lunedì 24 ottobre 2016

Che il mare mi porti

Mi chiamo Giulia, ho 26 anni, sono nata a Padova e sono cresciuta in provincia.
Da piccola mi facevano molta paura gli insetti e i cani e non ero una grande amante della fatica fisica. Non so se per contrappasso o per sfida, quando ho compiuto otto anni mi sono iscritta al gruppo scout del paese per uscirne solo diciassette anni dopo.
È così (ma non solo) che è cresciuto in me il desiderio di guardare un po’ più lontano, la curiosità di conoscere quello che c’è oltre al mio emisfero e il sogno di entrare, chiedendo permesso, all’interno di altri per provare a guardare come sembra il mio visto da lì.
Sono una persona tendenzialmente molto indecisa, mia mamma dice che è così fin dalla nascita: esco?! no no, non esco.. esco?!.. umh.. aspetta un attimo che ci penso!
Ed è così che quando ho terminato le scuole superiori non sapevo cosa fare e per cercare l’ispirazione ho trascorso 8 mesi in Irlanda come Au-Pair. Quando sono tornata mi sono accorta che le idee non mi si erano proprio chiarite e fu così che, ascoltando un po' la pancia e un po' i consigli, mi sono iscritta alla facoltà di Servizio Sociale.
Gli anni dell'università sono stati molto interessanti, non solo per la mia crescita formativa ma anche personale. Un ringraziamento speciale vorrei rivolgerlo al professor Bruce Leimsidor per l’abilità e la passione con cui, dall’interno di un’aula, riusciva a mostrarci la realtà che c’era fuori e il lavoro sul campo. Durante le sue ore di lezione è nato in me l'interesse per il diritto d’asilo che mi ha portato a svolgere il tirocinio presso il Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) di Padova, un’esperienza in Sicilia con l’associazione Borderline Sicilia Onlus e infine un lavoro come operatrice dell’accoglienza in un Centro di Accoglienza Straordinario (CAS) per richiedenti asilo.
Mentre ero in Sicilia ho potuto osservare molto da vicino il fenomeno dell’immigrazione e questo mi ha permesso di capire quanto siano diverse le cose rispetto a come vengono dipinte. Per questo, nonostante avessi un buon contratto di lavoro, ho deciso di mettermi in ricerca di altre occasioni che mi permettessero di avvicinarmi al fenomeno, con il desiderio di osservarlo da quante più angolature possibili.
Quando nel sito della Caritas Ambrosiana ho trovato il progetto di Servizio Civile Estero in Libano non ci potevo credere. E quando mi hanno chiamata per dirmi che ero stata selezionata.. ancora meno!
Manca l'ultima settimana di formazione e il due novembre si parte, direzione: Beirut.
Non vedo l'ora di imbarcarmi per questo viaggio, di prendere il largo, di remare con forza e determinazione ma anche di lasciare che il mare mi porti.
Come ogni avventura che si rispetti, incontrerò giorni di burrasca e altri di calma piatta, sarò spinta da venti forti e accarazzata dalla brezza leggera.
Un onore e un privilegio che spero di saper meritare.

Giulia

avventura

1 commento:

  1. Che il mare ti porti e tu porta la tua bellezza e forza e raccontaci di te!
    Lore

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