sabato 20 giugno 2015

KENYA 2015: L’incanto sarà godersi un po’ la strada

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Safari “njemi”, non siamo MIca SCEmi

Pole Pole, calmi come sale il sole

Haraka Haraka, la passione non si placa

Kenya sarà andare, partire conoscere incontrare

Trovare una realtà, scoprirla con curiosità

Non abbiamo paura della sfida, hakuna shida!


Humans of Moldova #gruppograppa

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In rigoroso ordine anagrafico (trova l'intruso):


Marco: Mi chiamano Dumbo perché mia sorella voleva un elefante ma sono nato io


Stefano: Io da piccolo sono caduto tante volte di testa dal letto


Valeria: Per colazione bevo solo burro solubile di yak (o yacht)


Martina: Io dovrei mettere gli occhiali ma non mi piacciono 
e ogni tanto non riconosco le persone


Margherita: Porterò Teo, il mio cane peluche, 
tutti lo impiccano ma voi vi prego non fatelo


Sara: Ho sempre solo fame


Dana: Non mi piacciono le cose che si smontano…come gli aerei


Giulia: Adesso devo andare, che in chiesa distribuiscono le tute aerodinamiche


Anna: Segni particolari: Ho una pallina sul filetto che collega la gengiva al labbro


Giulia: Ma mica avevano inventato il water portatile?


Taisa: Mio fratello si chiama Samuele 
ma io volevo chiamarlo Lukeskywalker, tutto attaccato


Questi siamo noi, diversi in tutto e per tutto ma con una voglia immensa di partire!
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HAITI: Hai Ancora Impeto (per) Tornare Insieme?


Un anno è già passato

ma non ho dimenticato

l’esperienza che ho vissuto

e di certo son cresciuto

senza i cantieri non posso stare

e ho deciso di tornare!!


Al momento per noi (Chiara, Matteo, Lety e Stefy… Piacere!) la parola Haiti non indica solo un paese ma la voglia di rimettersi in gioco dopo diverse esperienze nei “cantieri” ai quattro angoli della terra.

Come ogni anno arriva la primavera e per tutti gli italiani la domanda è una: “dove passo le ferie?”

Peccato che noi non siamo come tutti gli italiani ma siamo CANTIERISTI! e la nostra domanda è differente: “Faccio o non faccio il cantiere?”.

Immaginarsi in un villaggio turistico o in una classica isla, per il cantierista è una sofferenza e allora la domanda faccio o non faccio si trasforma in: “dove faccio il cantiere?”

Dopo vari colloqui ai quali viene data libero spazio per decidere la meta (ogni rifermento a fatti o personaggi è puramente casuale) la scelta per tutti è ricaduta su un’isola tropicale chiamata HAITI!


Italiano medio, vacanza fai da te? No Caritas? AIAIAIAIAIA


Pronti partenza via… nuova esperienza, nuove persone, nuova formazione!!

Ed eccoci qua, chi fisicamente e chi con il pensiero, tutti con una meta diversa ma lo stesso obbiettivo portare la nostra testimonianza in ogni dove, quindi: DIVIDERE PER MOLTIPLICARE.

D’altronde si sa per raggiungere una META bisogna avere un SOGNO…

Al prossimo post Chiara, Lety, Matteo e Stefy

Georgia/Sakartvelo 2015 - 3,2,1... Georgia we are coming!

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გამარჯობა (ciao),
siamo un gruppo di 10 ragazzi, una "suora" e un prete (-.-) e quando è arrivata la proposta di andare in Georgia eravamo tutti stra eccitati di andare in America!!!
Solo dopo abbiamo scoperto che saremmo partiti per la Georgia caucasica.... e dov'è?
Marco aveva preso ferie, Marta le ciabattine nuove e gli universitari avevano spostato tutti gli esami a settembre. Quindi abbiamo deciso di partire comunque!!!
Questo in realtà ci ha dato l'opportunità di venire a conoscenza di una cultura totalmente nuova e di un esuberante padre Miscia, i quali ci stanno affascinando sempre di più a tal punto che non vediamo l'ora di partire.
Non sappiamo cosa aspettarci, quali realtà incontreremo o se riusciremo a capire una parola della lingua locale.
Fatto sta che ci stiamo preparando al meglio: formazione, condivisione, ascolto, conoscenza, preparazione atletica e studio del georgiano (sappiamo dire addirittura spiedini="ntsvadi").

SICURAMENTE CE LA FAREMO (???)




I Paesi dei Cantieri della Solidarietà... in Expo

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Un'esperienza che cambia la vita: tua e degli altri. Un'esperienza di condivisione e servizio, ma si rivela anche uno spazio di approfondimento significativo di alcuni aspetti della globalizzazione e un'occasione di riflessione sui temi della giustizia, del perdono e della riconciliazione per creare percorsi di pace.
Sono i 'Cantieri della Solidarietà', il progetto lanciato da Caritas per favorire lo scambio su temi quali alterità, carità, gratuità, giustizia e pace, in un contesto di condivisione, in cui i giovani sperimentano l'aiutare il prossimo, imparando a conoscere meglio se stessi. Il percorso proposto da Caritas ben 19 anni fa ha avuto modo di coinvolgere già 1.700 ragazzi e, per questo 2015, sono ben 65 giovani, dai 18 ai 30 anni, della diocesi di Milano, che quest'estate andranno in Moldova, Georgia, Cipro, Libano, Gibuti, Kenya, Bolivia, Haiti e Nicaragua e vivranno il loro Cantiere della Solidarietà. Paesi suggestivi, con grandi povertà ma anche grandi risorse da scoprire.
Per conoscerli meglio, noi giovani del Servizio Civile impegnati in questi sei mesi all'Edicola Caritas di Expo, siamo andati a 'scoprire' quelli presenti all'EXPO di Milano di quest'anno.

MOLDOVA

 

Con un design ispirato al tema solare, il padiglione propone un ritorno alle fonti primarie di energia, per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, senza produrre inquinamento.
Infatti il tema della partecipazione della Moldova a Expo 2015 'Splenda la luce. L'energia del sole, l'energia della terra, il cibo per l'umanità' è rappresentato simbolicamente dal 'Solar Flower', una specie di fiore collocato sulla sommità dell'edificio più alto, il cui stelo è costituito da un grandioso arco di metallo curvo che sale da terra. Un fiore che ruota su se stesso, seguendo il movimento del sole durante la giornata, la cui corolla è costituita da un triplo cubo di specchi, dalla superficie sfaccettata, che riflettono i raggi del sole, diffondendo una miriade di luci in tutte le direzioni, all'esterno del padiglione, ma anche all'interno, sfruttandone la trasparenza del vetro. Un'installazione dotata di batterie solari, in modo da immagazzinare energia per le ore notturne.
Moldova vuole trasmettere, infatti, che l'energia di cui abbiamo bisogno è ovunque; l'importante è imparare ad utilizzarla in modo consapevole. La principale fonte di energia in Moldova è il sole, presente tutto l'anno, il quale contribuisce in modo sostanziale all'agricoltura biologica. Una terra, quindi, piena di energia positiva.

Particolari, all’interno del padiglione, le luci al neon sul soffitto a ricordare le costellazioni che possono essere viste solo dalla Moldova: le costellazioni della Sposa, del Paesano, del Grappolo d’uva, del Formaggio, della Cicogna. Le stelle, usate nell’antichità per orientarsi e navigare gli oceani, guidano qui il pubblico alla scoperta di un Paese poco conosciuto ma affascinante.

LIBANO

Lo Stato del Libano, nel grande atlante che è l'Expo di Milano, lo si individua nel 'Cluster del Bio-Mediterraneo'.  In questo spazio il visitatore si trova ad assaporare una suggestiva atmosfera, con i colori che richiamano quelli del mare. Dispiace che, essendo in un'area poco frequentata, sono ancora pochi i visitatori che hanno potuto apprezzarne le bellezze.
Entrando negli spazi loro dedicati, si ha l’impressione di trovarsi in una tipica casa libanese. Impossibile non notare il caratteristico soffitto ed i lampadari: il primo decorato con scritte arabe che riprendono il testo dell’inno nazionale, mentre i secondi realizzati con bottiglie verdi con dentro la lampadina.
Per i visitatori vi è inoltre la possibilità di assaporare una cucina che offre piatti tipici e un tavolo che ripropone i pranzi domenicali che riuniscono tutta la famiglia. Su questa tavola è inoltre possibile scoprire i piatti tipici utilizzando l’i-pad che li propone in 3D. Per chi volesse un ricordo 'gustoso', è possibile anche acquistare i dolci e i vini tipici libanesi. Tantissimi, e a prezzi modici, degli assaggi di dolci tipici libanesi.
Inoltre, per chi lo desidera, è possibile acquistare una piantina del ‘cedro del Libano’, un albero antichissimo e maestoso, simbolo di potenza e forza: l’albero simbolo del Libano e rappresentato nella bandiera libanese.

 GIBUTI

Questo piccolo ma suggestivo Stato dell'Africa orientale è situato, in Expo, all’interno del ‘Cluster delle Zone Aride’. Già dal primo impatto, non si può non rimanere colpiti dal pavimento del Cluster che ripropone i colori delle dune del deserto ed i colori delle diverse costruzioni che richiamano le varie tipologie di sabbie. Il soffitto, volutamente ricoperto di lunghi cilindri di vetro, che lasciano la possibilità di vedere il cielo, vuole simboleggiare la tempesta di sabbia tipica delle zone aride.
Lo spazio del Gibuti è unito a quello della Somalia, in quanto i due Paesi sono geograficamente confinanti. All’interno è possibile annusare e tastare varie spezie: cannella, cumino, cardamomo, pepe nero, ginger, semi di prezzemolo. Inoltre sono presenti molti prodotti originali, tra cui i tipici vestiti ed oggetti utilizzati nel Paese.

KENYA

 

Un territorio ricco di contrasti, culturali e geografici. E' proprio da questa 'idea' che è stato ragionato e concepito lo spazio del Kenya, situato nell'area del 'Cluster del Caffè'.
Il Kenya è un vero e proprio melting pot di culture differenti: quella africana ha subito l'influenza della cultura araba, indiana, cinese, europea, fino a formare il Paese moderno e cosmopolita che è oggi.
L'esposizione del Kenya a Expo Milano 2015, che si sviluppa con un piccolo spazio di 125 metri quadri, invita il pubblico a riflettere sull'importanza di un'alimentazione sostenibile, illustrando la stretta connessione tra cibo e ambiente e come il primo possa compromettere il secondo.
Tra le eccellenze, è doveroso ricordare come il Kenya sia il 4° esportatore mondiale di caffè arabico, pianta che cresce solo in particolari terreni vulcanici. Per chi volesse, è possibile assaggiarlo nella caffetteria all’interno del sito. Anche qui, oltre all’esposizione di prodotti di artigianato tipici, tramite alcuni video si può esplorare il paesaggio e la fauna dell’Africa Centrale, oltre ad ammirare i colori e i sorrisi della popolazione locale, immortalati in alcune bellissime fotografie.

HAITI

Costruito grazie ai finanziamenti degli Emirati Arabi, questo stato si trova nel 'Cluster di Cereali e Tuberi'.
Nel momento di dover scegliere cosa portare ad Expo per 'presentare' la loro realtà, hanno optato per i loro prodotti tipici, come fagioli, mais, riso, farina di mais e miglio. Qui inoltre è possibile conoscere due particolarità: la banana dolce fritta ed il loro rum.

Nello spazio loro dedicato è suggestivo poter scoprire anche i prodotti d'artigianato ma non in vendita.
I responsabili dello spazio di Haiti sono tutti diplomatici haitiani che risiedono presso il consolato a Roma, così facendo, grazie alla buona conoscenza della lingua italiana, sono disponibili a spiegare ed illustrare la loro realtà. Attraverso alcuni video si ha inoltre la possibilità di esplorare le più famose mete turistiche di Haiti.

mercoledì 17 giugno 2015

Dal Principato di Monaco per una pasto solidale

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Come ogni Paese presente in Expo, anche il Principato di Monaco ha celebrato il suo National Day. Martedì 9 giugno, per l'occasione, Sua Maestà il Principe Alberto II (senza la principessa Charlene e i piccoli gemelli) ha visitato Expo.
La mattina, prima della cerimonia istituzionale, in Edicola Caritas, a sorpresa, entrano due signori eleganti: si tratta dello chef del principe Alberto II, Christian Garcia e Gilles Bragard, segretario del Club des Chefs des Chefs, il gruppo degli chef dei capi di stato del mondo. 



Subito Lèa Delbes e Giovanni Agostoni, giovani del Servizio Civile impegnati in questi mesi presso il padiglione della Caritas, per la loro padronanza della lingua francese, vengono coinvolti nel dialogo. Lo chef e il segretario manifestano curiosità per l'organismo 'Caritas', una importante realtà che porta aiuto concreto a molte persone bisognose, informandoli del fatto che il 25 luglio, a Milano, è previsto un incontro del Club che organizzerà una cena di beneficenza.
Venuti a conoscenza della recente apertura del Refettorio Ambrosiano, nato dall’impegno della Diocesi di Milano e di Caritas Ambrosiana e dalle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del regista Davide Rampello, hanno mostrato interesse riguardo la possibilità di cucinare, in qualche occasione, anche per il Refettorio.
Il Refettorio Ambrosiano ha sede nel quartiere Greco, alla periferia nordest di Milano. Qui, una sala ormai in disuso, attraverso la Caritas, è stata ristrutturata e trasformata in un refettorio aperto alla solidarietà, recuperando il cibo avanzato a Expo e offrendolo alle persone più povere.
Per il primo periodo diversi tra i migliori chef del mondo, italiani e stranieri, ideeranno e prepareranno menu proprio a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno all'Esposizione Universale di Milano.
Christian Garcia e Gilles Bragard spiegano che hanno già sperimentato, con generosità, esperienze simili. Come l'anno scorso, quando avevano preparato una cena per le persone senza dimora in una parrocchia di New York.
Lèa e Giovanni, per meglio discutere di questa possibilità hanno così accompagnato i due illustri cuochi lungo il Decumano, raggiungendo il particolare padiglione del Principato di Monaco, quel giorno in festa. Un padiglione realizzato al 70% in materiali riciclabili e ricoperto per il 50% di verde, frutto di una riflessione sull'ecologia, il riciclo e il riutilizzo, che, al termine di Expo, diventerà un centro di formazione per la Croce Rossa Monegasca.
In questa bella giornata ricca di celebrazioni e festeggiamenti, l'attenzione era tutta sul Principe di Monaco che ha ricordato alcuni aspetti importanti della manifestazione Expo: “Expo Milano 2015 sta portando avanti un messaggio forte, affrontando con efficacia i problemi legati all'alimentazione e all'ambiente. Occorre collaborare a livello internazionale per cercare soluzioni condivise che possano portare a un reale cambiamento. In questo mondo siamo ormai tutti strettamente legati gli uni agli altri, perché siamo sempre più consapevoli che le nostre azioni hanno conseguenze globali” – ha affermato il Principe Alberto II.
“Expo 2015 aiuterà il mondo ad affrontare i problemi globali” – ha detto con convinzione il sovrano, nella giornata nazionale del Principato di Monaco. In particolare... “Expo 2015 ci fa riflettere sul tema alimentare”.
Nel clima di festa, Lèa e Giovanni hanno incontrato Philippe Joannès, lo chef del ristorante del padiglione del Principato di Monaco, che si è mostrato molto interessato alla raccolta delle eccedenze per il Refettorio Ambrosiano e ha chiesto di avere i contatti per conferirvi anche gli avanzi del suo padiglione.
Nella speranza che si possa organizzare una giornata in cui anche gli chef del Principato di Monaco possano trasformare in piatti di alta cucina, grazie al talento e alla creatività, ciò che sarebbe destinato a essere gettato via, a favore delle persone in difficoltà... non possiamo che sorridere al pensiero che, come lo chef Bottura e molti altri, anche questi illustri chef vogliano restituire così un po' del loro successo, prestandosi per un'iniziativa di solidarietà. Ricordando le “anime fragili” ancora così numerose nella nostra città di Milano, ancora affamate di un po' di pane e dignità.

giovedì 11 giugno 2015

Un futuro per l'Africa. Racconti da #Expo

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Palazzo Italia, un'architettura-scultura ispirata a una 'foresta urbana' nella sua particolare tessitura di linee bianche, si trova su uno dei quattro punti cardinali, quello nord, e per posizione e architettura costituisce l'elemento di spicco di tutto il Cardo. E proprio Palazzo Italia è stato scelto come sede di un importante meeting per cui, per tre giorni, dall'8 al 10 giugno, si sono riuniti i ministri degli Affari Esteri e gli alti funzionari dei Paesi africani meno sviluppati.



Expo 2015 è il luogo giusto per incoraggiare il dibattito sul futuro del nostro Pianeta e in particolare dei Paesi in via di Sviluppo” - ha affermato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni nel suo discorso d’apertura. “Occorre sradicare - ha proseguito il Ministro - la povertà di certi Paesi africani. Questo è un punto centrale dello sforzo comune che l'Italia sta facendo insieme alle Nazioni Unite. Servono politiche di sviluppo che tengano conto del rispetto dei diritti umani”.

Questi obiettivi si inseriscono in un contesto incoraggiante, che negli ultimi tre anni ha visto tutti gli indici di sviluppo finanziario e umano di questi Paesi in miglioramento, secondo il report di marzo della Commissione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Umano. Nonostante alcuni aspetti positivi però permangono per diversi Paesi africani alcune criticità: un tenore di vita e un indice di sviluppo umano basso e povertà diffusa. Non poteva quindi mancare in occasione di Expo un serio dibattito sul futuro dei Paesi africani in via di sviluppo.

Paolo Gentiloni, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite, ha indicato il cibo e l'energia come “i due fattori fondamentali per la lotta alla povertà", ma bisogna anche puntare "sui giovani" per aiutare i paesi più poveri dell'Africa ad abbandonare la loro condizione entro il 2020. In Africa, dice Gentiloni, quelle comprese "tra i 10 e i 24 anni sono 1,8 miliardi di persone, bisogna investire su di loro".

Il ministro ha sottolineato inoltre come i Paesi sottosviluppati siano "centrali nella elaborazione di qualsiasi strategia globale per uno sviluppo sostenibile" e per questo ritiene che sia ormai il momento "di definire una nuova agenda di sviluppo". 
L'Esposizione Universale è "l'occasione ideale per avviare programmi concreti", dice Gentiloni.

"L'Italia - spiega - è pronta a condividere la sua esperienza, per arrivare in pochi mesi a definire una nuova cornice di cooperazione internazionale", anche grazie alle oltre 100 missioni del Paese in Africa per sostenere l'agricoltura e aiutare la condizione delle donne.

Parole e promesse non bastano. Il futuro dell'Africa dipende anche da noi. I tre giorni programmati per la Conferenza si sono rivelati decisivi per trovare azioni concrete, misure e soluzioni condivise in grado di rilanciare le realtà meno evolute del continente africano.

E' necessario che in questi Paesi - ha concluso il Ministro degli Affari Esteri del Benin Nassirou Bako Arifari - sia garantito l'accesso alle energie, anche rinnovabili, alle tecnologie, a strumenti finanziari e assicurativi ma soprattutto a un'alimentazione sana e sostenibile”.

Letizia Gualdoni, 
volontaria in servizio civile a EXPO2015 presso l'Edicola di Caritas Ambrosiana

mercoledì 3 giugno 2015

Nicaragua: "La bellezza è la forza del cuore..." :) (Perù 2015)

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Questa settimana ho avuto la fortuna di conoscere Yessica! :)

Yessica è una ragazza di 24 anni dai capelli scuri e il viso luminoso. E' bella, molto bella, e quando ride il suo sorriso ti arriva dritto al cuore da quanto è sincero, da quanto è puro, da quanto è vero.


Yessica è simpatica, ride forte alle mie e alle sue battute e prende in giro Silvia mentre fa ginnastica. Ha la pelle chiara ed è sempre vestita con un maglione e dei pantaloni pesanti nonostante il sole.

Yessica ha sempre freddo, è seduta tutto il giorno su una sedia a rotelle nella sua casetta di mattoni di fango ed ha tanti animali. Le piacciono un sacco i conigli e quello che le abbiamo regalato Silvia ed io l'ha chiamato Teo.


Yessica ha una passione per la musica. Ascolta tantissimo la radio, canta e con l'unica mano che riesce un pochino a muovere sta imparando a suonare la pianola. Ama il gelato ed i suoi gusti preferiti sono fragola, maracuya e cioccolato.

Yessica è cieca ma riesce a guardarti e volerti bene per come sei veramente. Il pomeriggio ascolta sempre telenovelas spagnole, non ha piú il padre che l'ha abbandonata quando era bambina, ma ha una mamma incredibile.

Yessica è una ragazza solare, di quelle con cui ci perderesti le giornate intere a parlare di qualsiasi cosa. Non esce spesso, ma quando lo fa si mette un bel cappello rosa con la visiera e un paio di occhiali da sole che le proteggono gli occhi.

Yessica ha una voglia di vivere che lascia il segno, trasmette energia e ti fa sentire vivo.

Yessica aveva 13 anni quando venne colpita da una tubercolosi cerebrale e si recò in ospedale per essere operata. Il chirurgo toccò dei nervi che non doveva nemmeno sfiorare e la lasciò paralizzata quasi completamente su una sedia a rotelle (che fino a poco tempo fa' nemmeno aveva). L'infermiera che aiutava il chirugo durante l'operazione disse che ormai Yessica poteva anche morire. Una vita in queste condizioni non aveva senso.

Yessica è felice, è forte ed ha una marcia in più rispetto a tutti.

Yessica a quell'infermiera che la dava ormai per morta ha risposto con la vita!

"La vita si muove per una passione,
e la passione nasce quando qualcosa ti ha affascinato,
sgorga da una bellezza.
La bellezza è la forza del cuore."


Grazie Yessica,
sei grande,

Teo! :)

lunedì 1 giugno 2015

Expo Milano 2015 - Volontari in edicola Caritas: Francesca

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Francesca è una signora sorridente. Risiede a Legnano, in provincia di Milano, ma la sua storia inizia da molto lontano, da quei tratti somatici tipicamente orientali del viso. Nasce a Hong Kong, una delle aree più densamente popolate al mondo, una città famosa per il suo skyline, dove cresce e frequenta la scuola.
Francesca, raccontaci come sei giunta da Hong Kong in Italia. “Dopo essere cresciuta in Cina, ho deciso di frequentare, come molti giovani, una università negli Stati Uniti - ci spiega – ho scelto così la Washington University, studiando per diventare assistente sociale”. È proprio in America che, inaspettatamente, incontra l’uomo che diventerà suo marito e con il quale avrà tre figli.
“Sono giunta in Italia per amore” - ci racconta. Una lontananza dal Paese d’origine, così diverso per tradizioni, mentalità e cultura, che a volte si fa sentire, anche se grazie alle nuove tecnologie è molto più facile rimanere in contatto con amici e parenti. Ha lavorato presso il Comune di Dairago, poi a Milano.
“Non potevo non aderire con entusiasmo alla proposta di contribuire come volontaria per la Caritas in Expo. L’Esposizione Universale rappresenta per me un’occasione interessante e Caritas è un’organizzazione importante, che porta aiuti in tutto il mondo”. E continua: “Il padiglione è molto piccolo, raccolto, quasi intimo. Ho notato che molti visitatori conoscono Caritas mentre altri entrano nel padiglione perché incuriositi”.
Alla fine del tuo servizio come volontaria in Expo… reputi sia stata una possibilità positiva? “Appena entrata nel padiglione sono rimasta molto colpita dalla torre di monete... un modo chiaro per rappresentare la distribuzione delle ricchezza nel mondo… Mi è piaciuto moltissimo essere qui, a contatto con la gente e con persone di tutto il mondo, aiutandole a comprendere il messaggio di Caritas grazie alla mia conoscenza delle lingue italiana, inglese e cinese”.
Incontrare le persone giunte a Milano da tutto il mondo per questo evento universale è stata per Francesca una possibilità preziosa. Una gioia che esprime con gli occhi e il volto quando incontra soprattutto visitatori cinesi e si confronta con loro.  E che le ricordano dove si trovano… le sue radici.

martedì 26 maggio 2015

Nicaragua: "Un camino por los Andes" :) (Perú 2015)

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Sveglia alle 5 del mattino. 

I 4 Huandoy mi sorridono, Pisco e Chacraraju riposano ancora tra le nubi e Yanapaccha, Chopicalqui e i due Huascaran (Sur y Norte) mi danno il buongiorno più luminosi che mai.


Preparo con Enrico la colazione per i turisti che si alzeranno tra un'oretta e sparecchio i tavoli di chi l'ha fatta durante la notte per raggiungere la cima Pisco alle prime luci dell'alba.

Mi godo la mia colazione ed eccomi pronto per il primo viaggio! Dal rifugio Perù (che ormai chiamo casa) scendo di corsa a Cebolla Pampa, mi innamoro del sole che sorge, dell'aria gelida del mattino e della sensazione di SENTIRSI PIU' VIVO CHE MAI! :)


Arrivato alla Pampa, carico la portantina di legna sulle spalle e ripercorro il cammino verso il rifugio. Il peso si fa sentire così come il dolore dei muscoli delle gambe, delle spalle e della schiena. MA mi basta "poco"! Un cielo azzurro, una nuvola con una forma strana, una mucca che mi guarda masticando in silenzio, un panorama mozzafiato, una canzone, un pensiero, un ricordo, un viso e le uniche cose che sento dentro sono il forte battito del mio cuore, il respiro affannato dovuto ai 4000 metri e la GIOIA DI ESSERE ORMAI IN VETTA!



Apro la porta di "casa" ed ecco Carlos ai fornelli che cucina il pranzo, Enrico che prende le prenotazioni e rende cristallino il rifugio e Tomas, amico Chileno rimasto affascinato dal nostro servizio che ha deciso di fermarsi con noi per una decina di giorni, che si occupa di tagliare la legna e tenere accese le due stufe che abbiamo in modo da riscaldare ancora di piú un ambiente giá incredibilmente caldo.

I turisti sono contenti per il clima di amicizia che si respira e meravigliati di scoprire che siamo tutti volontari e tutto l'incasso del rifugio sará  destinato alla costruzione di case per i poveri della Sierra ed altri progetti di sviluppo sociale.


Riprendo fiato e mi rilasso lavando i numerosi piatti, tazze, bicchieri, coperti e pentole varie e viaggio con la mente tra i pensieri, le sensazioni e le emozioni. 

Serviamo ai tavoli e sono già le 14, ora del secondo viaggio! :)

Piove, anzi, nevica, ma io sono già pronto per AMARE ANCHE LA NEVE! 


Saluto nuovamente Cebolla Pampa, questa volta carico il mio zaino di verdure, latte, spaghetti, bibite, lattine e tutto ciò di cui avremo bisogno per le colazioni, i pranzi e le cene dell'indomani.


Cammino, cammino e cammino e mentre mi maledico per aver riempito troppo lo zaino (e le braccia) sorrido della situazione perchè tanto prima o poi arriverò!

Stanco, sudato e affaticato giugno ancora una volta senza fiato ma FELICE al rifugio e c'è solo" il momento per darmi una sistemata, indossare il grembiule, servire ai tavoli, cenare, chiacchierare con qualche turista, preparare la colazione per chi si alzerà a notte inoltrata per fare la cima, accatastare i piatti che laverò l'indomani e tutti sotto le coperte!

Le parole di uno scrittore incredibile mi danno la buona notte e non c'è neanche il tempo per sognare, sono già le 5... :)

Foto de Tomas 

"Un camino por los Andes al subir encontrarás 

regalando a los pobres en la cumbre llegarás 

Pisco, Huascaran, Huandoy nos rodearán 

FELIZ CON MI CARGA VOY MIRANDOME ESTÁN


Caminar, trabajar, nuestro tiempo regalar,

SUBIR PARA AYUDAR LOS QUE ABAJO ESTÁN

Una luz al buscar tantos chicos se unirán,

un refugio construirán frente al Huascaran


Lindo es escalar, de la cumbre divisar

nevados frío calor, tan ciquito soy

AL SUBIR TU PODRÁS UNA CASA ENCONTRAR

ALLÍ FELIZ DESCANSAR, BIEN SERVIDO ESTAR." :)



Un saluto e un abbraccio fortissimo,

Teo! :)

p.s. Grazie ad Anna per avermi prestato il suo account MIca SCEmi e a tutti voi per farmi sentire sempre la vostra vicinanza! Siete grandi! :)