sabato 17 ottobre 2015

Vivo in un Paese dove

Vivo in un Paese dove i preti si possono sposare ma solo prima di prendere i voti, altrimenti la regola comune (ma non scritta) impone il celibato.

Vivo in un Paese dove per indicare con le dita il numero 6, alcune persone non usano l’indice della mano vuota bensì il mignolo.

Vivo in un Paese dove la lingua ufficiale è quella romena ma moltissime pubblicità e siti internet sono esclusivamente in russo (che è anche la seconda lingua ufficiale).



Vivo in un Paese dove 2,5 litri di birra (in bottiglione di plastica) costano poco più di 1 €.

Vivo in un Paese dove un bilocale in una zona media della capitale costa 26.000 €.


Vivo in un Paese dove il codice della strada è un optional (ma in fondo anche in Italia spesso è così).

Vivo in un Paese dove alcuni si sentono moldavi, altri si sentono romeni, altri ancora russi. Eppure sono tutti cittadini della Repubblica di Moldova.

Vivo in un Paese dove la raccolta differenziata è appena agli inizi ma nei supermercati esistono i prodotti “alla spina”, cosa che in Italia si trova ancora solo in alcuni negozi specializzati.
 
Vivo in un Paese dove alcune banche (supportate, a detta di tutti, dal governo) hanno appena fatto sparire 1 miliardo di euro dalle casse dello Stato.

Vivo in un Paese dove alcuni condomini contano più di 500 appartamenti ma non tutti hanno i lavandini nei bagni (forse sono considerati superflui?).

Vivo in un Paese dove si possono ancora vedere alcuni anziani andare in giro con le medaglie di guerra dell’URSS appuntate sulla giacca.

Vivo in un Paese dove Andy’s Pizza è presente in maniera maniacale, tanto che solo nella mia via ce ne sono tre nel giro di qualche chilometro.

Vivo in un Paese dove puoi mangiare (abbondantemente) in alcuni ristoranti per circa 5-6 € ma dove una palestra nella media può costare anche 30 € al mese (se non si va in quelle di lusso, che costano anche 1.400 € all’anno).

Vivo in un Paese dove molte persone sono fredde e scontrose ma la lingua prevede dei formalismi e delle forme di cortesia che l’italiano se le sogna.

Vivo in un Paese dove la lingua francese è più parlata di quella inglese.


Vivo in un Paese dove tante (troppe) persone conoscono un po’ di lingua italiana perché sono state costrette ad emigrare in Italia per cercare un po’ di benessere.

Vivo in un Paese dove le cure mediche sono gratuite ma se si vuole essere “trattati bene” bisogna distribuire mazzette un po’ ovunque (medici, infermieri, inservienti, ecc.).

Vivo in un Paese dove la capitale ha tanto di quel verde che quasi non ci si crede.



E la sapete una cosa? Mi piace!

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