giovedì 10 aprile 2008

piove

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Addis, mezzanotte e 25 del giovedì 10

Ehi gente, piove! Diluvia. Da diverse ore. Questo significa 3 cose:

  1. torna l’elettricità il martedì, quindi dovremo piantarla d inventarci lavori paralleli indipendenti dal computer, quale la lettura formativa quanto noiosa di Foucault, Sorvegliare e punire
  2. acqua x i campi, non x i campi estivi (...), l’Etiopia agricola dipende da questa pioggia che s’è fatta così attendere
  3. mi è sovvenuto in mente ora che dovevo pensare a queste conseguenze: le ciabatte della mia doccia sono fuori! Vabbeh, tanto a settembre torna il sole e si asciugano

Anch’io (anche la Roma) sono un po’ fuori, quando piove. A lume di Candela, una Saint George da sorseggiare, mentre batto la tastiera e ascolto Paul Mc Cartney. Ma la pioggia è così forte che devo alzare il volume degli auricolari. Nessuna giornata tipo da raccontare come m'era stato chiesto a Natale, però posso scrivere del tipo di pomeriggio che abbiamo trascorso ieri.

A mangiare al Lime, un pub frequentato da finnici, con libreria adesa, io e Stefania siamo tratti in inganno dal bell’aspetto di 1 piatto che pare un kebab ma non lo è, e sa un po’ di sudore.

Un passo indietro. Per rinfrancarmi dai progetti che dovrei seguire (che falliscono come le trattative per rilevare Alitalia), Sara ci ha lasciato la macchina rossa, la coolcar, e questo mese sono successe 3 delle 4 cose elencate in seguito; la quarta (non necessariamente in quest’ordine) l’ho sognata. Ho promesso (forse a me stesso) di non rivelare il responsabile dei piccoli incidenti, comunque rintracciabile tra me e Stefania. Piove un casino. Visto che i sondaggi in questo blog spaccano, indovinerete nella penombra delle vostre camerette gli abbinamenti di chi ha fatto cosa.
1. si spacca la chiave dentro la serratura della portiera e il fratello di Zed arriva con la chiave a prelevare in ufficio Paolo o Stefania per andare a salvare il\la macapitat* portandol* da un altro fratello di Zed che ci porta da un meccanico. Visto che il gioco era interessante, andarono a chiamare un altro elefante.. la dinamica era un po’ quella 
2. 1° giorno che abbiamo macchina e patente: pronti via sì, sì, sto attento, uno di noi fa 1 fanale ad un furgoncino in doppia fila. In tempo zero milioni di Etiopi urlanti con le mani nei capelli. Un fanalino. Soluzione: 5 € e sgommare. 
3. chiudiamo la macchina lasciando la chiave nel quadro. Allora il guardiano (chiedendoci se noi eravamo quelli dell’altra volta, vedi uno degli altri 3 punti) chiama un suo amico con occhiali scuri, che arriva gallo con un fil di ferro, un cenno della testa, e io da grande voglio essere come lui. Oplà, da dentro la maniglia prova ad alzare il pirulo della portiera. Ma niente. Portiera sx, niente. Coda tra le gambe se ne va e un altro guardiano arriva con delle altre chiavi di una toyota corolla che aprono la nostra. Cose che succedono in Etiopia. Se hai una toyota corolla, tu puoi aprire tutte le toyota corolla. È molto comodo, e anche un po’ comunistoide. 
4. lasciamo la macchina parcheggiata un po’ in 1\2 alla strada ma ci scordiamo il freno a mano e mentre siamo al baracchino di fianco questa inizia a muoversi in discesa appoggiandosi amichevolmente al taxi davanti, in maniera rumorosa quanto indolore.
Piove tantissimo.


oh, 'sta foto d Stefania non centra niente; giusto per colorare un po'

Vabbeh, torniamo al tipo di pomeriggio di ieri: risolviamo uno dei 4 problemi sopracitati e vado in ufficio, dove devo preparare la verifica per il corso d’italiano. Solo che è martedì, questo vuol dire che le copie della verifica le devo manoscrivere. La verifica avrà luogo a lume di candela, sul tavolo della mia cucina, ma non prima di essere usciti in strada con un pallone e avere coinvolto un po’ i passanti con qualche palleggio, la meglio pubblicità nike, papà con bambino, passante che ti fa il numero, ragassuòle che si fermano a ridere e guardare, quelle cose lì son successe ieri pomeriggio e prima mi è venuta voglia di scriverle, che qua piove e adesso però ho voglia d andare a letto.

Ps.. Sergio, su suggerimento di Stefania ho messo le parole “Zenawi” e “bastardo” su google.. indovina cos'è venuto fuori ai primi 2 posti di 89? Non dirlo a Maurizio..

mercoledì 9 aprile 2008

tra i due mondi....

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Sono improvvisamente ritornata nell'altra parte del mondo.. quella giusta, quella bella, quella pulita... Accolta dall’immenso calore della mia famiglia, dal sorriso dei miei amici, dalle abitudini di casa... dall’abbraccio tenero dei miei nonni, dagli occhi di chi, nonostante non capisca la mia scelta, è felice di riavermi per un po'... Non posso non essere felice.. mi sento a casa, ovvio..

Ma da quando sono salita sul primo dei 4 aerei che devo affrontare ogni volta che parto, una strana sensazione mi accompagna.. è la prima volta che mi manca tutto.. mi manca lo sforzo che ogni mattina, alle 5 e 10, faccio per aprire gli occhi, trascinarmi in cucina ancora nel buio per preparare la colazione, mi mancano le facce dei bambini che mi circondano e mi si attaccano alle gambe quando entro in classe, mi manca l’aria che respiro ogni volta che mi sdraio sull’amaca dopo una giornata stancante, ma mi manca anche l’aria appiccicosa di Managua, la sensazione di quanto sono sporca ogni giorno che torno da Nueva Vida, dopo un'ora sulla mitica 13, mi mancano Alessandra e Lorenza che mi fanno arrabbiare o ridere... mi manca il nostro entusiasmo contagioso per le nostre uscite nei fine settimana, mi mancano i nostri sfoghi dopo il lavoro, mi mancano i nostri dubbi, le nostre discussioni, le notre serate davanti a una Victoria... mi manca l’odore delle pulperie, le conversazioni con i taxisti, le pance enormi delle donne che mi schiacciano sugli autobus, le domande incuriosite della gente che non capisce come mai non sia sposata e non abbia ancora 5 figli! mi mancano le parole o le lacrime delle persone che entrano nell’area di trabajo social alla ricerca di una speranza...

...mi manca la mia casa nica, la mia famiglia nica... Salendo su quell'aereo ho avvertito quella sensazione di iniziare ad appartenere a una terra... Ora sono qui e mi manca la soddisfazione che mi si legge negli occhi quando camminando mi rendo conto di conoscere sempre più cose, luoghi, persone... di sentirmi parte di qualcosa.... che mi fa sentire viva...

Elisa

domenica 6 aprile 2008

Rassegna fotografica #3: Coach @ Koch

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Una delle ultime attività che mi vedono coinvolto riguarda una delle mie ‘passioni’ e dunque sono proprio ben contento di portarla avanti, o meglio, di averla cominciata.

In uno degli ultimi incontri con padre Daniele Moschetti, padre missionario a Korogocho (‘Koch’ per gli amici), conoscendo il mio trascorso di giocatore e arbitro di basket (la mia fama mi precede!), è venuta la proposta di provare ad allenare la squadra della St. John Sports Society.

La società è nata un paio di anni fa, con l’intento di aiutare i giovani sportivi (circa 200) a scoprire e sviluppare capacità e talenti, ma soprattutto per proporre un’alternativa alla vita di baraccopoli, che per tanti giovani significa fare uso di droga, alcool, criminalità e prostituzione.

Gli sport praticati (alcuni con notevole successo nei campionati e competizioni kenyane) sono calcio, pallacanestro (vediamo come andrà), pallavolo, pugilato, karate, taekwondo, atletica, sollevamento pesi, net-ball (una sorta di pallacanestro al femminile) e freccette.









Chiudo con le foto dei nuovi 'talenti'...



Saluti kenyani!

Ema

sabato 5 aprile 2008

Li ricorderemo così...

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“Volete avere la vostra casa sempre illuminata? Allora ricordatevi di pagare la bolletta della luce”. Ecco cosa sta scritto su un maxi-cartellone pubblicitario alle porte di Chisinau. Insomma un bell'esempio di Pubblicità Progresso....
Intanto, dopo questa perla di saggezza, dobbiamo ahimè registrare una giornata con molte perdite sul fronte orientale. Dalla Bielorussia arrivano notizie di una disfatta dai nostri tre “boss”... In realtà i “boss” sarebbero 2 ma Elisa ci tiene tanto ad essere chiamata così, per cui ogni tanto bisogna farglielo credere...
Settimana faticosa per i nostri capi “ufficiali” i quali, dopo avere fatto molti pesce d'aprile il 31 marzo (oltre all'ora avranno tirato avanti di un giorno la data dell'orologio...) e essere stati bloccati dalla gendarmeria bielorussa per eccesso di velocità, si sono dati alla macchia... L'ultima loro foto risale al posto di blocco per la strada verso Minsk...
seri0ja.JPG
Igor è quindi riuscito nel suo intento... lasciare Elisa da sola nelle campagne di Bielorussia... la poveretta, ci ha appena chiamato e “stranamente” ci ha detto “Sono malata! Sono radioattiva!” Probabilmente stava delirando, un po' per il freddo e un po' perchè se la sta facendo a piedi... comunque noi ci stiamo attrezzando per accoglierla.... abbiamo tuta, mascherina, Autan, DDT, Zampirone... insomma non corriamo alcun pericolo.
Ma non è finita qui... oggi Chiara, detta Ciara, ci abbandonato.... tranquilli niente di grave, è partita per l'Italia, ma solo di passaggio, prossima destinazione Congo. Ragazza strana questa Chiara... dice a tutti che se ne va in Bolivia e invece va in Congo... e poi con sta storia dei “Pacchi” e dei “Parchi”... ha amici che mangiano olive ma non solo, bevono anche l'acqua della scatoletta... e poi quando cammina nel parco.....
Pensava di partire e passare inosservata... e invece no! Eccola in posa, prima della partenza con tutti i regali, tipicamente di stampo moldavo, che le sono stati regalati negli ultimi giorni....
p4040259.JPG
Allora ricapitolando... i capi dispersi in Bielorussia, Elisa, da quanto ci dice arrancante e radioattiva per le campagne moldave, e Ciara verso il Congo... siamo rimasti in due.... ma ne rimarrà solo uno!
Mi sa che lo aveva già detto qualcuno....

I moldavi

Dauro Mandura

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Tra febbraio e marzo sono uscito da Addis. È stato dopo la finta pleurite, sono andato a ricercare il mio entusiasmo in Etiopia, quella vera. In 10 giorni sono stato prima un paio di notti (con 2 giorni di viaggio) in Dauro Konta, sud sud ovest, il 2 marzo appena tornato ho fatto un salto a Wolisso e il giovedì siamo andati in Mandura nord est est, tornando la domenica. È stato molto bello e aspettavo di avere del buon tempo x scriverne Come Si Deve. Ho atteso invano e x non fare smaltire i colori prendo le note che avevo tirato giù su un quaderno e le incollo sullo schermo, a vedere come si leggono. Se mi piacciono le posto. Chiaro? Non ha importanza. [I contenuti delle parentesi quadre sono aggiunti in fase di trascrizione].

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1° marzo 2008 [data sbagliata: era il 28 febbraio], [Dauro Konta]

Oh ragazzi, ce l’ho fatta. Ho trovato dell’Africa in Etiopia. Da Renzo, per la precisione. Strada sterrata notte stellata. Generatore di energia, umorismo missionario, vino rosso a tavola e PadrePio sopra il lettino sfondato.

Se non piove entro 10-15gg salta il periodo della semina. E sono ***; soprattutto con questa inflazione (al 17.2% 2° il Ministro dell’Economia Etiope).

TUKUL è il nome delle abitazioni rotonde. Il Governo le ha proibite nelle città. Fuori sono meglio quelle colle mura in sterco, terra, paglia E i pali in eucalipto, ke però vengono mangiati dalle termiti e durano 10\15 yrs.

La diga della Salini [nel frattempo scopro ke fa capo a Simonpietro Salini, tesseraP2 #531] porta lavoro e elettricità intorno, ma anche scompensi ambientali: la malaria aumenterà e la fauna ne sarà turbata (orma di leone trovata nella missione!).

Il fascino ke desta in me il missionario laico. Mamma mia!!

Qdo non c’è un medico ke ti dice esattamente quello ke hai, non è tanto quello ke hai ke ti spaventa, qto quello ke non 6 sicuro di non avere.

Ke cavolo ci fa un comunicatore in Africa come missionario laico? Ke figura è? [Ke figura fa?]

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2 marzo 2008, Wolisso

C’è qcsa ke non va. A Gassa [Dauro Konta] cos’è successo? Nostalgia della missione, riconoscimento di alcune comunanze. Ke qua [ad Addis] boh. X’ l’esito ha i suoi pregi! Qua la relazione con i ragazzi è effettivamente + paritaria, e qsta è una grande opportunità. Qua la casa ti chiama in joco in prima persona. Ed è una crescita. MA. Mah. Ora in una piscina di Wolisso. A riposarmi, ma. C’è qcsa ke non va.

Ne “Il viaggiatore notturno” esperienze spacciate come autobiografike, romanzate. Hanno un effetto realistico, dove la componente di curiosità rispetto all’autore interviene nel catturare l’interesse.

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Mandura, 6 marzo 2008

Sto scrivendo dall’ospedale delle suore comboniane di Mandura, + precisamente da una delle 2 examinations rooms. Alla mia sx una garza sporca, suna scrivania complessivamente pulita. Qsta è zona malarica. Appunto: riconosco una zanzara e mi kiudo in stanza, ma lì non è possibile scrivere, allora torno indietro, vado in un office e mi risetto. Sveglia alle 5e15 x arrivare alle 19 e 30. E poi – dài – non posso prendermi la malaria in un ospedale. Sarebbe come se venissi arrestato in una prigione. No, va bene Paolino Paperino, ma personalmente mi sembrerebbe troppo. Però vedo una zanzara (qella di prima?) e torno nell’examination room, stavolta kiudendo le porte (se fosse stata quella d prima vorrebbe dire ke era uscita da qua, e io non cela faccio rientrare). Insetti di varia forma e colore si arrabattano contro la finestra per provare a penetrarla, ma niente. Finora.
Stasera il macchinone di Zed se la viaggiava su questa sterrata e io ho pensato ke una strada africana, deserta, nel buio, ke kissà dove conduce, è un buon posto x avvicinarsi al senso. (E talvolta ai lati della strada i fari colgono in fragrante esseri h. camminanti, piede nudo e infravisione, guardano davanti, volti inespressivi con una meta nella testa, o forse solo una direzione). È un buon posto x avvicinarsi al senso, forse + della seggiovia dolomitica temporaneamente abbandonata dall’elettricità, ke ti lascia ciondolante e ti sprofonda nella quiete nevosa, a mirare le punte sempre verdi ke (s)bucano qua e là.

ESPRESSIONE: racconta cos’hai visto oggi che ti ha colpito particolarmente

Oggi sono andato a Mandura. Mandura si trova a 550 km da Addis Abeba, dove abito. Le cose che m’hanno colpito lungo la strada sono: dei bambini piccoli come gnomi che correvano velocissimo; un carro armato vecchio di 20 anni abbandonato all’usura del tempo in un campo; una casa semidistrutta da un camion uscito di strada; un ponte dove abbiamo dovuto nascondere le macchine fotografiche perché se no i militari ce le spaccavano perché hanno paura che fotografiamo il ponte, che può essere un obbiettivo militare (si vede che non sanno di Googlearth).

Quando siamo arrivati a Mandura ci hanno accolti a lume di candela 5 suore d 5 nazionalità diverse che stavano calpestando uno scorpione.

L’ESSENZIALITÀ, ancora + che a Gassa. LA SANA ESSENZIALITÀ.


the Meeting Tree (fa un po' Kapuscinski)


8 marzo 2008

Mi prendo del tempo a Mandura. Non posso sapere cosa arriverà in quest’ora, ma quello che volevo era fermarmi. Pausa dalle visite fotografiche, dalle testimonianze. Talvolta si crede che attraverso le testimonianze si conoscano i problemi, le situazioni. Si conoscono dei pdv interni alle situazioni, ma né le situazioni, né i nostri pdv.

nomi in cappella [le suore hanno scritto su un cartello che tengono in cappella i nomi delle persone che lavorano con loro]

bambini nudi

Mangiare (andiamo a) [c’è un paesino vicino Mandura che si chiama Mangiare, da cui la nota]

meeting tree [il mercato o le riunioni si tengono nei pressi di un grande albero ombroso]

prigione: 1000 prigionieri, ma + lietezza --> DILLO A SARA

il governo non vuole che la gente vada in giro nuda [e ha distribuito magliette x evitarlo]

- bambini facevano la verticale, ma io non potevo x’ avevo le tasche piene

- i cattolici con borse di studio pagano agli ortodossi permanenze in Italia per studiare teologia (ortodossa!)

- ci sono stregoni, si fanno pagare tanto. Una strega s’è fatta battezzare e ha ricevuto i sacramenti dopo la catechesi. Continua a ballare, ma ora balla x Dio… [queste frasi confuse + di altre richiedono una spiegazio. Riportano alla vicenda di un donna sciamana, che ballava per gli dei della luna nelle feste, e ha continuato a farlo dopo avere ricevuto i sacramenti. La suora che mi raccontava m’ha spiegato che però ora questa donna ballava per Dio, e la sua conversione era sanamente lenta]


3 verticale
paolo

venerdì 4 aprile 2008

Servizio Incivile all'Estero

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    «Se dipendesse da me, vorrei che i bambini non conoscessero il male. Vorrei che nessuno di loro soffrisse. Vorrei che nessun bambino imparasse cosa significhi la parola "dolore". Nessuno. Tranne quello che mi ha rigato la macchina».


(il Maestro Leonardo Ortolani, da Uomini e topi)

Rassegna fotografica #2: “Libera uscita”

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Proseguendo nel parlare di carcere minorile…
 
Qualche settimana fa, precisamente il lunedì di Pasquetta, dopo una serie di trattative serrate con lo staff direttivo del carcere, abbiamo ottenuto che i ragazzi ivi detenuti, potessero lasciare la struttura per recarsi presso la Cafasso House…

Faccio un excursus (spero non troppo lungo), forse per molti superfluo.
 
La Cafasso House, che prende il nome da S.Giuseppe Cafasso, patrono dei carcerati (era un salesiano, molto vicino a don Bosco, che appunto dedicò gran parte della sua vita nell’accompagnare umanamente e spiritualmente i detenuti), è un altro luogo nel quale spendo molto del mio tempo kenyano. Vi sono ospitati alcuni ragazzi che, dopo essere usciti dal carcere minorile, hanno bisogno di un aiuto, fondamentalmente per potersi reinserire positivamente nella società. È questo un bisogno che però contraddistingue, di fatto, la quasi totalità dei giovani del carcere minorile, che, in quanto “ex-prisoners”, sono fortemente discriminati dalla società stessa e, in tanti casi, anche dalle famiglie.
Soli, senza un minimo di educazione scolastica alle spalle, senza competenze e capacità pratiche che possano permettere loro l’ingresso nel mondo del lavoro…
 
La Cafasso House, per mezzo di coloro che vi operano, interviene proprio su questi aspetti, per fornire anzitutto una presenza e vicinanza ai ragazzi, e poi per aprire loro delle strade e possibilità per il futuro (istruzione scolastica e competenze lavorative in primis).

Dicevo…
 
…35 ragazzi del carcere minorile sono potuti venire in visita (chiaramente accompagnati da guardie armate fino ai denti) dalle parti della Cafasso House.
 
Un incontro ricco, divertente e giocoso, con testimonianze, da parte dei ragazzi di Cafasso, scambi, e, alla fine, un’abbuffata di popcorn.
 
I ragazzi del carcere minorile in avvicinamento…
 
Alcuni ragazzi e un askari (=guardia) che mi guarda un po’ male mentre scatto una foto.
Antony, uno dei Cafasso boys, mentre condivide la sua esperienza…
Si canta…
Si balla…
 
Verso la Cafasso House.
 
E infine i popcorn, preparati da sister Rachael…
 
Saluti!
Ema

mercoledì 2 aprile 2008

Rassegna fotografica #1: teatro

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Assente ingiustificato da queste pagine da un po’ di tempo eccomi a proporre un trittico di interventi nei quali lascio parlare soprattutto le immagini.

Nel presente post riporto un’interessantissima iniziativa svoltasi nel Carcere Minorile, cosiddetto Centro di Correzione Giovanile (correzione?), luogo nel quale, per chi non lo sapesse, porto avanti alcune attività assieme ai ragazzi, soprattutto di carattere musicale e sportivo.

Vista la pochezza (assenza?) di attività realmente correttive che il carcere propone per i giovani, se non fosse quelle che alcuni (pochi) volontari o missionari, seppur con tante difficoltà e ostacoli posti proprio dallo staff del centro e dalle guardie, portano avanti, è stato davvero rilevante essere riusciti a portare uno spettacolo teatrale proprio all’interno della struttura.

Una storia interessante nei contenuti (traduzione del titolo dal kiswahili: “Confused Seeds”), a tratti molto divertente e interpretata davvero bene da una compagnia di giovani attori alle prime armi provenienti da Kariobangi (quartiere posto tra le baraccopoli di Mathare e Korogocho).

Scenografia
La scenografia montata all’interno di una hall del carcere minorile…

Chuki
Chuki, protagonista della commedia. “Chuki” in kiswahili significa “odio”.

Uno dei temi della commedia è infatti è il rifiuto della figlia da parte del padre, che avrebbe desiderato un figlio maschio.

Il padre
Il già citato padre di Chuki agita il bastone quando viene a sapere che la figlia è incinta…

I ragazzi del Carcere Minorile
Il cast al completo…
 

martedì 1 aprile 2008

ET-saluti a tutti, concludeva qello

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È ricomparsa la tartaruga, per la terza volta. Un po’ in anticipo sulla mia partenza elettorale (il 31 marzo), mi dicevo. Forse preda degli effetti allucinogeni delle minestrine d Stefania, pensavo fosse venuta a salutare, come l’altra volta. Poi, ieri, ha piovuto.

Ha piovuto per la prima volta da qdo sono qua. Ha piovuto tutto il pomeriggio. Forse la tartaruga lo sapeva e voleva farsi un giro al sole, all’ultimo sole. Tanto lei cià l’ombrello di serie. Televisive. Non so qdo si farà rivedere, considerato ke l'altroieri un impiegato dell’ACS le saltava sul guscio, manco lavorasse x la Nintendo. Voleva ke tornasse indietro, forse temeva x i fiori. Non sapeva ke se li mangiava lui i fiori poi avrebbe sputato palline d fuoco. O forse sì, e non voleva. Io vorrei. Tu vorresti?

Comunque gli Etiopi dicono ke quella di ieri non era pioggia. Dicono anke ke il Manchester x una Roma senza Totti è come Mission Impossible senza Tom Cruise.


tribuna di un cattoconcerto per le prigioni

Mi mancano i sagaci commenti d MaurizioBaffi sul blog. IL sagace commento, non credo ne abbia fatti d +. Ogni tanto mandategli una mail kiedendoli per quanto tempo non sarà disponibile in ufficio, risponde al volo a tutte le mail. È un modo x fargli compagnia..

Mauriziooooo, torna ad essere quello ke eri.. Mauriziooo x’ mi rispondi sempre colla stessa, maledetta mail? Sono preoccupato, Maurizio, Milano è pericolosa e noi t abbiamo abbandonato lì. Siamo stati egoisti, è vero, soprattutto Teto. Ma cosa vuoi farci, +ke altro siamo un po’ SCEMi. E poi, come si dice negli ambienti riservati, tira + un **** moldavo ke 1 carro d buoi. Le stelline stanno x Teto.. Se scrivo le cosacce Maurizio, ritorni a censurarmi? Dààài.. LE COSACCE. Ke non sono le cosakke, sintende. Po3mmo scrivere anke d quelle? Marco conosce certe storielle..

Tutto qsto men3 il mio compiuter tenta affannoso d connettersi x mandare i fogli presenza, ma gli viene detto kè impussibile connettersi. Allora inganniamo il tempo. Ieri per la lezione d italiano mi sono avvalso del SuperTopo,  per la precisione la puntata “Il Mistero del Disco”. Esercizio d ascolto. Erano anke abbastanza divertiti, sebbene sia un umorismo un po’ ardito.. no, non è ardito la parola ke volevo. Come si dice di un monastero di un frate eremita.. come viene definito? Di confine, no.. Vabbeh, me lo tengo, un umorismo un po’ d confine. Vediamo dove vado, io seguo le parole. Tipo, la scena migliore dei 5’ ke abbiam visto era qdo RatMan provava a fare un castello d carte usando secchiello e paletta, difficilmente afferrabile dai ragazzi etiopi; o forse l'avevano capita ma non li faceva ridere. Ma tant’è, lo scopo era quello dell’orecchiare parole che jà conoscevano ed è andata bene. In + il Ratto versione cartoon è fallito in Italia e da qke parte deve entrare, non può stare fuori da tutto, da qke parte va ficcato.

In questi giorni sto scrivendo di giustizia, e ha ragione il professor Luciano Eusebi (Ordinario di Diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza): "Al mondo ogni giorno vengono commessi forse 400-450 omicidi volontari. Di essi il diritto penale si occupa, ma al mondo ogni giorno accadono quasi 150.000 morti evitabili, per ragioni d'ingiustizia, di guerra, di fame, di prevaricazione economica, di violazione pianificata di regole comportamentali finalizzate alla tutela della dignità umana". E allora dov’è la giustizia? Educarsi a leggere la storia come causa effetto, mettendo noi medesimi dentro la causa. Le cose sono dannatamente collegate, x qto qsto sia nascosto. Io sono colpevole. Non lo voglio dimenticare. La soluzione è individuale, ma va condivisa. Diventa più forte, aiuta qcn'altro. Una parte d noi stessi è anke assuefatta a qsto genere d messaggi, è vero; ed un’altra parte non si deve stancare di ripeterli, di cercare.

Fletto i muscoli e sono in Etiopia


asilo d Mandura

pss Ah, sai cosa non ho scritto? Mi sono fatto il V-Day sabato. Non era qello d Joseph Cricket, qua se pensi "Piove, governo ladro" paghi una multa. Ma anke qsto aveva un intento sociale, promuovere i diritti delle donne. Da cui la V. Il corrispettivo etiope dei Monologhi della Vagina. Ma davvero. è un movimento globale partito dagli USA (strano, eh, kei movimenti globali preferiscano partire da lì..) x fermare la violenza contro le donne e le ragazze. E vabbeh. Interessante? Beh, noi non avevamo ben kiaro l'argomento e difetto un po' in lessico d settore. Qdi all'inizio fraintendevo V***** (+ volte lo scrivo + impazzerà lo spam? però anke i visitatori..) per China e un'altra parola per literature. Vabb', l'idea era molto buona, il mio inglese (già provato da un pomeriggio d cinema peace&justice promosso tra gli altri dalla Cineteca d Bologna. Elina, mezzo cuore mezzo attimo fuggente, e l'alfabeto dei bambini d strada d Nairobi, d AMREF) non mà fatto stare dietro tutta la serata, molto meno. Però piacevole. Un frammistone d spezzoni comici ed altri drammatici. Interessante come gli Etiopi si sbellicassero sui pezzi in amarico, d cui io avevo letto la traduzione e non avevo trovato divertenti.

Vabbeh, vado a fare un castello d carte..

Nel mezzo del cammin...

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Ieri mentre guardavo il calendario e leggevo 31 marzo, mi è venuto in mente qualcosa... ho fatto 2 conti e... insomma siamo a metà dell'opera. Sono trascorsi 6 mesi da quando siamo diventati SCEmi e ne abbiamo altri 6 per continuare ad esserlo...

Sarà che scemo lo ero già... quindi non ho avuto grandi traumi a diventarlo con la SCE maiuscola.
Com'è lo slogan... “Una scelta che ti cambia la vita”... beh non solo... anche paese, progetto, capo, compagni d'avventura... insomma questa prima parte, più che da SCE, per me è stata da SCI (Servizio Civile Itinerante). Un paio di mesi in Kenya, un mesetto scarso di formazione tra Rho, Villapizzone e Caritas, un mese e mezzo in sede a Milano, 2 settimane a letto con la varicella, e poco più di un mese qui a Chisinau... il tutto condito da una miriade di soprannomi...

In testa tante immagini, sensazioni e già alcuni ricordi...

Sono stato contagiato dalla visione di “Una mamma per amica”... vivere in mezzo a donne può essere devastante... ma come direbbe Cher “I'm strong enough...” e adesso preso dalla sindrome di Rory ho deciso di mettere su un foglio il bello e il brutto (il cattivo oggi non c'è) di Kenya e Moldova... insomma devo decidere se rimanere qui per i prossimi 6 mesi o farmi spedire in Bolivia o Nicaragua per proseguire il mio SCI.
Partiamo... dal tiepido caldo kenyano al clima pazzerello moldavo (la neve è sempre la neve però... è bella quasi come il circo...)... dal Maffuz a Sergino.... dai neri ai pallidi... dal “barba” (ema qui ti chiamano così) a solo donne... dalle partite a pallone alle grigliate di pesce... dalle kenyane alle moldave... dalla Tusker alla Baltika... dallo swahili al romeno... dall'Internet point all'internet a casa.... da Pro Evolution Soccer a 3 metri sopra il cielo.........

Mi fermo un 'attimo e mi viene in mente qualcosa che Kenya e Moldova hanno in comune... i villaggi. Premetto che in Kenya non sono mai stato in un villaggio tipico, quelli che vanno di moda in tv, con capanne e bambini con pancione, mezzi sporchi e qualche mosca sulla faccia...

Il quartiere di Kahawa west e i paesini che avevo visitato sono molto simili ai villaggi moldavi.
Strade sterrate, simil-villette con tetti in eternit, le poche macchine in circolazione sono vecchine e ammaccate (non se la devono passare bene tra tutte quelle buche...). Anche il paesaggio è lo stesso, collinoso con la natura che la fa da padrone. Certo i colori sono diversi, in Kenya era quasi estate, qui è appena iniziata la primavera, ma giorno dopo giorno il marrone e il grigio, colori tipici del generale inverno, stanno cedendo il passo ad un cielo sempre più azzurro e ai prati ormai verdi; e anche gli alberi, forse un po' invidiosi per questi cambiamenti, sono quasi tutti in fiore.

Insomma camminando per i villaggi, mi confondo, non capisco bene dove sono, mi sembra di esserci già stato... controllo il passaporto ma vedo che non è possibile... eppure tutto questo l'ho già visto... sento qualcuno parlare... non capisco niente o quasi.... mi sa che proprio non ci sono mai stato...
Cerco di osservare meglio, capire... vi ricordate la settimana enigmistica... il gioco trova le differenze?... è proprio quello che cerco di fare...

Finalmente una folata del freddo vento moldavo mi desta: “Ma dove è finita la gente? E i bambini che mi davano la manina e mi chiedevano “How are you?” Perchè adesso salutate sottovoce? E le case... non straboccano più... perchè alcune sono disabitate? La musica... chi ha spento la musica? Non c'è più Bob Marley a palla... e George Michael che canta le canzoncine di natale? Potreste per piacere tornare a ballare per strada?

Giro un po' di villaggi, voglio vedere, cercare, trovare un po' di vita, di movimento, qualcuno che rida!!!

Arrivo a Calarasi, con me Igor (il capo) e Gigi (quello che guida a sinistra). Oggi incontreremo un gruppo di volontari della parrocchia: si parlerà di volontariato e di cosa si occupa la nostra associazione.

Siamo in una scuola e con un gruppo di ragazzi.... Paolo, secondo te potevo esimermi dal tenere un piccolo discorso?

Prima dell'incontro, i ragazzi tengono una riunione alla quale noi partecipiamo come osservatori.
Il tutto si svolge sotto lo sguardo attento di Parinte Mihail (il loro don).

Sono curioso di vedere all'opera un gruppo di giovani moldavi, finora non ne avevo praticamente visti. Rimango da subito impressionato per l'attenzione, non parla nessuno, ascoltano tutti, ognuno all'interno dell'organizzazione è responsabile di una specifica attività. Da poco ci sono state le nuove elezioni dei rappresentati e oggi è la prima volta che si radunano tutti insieme.

La riunione prosegue, i ragazzi sembrano molto interessati, propongono, ribattono ma... cosa molto strana per noi, prima di parlare alzano la mano e chiedono il permesso...

Sono attratto da questa perfezione, mi giro e chiedo a Igor: “Ma quanti anni hanno?” E lui: “15 – 17...” “COSA?!?!”

Non ci credo, io che pensavo ne avessero come minimo 20, ci deve essere sotto qualcosa, come fanno ragazzi di quell'età a essere così interessati a certe cose e sopratutto così seri? Non li ho visti ancora ridere...

E' tutto troppo perfetto, sembra quasi fatto apposta per l'occasione...

La riunione finisce, dopo una breve introduzione di Igor arriva il mio momento... devo dire due parole sul volontariato... la mia missione è però quella di farli ridere... sarà perchè a me piace ridere e vedere la gente che ride... mi presento e sfodero la mia frase in romeno per eccelenza (che poi sarebbe l'unica...) con accento portoghese... attenzione attenzione stanno ridendo!!! Sono contento, parlo per un paio di minuti e ricedo il comando a Igor. Sono felice, adesso mi sembrano più normali... ma cosa succede... 2 – 3 ragazzi prendono le loro cose e se ne vanno... mentre parla Igor... rimango perplesso... ma come? Dove vanno? Perchè?...

Avranno altro da fare? Un'altra riceve una telefonata e se ne va... Non so perchè, ma sono contento, ogni minuto che passa sempre di più!!! Insomma mi ero sbagliato, non c'era sotto niente, nulla di programmato per l'occasione. Chi rimane continua a fare domande, proposte, il tempo passa velocemnte e alla fine mi complimento con loro e dato che un ragazzo stava riprendendo l'incontro chiedo di darmene una copia da portare in Italia per farla vedere ai loro coetanei.

Usciamo dalla scuola e chiedo a Igor “Non è che posso portarmene un po' in Italia?” Lui mi guarda, sorride, non risponde ma la domanda sembra essergli piaciuta...

Sono soddisfatto, finalmente dopo tanto girare ecco un po' di movimento, un po' di vita e qualcuno che ride!!!

Sono ormai le 5 di pomeriggio, Chisinau è a un ora di macchina, si alza un vento gelido e inizia a nevicare... sono ancora più contento... mi sa che da SCI ritorno a SCE... sembra di essere in cima a una montagna adesso comincia la seconda parte... si va in discesa... speriamo non sia troppo ripida... altrimenti finisce subito...

Stefano