martedì 18 agosto 2015

GEORGIA, IL PUZZLE DEL CUORE


A 3 giorni dal ritorno dalla Georgia, Facebook è inondato dai post degli altri cantieristi, che nostalgia!!!
A 3 giorni dal rientro in Italia penso a cosa realmente mi ha dato questa esperienza.
Penso ad Elisa che al momento della formazione da noi a Melegnano ci dice: conoscerete tante persone, una cultura diversa, visiterete posti magnifici, magari parteciperete ad una supra (sì, ma lei non ha fatto 25 brindisi!), ma non aveva detto che avrei lasciato là un pezzo di cuore!!!
Un pezzo di cuore è rimasto là con tutti i bambini e ragazzi con cui abbiamo giocato, riso e cercato di parlare una lingua tra l’italiano, il georgiano e l’inglese, insomma la LINGUA DEL CANTIERISTA!
Un altro pezzettino è rimasto con i volontari che ci hanno aiutato, Bella, Shota, Beka, Kote, Merabi, le mamme e chi più ne ha più ne metta!
Un altro è rimasto con padre Misha, che non ci ha fatto mancare nulla ma anzi ci ha fatto sentire a casa!
L’elenco potrebbe continuare all’infinito e mi accorgo che forse là non è rimasto solo un pezzettino di cuore, forse è rimasto qualcosa di più.
Ma qualcosa è anche tornato! È tornata la voglia di non dimenticare quello che è successo, quello che ho imparato.
Pensavamo di andare, di essere forse gli eroi del mondo e invece scopriamo un mondo diverso, non per forza giusto o sbagliato, ma una realtà che crea degli interrogativi, a cui ovviamente è difficile trovare una risposta.
Insomma il bilancio del cantiere è da 10 e lode!!!
18 giorni incredibili, 12 cantieristi che non si sono fatti mancare niente e non si sono mai tirati indietro, un Padre che come organizza lui una “surpriso” non la organizza nessuno, tantissime persone incontrate che credevamo di cambiare e che invece hanno cambiato noi!!


Voglio dire un’ultima cosa alla maniera georgiana, come accadeva tutti i giorni dopo il campo:
Erti, ori, sami… MADLOBA!!!!
Eleonora

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