le loro famiglie hanno marciato fino a La Paz, si sono calati dai ponti di Cochabamba con le carrozzine, si sono accampati per fare sentire la loro voce anche di notte...
Tutto ciò per richiamare l'attenzione del Governo e della popolazione sulla loro situazione attuale, sempre più difficile in quanto il costo della vita si è alzato di molto e il sussidio statale non è sufficiente a coprire le spese necessarie per vivere; il Presidente aveva assicurato un aumento dello stesso sussidio, ma non ha poi mantenuto la parola, preferendo impegnare il denaro in altre cose, negando continuamente il dialogo e il confronto su questa situazione che si sta facendo sempre più problematica.

Sono successi due fatti che hanno scosso particolarmente l'opinione pubblica:
il primo è stato la repressione violenta da parte delle forze dell'ordine nei confronti dei manifestanti che, a La Paz, chiedevano di aver accesso alla piazza per poter parlare col Governo e instaurare finalmente un dialogo, dopo giorni di marcia;

il secondo consiste in un incidente che ha causato la morte di due manifestanti la notte di mercoledì scorso, a causa dell'imprudenza di una ragazza che stava guidando in stato di ebbrezza e che ha travolto la zona della manifestazione notturna.
Martedì c'è stata una manifestazione organizzata dal Comitato Civico, dagli stessi discapacitados, da studenti e professori della facoltà di Scienze Sociali dell'Università pubblica, da cooperative e associazioni.
Io sono riuscita a fare un salto e ho raccolto immagini e testimonianze che ho messo insieme in questo video

Non riesco a rimanere in silenzio, non riesco ad essere indifferente di fronte a tutto ciò: 
un po' perchè parte del mio servizio qui a Cochabamba è con una Fondazione che si occupa di seguire i bambini con discapacitad e più volte mi sono sentita inerme di fronte a famiglie abbandonate a se stesse...
e in parte perchè sono convinta che se tutti ci mettessimo insieme per amplificare la voce di chi sta manifestando -e che non viene preso purtroppo sul serio- qualcosa davvero potrebbe migliorare.

Hasta pronto,
Luci

(...e un saluto anche da Diland -con cui oggi ho fatto l'ultimo incontro del percorso che avevamo iniziato a febbraio- e che, al momento della "despedida" mi ha regalato uno degli abbracci più belli che io abbia mai ricevuto qui a Cochabamba.)

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