lunedì 24 ottobre 2016

Perdersi o trovarsi?

“C’è chi viaggia per perdersi,
c’è chi viaggia per trovarsi”
G. Bufalino



Qualcuno diceva che non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone.
E quindi eccomi, entusiasta ma anche spaventata, pronta per farmi plasmare da luoghi, persone, colori, profumi. Pronta per crescere assieme a ragazzi lontani, condividendo la fatica, a volte le sconfitte e più spesso i successi.

Pronta, sì. Anche se non lo si è mai davvero. Partiamo con una montagna di aspettative, idee, sogni, che probabilmente non vedremo soddisfatti perché noi giovani un filo matti, a volte sogniamo un po’ troppo in grande.

Pronta a scoprire, a lasciarmi trasportare in un mondo lontanissimo che già so che in poco tempo diventerà famigliare.

Pronta ma un po’ spaventata. La lingua e gli usi diversi, per non parlare della frustrazione che deriva dal dover accettare che non tutto proceda per una facile e dritta via e che a volte bisogna ricalibrare la bussola, rimettersi in gioco e in cammino.

Pronta ma spaventata dal lasciare gli affetti, che è così difficile sapere lontani, ma che danno carica e energia facendosi sentire vicini.

Pronta a condividere la vita, le gioie e i dolori, i successi e le sconfitte con qualcuno che qualche fato o qualche destino ha voluto che fosse insieme a me. Perché si sa, il dolore fa male, ma se si è in due a portarlo diventa più leggero. E perché, come dice bene il protagonista di “Into the wild”, la felicità è reale solo se è condivisa.

Pronta.
Pronti, attenti, via!
Un anno indimenticabile è appena iniziato…

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