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martedì 29 settembre 2015

MILANO Due semplici persone straordinarie

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il 14 settembre si comincia, parte il servizio civile tra euforia e dubbio. Non abito distante da Milano ma per comodità decido di rimanere in città durante la settimana per il periodo di formazione. Per caso il primo giorno mi trovo ospite di un amico che vive ospite anche lui di una coppia, insomma mi trovo ospite di un'ospite. All'ingresso in appartamento i “proprietari”non ci sono, lo spazio è poco le stanze sono piccole ed incasinate, hanno sicuramente visto giorni migliori rispetto all'ordine e la vivibilità.

Mentre cuciniamo arrivano i padroni di casa, subito si intuisce che sono persone fuori dal comune molto solari, simpatiche e felici!
Questo mi ha colpito!
Felici! Nonostante abitassero in una casa sgangherata, nonostante lui stesse perdendo il lavoro. Mi ha colpito questo, erano felici per ciò che erano e non per quello che possedevano!

Semplicemente due persone straordinarie!


Prima di salutarli per sempre mi chiesero di ricalcare la mia mano sul muro della cucina, sono stato ben contento di lasciare un segno del mio passaggio a due semplici persone straordinarie!


martedì 16 settembre 2014

LIBANO: A cuore scalzo

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“Ohana vuol dire famiglia. E famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato.”

Questa era la frase culto di Lilo & Stitch e perdonate la mia giovane età se posso ancora citare un cartone animato.

Un vecchio proverbio dice che non si può scegliere la propria famiglia. È il destino che sceglie per te. E anche se non ti piace, se non la ami o non la capisci… Ti devi arrangiare.
Nella mia prima adolescenza ho seguito un’altra scuola di pensiero: la famiglia in cui si nasce è solo un punto di partenza. Ti nutre, ti veste, si prende cura di te finché non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare qualcosa di tuo.
Così per molti anni sono stata lieta della mia seconda famiglia: coloro che, per scelta, erano al mio fianco giorno dopo giorno.

Ora sono tornata a mettere nuovamente in discussione questo sacro concetto ed il significato stesso della parola “famiglia”.

Rincasata dopo queste tre intensissime settimane di cantiere ho provato a mettere ordine al groviglio di emozioni che avevo dentro ed una è affiorata subito, prepotente, sulle altre.
Io non mi sento sola. Perché Ohana significa che nessuno viene lasciato indietro.

E così se sei triste perché il tuo ragazzo non ti chiama, diventa compito mio farti riscoprire il buonumore: ogni sorriso è importante.

Se senti il bisogno di qualcuno che faccia follie con te, io posso essere la pazza che ti tiene per mano.

Se capitano serate in cui si ha solo voglia di stendersi sul proprio materasso e cancellare il mondo, il mattino dopo ci si saluta con un mega abbraccio.

Se è il tuo compleanno non importa quanto stanca io sia, vengo a lavare i piatti al posto tuo con un sorriso spaziale.

Ohana vuol dire svegliarsi alla 6.30 del mattino per poi ripiombare in un letto che sicuramente non è il tuo, ma con l’assoluta certezza che qualcuno che ti coccoli prima di svegliarti lo troverai sempre.

È il “Che figata di idea che hai avuto: realizziamola!”

Sono i discorsoni che partono così all’improvviso e che ti smuovono dentro. Allora si afferra che il concetto di ricchezza nella diversità non è solamente una questione di retorica, bensì sostanza purissima che ti smuove le cellule e ti spinge a voler vivere, sempre un po' di più.

È il “Ciò che è mio, è tuo” ripetuto per qualsiasi cosa, così che alla fine del cantiere anche il mio cuore era un po’ condiviso.

Ohana significa che poco a poco ci si lascia avvolgere dalle storie degli altri, che se ci sono delle cose che pesano dentro, quattro spalle per sopportarle sono meglio di due. E se le spalle sono 26… Beh fate voi i calcoli!

Significa lasciare che lo strato di timidezza si sciolga poco alla volta per lasciar spazio a ciò che si è veramente, senza vergognarsi troppo.

E quando le parole non bastano intervengono i colori. Accesi, come quelli di tanti post-it colorati.

E i suoni. Come le stonature su Tiziano Ferro mentre si preparano le bruschette.

E le emozioni. Come l’abbraccio un po’ invadente che forse non stavi cercando ma che, arrivato, è riuscito a sorprenderti.

Qualcuno potrebbe dire che siamo solo 13 estranei che hanno vissuto insieme tre settimane e che hanno appena grattato la superficie delle vite altrui, ma sentandosi galvanizzati pensano che questa sensazione di “familiarità” possa durare per sempre. Che in un tempo e in un luogo differenti, insieme, saremmo stati un disastro.
Io non so com’è davvero.

“Quando hai solo 18 anni quante cose che non sai…” cantava il buon Luciano.

Forse sono solo in un periodo che mi permette di credere ai tanti “sempre” della vita. Oppure ho trovato davvero un’altra famiglia. Una famiglia che anche questa volta non ho scelto io: ci sono inciampata dentro con tutta la voglia di vivere che avevo. È stata però una famiglia che mi ha sempre fatto sentire a casa, in ogni luogo, perché con il cuore c’eravamo, per davvero.

Forse “FAMIGLIA” significa molto semplicemente trovare qualcuno che, non importa come sia andata la giornata, alla fine di essa sia ancora lì seduto con te per un altro SA7TEN!
Martina P.



Stitch: “Stitch deve salire a bordo? Stitch può salutare?”
Capitano: “Va bene, si…”
S: “Grazie”
C: “Ma chi siete voi?”
S: “Questa è mia famiglia. L’ho trovata per conto mio. È piccola e disastrata, ma bella… Si, molto bella.”

https://www.youtube.com/watch?v=BGMa3QWlmAQ






Federico
Elena
Valentina



Chiara

Anna (Sardu)



Rubina




Mariairene
Francesca
Stefano
Martina
Erica

Michela

An(Ni)na




mercoledì 13 agosto 2014

Libano: Saje per pranzo!!

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10.08.2014


Buon giorno mondo!! Sveglia a Fanar con “il cielo di Irlanda” e con una rievocazione dal passato da chirichetto di Stefano “Ecco il legno della croce” (qualcuno ci salvi dal nostro dejay!!!!)

Siamo pronti per una giornata di relax: abbiamo ricevuto un invito da Eliane per cucinare insieme alla sua mamma la saje (una gustosissima “piadina”, per i non autoctoni!). Per cui ci incastriamo a tetris in 13 sul mitico van da 7 posti (ci piace stare vicini vicini!) e iniziamo a salire a 1250 metri, alla volta di Faraya. C'è tutta la famiglia di Eliane ad accoglierci, fratelli, amici, cugini e parenti vari.. c'è un bellissimo clima di festa nebbia milanese a parte :) La mamma di Eliane si mette subito all'opera facendo volteggiare piadine in aria, come una perfetta pizzaiola!
Tabouleh per tutti (quanto ci mancava il prezzemolino!!), saje al timo, al formaggio e jambon, alla carne e cannella e al KINDER!!!! Tutto perfetto se non fosse che ehm.. sarà colpa del vino o dell'italianità, ma abbiamo combinato qualche pasticcio giusto per non dare nell'occhio!! Fattura per Caritas: 1 nargile rotto by Anna e 1 birra rovesciata con lavaggio integrale alla povera Micky!!











Per farci perdonare li abbiamo lasciati vincere al gioco delle sedie :P Schitarriamo un po', sfoggiando il nostro repertorio (ci fosse una canzone che sappiamo dall'inizio alla fine!!), balliamo le danze libanesi e alla fine ci salutiamo ringraziandoli per un'ospitalità piena di gioia :)





Prossima tappa: Messa in ARABO. Tutto chiarissimo!!! Vi dico solo che le uniche parole che siamo riusciti a decifrare sono state Padre Pio e Medjugorje!!

Ma non dimentichiamoci che stanotte è la notte dei desideri!! Abeer ci porta a vedere il tramonto in alto, lontani dalla nebbia. Ci sono colori bellissimi, ci immergiamo in qualche scatto per ricordare quei momenti di festa per sempre! E quando spuntano le stelle, ci parte la malsana idea di registrare uno dei nostri mitici video di “Happy”, coinvolgendo i nostri amici del Libano: persone che sbucano dalle rocce, altre dai bagagliai delle macchine, balli improvvisati al chiaro di luna.. quante risate!!!


Ci fermiamo a casa di Abeer per un thè caldo, vista la temperatura gelida data dall'altitudine a cui ci troviamo, e diciamo che non facciamo di certi i timidi: “Bonne soirée madame..posso usare il bagno??” E fu così che ci fu l'invasione barbarica degli Italiani alla toillettes!!
E dopo l'ennesimo incidente di percorso (cioè dopo avere inzuppato di thè bollente il centro tavola della sciura, probabilmente appartenente alla dote del matrimonio e tramandato di generazione in generazione!!), leviamo le tende, trasportando qualche moribondo con lo stomaco in subbuglio (Anna Sarda vince ufficialmente il premio Cacca d'Oro Summer 2014 Cantieristi Libano!!)
Back to Fanar, gli occhi si chiudono appena si tocca il cuscino :)

martedì 12 agosto 2014

Libano: prendi tutte le cose, tutti i colori di questo giorno qua!!

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 09.08.2014



Ma ci credete che ancora non siamo riusciti a toglierci di torno la sigla di don Matteo?? 
Addirittura ci svegliamo con il duetto Stefano & Francesca live!! 





Ciò nonostante siamo super carichi..Oggi giornata al mare per i cantieristi Libano!!

Selfie al mare 
e video di happy divertentissimi!!

Con clamorose sirenette che escono dalle onde e Rubina danzatrice con caduta ad effetto!! 
Tramonto sul mare a Bathroom con birra, amici e canzoni :)
Siamo incredibili =) 






































Grazie a tutti per la bellissima giornata rigenerante!! 
Ci voleva proprio!!
E grazie all'eroe che si è scagliato contro uno scoglio
riportando segni indelebili sulla sua pelle!!









Alla prossima dai Libanesi


Libano: Food 4 all.. pizza for us!!

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07.08.2014


Buon giorno Rayfoun, sveglia con Ennio Morricone, Don Matteo e il discorso di Roberto Baggio ai giovani!! Mattinata olimpionica tra staffetta e calcio siamese (di cui la Franci riporta segni indelebili!), mentre le nostre chef impastano quintali di farina in cucina: 



PIZZA 
PER TUTTI 
OGGI!!!



A parte qualche problema logistico (un forno per centinaia di pizze!) e qualche dito ustionato (povera Vale –per gli amici Alda la Calda!!-), tutti belli infarinati riusciamo nell’impresa della cucina italiana, sempre tra tanti sorrisi e tra sorprendenti video di “Happy”, ballati al suono dei coperchi delle pentole e di fruste piene di cioccolato fuso colante :P 
Che squadra!!














Alla sera tutti a cena da Abeer Mangiamo vero Kebap libanese insieme alla sua famiglia. “Kabap dolce o speziato??” Optiamo cautamente per il non speziato, le spezie ultra piccanti a parte per chi vuole osare.. ma in verità.. Qualcuno chiami i pompieri!!!!!!! Bocche in fiamme per tutti!!!

 (Chiara ha assunto una colorazione bordeaux che lasciava intendere lo stato di incandescenza!!)






Martina filippina ed il babbo di Abeer
La famiglia di Abeer è gentilissima con tutti noi: il fratello Pier ci insegna i passi della danza tipica libanese; mamma e papà ci fanno dei massaggi letteralmente da URLO!! 

Specialmente quando il papà ci scrocchia la schiena: quante risate!!! :D 


Dopo aver improvvisato le danze sul balcone è ora di mettere in atto le abilità acquisite: andiamo al festival che si tiene sotto casa e balliamo come matti al suono della Darbucca, uno strumento a percussione tipico.. che dire? Bellissimo!!



Grazie mille a tutti per una serata che sa di accoglienza e gioia


Buonanotte!!