lunedì 24 ottobre 2016

La Terra vista dalla Luna





Quando un'anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti.

[Ritratto dell'artista da giovane, J. Joyce]


Joyce era uno che diceva che per conoscere se stessi, per comprendere le proprie origini, fosse necessario osservarle dall'esterno. Andare via, conoscere il diverso, conoscere il simile ad altro. L’inspiegabile necessità di dare un perché all'esistenza stessa. C’è chi comincia a leggere e si perde in pile e pile di manuali, enciclopedie, saggi, articoli. C’è chi si fa hippy, vegetariano, medita, eremiteggia, tra tè al ginseng e benedizioni dell’utero. C’è chi LoSaGoogle, fedele compagno dal primo risveglio all'ultimo momento serale, capitano della ciurma Wikipedia/Vimeo/Facebook e chi più ne ha più ne metta. 

E poi c’è chi viaggia, generalmente una banda di scoppiati che solo la nonna incoraggia, probabilmente perché non ha ancora capito bene dov'è 'sta Cina. C’è chi viaggia perché sì. C’è chi viaggia perché "non ci ho capito niente, e allora ci provo così". C’è anche chi viaggia perché sa perfettamente dove va, chi incontrerà, cosa farà, ma ancora non ne ho conosciuto neanche uno. Direbbe James: che chi viaggia ancora non lo sa, che scriverà di elefanti, di risciò, di tajin, di giostre, di cammelli, di giganti, di gabbiani e pappagalli, ma che poi in fondo alla pagina scriverà

se stesso.

*Yilan*


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