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martedì 14 agosto 2018

Serbia. I Viaggi

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I viaggi non sono stati mai facili come oggi. Paesi prima lontani ed irragiungibili sono ora vicinissimi; culture sconosciute e tenebrose diventano limpide e celebri. In poche ore possiamo attraversare oceani e continenti interi rimanendo seduti sul sedile di un aereo, di un treno o di una automobile. La fatica e gli investimenti di denaro e di tempo che i nostri antenati impiegavano per compiere brevi tratti, vengono oggi drasticamente diminuiti. Possiamo andare dovunque: Australia, Sud Africa, Cile, Stati Uniti, Cuba, Iran, Afghanistan, India; basta semplicemente puntare il dito su un mappamondo roteante ed in breve tempo, con una spesa variabile, possiamo essere nel paese indicato. Non abbiamo ancora la capacità di teletrasportarci ma poco ci manca.


C’è chi viaggia per lavoro, chi per divertimento e chi per turismo; c’è chi sceglie l’aereo, chi la nave, chi il treno e chi, più tradizionalmente, sceglie un’automobile, magari quella degli altri, come due ragazzi conosciuti nella nostra breve visita a Belgrado, partiti da Verona con il sogno di raggiungere il Nepal in autostop. Un viaggio lunghissimo, pieno di insidie ma anche di incontri irresistibili e di posti magnifici da visitare e vivere. Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbajgian, Iran, Afghanistan, Pakistan, India e, infine, il tanto agognato Nepal. Un itinerario affascinante da compiere in circa 4 o 5 mesi. Un sogno, il loro, decisamente a portata di mano: basta avere voglia, costanza e tenacia. Un sogno che potrebbe incontrare un intralcio nella burocrazia pakistana che, per rilasciare un visto d’ingresso nel paese, richiederebbe un invito da parte di una persona residente all’interno del paese. Una problematica non da poco, incomprensibile per chi come noi è abituato a viaggiare senza alcun tipo di ostacoli. Non temete, sembrerebbe che questa insidia possa essere aggirata per mezzo dell’intervento della nostra ambasciata, abbastanza influente nella zona.
Anche scegliendo l’autostop, quindi, possiamo visitare centinaia di culture e paesi diversi, potendo così viaggiare per conoscere il mondo nelle sue mille sfaccettature.

Eppure, la realtà del campo profughi di Bogovada ci ha insegnato che non è sempre così semplice. Meglio, è facile per noi, occidentali, viaggiare verso le terre del medio oriente mentre non è certamente semplice per le popolazioni medio – orientali viaggiare verso l’Europa. Nel campo ci sono circa 160 persone: la maggior parte di loro sono iraniani ed afghani; ci sono famiglie, single – men ed anche minori non accompagnati. Ognuno di loro ha deciso di viaggiare verso occidente. Gli iraniani, mediamente più ricchi, grazie ai favori del governo serbo nei loro confronti (non viene richiesto alcun visto d’ingresso), hanno optato per un biglietto aereo diretto verso Belgrado; gli afghani, più poveri, hanno invece attraversato gli stessi territori dei nostri amici autostoppisti, più o meno con le stesse modalità, con la differenza di essere fermati, trattenuti, in ogni singolo territorio da loro attraversato. Tempo del percorso fino in Serbia? Dai 7 ai 12 mesi.
Sono due viaggi difficili ed impervi che richiedono molta pazienza e un ingente investimento economico da parte delle famiglie che partono o che foraggiano il viaggio. Oggi, chi in aereo, chi a piedi, si sono ritrovati insieme nella tappa Serba, forse l’ultima fermata prima del sogno Europa. Il loro sogno, il sogno di garantire a sé stessi o ai loro figli un futuro più dignitoso e sereno, ora è stato bloccato, reso quasi impossibile da quelle frontiere, cioè da quelle linee immaginarie che dividono diversi territori ma che così come sono concepite, creano disparità e sofferenza.

Questo breve testo è il risultato di una riflessione, più lunga e dibattuta, sorta all’interno del nostro gruppo di volontari, l’ultimo giorno, appena prima di prendere il nostro aereo che facilmente ci avrebbe riportato in Italia. Riflessione che vi lasciamo in eredità: perché noi si e loro no?


Serbia 2
Filippo, Giovanna, Stefania, Margherita, Federico


domenica 5 agosto 2018

Serbia. Tempo di ricordarsi

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Il Tempo.
Il tempo corre veloce, tra studio, lavoro, hobby, scadenze, competizioni costanti in un mondo, quello che viviamo noi in Italia, che sembra non voglia mai fermarsi. Il tasto pausa talvolta sembra non esistere.
Il Tempo.
Il tempo cammina lento a Bogovadja per gli ospiti del campo di transito. Un tempo scandito dai pasti, dalle sigarette, dai tentativi di pensare ad altro che non sia il futuro, forse nemmeno il passato, magari partecipando a qualche attività che stiamo proponendo noi volontari assieme agli operatori.
Il Tempo.
Senza vie di mezzo si passa dall'assenza alla totalità del Tempo, da una società a un'altra. Così, senza vie di mezzo, si passa da un mondo a un altro: da un mondo di possibilità, opportunità, scelte a uno in cui la scelta è una: andarsene, lasciare tutto e affidarsi. "Tutti i musulmani inseriscono Dio all'interno delle frasi" mi dice J., padre solo, con suo figlio dodicenne.
Affidarsi. Speranza.
In un mondo in cui le nostre vite sono precisamente calcolate e pianificate al dettaglio, con progetti a lunga, lunghissima data , affidarsi è ormai qualcosa di antico, lasciato ai ricordi di qualche anziano. Il tempo vuoto è un diamante raro.
Al campo il tempo è una lenta tortura. È l'appiattimento, è l'incertezza, la stanchezza, ti ruba più energie di una giornata di duro lavoro.
Il tempo.
Contrasti:in  un mondo che sembra globalizzarsi sempre più, che sembra sempre più essere Uno, esistono mondi così vicini, ma troppo lontani.
Speranza.
Ci sveglieremo forse un giorno e se avremo un pò di tempo, ci ricorderemo di restare umani. Di essere umani, tutti.

Serbia 2

mercoledì 20 giugno 2018

Siamo pronti per partire...

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Giorno 1

Giugno 2018

Siamo pronti per partire.
Il capitano si è presentato e ha arruolato il suo equipaggio... NOI!

I presupposti sono quelli di una vera avventura: incertezza, entusiasmo, scarse capacità di successo, ma un sacco di speranza!

Siamo pronti per partire.
Le abilità di ognuno emergeranno durante il viaggio: pazzi dottori, bizzarri giuristi, eclettici matematici, educatori poco educati.

Siamo pronti per partire... ma soprattutto per incontrare, ascoltare, parlare, sorridere e vivere un pò il mondo, tutto, tondo, in Serbia!

Gruppo Serbia 2
Gio, Stefi, Marghe, Pippo, Fede

martedì 19 giugno 2018

Marinai di terra ferma

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Pronti, partenza,via!
Ammaina il pappafico, cazza la randa, rotta verso la Serbia pronti per scoprire ciò che il viaggio ci riserva. Nessun mare nessuna tempesta riusciranno a farci perdere la testa.
Noi dell'equipaggio siamo pronti per andare all'arrembaggio, per incontrare persone in attesa di un'ancora di salvataggio. La nostra missione è regalare sorrisi ai loro visi, cercare di rendere umano il quotidiano tenendoci tutti per mano; ridare forza, speranza e dignità a chi una casa più non ha ma come affrontare la vita sa.
Sappiamo che saranno giorni intensi che metteranno a dura prova i nostri migliori intenti, ma noi sapremo fare affidamento sui nostri svariati talenti.
Siamo una ciurma di cucinieri, veniamo in pace per offrire dolci pensieri; siamo una ciurma di buon gustai e questa è la nostra ricetta per uscire fuori dai guai.

Mescolate 100g di ALLEGRIA e 300g di ENTUSIASMO in una terrina capiente. Aggiungete un bicchiere di PAZIENZA a temperatura ambiente, facendo attenzione a non farvi travolgere dalla PIGRIZIA. Mescolate il tutto con FORZA e COORDINAZIONE.
Scaldare a bagnomaria una manciata abbondante di ARMONIA con una grattata di MODESTIA.
Unire i due composti e aggiungere una bustina di FOLLIA.
INGEGNERIA q.b.
Infine, cuocere in forno ventilato per due settimane.

P.S. Se il dessert non dovesse riuscire non siate SCHIZZINOSI....condividendo il risultato il successo sarà assicurato!!!


Serbia 4: Stefano, Michela, Benedetta e Marianna