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martedì 16 agosto 2016
Georgia: Atto Primo. Intermezzo: "I mille e uno usi di una mappa"
Tanti sono gli usi di una mappa: una mappa può guidare, segnalare pericoli, dare sicurezza, far scoprire.
Ma l'uso più prezioso di una mappa è quello di far perdere il viaggiatore. A tutti è successo almeno una volta.
Perdersi porta a dover scegliere ai bivi, a conoscere realtà inaspettate, ad adattarsi in situazioni spinose.
In fondo perdersi porta a ritrovarsi. Noi per prime abbiamo seguito una rotta ben precisa per volare in questa terra sconosciuta chiamata Georgia.
Abbiamo seguito un cammino, una linea retta, che ci ha fatto trovare esattamente nelle stesse coordinate di una carta geografica.
E poi.. Ci siamo perse! Ogni passo deve cambiare direzione per seguire il flusso di questa terra, ogni gesto deve superare un ostacolo più o meno alto, ogni corsa verso un obiettivo trova terra difficile da modellare.
Perderci ci sta facendo reinventare noi stesse, ci porta a trovare nuove strade e, perché no, a modificare la nostra meta finale.
Spesso le mappe portano a un tesoro: noi siamo ancora molto lontane, ma siamo certe che la strada che insieme stiamo creando sia una delle migliori possibili.
Georgia's Angels
P.S. a Vale c'è stata una caccia al tesoro che ha coinvolto tutti il villaggio.
P.S.S: questo post è stato scritto mille anni fa ma eravamo così occupate a far ridere i polli che abbiamo aspettato fino ad adesso.
alle
22:25
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lunedì 15 agosto 2016
"Galline in fuga" atto I - "le avventure dell'Albergatore nella ridente Vale"
# Rispettando le tempistiche georgiane, anche le cantieriste
della Georgia scrivono il loro primo post#
Dopo la lunga vacanza ad Istanbul (che è proprio volata!),
gli angeli della Georgia sono approdate in quel di Vale, un piccolo villaggio
nel sud della Georgia vicinissimo al confine con la Turchia (tranquilli, non
abbiamo sconfinato e nemmeno fatto foto). Il suddetto villaggio è governato da
un simpatico Signor Albergatore, conosciuto dai più come Mama Misha
(MAMAOOOOOOO!!!!): come rappresentante dell’accoglienza e ospitalità georgiana,
quando siamo arrivate in aeroporto ci ha calorosamente stritolato in un
abbraccio e portate a Vale. Qui abbiamo subito la nostra trasformazione: da
Angeli della Georgia a Galline in fuga.
Il Signor Albergatore ci ha ospitate nella sua dimora
mettendoci a disposizione tutto il pavimento che c’era, il gigantesco
frigorifero e tutte le dispense della cucina, le quali sono state prontamente
riempite dalle care nonne georgiane che ci hanno sfamato; questo è solo un
assaggio dell’ospitalità georgiana che comprende: vino, aglio, coriandoli e
brillantini che ti rimangono nei capelli per giorni, corni in terracotta da
bere tutto d’un fiato e la travolgente Maka che non dimenticheremo facilmente.
Ma cosa ci fanno 8 angeli trasformate in galline in quel di
Vale? Semplice, fanno ridere i polli. 80, per la precisione. Ecco il numero dei
bambini che ci hanno assalito durante tutta la settimana, tra un Bulldozer e
una bandiera doppia, una staffetta con le spugne di Misha e una serie di
laboratori che Giovanni Muciaccia levati, abbiamo trascorso un’intensa
settimana superando degnamente la barriera linguistica.
Stapilosperi (il colore della carota) e Vardisperi (il
colore della rosa) erano le due parole più gettonate per descrivere qualsiasi
verbo, azione e reazione. Ci bastava unirle ai gesti giusti per raggruppare una
70ina di scalpitanti bambini che non si sono ancora accorti che non siamo
georgiani e quindi non parliamo la loro stessa lingua.
Se volete sapere cosa abbiamo fatto in questo Cantiere,
aspettate il prossimo atto.
venerdì 22 luglio 2016
Come abbiamo fatto a ridurci cosi?
Accendi la TV e senti solo morti, stragi, odio che si moltiplica ad una forza allucinante, che contagia chiunque, in qualsiasi angolo del mondo.
Io rimango attonita davanti allo schermo, bloccata a fissare quelle immagini raccapriccianti di vite umane distrutte e l'unico pensiero che mi passa per la testa è "come abbiamo fatto a ridurci così?".
Come è possibile che proviamo odio per gente che nemmeno conosciamo?
Com'è possibile camminare per le strade della propria città e avere il terrore anche solo di entrare in un bar, di attraversare la strada, di prendere la metropolitana?
Com'è possibile che centinaia di persone debbano essere costretti a lasciare la propria casa e il proprio paese natale perché è in corso una guerra che nessuno ha approvato?
Il mondo ora è ossessionato dalla paura, si è lasciato travolgere da essa, come una malattia contagiosa.
La paura è terribile, ti riempie di pregiudizi, di cattiveria, la paura fomenta l'odio e passa silenziosa tra la gente, mietendo vittime.
Credo che la paura non ti lasci scampo, si inietta nella tua mente e distorce la realtà; quando si ha paura vediamo tutto buio, negativo, denso di terrore.
Tra 9 giorni parto per la Georgia con Caritas Ambrosiana, parto per combattere la paura di ciò che è diverso, estraneo a noi. Parto perché credo che non ci sia cosa migliore che la conoscenza di altri popoli per abbattere i muri insormontabili che la paura ci sta costruendo attorno.
Parto perché ho bisogno di amore, di contagiare attraverso la gioia qualcuno che non conosco, di costruire rapporti di pace, con popoli lontani e dalla diversa lingua e cultura.
Ho bisogno di sentire che non può esserci solo odio, morte e terrore; ho bisogno di riscoprire la pace, perché so che l'amore vince su tutto.
Perché so che l'unica cura alla paura è l'amore.
E se ci siamo ridotti così è per mancanza di amore, soprattutto verso gli altri.
Jessica
alle
12:21
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domenica 19 giugno 2016
#GeorgiasAngels
Eccoci qui a scrivere il nostro primo post:
un'isterica, un procione, una sognatrice, un lupo problematico, una divoratrice di libri incostante, una fredda cronica, una mezzofondista solitaria, un riccio ascoltatore, un'improvvisata scrittrice guidati da una scimmia spulciatrice e da un'affamata cantierista.
Classico schema, da una parte grandi paure e dall'altra tanta voglia di curiosità.
Ieri, durante l'incontro di formazione, erano due le domande fondamentali: noi cosa ci aspettiamo? E come ritorneremo?
Noi ci aspettiamo badilate di cibo, litri e litri di vino, mucche che ci tengono compagnia mentre laviamo i vestiti alla fontana del villaggio, gonne lunghe variopinte e veli per coprire il capo, carenza di ombrelli, ma anche tanti sorrisi sdentati nei visi dei bambini che incontreremo.
Ritorneremo grasse ragazze, con problemi di alcolismo, ma sicuramente con un nuovo modo di vedere e approcciare le cose, con la stessa gioia negli occhi che abbiamo riscontrato ieri nella testimonianza di Sara.
Manca poco alla partenza, le Georgia's Angels sono pronte!
un'isterica, un procione, una sognatrice, un lupo problematico, una divoratrice di libri incostante, una fredda cronica, una mezzofondista solitaria, un riccio ascoltatore, un'improvvisata scrittrice guidati da una scimmia spulciatrice e da un'affamata cantierista.
Classico schema, da una parte grandi paure e dall'altra tanta voglia di curiosità.
Ieri, durante l'incontro di formazione, erano due le domande fondamentali: noi cosa ci aspettiamo? E come ritorneremo?
Noi ci aspettiamo badilate di cibo, litri e litri di vino, mucche che ci tengono compagnia mentre laviamo i vestiti alla fontana del villaggio, gonne lunghe variopinte e veli per coprire il capo, carenza di ombrelli, ma anche tanti sorrisi sdentati nei visi dei bambini che incontreremo.
Ritorneremo grasse ragazze, con problemi di alcolismo, ma sicuramente con un nuovo modo di vedere e approcciare le cose, con la stessa gioia negli occhi che abbiamo riscontrato ieri nella testimonianza di Sara.
Manca poco alla partenza, le Georgia's Angels sono pronte!
alle
11:42
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