martedì 26 marzo 2013

Vive l'inauguration de la Radio

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A due mesi dalla prima messa in onda, in perfetto stile kindulese, è arrivato ieri l'atteso giorno dell'inaugurazione della neonata Radio Mushauri.
Presenti il vescovo, Mons. Willy Ngumbi, le autorità istituzionali di Kindu e i giornalisti delle altre radio locali.

Dopo la preghiera di apertura del vescovo, come da programma, il direttore Abbé Jules Lukusumbe, ha presentato con fierezza la sua radio: le trasmissioni, che si suddividono sulle tre fasce orarie della giornata con più ampio bacino di ascolti, possono essere seguite fino a 200 km di distanza. La programmazione è ancora in fase sperimentale con l'intenzione di migliorare in termini di varietà e qualità.

Sono seguiti l'intervento del Ministro Della Comunicazione del Maniema che, in rappresentanza del governatore, ha sottolineato in un politichese franco-congolese l'importanza di una nuova radio per la rivoluzione della modernità in RDC; e di Enrico di ACS, Associazione di Cooperazione e solidarietà, che come rappresentante in loco del partenariato e dell'amicizia tra Caritas Ambrosiana e la Diocesi di Kindu, ha fatto sentire con le sue parole la vicinanza degli amici di Milano in termini di entusiamo e di orgoglio per quanto realizzato insieme.


Ha concluso gli interventi Mons. Willy Ngumbi che ha manifestato tutta la sua gioia nell'annunciare ufficialmente l'apertura di Radio Mushauri e la sua convinzione che l'impegno cattolico di evangelizzazione, promozione dello sviluppo umano, culturale, sociale ed economico ha adesso un preziosissimo ed insostituibile alleato tra i media anche nella provincia del Maniema.

Lo staff elegantissimo, dal redattore capo dei giornalisti al guardiano, si è presentato al grande pubblico.

Via con gli applausi, i ringraziamenti ed i festeggiamenti.
 

E a Kindu non è festa se mancano Primus e banane fritte: è così che l'inaugurazione si è conclusa tra una buona birra e le chiacchere tra gli invitati.

Tutti i presenti condividevano l'entusiasmo del successo che in soli due mesi Radio Mushauri è riuscita ad ottenere.
Non propriamente, per dirla con le parole del ministro, una rivoluzione in termini di modernità, che sappiamo benissimo avere ormai oltrepassato frontiere ben al di là delle capacità di una radio regionale; ma sicuramente un forte contributo per una parte di mondo che di questa rivoluzione globale ha forse sempre subito le peggiori conseguenze: adesso in un villaggio disperso nei dintorni di Kindu, anche solo con una piccolissima radio di qualche dollaro, una grande famiglia può permettersi una nuova finestrella sul mondo dell'informazione.
 
[dalla nostra inviata, Chiara Briguglio]

giovedì 7 marzo 2013

Qui Maurizio, a voi Milano (Radio mushauri 2)

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[09:00]

cari colleghi,

oggi è quasi come essere in ufficio. sarò tutto il giorno (o quasi) davanti al pc a scivere la relazione. se avete bisogno parlate e/o scrivete. oggi, qui a Goma, sembra che tutto funzioni un po' meglio...anche la posta.

[...]

allego per sergio il testo della trasmissione di radio vaticana in cui si comunica dell'apertura di Radio Mushauri e si parla anche di Caritas Ambrosiana!...se può servire...visto che è in francese.


salutoni...e...

se mi giro a destra vedo il lago.





 

 
 
 
[09:34]

non riuscivo ad allegare, te l'ho copiato nel messaggio:




Province du Maniema:
Une radio dont le matériel est financé par la Caritas Ambrosiana et appartenant au diocèse de Kindu inaugure ses émissions.



Vendredi, 01 Mars 2013 08:52
 
Radio Vatican News Letter annonce la naissance de la Radio catholique Mushauri au diocèse de Kindu, dans la province du Maniema, dans le centre de la République Démocratique du Congo. En langue swahili parlé dans ce diocèse « mushauri » veut dire : « le conseiller ».
 
==Click here to read the English Version==
 
Mgr NGUMBI du diocèse de Kindu, initiateur de la nouvelle radio diocesaineLa Radio catholique Mushauri est la plus puissante de la province du Maniema. Le matériel de cette nouvelle radio a été acquis grâce au financement de la Caritas Abrosiana d’Italie. La communauté à la base a contribué à l’installation de ce matériel. L’initiateur de ce média est l’Evêque de Kindu, Mgr Willy NGUMBI, rapporte caritasdev.cd

L’émetteur de la Radio catholique Mushauri est de 1.000 watts, avec un pilonne de 40 mètres doté de 8 dipôles. Cette station aura ainsi le statut d’une radio communautaire, émettant sur 99.2 en Modulation de Fréquence. Elle porte sur un rayon de 250 km, suivant les premiers rapports d’écoute dressés par son directeur, monsieur l’Abbé Jules LUKUSUMBE.
 
La Radio Mushauri, la trente-troisième radio catholique dans le pays
La nouvelle station, la trente-troisième radio catholique dans le pays, couvrira donc les trois quarts de la superficie du diocèse de Kindu. Dans la ville de Kindu, chef-lieu de la province du Maniema où émet ladite radio fonctionnent aussi une radio musulmane, deux radios des Eglises dites de réveil, trois radios privées appartenant à des partis politiques et la station provinciale de la Radio-Télévision Nationale Congolaise.
 
Pour l’évangélisation et le développement du diocèse de Kindu
La Radio catholique Mushauri a commencé ses émissions le mercredi 16 janvier 2013 dans la matinée (11 h 00’), a précisé Radio Vatican News Letter dans son édition du 27 février 2013 parvenue à caritasdev.cd Les auditeurs de la nouvelle station vont assurer dans l’avenir l’achat du carburant pour le fonctionnement de son générateur d’énergie et pour la paie du personnel de cette radio voulue par Mgr Willy NGUMBI comme étant un média pour l’évangélisation et le développement du diocèse de Kindu.

[JOSEPH KIALA]

 
[11:03]

ciao sergio. ho parlato troppo presto. sta tornando tutto molto lento. non ho link. ti ho incollato l'inizio del file che mi hanno dato, magari tu riesci a cavarci qualcosa che ti faccia risalire al link.

non ho provato ad aprire il blog per i tempi proibitivi....

 

[11:08] SMS

 

Ciao. Abbandono per 1 ora (sperando che riprenda vita la connessione).

 
 
[...........................]
 
 
Ciao Maurizio, buon rientro a casa!
[Sergio]


domenica 3 marzo 2013

Radio mushauri (Radio Kindu)

2 commenti:

 
 
 

Eh sì, è proprio vero!

 


Queste immagini lo testimoniano: RADIO MUSHAURI trasmette dalle 11:18 del 16 gennaio 2013, come dice orgogliosamente il suo direttore Abbé Jules Lukusumbe.
 
  

 
E’ stato sinceramente emozionante entrare negli studi della neonata emittente e respirare la genuina soddisfazione per questo sogno cullato per anni e finalmente realizzato.
 
 
 
 

Per ora trasmette 10 ore al giorno in tutta l’estesissima diocesi di Kindu e oltre.
 

Ma si intuisce già la grande voglia di farla crescere; ne parla l’Abbé Jules, i giornalisti, i tecnici ma soprattutto ne parla la gente che l’ascolta…ovunque…e che telefona per dimostrare il suo apprezzamento e per dare i propri consigli.
 
 
 
Il vescovo Mons.Willy Ngumbi l’ha definita “le fleur” della nostra collaborazione pluriennale ed effettivamente è facile essere d’accordo dicendo che potrebbe lasciare un segno importante nella vita della gente del territorio diocesano.
 

I cattolici, anche nei luoghi più isolati, potranno ascoltare catechesi, la Messa e sentirsi uniti nella preghiera a tutti gli altri fedeli distribuiti sul territorio …e quando si parla di luoghi isolati a Kindu…non è un modo di dire.
Per tutti gli ascoltatori ci sarà la possibilità, inoltre, di usufruire di corsi radiofonici su tematiche legate allo sviluppo, alla salute, all’economia domestica e…a quanto si riterrà utile nel tempo per la popolazione locale.
Mi sono assoggettato  pure all’intervista…e chi mi conosce lo sa che anche questo è un piccolo miracolo ma l’occasione lo richiedeva.
 
(in queste ore in missione a Kindu)
 

giovedì 7 febbraio 2013

IV CONTINENTE

1 commento:
"Certo che conoscere l'America iniziando da Haiti è proprio una bella impresa!"
....bè, considerando che la conoscenza dell'Africa l'ho fatta nella Repubblica Democratica del Congo.....
(e sempre grazie a Caritas Ambrosiana!!)

Atterriamo a Port au Prince in una splendida mattina di sole.
Dal finestrino dell'aereo Irene mi mostra l'isola che mi offrirà la sua ospitalità nei prossimi mesi. Strana impressione galleggiare sul mare restando così fermi, penso.

Ad accoglierci in un nuovissimo e funzionale aeroporto c'è un orchestra locale che canta canzoni popolari piene di ritmo e allegria. Tutti i musicisti sono sorridenti. Che belli, penso.

Usciamo dall'aeroporto. Una familiare ondata di umidità tropicale ci assale, il bagliore del Sole mi fa socchiudere gli occhi. Il parcheggio dell'aeroporto è abbastanza disastrato, la polvere al di là della strada tradisce il contrasto tra l'impeccabile accoglienza e la realtà del paese. Mi guardo intorno. Cielo azzurro splendente come a Terni nelle migliori giornate di maggio. Palme verdi e gente color ebano. Occhi stanchi di calura ci guardano incuriositi, ma neanche troppo....ferma un attimo....  No, non c'è odore di terra ancestrale.
Non sono in Africa. Sono in un nuovo continente, una nuova terra da conoscere, un nuovo profumo da far entrare nella pelle.

Inspiro, sorrido, prendo la valigia.
Ci sono venuti a prendere. 
Curiosa, inizio il primo giro parziale della città.

venerdì 1 febbraio 2013

La palabra más sencilla del mundo - Italiano y español

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LA PAROLA PIU' SEMPLICE DEL MONDO


A un anno esatto dall'inizio di questa avventura, proprio quando vorrei scrivere un ultimo pensiero intelligente, tutte le parole che potrei spendere battono in ritirata. Neanche le immagini, quelle migliaia di volti, situazioni, panorami collezionati in questo tempo, mi vengono in aiuto. Sembra tutto superfluo. Niente essenziale o così significativo.
E quindi, con una delle più semplici parole mai esistite mi esprimo e dico GRAZIE.



Ai miei responsabili-armadilli di Caritas Ambrosiana, per aver creduto in me, regalandomi questa opportunità.

Al personale, ai ragazzi e alle famiglie del Guis, che mi hanno accolto con un sorriso e dato libertà di sperimentare, proporre, sbagliare, imparare.

Alle compagne Nica-SCE, con le quali ho creato e vissuto la nostra piccola e loca comunità, per tutte le risa, i litigi e le esperienze che ci hanno fatto crescere insieme.

A tutti gli altri compagni di servizio sparsi in giro per il mondo, che hanno condiviso con me momenti importanti e racconti esotici dai quattro punti cardinali.

A tutti i volti incontrati in Nicaragua, le persone appena conosciute e quelle diventate amiche dell'anima, che per un momento o mille mi hanno tenuto compagnia riempiendomi i giorni e la valigia.

A chi, famiglia o amici, ha saputo starmi vicino, nonostante un oceano nel mezzo, per poi riaccogliermi e riscaldarmi in questo inverno italiano d.o.c.




E a tutte le persone a cui questo grazie è rivolto, mi sento di fare un augurio, uno tra i tanti che si potrebbero fare. Il mio oggi è questo:

Ti auguro tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno:
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere,
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per poter essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo che te ne resti
per stupirti e per fidarti,
e non soltanto per guadarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle,
e tempo per crescere, ovvero per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
non ha senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni giorno, ogni ora con gioia.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di: avere tempo per la vita!
Elli Michler
© Don Bosco Medien GmbH, München

www.ellimichler.de 





C'è tempo, Fossati - musica e testo



mercoledì 9 gennaio 2013

un anno in due valigie

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Fatte le valigie per inviarle a Goma…sì una settimana prima della nostra effettiva partenza da Kindu, perché con l’aereo UN possiamo portare solo 15 kg…
Così proviamo ad infilare un anno in due valigie. 
Strano. 
Vorrei portarmi via tutto, ogni albero, ogni foglia, ogni seme e frutto. Ogni tonalità di verde di questa incredibile foresta.
Ogni sole rosso, al tramonto, ogni sfumatura su queste nuvole disegnate.
Ogni setaccio e ogni donna che setaccia il riso fuori dalla sua semplice e dignitosissima casa di fango. Ogni inconfondibile suono di riso setacciato.
Ma forse invece vorrei viaggiare leggera, serbando tutto solo negli occhi e nel cuore, sperando che i ricordi scorrano nel sangue ed escano quando li si richiama alla luce.
Le stelle stasera brillano così forte, che vorrei il mondo vicino, per sentire con me questo sentimento d’immenso, che si prova dopo un anno speciale.
Vicino, solo per ascoltare il silenzio e il ronzio dei pensieri, il volo dei sogni. Nessun racconto, nessun consiglio. Sentire la vita che pulsa, dal cielo alla terra, ed esserne grati.
Chiudo le valigie, così vuote, ma già così troppo piene.

martedì 8 gennaio 2013

Very Important SCE

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Per completare la selezione di SCE che diventano famosi, ecco qui la mia ultima fatica in campo cinematografico.
Dopo un'ardua selezione sono stato scelto come il più "Italiano Vero" (mi hanno lasciato cantare) presente nel paese. Poi viste le mie passate esperienze in famosi videoclip quali "Un salto in Romania" o "Trei gusti is megl che one" o ancora la partecipazione nel documentario internazionale "Aproape de tine" il ruolo non poteva che essere mio.

Quindi eccomi qui, a fare l'italiano in viaggio per la Moldova, a cercare una nonnina che suona il tamburo, a vivere e vedere un po' tutto quel che di tipico c'è in questo paese. Senza scherzare, in 4 minuti si condensa molta di quella che è la Moldova e di quello che è viverla.

Loro poi sono gli Zdob si Zdub, un gruppo folk rock famosissimo qui in Moldova e in generale nell'Europa dell'Est.

Quindi vi invito a scoprire loro e un pezzettino di Moldova in viaggio con quel cane di attore che è Marco Polo. Buona visione!


lunedì 24 dicembre 2012

el cristo de palacaguina

2 commenti:
Un classico della rivoluzione sandinista el cristo de palacaguina,
cantato da una delle più belle voci centroamericane da poco scomparsa: Chavela Vargas
 

Buon Natale!!!

......

En el Cerro de la Iguana Montana adentro de las segovias
se vio un resplandor extrano como una aurora de media
noche los maisales se prendieron, los quiebra platas se
estremecieron, llovio por Moyogalpa, por Telpaneca y
por Chichigalpa

CORO
Cristo ya nacio en Palacaguina de Chepe Pavon Pavon y
una tal Maria ella va a planchar muy humildemente la
ropa que goza la mujer hermosa del terrateniente.

Las gentes para mirarlo se rejuntaran en un molote, el
indio Joaquin le trajo quesillo en trenzas de Nagarote
en ves de oro, incienso y mirra le regalaron segun yo
supe cajetitas de Diriomo y hasta bunuelos de Guadalupe.

CORO
Cristo ya nacio en palacaguina de Chepe Pavon Pavon y
una tal Maria ella va a planchar muy humildemente la
ropa que goza la mujer hermosa del terrateniente. 


Jose el pobre jornalero se mecatella todito el dia, lo tiene
con reumatismo el tequio de la carpinteria, Maria suena
que el hijo igual que el tata sea carpintero pero el cipotillo
piensa manana quiero ser guerrillero.

CORO
Cristo ya nacio en Palacaguina de Chepe Pavon Pavon y
una tal Maria ella va a planchar muy humildemente la
ropa que goza la mujer hermosa del terrateniente,
Cristo ya nacio en Palacaguina de Chepe Pavon Pavon y
una tal Maria ella va a planchar muy humildemente la
ropa que goza la mujer hermosa del terrateniente, la
ropa que goza la mujer hermosa del terrateniente, del
terrateniente, del terrateniente.

martedì 18 dicembre 2012

Siamo tutti dei teleGeni

1 commento:


Vi chiederete come mai noi della Giordania snobbiamo un po' questo blog e non ci scriviamo spesso, ma questo video è la prova concreta di come la nostra agenda pulluli di appuntamenti con giornalisti vari. Insomma, siamo dei servizi civilisti impegnati e ricercati, ma nonostante tutto ci ricordiamo ancora di voi e vi postiamo la recente intervista fatta con TV2000.
Non preoccupatevi che presto torneremo in Italia e saremo disponibili a rilasciare interviste nonché autografi.
Aspettiamo di venire invasi da commenti entusiastici riguardanti la nostra bellezza telegenica e la nostra capacità dialettica  assolutamente fuori dal comune ( io sottoscritta parlo per ben 10 secondi, e Dario è in grado di esprimere complessità, dramma e pathos in soli 4 secondi). 
Se qualcuno di voi volesse contattarci per una eventuale intervista chiediamo gentilmente di prendere appuntamento con il nostro manager. 



lunedì 17 dicembre 2012

Una Striscia Rosso Sangue 2

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Gaza la vendetta? No, la Tregua!

Premessa

Un Enigma… Forse una ricetta?
  • per fare una guerra ci vogliono almeno 2 nemici, fatto OK 
  • per fare una tregua ci vuole una guerra, fatto OK
  • per fare la pace ci vuole un vincitore che poi scriva la storia, la sua... NO, non ci siamo: i vincitori, stando alle cronache da Gaza e da Gerusalemme, sono due…!
Quindi, tranquilli, non c’è la pace: è una tregua con due vincitori.


Potremmo dire che è “solo tempo di silenzio armato”, ovvero quel periodo in cui due o più contendenti fanno tacere le armi ma non disarmano gli animi nè le (la) ragioni!
 
Meno male che qualcuno ha lanciato l’SOS con l’Alfabeto “Morsi” e dal Cairo ci si è mossi per la mediazione; missione compiuta, che tregua sia. Tutti pronti a congratularsi con ciascuno, anche tra quelli che non hanno fatto nulla e sono stati a guardare tristi, vicini col pensiero ma lontani per potersi mettere in mezzo oltre ai proclami di rito (leggi vari pezzi o brandelli della Comunità Internazionale…).

Evviva, è anche la vittoria del Presidente Obama che ha voluto fortemente Morsi d’Egitto come Mediatore… e la tregua sia voilà!

Peccato, che sfiga, shit… Per dirla tutta in gergo diplomatico… Adesso che abbiamo ritrovato un importante alleato, che si era perso nel deserto, parte un’altra volta l’SOS ma questa volta proprio a causa dell’Alfabeto “Morsi” che si prende un po’ di nuovi  poteri d’Egitto con un Decreto leggermente inappellabile (come tutto il resto).

L’opposizione ha capito e compreso e scende democraticamente in piazza Tahrir rimanendoci questa volta in modo inappellabile e permanente! Speriamo bene che “l’Alfabeto” si riprenda e senta il peso di questo SOS dalla piazza!

Scusate l’excursus ma era doveroso e referenziale verso zio Morsi, torniamo quindi alla tregua. E’ stata una bella festa al di qua e di là della prima linea! Ciascuno come sempre ha cantato vittoria, anche se è una tregua. Come se un Milan - Juventus in un'improponibile finale di Champions League finisca al 90° minuto e il direttore artistico mister Galliani (zio Fester) e il Sior Andrea Agnelli esultino entrambi gridando vittoria. Ma da regolamento UEFA non dovrebbero esserci i tempi supplementari?

OK torniamo al 90° a Gaza: Hamas sfoggia l’abito bello della festa e proclama una “giornata nazionale di Vittoria”: si spera di ottenere un allentamento significativo del blocco imposto nella Striscia di Gaza.

Nella notte migliaia di persone hanno festeggiato per le strade della città sparando in alto in segno di giubilo… Visto la mira non propriamente precisa dei combattenti di Hamas in Israele hanno fatto comunque risuonare le sirene d’allarme, non si sa mai.

Ora in altri giornali e TG si commenta che può ricominciare la normalità… Che vista da Gaza in particolare in certe piazze dove c’erano dei condomini si potrebbe dire che si ricomincia da meno 2, dal sotterraneo – 2, che prima non c’era ma, dopo l’impresa balistica dell’aviazione isreliana, ora è un lusso strutturale per molte case... Certo: mancano i piani 0, 1, 2, 3 e in alcuni casi anche il 4° però capite bene che avere, in centro a Gaza City, i box nel sotterraneo, senza pagare i costi degli scavi, è sicuramente una pacchia; che bello finalmente poter parcheggiarvi quello che resta della propria macchina centrata da un missile.

Penso invece in modo serio a tutte quelle povere vittime, nella maggior parte civili… E sarà dura ripartire per chi è sopravvissuto. Ripartire da cosa, con chi? Oltre a non esserci un risarcimento economico, non ci sarà neanche un “risarcimento morale”, un sentire comune della Comunità Internazionale perché ciò non capiti più.

Ma in Israele che si dice? Non si canta vittoria, ma in modo serio e professionale si convoca la solita pallosa conferenza stampa e si presentano uno in fila all’altro gli obiettivi raggiunti. Sembra un incontro per i venditori della rete commerciale delle aziende che a fine anno presenta con soddisfazione, all’assemblea degli azionisti, i grafici dei risultati ottenuti.

Abbiamo colpito questo, quello e quell’altro ancora. Siamo proprio bravi a centrare così tanti siti terroristici, con le nuove super bombe. "Bombardamenti precisi" ha dichiarato un generale, con la sicurezza di un cardiochirurgo appena uscito dalla sala operatoria dopo una complicata operazione a cuore aperto! Certo, restando in campo sanitario bisogna stare attenti a possibili effetti collaterali; in caso di sovradosaggio missilistico, si raccomanda di effettuare, in concomitanza con le misure abituali per l'eliminazione dei terroristi (lavande gastriche…) con normali sorvoli retrovirali di droni per una completa copertura da possibili prossime infezioni post operatorie! Le premiate ditte farmaceutiche: Tsahal e la Heyl Ha'Avir (in ebraico: חיל האוויר, spesso abbreviata in IAF da Israeli Air Force) ringraziano per l’attenzione!

A questo punto il sipario, come al solito, si è chiuso i vari e i pochi corrispondenti embedded si sono congratulati tra loro per la bella copertura mediatica e possono tornare a casa felici per le feste di Natale.

Ultima sottolineatura: in Siria, per chi si fosse distratto, continua l’escalation di morti, feriti, distruzioni sia all’interno del Paese che nei Paesi confinanti. Ma tutto sembra volutamente congelato. Certo, ogni tanto anche l’amministrazione americana si sveglia e dice: "Attenti alle armi chimiche!", gli inglesi fanno eco e russi e cinesi, ponendo il veto al Consiglio di sicurezza, rispondono in coro: "Armi chimiche cosa, dove, chi…?" In altre parole, ancora una volta la Comunità Internazionale non scenderà in campo.


Pare proprio invece che l’unico che abbia sempre una sfrenata voglia di scendere in campo sia sempre lui, SB, e purtroppo in questo caso non possiamo contare sul veto della Russia perché non funziona in Italia.

D’altronde a Mosca ci sono ben altri problemi, sono così presi da una situazione alienante: come ha detto di recente il premier russo Medvedev, dopo alcuni brindisi alla vodka: “Gli alieni sono tra noi”.


Prima di concludere vi avviso dei prossimi possibili post su:
  • F35 e portaerei fantasma
  • il riconoscimento della Palestina nel Palazzo di vetro

Si accettano suggerimenti!
 
Vi auguro un buon S. Natale con questi pensieri profondi di Bertolt:

Generale, il tuo carro armato

è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un carrista.
 
Generale, il tuo bombardiere è potente.
 
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

 
B. B.
 
Se t'interessa, qua trovi di manifestazioni israeliane di solidarietà per i palestinesi ("eppur si muove!")

Alberto