venerdì 13 giugno 2008

Italia e/o Romania

Ho 3 indumenti azzurri.

    Il 1° sarebbe il + adatto: una felpa con cappuccio d fabbricazione orientale, comprata alla festa di liberazione dun paio d anni fa a 5 €: la indossavo luned sera, andando a vedere l’Olanda, ma siccome Sara rimase a dormire in makkina, gliela la lascia cavallerescamente, rivelando una maglia Noguru completamente orange. Da cui l’attenzione ke mi è stata rikiesta dai miei compagni sull’abbigliamento odierno.

    Purtroppo quella felpa è da lavare e rimarrà a casa. Il 2° sarebbero dei pantaloncini della nazionale italiana d basket, ke m’han regalato x il mio comple gli amici. Senza volere rivangare le ultime apparizioni cestistike (ke non ci han fatto neanke approdare alle Olimpiadi, dove saremmo arrivati da vicecampioni), la difficoltà nell’indossarli stase è collegata alle condizioni atmosferike, un po’ rigide.

    Il 3° è quello con cui vi sto scrivendo: la maglietta del Deportivo la Carogna, ultima formazione ke mi skierò in un torneo, #8, nome da battaglia BarbaRossa, capitano Frà. La controindicazione d questa divisa è collegata ai risultati ke il Depo (come d’altronde il predecessore Parkeja Camelo Bèlo, capitano Nk) ha riscosso: tanta benevolenza del pubblico e delle squadre avversarie.

2003 da sx nk, ?, funky, nikolas, dax, io, ?, silvia. ero sicuro d avere quella dei PCB, ma devessere nello svenuto harDisk
Ma vi scrivo, prima di entrare nella tensione prepartita (qdo non ci sarà + spazio x la testa), ke lo scontro d oggi sarebbe davvero da tifare Romania. Non sono il 1° a scriverlo (prima di me sicuramente Don Renato Sacco su peacereporter), e non sono il 1° a kiedermi come si skiereranno i leghisti (prima di me Emanuele preparandoci per la capoeira). E non è Van Basten il loro allenatore..

Raccolgo l’articolo del mio direttore, dedicato anke a noi SCE, lo incrocio un po’ con altri: la Caritas definisce «pesantemente fuorviante» il ritratto dei Rom disegnato dai mass-media. La politica della paura, che ha avuto un peso tanto grande sui risultati elettorali, sventola statistiche false, 2° Ettore Masina.

Mi piace fare casino e quindi tra Don Roberto e NK c’infilo DJax (per cui tra l’altro Nicolò da giovane veniva scambiato): leggete qua la sua previsione avverantesi “Ci si spara nella metropolitana, tra il nord e il sud c'è la dogana, però tutti si veste Dolce&Gabbana. E la mia mente indietro vola, veloce fila, a prima del 2000 -tanti anni fa!- quando si era in tempo, adesso no, e oltre i contro c'è la riprò, perciò: ho tanta nostalgia degli anni 90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè; era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perché. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male. La musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica!

Siamo nell'anno 2030: loro controllano televisione e radio, c'è un comitato di censura audio; valutano, decidono quello che sì, quello che no, ci danno musica innocua dopo il collaudo, ci danno Sanremo, presenta ancora Baudo con i fiori e la scenografia spettacolare; quest'anno ha vinto Bossi, che è tornato a cantare. Corre l'anno 2030: l'Italia ha venduto il Colosseo alla Francia, Venezia affonda. 2030, e un giorno sì ed uno sì scoppia una bomba. 2030, e siamo senza aria, ma odio ce ne abbiamo in abbondanza: prima divisero nord e sud, poi città città e pensa adesso ognuno è chiuso nella propria stanza. L'intolleranza danza, non c'è speranza, no. Ho tanta nostalgia degli anni 90 (…). Questo è l'anno 2030, qui chi pensa è in minoranza ma non ha importanza: non serve più. 2030, l'indifferenza è una virtù; i cyber-nazi fanno uno show in tivù. I liberatori picchiano barboni in nome di Gesù
”.


coppia scoppiata
A cosa fa riferimento l’articolo 31? Alla famigerata Section 31 del Broadcasting act del 1960, una legge emanata dal parlamento irlandese che costituiva una vera minaccia alla libertà di espressione, poiché affermava che solo i partiti politici espressamente autorizzati dal governo irlandese avrebbero potuto parlare in TV, radio e altri mezzi di comunicazione. Dax nel suo pezzo contestualizza la tabella di visibilità televisiva (lì linkata) d ki è stato congedato da quella porcata del nostro sistema elettorale.

12 anni fa un cantante hip hop, 6 anni fa gli stessi ragionamenti sono portati da un “comico impegnato” (?!). Nelle torri d’avorio dell’arte vivono vedette profetiche o ultimi baluardi di una coscienza in coma? Purtroppo Bossi non ha vinto il festival di Sanremo, e settimana scorsa il direttore di Radio Padania, uno degli organi del nuovo governo, ha detto che è più facile derattizzare una zona che liberarsi dai Rom.

Zanotelli in Korogocho (la citazione va un po’ a memoria, qcsa bisognava lasciare a Milano) esplicita kei poveri non sono + buoni dei rikki. La povertà rende spietati, spingendo a commettere efferatezze, scempi, innominabilità. Così come essere destinatari di atti d generosità quando il soggetto ke la compie è un senza niente, è commovente, t lascia secco ma non gli okki. Dall’altra le parte azioni criminose commesse da ki vive nel benessere sono coperte da una patina orripilante, egoistica, xenofoba, d ki ha, vuole tenere, sfoga sue frustrazioni su minoranze. Riprendo Masina: Leggo che alcuni commercianti del rione Ponte Milvio, a Roma, hanno fondato un'associazione che finanzierà un gruppo di ex poliziotti addetti alla sorveglianza del rione. Lo fecero (e lo fanno) anche molti commercianti di Rio de Janeiro e di Sâo Paulo. Da queste polizie mercenarie, incaricate di "ripulire le strade" e dare una lezione ai piccoli criminali, sono nati un po' alla volta, gli squadroni della morte. Garantivano rapidità operativa e certezza della pena. Il fatto è che vogliamo vivere tranquillamente, a qualunque costo.

Come allora non richiamare alla testa il film La Zona, su cui Ema ha speso fior d post (2 fior), opera di fantascienza sociale prossima ad avverarsi, come Peppe scrive in sentireascoltare; l’idea ke se i film (l’arte, ci risiamo) imita la realtà, tra un po’ sarà la realtà ad imitare (e non + ad essere semplicemente anticipata da!) l’arte, come menziona in un trafiletto Repubblica del 20 aprile 2008: LONDRA – Torture a Guantanamo. A rivelare nuovi particolari è un libro, Torture team, di Philippe Sands. Secondo gli autori gli avvocati che conducevano gli interrogatori si ispiravano a un serial tv Usa, 24, in cui l’attore Kiefer Sutherland (figlio di Donald) fa la parte di un agente antiterrorismo senza scrupoli.

kiefer in 25
Fabrizio Gatti è stato attaccato febbricitante ad un camion ke percorreva la rotta nel deserto tra Agadez e Dirkou, sotto interrogatorio a Lampedusa è stato minacciato di torture per conoscere la sua identità (ke lui diceva curda), si è buttato nelle acque ghiacciate del Mediterraneo x fingersi immigrato clandestino; ma confida all’amico fotografo Rocco: «Ieri pomeriggio, nel campo di pomodori, io non ho mai avuto così paura. Non solo paura. Quello era terrore.» Rocco si volta ad ascoltare. «Non era paura per la situazione in cui mi trovavo. Ne ho passate di peggio. Era il terrore di me stesso. Era ciò che stavo pensando a spaventarmi. Era l’odio che provavo. Non avevo mai messo in discussione il valore della parola sull’agire.» «Cioè?» taglia corto lui sottovoce.

La risposta si ferma per qualche istante tra le labbra. « Ieri quando ho visto picchiare il bracciante romeno, l’uomo anziano, io quel caporale l’avrei ammazzato.» Rocco sospira. Torna a guardare avanti, oltre il parabrezza. L’aurora sta dipingendo di rosa il cielo sopra l’immenso uliveto. Ecco cos’è il vero fondo del baratro. È l’abisso. Scoprirsi come loro. Come i caporali. Come i padroni. Come gli scafisti. Come i mercanti di schiavi. Essere sopraffatti dalla violenza. Cominciare il viaggio con i propri ideali e ritrovarsi nel bagaglio soltanto l’idea di uccidere un uomo. Feroce, cinico , criminale. Ma sempre un uomo.


È la deriva dell’umanità, come la violenza faccia appello ad istinti belluini, innegabili ma conoscibili e quindi controllabili, come sia importante tenere sempre fisso l’orizzonte manikeo bene-male, giusto-sbagliato, per non perdere se stessi. Di recente, però, ho letto di violenza dove non avrei creduto, sempre Alex, alla pagina 32 di Korogocho: che lo si voglia o no, la teologia della liberazione nasce nel contesto in cui nasce anche la Populorum Progressio. Pur condannando “l’insurrezione rivoluzionaria”, l’enciclica di Paolo VI nel 1967 dice che in casi determinati (“una tirannia evidente e prolungata che attenta gravemente ai diritti della persona e nuoccia in modo pericoloso al bene del Paese”, IV.31) si può fare uso di violenza.

È complesso (e non solo complicato), andrebbe contestualizzata, e indagato il significato di “tirannia lunga e prolungata” calandosi nelle vite degli oppressi. Ryszard Kapuscinski, in Autoritratto di un reporter, aggiunge ke all’esasperazione andrebbe affiancata una componente + cerebrale: “I poveri, di solito, stanno zitti. La miseria non piange, non ha voce. La miseria soffre, ma soffre in silenzio. La miseria non si ribella. Infatti, i poveri insorgono solo quando pensano di poter cambiare qualcosa.”. Successo poki mesi fa in Kenya, e chissà quando accadrà in Etiopia, e non è + facile, se mai lo è stato, capire neanke cosa augurarsi.

Una tesi interessante sulla meschinità (in amarico questo termine non ha accezione negativa, come nell’italiano letterario: si limita ad essere sinonimo di povertà) arriva da Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia 1998: “Nella spaventosa storia delle carestie non ce n’è mai stata una grave che abbia colpito un Paese indipendente e democratico, con una stampa relativamente libera”.

Questa vela farò rileggere, + avanti; anke x’ quell’avverbio interroga anke il Belpaese. Il formaggino. Men3 vengo al mio pub ufficio 2 o 3 etiopi mediamente mi kiedono come sto, da dove vengo. Rispondo, ma tiro diritto: l’aumento della povertà provoca l’aumento della criminalità, la maggioranza d qesti incontri avrebbe come obbiettivo la rikiesta + o meno esplicita d soldi. Forse. Intanto vengo colpito da una domanda: se a Milano i milanesi fermassero tutti gli africani ke incontrassero kiedendogli come stanno, cosa succederebbe? Si aprirebbero con + facilità conversazioni di qto non succeda qua..

13/06/08 12:07 Ciao paolo come vai? About to day mach where you will see the mach? If u donot have plan we can see together. Bella

Ok, mi sono distratto abbastanza, dovesse succedere qcsa d brutto stasera questo pezzo potrò rileggerlo tra 3 giorni. Non prima. Bella

BarbaRossa

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